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Nel-la [...] è aperta una battaglia politica. Dirigenti come Di Vittorio, Vittorio Foa, Bruno Trentin e poi Luciano Lama sostengono [...] la [...] affermi la validità della [...] in particolare dalla [...]. I timori [...] dirigenti [...] erano riferiti al rischio [...] a detri-mento di una concezione [...]. Il Natale degli [...] A Milano Gli anni Sessanta [...] una ripresa della lotta operaia e delle prime esperienze [...] sindacale. La vertenza degli [...] mila-nesi che manifestano nel giorno [...] Natale del [...] in piazza Duomo, rappresenta una [...] importante di [...]. [...] caldo delle 40 ore [...] del [...]. I metalmeccanici dopo una [...] scioperi e manifestazioni, ma anche da attacchi [...] (Piazza Fontana) conqui-stano il contratto di lavoro. /// [...] /// I 35 giorni alla Fiat La [...] degli anni Ottanta coincide con una delle [...] aspre, condotta nelle fabbriche Fiat di Torino. I lavoratori per 35 [...] di oltre venti-mila licenziamenti, presidia-no con picchetti [...]. Una marcia antisindacale di molte [...] e dirigenti Fiat [...] giornali [...] la conclusione della vertenza. [...] stipula-to [...] Con-federazioni, trasforma i licen-ziamenti in [...] alla cassa integrazione. Le pensioni degli anni Novanta Gli [...] triangolari che stabiliscono la fine della scala [...] un nuovo sistema contrattuale basato su due [...] centro del confronto tra sin-dacati, governi e [...]. Una prima intesa porta la [...] del luglio [...] (governo Amato) ed una seconda [...] 23 luglio [...] (go-verno Ciampi). È [...] invece, sullo stato sociale con [...] governo Berlusconi nel [...] mentre una prima rifor-ma del [...] delle pensioni è concordata nel [...] go-verno Dini. Ora (maggio [...] tutta la materia è [...] centro della trattativa con il governo Prodi. Tutti i segretari della [...] Giuseppe Di Vittorio è [...] Bruno [...] e Achille Grandi, uno [...] «Patto di Roma» che diede vi-ta alla [...]. Il successore del [...] Agostino Novella. Fu la volta poi [...] Luciano Lama che lasciò il sindacato nelle mani [...] Anto-nio [...] al quale seguì Bruno Trentin. Ora è segreta-rio generale [...]. Giuseppe Di Vittorio in [...] novembre 1961 con la figlia Baldina [...] Nella foto sotto Pio Galli Piero [...] Da operaio a leader Il [...] vi proponiamo è de-dicato a Di Vittorio [...] dal romanzo di Pio Galli «Da una [...] di un metalmeccanico» (edizioni Mani-festo). Le pagine che abbiamo [...] racconto delle ultime ore del leader sinda-cale [...] Lecco dopo il suo ul-timo comizio proprio 40 [...] inseriscono in una sorta di «come eravamo» [...] Galli [...] nei suoi ricordi, [...] operaia. [...] della Camera del Lavoro di Lecco. [...] comunale ci ave-va sfrattato dai [...] locali perché doveva farci una scuola. Io avevo in-contrato Giuseppe Di Vittorio, [...] ca-po della [...] in una riunione a Tori-no. Si discuteva di pensioni [...] contributiva. Proposi che la [...] chiedesse [...] di inserire in busta paga [...] marca [...] in modo che i lavoratori [...]. [...] telefonata [...] per verificare lo stato dei [...] contributi, allora sco-privi solo alla fine se ti [...]. Spesso a fronte di [...] anni di lavoro i contributi versati non [...] di [...]. [...] un certo interesse e Di Vittorio la fece [...]. Incoraggiato dal consenso raccolto, [...] riunione an-dai a [...]. Gli raccontai dello sfratto, [...] come avevamo ricostruito un gruppo di giovani [...]. Lo invitai [...]. Ero convinto che dicesse [...] sicuramente impegni più importanti. /// [...] /// Doveva essere da noi [...] e partire il 5 per Mosca. [...] della Ri-voluzione [...] il 7 novembre, coincideva [...] con il lancio dello Sputnik. Lo andammo a prendere [...] Milano, [...] stazione centrale. Arrivò alle sei del [...]. Veniva dalla Puglia, do-ve [...] un giro [...]. /// [...] /// Scese dal treno in-freddolito, [...]. In mac-china abbiamo parlato [...] non aprì bocca. Anita lo seguiva sempre; [...] cuore e doveva essere assistito. Entusiasti per il suo arrivo, [...] stati un [...] imprevi-denti. Gli avevamo prenotato una stanza [...] Moderno, vicino alla stazione, che non era riscalda-ta. Lo accompagnai in albergo a [...] un [...] mentre aprivamo i lavori [...] dal momen-to che sarebbe intervenuto [...] fi-ne. Lasciai con lui Bruno Sacerdo-ti. Dopo qualche istante la [...]. Questa stanza è troppo [...]. Ha bisogno di fare una [...] calda». Sacerdoti lo portò al Croce [...] Malta, in piazza Garibaldi. Quando lo vidi entrare [...] moro di pelle, era ancor più scuro. Entrò nella sala gremita [...]. Fu assalito dai compagni [...] la mano e questo lo ravvivò. Seguì la parte fi-nale [...] prese la pa-rola per quello che doveva [...] ultimo discorso. E quando torna a [...] oggi sono contento perché ho fatto il [...] di-fesa degli altri». Era un uomo grosso [...] tarchiato e ci si aspettava un vo-cione [...] aveva una vocetta sottile. Ma era persuasivo, parlava [...] persone co-me se stesse dialogando con una [...]. Parlò per tre quarti [...] i diplomi agli attivisti che si erano [...]. Poi sedette accanto alla [...] sentiva bene. Anita gli mise alcune [...] della mano e lui le sorbì con [...]. Il sindacato ferrovieri aveva [...] un grande pran-zo e Di Vittorio avrebbe [...]. /// [...] /// Dopo [...] accompagnato, chiamammo i migliori [...] li mandammo al Croce di Malta. Nel pomeriggio avrebbe dovuto [...] ma il parere dei medi-ci fu negativo: [...] dal letto. Qualsiasi sforzo avrebbe potuto [...] fatale. Ritornammo [...] dopo pranzo. Devi riposarti». Il giorno dopo doveva [...] Roma per partire per [...] So-vietica. Al comizio parlai io. Quando spiegammo che Di Vittorio [...] un malore, tutti si spostaro-no sotto il Croce [...] Malta, che si af-facciava sulla stessa piazza. Noi sa-limmo nuovamente. Erano passate due ore [...] gli avevano ap-pena detto che non doveva [...] partire per Roma la sera o la [...]. Non dove-va assolutamente [...] dal let-to. Appena i medici furono [...] Anita [...] a chiave la porta della stanza. Lui era scocciato delle [...] voleva andare in bagno. Cercò di alzarsi, con [...] gambe fuori dal letto e ricadde indietro. Anita aprì la por-ta, [...] «Venite, venite! Peppino sta mo-rendo! Entrammo assieme ai medici. Di Vittorio era rovesciato [...] letto con le gambe fuori. /// [...] /// Un medico mi fece salire [...] cavalcioni su di lui per [...] le braccia e [...] respirare, mentre un altro gli [...] il cuore; chiedemmo una bombola di ossi-geno. Ma in pochi minuti, [...] più grosso degli altri, era morto. Anita si scagliò contro [...]. Dopo un attimo di [...] riavuti. Bisognava avverti-re subito Roma, [...] e il partito, rintracciare [...] alla stampa, fare i [...] la camera ardente. Facem-mo accompagnare la moglie [...] Chiari e ci demmo da fare. Allestita la ca-mera ardete [...] inaugurata, lo abbiamo vegliato tutta la notte. Intanto erano arrivati Amendo-la, Pajetta, Santi, [...] tanti altri dirigenti della [...] della [...] e del Pci. La mattina del 4 [...] il corteo funebre dalla [...] fino a piazza [...] in riva al lago. Da lì fu portato [...] Milano, [...] si tenne una cerimo-nia sul piazzale antistante [...] Ca-mera [...] lavoro e poi in treno fino a Roma, [...] soste nelle cit-tà -a Modena, a Bologna, [...] Firenze [...] tanta gente affollava le sta-zioni per dare [...] Di Vittorio. A Roma i funerali furono [...] manifestazione grandiosa. Pio Galli Quel 3 novembre [...] a Lecco Le ultime ore di Di Vittorio [...] 2. Così scrive, con ragione, Pie-tro Ingrao [...] prefazione a questo libro di Pio Galli: Da [...] sola, autobiografia di un metalmeccanico (edizioni Manifesto). Non è, infat-ti, il [...] spigoloso di un anziano dirigente sindacale, pre-muroso [...] posteri le pro-prie memorie. È la storia, viva, [...] merito della penna di Sandro Bianchi, il [...] pezzo di quel 900 che, appunto, bisogne-rebbe [...] scuole. Scrive ancora Ingrao: «Questa [...] Galli è, innanzi tut-to, una rappresentazione in re [...] in Italia il libero sin-dacato dopo il [...] nazifascismo. Si potrebbe anche dire: è [...] storia concisa, ma di grande immediatezza, di [...] cresciuto da noi il sindacato [...]. È un [...] dunque, un [...] dal punto di vista degli [...]. Un [...] riferito alla loro organizzazione [...] ideali, ma anche alla loro concreta, spesso [...] limi-ti della sussistenza. Così, mentre Di Vittorio [...] Roma [...] con Grandi e Bozzi quel «Patto» che [...] Pio Galli costruiva tra [...] gli embrioni del sindacato [...]. Una storia lunga. Ecco [...] a Brescia, ne-gli anni 60, [...] la [...] Gina e poi la dolce [...] e Ivan. È segretario della [...] capace di affrontare senza [...] e difficile classe operaia, e poi a Ro-ma [...] Bruno Trentin. Sono gli anni [...] caldo. Galli è tra i protagonisti [...] una lotta aspra, anche nel Pci, per affermare [...] di un sindacato autonomo fondato [...] Consigli di fabbrica. Erano scelte che suscitarono [...]. Così come le su-scitò [...] dei metalmeccanici il due dicem-bre del 1977, [...] Roma. Una manife-stazione, fortemente voluta, [...] Pio Galli, divenuto se-gretario generale della [...] osteg-giata da tanti dirigenti [...] Pci: [...] un anno contrassegnato dal terro-rismo e dalle [...] governi [...] nazionale. Affiora-no, nelle pagine di [...] tanti nomi. Non solo quelli, noti, [...] Lama, Garavini, Scheda, [...] Benvenuto, i prin-cipali leader [...] quelli di tanti uomini meno cono-sciuti: [...] Masetti, [...] Boni, Pastorino, [...] Gu-glielmino, Sacerdoti, Giovannini, Gavioli, [...]. Uomini che hanno contrassegnato, [...] presenza, tante fasi della storia sin-dacale. Il racconto di Galli, [...] natia Lecco, presidente del comitato federale del Pds, [...] un [...] («la politi-ca era passione [...] contare, oggi è vissuta come fru-strazione»), ma [...]. Essa riguarda [...] sindacale. I metalmeccanici aveva-no avuto [...] mano [...] ma si erano fermati [...] dal traguardo, obbeden-do alle Confederazioni. Un errore per Galli. Il tema [...] sinda-cale torna [...] proprio in questi giorni, anche [...] tutto è cambiato. [...] un nuovo mondo del [...] spesso, manca quel piacere della sfida che [...] appunto, il gio-vane Pio Galli. Il suo libro può [...] importante. /// [...] /// Il suo libro può [...] importante. (0) (0) ![]()
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