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La cultura reazionaria europea e [...] dei filosofi più mitizzati LAPSUS La lettura [...] un privilegio da ricchi? [...] Sovietica [...] amica degli Stati Uniti va [...] pur-ché mantenga una funzione indi-pendente, disse in sintesi il [...] degli Esteri Molotov. [...] non si legherà a nessuno [...] tantomeno in-tende essere ostile [...] rassicu-rò il presidente del Consiglio Alcide De Gasperi. È questa in sostanza [...] colloquio segreto tra Molotov e De Gasperi [...] 1946, che si svolse a Parigi [...] della Conferenza di Pa-ce. Le cose, poi, sono [...] e forse quello che, dei due, di [...] i fatti dalle intenzioni è stato il [...]. Tuttavia, ora la notizia, [...] è che il verbale di quel famoso [...] appare integralmente ri-portato nel nuovo volume dei Do-cumenti [...] pub-blicati dal Ministero degli Affari Esteri. Il colloquio tra i [...] cordiale: entrambi cerca-rono di essere il più [...] con [...]. Il presi-dente democristiano in [...] far comprendere al plenipotenziario sovietico che il [...] Paese [...] avrebbe intra-preso la strada [...] ad oltranza gradita agli [...] di un deci-so intervento dello Stato nella [...]. De Gasperi esaltò la [...] permette al governo italiano un controllo praticamen-te [...] il sistema ban-cario ed industriale italiano». Il verbale riferisce che [...] Consiglio, «con evidente ap-provazione di Molotov», sottoli-neò [...] controllo che il governo ha «di tutto [...] praticamente na-zionalizzato, non è possibile nes-suna immissione [...] industrie senza il controllo del governo». De Gasperi precisò che a [...] internazionale [...] non aveva «nessuna intenzione di [...] ad una politica ostile [...] sia come grande Stato, sia [...] Stato dei lavoratori, sia anche come Stato slavo». E pregò Molotov di [...] «cir-costanze di fatto che nel periodo attuale [...] e la ricostru-zione [...] ai rapporti con [...] specialmente per gli aiuti [...] a un miliardo di lire. Da parte [...] fece pre-sente che la Russia [...] ha asso-lutamente niente in contrario a che [...] mantenga e coltivi buone relazioni [...] (. Non [...] uno stato che possa non [...] conto del grande valo-re politico ed economico del fat-tore [...]. Se questo vale per [...] Russia [...] maggior ragione vale per [...] le cui risorse sono [...]. [...] per Molotov, era che [...] anche [...] di una sfera di influenza [...] sapesse mantenere la [...] indipendenza e continuasse «ad esercitare [...] funzione indi-pendente politica, economica e di civiltà». ANDREA CARRARO «LIBRI DI TESTO, [...] così titolava ieri questo giornale un breve [...] pa-gine di cronaca, che dava conto sui [...] prezzi di coperti-na dei testi scolastici per [...] e quella superiore; au-menti oscillanti fra il [...] e quindi ben oltre [...]. Qualche giorno fa, invece, [...] avevano riportato un altro, allarmante dato statistico [...] che trascurabili, [...] in Italia: diffuso ovunque [...] anche fino al [...] al Sud. È difficile non vedere [...] dati. Vi si ag-giunga quello [...] pro capi-te in un anno e il [...] esce è quello di un paese ignorante [...] si legge pochissimo, dove in molti casi [...] ad abbandonare la scuola -anche quella [...] -perché stu-diare è diventato [...] pochi possono permettersi. Gli editori si difendono [...] sul prezzo della carta che aumenta. Sarà pure vero, ma [...] che essi combattono la re-cessione sfornando nuove [...] tre anni; edizio-ni che presentano (con poche [...] aspetto ti-pografico ma marginali variazioni di contenuto. E poi [...] totale di edizioni tascabili, [...] «campagna libraria» che comincia a marzo e [...] i rappresentanti delle case editrici con un [...] omaggio che inevitabil-mente vanno poi ad incidere [...] copertina. Certo, questa politica degli [...] attuabile senza la discrezionalità e la scelta [...] parte degli insegnanti, anche supplenti an-nuali. È pur vero che [...] garanzia di autonomia e di libertà didattica, [...] con il diventare uno stru-mento perverso di [...] danni degli studen-ti. Al di là di [...] salta comunque agli occhi una contraddizione macroscopi-ca [...] mercato li-brario per sopravvivere tende alla diminuzione [...] tutti i settori (i [...] i Miti Monda-dori nonché [...] di tascabili), fuorché in quello scolastico. In altre parole, tutti [...] soltanto i classici -si possono leggere a [...] quelli che si devono leggere. [...] DI IERI ieri ri-portava [...] del vicepresidente [...] italiana editori: «La spesa [...] scolastici (di oltre 700 miliardi) è uguale [...] mamme spendono per la [...] ai loro figli, a [...] spen-dono per i loro prodotti di bellez-za». Sarà vero anche questo. Però è un fatto [...] in libri di un an-no scolastico nella [...] è di [...] lire e sfido chiunque [...] stessa som-ma in [...] o in gel. Usare dati e percentuali [...] cre-do che serva solo a confondere le [...]. E non giova a nessuno, [...] agli editori, che soffrono [...] per il mercato in restrizione [...] causa [...] in aumento. Assai più utile sarebbe [...] che non siano soltanto «tampone», bensì capaci [...] strategia culturale a lun-go termine, nella quale [...] e non -tornino a essere con-siderati per [...] e che sono sempre stati: ben al [...] loro «valore» merceologico, come una risorsa vitale [...] la crescita e lo sviluppo cul-turale di [...]. Laddove si riu-scissero a [...] per tutte quelle sacche [...] (anche di ritorno) che [...] consistente nume-ro di nostri connazionali, si aprireb-be [...] un mercato com-pletamente vergine di potenziali [...]. Laddove si recuperas-se [...] di studenti in fuga [...] si potreb-be investire su di loro negli [...] facoltativi. [...] Il nazismo di [...] SOSSIO GIAMETTA [...] molte cose importanti del libro [...] Martin [...] e Hannah Arendt -Una storia [...] la più importante è certamente la dimostrazione del carattere [...] di [...] e della [...] filosofia. Per quanti motivi di [...] possa [...] avuto con [...] di partito (di cui [...] il suo cuore batteva, senza ombra di [...] causa del nazionalsocialismo. Al trionfo di questa [...] a suo stesso dire, con la [...] filosofia. Con essa intendeva «rin-giovanire la Germania [...] della tecnologia, dal-la decadenza e [...] comunismo». Dopo la guerra ammise [...] non cambiò idea. Come avrebbe potuto? La [...] fede era stata la [...] vita e la [...] filosofia, ed era ancora la [...] filosofia. La sconfitta aveva ucciso la [...] spe-ranza di vittoria, ma non la [...] fede, né la [...] filosofia. Ma in questo Dio [...]. Rimase, dice la [...] «impenitente, inflessibile, senza alcun [...]. Non abiurò, non ritrattò, [...] le atrocità naziste: né pubblicamen-te né privatamente, [...] fronte a Hannah Arendt o a Karl Jaspers». Invece la sconfitta aveva [...] filoso-fia, sebbene solo da [...] diventata popolare tra gli epi-goni. Con la sconfitta della Ger-mania [...] ancor più so-stanziale [...] britannico dietro la vittoria [...] storia aveva fatto calare definiti-vamente il sipario [...] si-stema di valori aristocratici, legati al declinante [...] di cui la [...] filosofia era, dopo quella [...] Nietzsche, [...] grandiosa trasfigurazione. Le letture del [...] Elfride [...] la moglie di Martin, [...] fin [...]. Aveva fatto leggere al [...] per il quale, secondo [...] ogni altra lettura. Entrambi crede-vano che soltanto [...] radicale, una [...] come diceva Hitler, si [...] la Germania e ristabilire la [...] guida politica e spirituale [...]. Dopo il crollo della Germania, [...] «pensava che [...] non esi-stesse più. Le forze del male, [...] la tecnologia, contro cui aveva combattuto, erano [...] stavano uccidendo. La Germania e il [...] paese e [...] ideo-logia capaci di invertire [...] decadenza [...] era-no falliti». [...] diceva: «Sta-lin non ha più [...] di dichia-rare guerra. Ogni giorno vince una battaglia. Ma nessuno se ne [...]. Per noi non [...] scam-po». Queste dichiarazioni faceva-no indignare Jaspers. Perché se-condo lui [...] non capiva che la Germania [...] la strada a Stalin e che la [...] conduceva alla «visione mostruosa» di una distruzione [...] il terre-no a [...] vittoria del totalitari-smo, come [...] del 1933 aveva preparato il terreno a Hitler. Per questo esaltava su [...] la Arendt, che queste [...] capite ed espo-ste nel suo Le origini [...]. La concezione della Arendt [...] quella di [...] ma soprattutto posteriore. Tra lo-ro [...] quasi una generazione di differenza [...] lei era vissuta in America, mentre lui se [...] ri-masto nella [...] baita in monta-gna, dove a [...] era mancata la corrente elettrica e [...] veniva attinta da un pozzo. Inoltre, con [...] campagnolo ba-varese, [...] dice Claudio Magris, sembrava [...] nani. La Arendt vedeva la [...] nella decadenza [...] di fascismo e comuni-smo come [...] opposti e simmetrici, accomunati dalla vio-lenza totalitaria. Lei era uscita dal [...] era rima-sto, cioè dalla [...] una terza via. Di fronte ai [...] aveva creato: sistema parlamentare, [...] al disopra della razza e del sesso, [...] alla vita politica nel senso illustrato appunto [...] Arendt [...] Vita [...] in genere la sana [...] progresso tecnico, insomma tutto ciò che oggi [...] due opposti totalitarismi si riuni-vano fuggendo verso [...] proprio i valori demo-cratici fossero iscritti nella [...]. La giustificazione storica Questa [...] che lo condanna insie-me [...] filosofia, ne costitui-sce però anche la giustificazione [...]. La filosofia, in quanto con-templa [...] cose sotto [...] è indipendente dalla po-litica. Ma si forma ogni [...] un nucleo organico di sentimenti, che è [...] concre-zione storica. [...] era mosso dallo stesso [...] «buon europeo» di Nie-tzsche, dal suo stesso [...] aristocratici e della grande cultura creata [...]. Volle quindi, come Nietzsche, [...] la forza, unico mez-zo rimasto, contro quella [...] come [...] verti-cale dei barbari: la [...] egualita-ria, distruttrice dei valori indivi-duali, la corrosione [...] delle nazioni euro-pee e il comunismo materialisti-co, [...] negatore dei valori della terra e del [...] ogni spiritualità elitaria. Erano gli ideali della [...] cultura tede-sca, prima di trasformarsi in ge-nocidio [...]. Adesso che i giochi [...] i problemi si sono evoluti in sensi [...] non si tratta tanto di accusare [...] salvo per [...] che anco-ra esercita il [...] di [...] e [...] af-finché non sussistano più, [...] dubbi svianti e inoppor-tuni. Oggi è quasi impossibile [...] in cui filosofava-no Nietzsche e [...] e in cui si [...] euro-pea , perché la tendenza allora dominante [...] e quel-lo che allora era bene oggi [...] viceversa. Ma chi si fa [...] verso uomini e cose non può non [...] della storia recente, [...] più adeguata. Il diavolo è fi-nito [...] prima era ap-parso come un angelo risplen-dente. Conta [...] assodato [...] del pensiero di [...] per-ché è una chiave indispensabile [...] interpretare una filosofia oceanica e caotica, immersa in una [...] ambiguità che si può [...] come una volta [...] de-finì Essere e tempo, «teologia [...] e insieme «puro atei-smo», senza meritare lo scherno con [...] commentò questa apparente contraddizione. /// [...] /// Arriva su [...] un nuovo personaggio di Cinzia Leone La satira ha preso il taxi insieme a Lola RENATO PALLAVICINI [...] sei anni pulivo le [...] il carburatore, a diciotto solo io posso [...] sul mio taxi». I piedi, invece, sul [...] Lola ce li mettono in molti. E che piedi! Un taxi molto particolare, [...] a nessun numero di tele-fono e che [...] pa-gine di [...] perché Lola e il [...] creature a fumetti, partorite dalle matite raffinate [...] Cinzia Leone. Le avventure di Ta-xi Girl, [...] mese dopo mese, dal gennaio di [...] due tavole alla volta [...]. Una misce-la di fumetto [...] satira politica, tra Chandler, Cuore e Il Male, [...] meccanismo narra-tivo semplice ed efficace: un cliente [...] corsa, [...] e anche un frammento [...] o meno celebre, più o meno virtuosa. In fon-do, come dice Lola [...] pri-ma avventura: «un taxi è [...] come lo studio dello strizzacer-velli. Solo che il lettino, [...] è il sedile di dietro». Sul sedile di Freud Su [...] più econo-mico (ma non ci scommetterem-mo) dei [...] Freud salgo-no, come si è visto, alcuni «miti» [...] i protagonisti dello sport, i leader politici. Una [...] che si esibisce in uno [...] e vuole, per una volta, cam-biare abiti per davvero [...] vestire panni e ruoli diversi; un allenatore come Julio Velasco, [...] in-callito che non si arrende [...] fronte [...] cattiveria di un gruppo di [...] una Veronica Lario in fu-ga da Arcore; un altro [...] come Walter Veltroni, che vuole [...] un hooligan. In fondo parliamo la [...] è un [...] come met-tersi alla prova, [...] e nei tic della nostra generazione. Lola, la protagonista, questi [...] e partecipa della loro vita, spesso immedesimando-si, [...] come fareb-be uno psicanalista, a prescindere dalle [...]. Consiglia al meglio Veronica Lario [...] prende anche qualche sbandata amorosa, pro-prio per Velasco». Nel mirino di Cinzia Leone [...] taxi di Lola si incontrano e si [...]. Tra i prossimi anche [...] Enzo Siciliano in cerca di idee e di ispirazioni [...] Rai (le va a cercare in un [...] tombe di Moravia e di Pasoli-ni), e [...] Dio. O magari sul taxi [...] Valerio Merola che però non riesce a [...] possono immaginare per-ché. Insomma qualsiasi personag-gio della cronaca [...] essere messo sotto tiro da questa diciottenne sen-za leggi, [...] legge che è il senso [...] e [...]. I luoghi [...] Lola è nata dalla passione [...] Cin-zia Leone per i taxi: «Mi sono sem-pre sembrati [...] luoghi [...] possibile [...] sem-pre sognato di dire a [...] tassista: [...] porti in [...] di [...] permettere una fuga lontano, alla Chi [...] visto? Il tassista è un [...] ideale e la letteratura [...] ha bisogno di com-plici, ciascuno [...] noi ne avrebbe tanto bisogno. Poi io guido volen-tieri, [...] uno dei momenti di massima concentrazione e [...] mi sono venute in mente mentre guidavo, [...] ferma ai semafori». Da Il Male a Corto Maltese, [...] Comic Art a [...] e poi illu-strazioni, campagne [...]. Cinzia Leone, giornalista pro-fessionista [...] di riviste, non rinuncia al suo ruolo, [...] proprio del cronista: inda-gare e raccontare, mettere [...] la realtà e i suoi protago-nisti, anche [...] sinistra, dalla [...] parte. E poi, secondo me, loro [...] se [...] forse persino li aiutia-mo a [...]. Penso che Ber-lusconi, a [...] sia un [...] cambiato e chissà, se [...] prima Tangentopo-li, sarebbe cambiato pure [...]. Sta a vedere che [...] diventa uno strumento di reden-zione! E poi se i [...] troppo, ci spiazza-no, ci vengono a mancare [...] del nostro lavo-ro». Giornalismo per immagini Un [...] giornalista per immagini, che Cinzia Leone pratica [...] corsi di [...] (che, nonostante il nome, [...] Perugia e Gubbio), la scuola do-ve insegnano [...] Jacopo Fo, Sergio Staino [...] in quelli sul fumetto [...] Europeo del Design. E forse a que-sto [...] meglio dise-gnando che scrivendo, [...] riesco a raccontare quello che succede, ma [...] quello che non è successo e che [...]. /// [...] /// E forse a que-sto [...] meglio dise-gnando che scrivendo, [...] riesco a raccontare quello che succede, ma [...] quello che non è successo e che [...]. (0) (0) ![]()
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