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Che quiete beata mi [...]. Il Vesuvio lontano fumava, [...] Napoli [...] una sottilissima striscia biancastra se-gnava il limite [...] campi ster-minati [...] del cielo e del [...]. Messomi a sedere sopra [...] al grande spettaco-lo, quello che godessi non [...] cosa si dicessero fra loro in quei [...] cuore e il mio cervello, nemmeno saprei [...] che il cuore mi doleva, e che [...] somigliano troppo al dolore, [...] male questa povera creta umana. Mi alzai dopo poco, e [...] su per una [...] ripida e tor-tuosa, accompagnato dalla [...] dolorosa contentezza, [...] verso la piccola città di Capri. [...] su su, e ripensando alla [...] di [...] singolare, e più che altro [...] sinistra figura di Tiberio, non mi sarei mai immagi-nato [...] quel [...] di ridicolo che avrei trovato [...] divagarmi su quel-le spiagge malinconiche dovesse appunto [...] da lui. Tutto là è Tiberio, [...] come lo chiamano quei [...] Hotel [...] Villa di [...] Bagno di [...] Piazza di [...] Salto di [...] insomma da tutte le [...] ne ho riso di grandis-simo cuore, quando [...] per [...] ripetere doman-davo spesso a [...] -E quelle rovine? -Il castello di [...]. Lo strapazzo che si fa [...] nome di Tiberio su [...] non ha confronto con altri [...] genere. Povero Tiberio, quanta ferocia sprecata [...] pauroso col suo nome questo [...] tea-tro delle sue ultime [...] sangui-nose! Ogni cosa è piccola [...] strade strette, le case pic-cine piccine, i [...] bassi bassi, le piante rigogliose, ma piccole [...] fa meravi-glia che anche gli uomini non [...] al metro di tutto ciò che li [...]. Le loro casuc-ce rimpiattate [...] di cedri e di olivi sembrano bianche [...] di contenere una famiglia di pigmei; e [...] stonatura che facevano coi loro abitanti, tutte [...] scorgevo comparire su la porta [...] di questi [...] un uomo il quale [...] agli stipiti e toccando con la testa [...] volte almeno più grande del vero. Quando poi qualcuno si [...] mi parevano addi-rittura ritratti di figure colossali, [...] cornice. Tutta questa piccolezza diven-ta poi [...] nella piccola città di Capri (Capre per quegli abitanti), [...] per la quale mi pareva [...] dentro una casa di cui [...] gran piazza rappresen-tasse una modesta sala [...] e le strade, gli anditi [...] comu-nicazione fra quella e le altre sue piccole e [...] stanzet-te. Le [...] che stanno a [...] seta sulla porta di strada, [...] porgono fra loro le bionde matas-se e si dicono [...] orecchi i loro innocenti segreti, da un lato [...] della via, senza [...] da sedere. Sembra tutta una fami-glia; una [...] famiglia ordinata e [...] in mezzo alla quale ci [...] cordialmente ospitati, perché tutti vi guardano, o vi sa-lutano [...] vi sorridono piacevol-mente. Quanto debbono [...] buoni i Capresi, che [...] numerosa famiglia vivono in tan-ta pace ed [...] tan-ta allegrezza serena! Un paese ben coltivato, [...] il grano spunta ver-de in abbondanza, le [...] ciascun ceppo si abbarbi-ca a un olmo; [...] corrono dentro i fossi. [...] spicca una cintura di montagne, [...] le nevi abbaglianti, imma-colate, si confondono nel tessuto delicato [...] nuvole. Una grande quantità di [...] contadini che cantano. Per il resto, i [...] no-stri e le coltivazioni sono sviluppate [...] al medesimo grado. [...] domenica, gli abitanti hanno scar-poni [...] abiti passabili; niente stracci. Sono molto festosi, conversano [...] piazza; alcuni giocano alle bocce, altri alla [...]. Le lo-cande e le [...] più spor-che né più vuote di quelle [...]. Il soffitto è sostenuto [...] ci sono sedie, tavoli, credenze in legno [...] per le bottiglie munito di due madon-ne. Nella sala [...] si trovano di regola [...] cerchiate con assi massicce, e ho potuto [...] vino non è caro. A di-versi ganci di [...] quarti di carne. In un paese fertile [...] propri prodotti, il benessere è naturale. La locanda si riempie, [...] arriva con [...] madre, in abiti vistosi, [...] sulla testa, un bel sorriso sulle labbra. Allegria brillante e civettuo-la della [...] i giovani incomin-ciato a [...] intorno con quella cortesia tenera [...] felicissi-ma, voluttuosa, [...] è propria degli italiani. Sulla cima di un [...] una doppia file di arcate sovrapposte, appare [...] suoi piedi, un torrente solca il ter-reno [...] volteggiando tra il greto ciottoloso; al di [...] si allunga sulla groppa della montagna. Si deve salire a [...] sole ardente, e [...] alla fine di un [...] sottili colonnine, si entra [...]. [...] una costruzione che non ha [...] bisogna averla vista per avere [...] e del genio del medioevo. Con [...] di Dante e i Fioretti [...] France-sco, è il capolavoro del cristianesi-mo mistico. Ci sono tre chiese, [...] sopra [...] costruite ordinata-mente attorno alla tomba [...] san Francesco. [...] è stato alzato al [...] corpo di questo ve-nerato santo che la [...] vivente e sprofondato nella preghiera nel fondo [...] inaccessibile. La chiesa più bassa [...] nera come una tomba; vi si discende [...] le torce; i pellegrini si tengono ai [...] procedono a tentoni per toccare la grata. Ecco la tomba ri-schiarata [...] fascio di lu-ce simile a quello del [...]. Alcune lampade in rame [...] vi bruciano eternamente, come stelle perdute in [...]. Il fumo sale serpeggiando [...] e lo spesso odore dei ceri si [...] cantina. Il custode ravviva la [...] questo fiammeggiare improvviso nella oscurità orribile, al [...] ossa [...] morto, ricorda certe visioni [...] Dante. Questa è la fossa [...] santo che, in mezzo alla putredine e [...] nella [...] cella di terra viscosa [...] luce [...] del Salvatore. Ma ciò che non [...] con le parole è la chiesa mediana, [...] spiraglio, sostenuto da arcate che si curvano [...] il cui studiato effetto di schiacciamento fa [...] ginoc-chia. In cima, la chiesa [...] tanto brillante, tanto aerata, tanto trion-fante quanto [...] bassa e grave. Se ci si lasciasse [...] si potrebbe credere che nei tre santuari [...] rappresentare i tre mondi: in basso, [...] della morte e [...] del sepolcro infernale; nel [...] del cri-stiano che prega, lotta e aspetta [...] alla prova sulla nostra terra; in alto, [...] la gloria sfol-gorante del paradiso. [...] TAINE [...] en [...] Parigi, [...] Hachette, 1914 traduzione di Giuseppe Gallo A Modena un tabaccaio si offerse ad incollarmi [...] bolli su le cartoline illustrate; un caffettiere [...] di offrirmi un caffè senza cicoria. Queste garbatezze non sono [...] ebbero la virtù di farmi vedere soltanto [...] Mo-dena. Io trovai dunque Modena [...] epiteti di «ben costrui-ta» e «felice» che Senofonte [...] a tutte le città [...] Minore; e le sue [...] anche senza il geometrico rettifilo moderno; de-corose [...] fa-sto architettonico; silenziose sen-za tristezza. [...] classicità ha rav-volto gli [...] lieta armo-nia; e se la torre della Ghirlandi-na [...] ridono di giovanezza i visi delle donne [...] nero; e il mercato fa testimo-nianza della [...] terra. La vasta piazza ducale [...] popolata che dalla statua [...] Ciro Menotti. Eppure era molto! [...] è risolu-to e calmo; [...] imberbe e giovane, il suo [...] cittadino, lo stesso candore [...] simboleggiare la purità [...] e insieme la paziente [...] si ribella alfi-ne per il diritto alla [...]. Non così, o buon [...] Rudolf Meyer, sono effigiati gli eroi della tua [...]. La spada che impugna Ciro Menotti [...] arma caduca nel tem-po, necessità del momento: [...] non seppi allora, né so, se congratularmi [...]. La Serra? Lama Mocogno? /// [...] /// Confesso la mia ignoranza; [...] molti di questi luoghi né meno di [...] trovo modo di confortare questa ignoranza se [...] io la condivido con molte perso-ne. Strana cosa! La materia è vasta; [...] per questo che gli studi della sto-ria [...] nazionale so-no accuratamente evitati. Dopo un sommario esame del-la [...] del [...] 8 [...] mio interlocutore che la Serra [...] a 800 metri; Pavullo è più in basso, ma [...] sale ancora a 1300; Pievepelago [...] sino al fiu-me; però [...] svaria con la [...] selva a 1340, e la Lima si na-sconde in fondo alla valle. ALFREDO PANZINI La lanterna [...] Diogene Milano, Treves, 1907 Alcuni miei compagni di viaggio [...] poco del mio cibo, poi tutti si [...] e io me ne andai in giro [...] sentendomi già come riposato dalla amicizia di [...]. Essendo in viaggio da [...] più del paesaggio, del re-sto notturno, erano [...] ad attirarmi. Mi fermai fra un [...] ragazze chias-sose intorno a un calmo e [...]. Subito notai la bellezza [...] di tutta la gente che [...] a sud di Roma. E non erano, come [...] romani, ma giovani bor-ghesi di non so [...] collinosa. La loro bellezza si [...] nella vita cittadi-na, nel senso di una [...] consapevolezza delle maniere, ma ciò che più [...] nati-va purezza dei loro sguardi. Gli oc-chi, il colore [...] dei capel-li; la luce era nei denti [...] perfino. Questo e i loro [...] vivaci, tutto li rendeva in-fantili e puri [...] che li dominava. La ragazza più bella [...] che abban-donare il proprio braccio sulle spal-le [...]. Poi lo toglieva e [...] abbandonava sulle gi-nocchia in attesa del braccio [...] sue spalle, più vigoroso ed esi-gente certo, [...] ancora. E tutto era piacevole [...] affettuoso e limpido da far dubitare, perfino, [...] e sorella. Anche le altre ragaz-ze [...] quel ragaz-zone, e chi metteva un dito [...] chi lisciava il suo braccio nudo e [...] un ca-pello dalla [...] camicia, tutte non potevano [...] di [...] contat-to con lui. Ma un contatto chiaro [...] da qualsiasi lubri-cità. E piuttosto che [...] era in quelle fanciulle, meno [...] della «fidanzata», qualcosa come un af-fettuoso e un [...] dolente riconosci-mento di una superiore [...] e di tanta felicità meritata. [...] del resto non trascurava [...] donne con qualche frase. Una medaglietta sacra brilla-va [...] del suo petto e questa mi parve [...] meglio avrei ricordato di lui. La valle era là [...] buia, coi lumi addormentati a fior dei [...] un sonno ad occhi aperti. Il giorno dopo mi [...] sotto il calmo rumore della pioggia. Mentre mi vestivo la [...] un suono malinconico di piffero e organetto [...] la finestra. In quel momento il [...] strascicato e vidi nel bion-do incerto sole [...] spo-starsi giù per la strada in discesa [...] un vento che io non potevo capire. Ma ero ansioso di [...] con quella campagna. Scesi giù verso valle, [...] tra sentieri fitti del rosa e del [...]. Udivo i rari canti [...] di là dalla siepe un vocio di [...] incontro. Sbu-carono fuori sul mio [...] mi videro rimasero attoniti. Dovetti ridere, parlare per [...] corsa interrotta, e così re-stai solo di [...]. Restai immobi-le, in piedi, [...] il fitto foglia-me. Poi vidi una capretta nera [...] con delicatezza i germo-gli. La guardavo mangiare e [...] aspettare che [...] si accorgesse di me. SANDRO PENNA Un [...] di febbre, Milano, Garzanti, [...] «Che quiete beata allora» «Ogni [...] piccola in [...] annota Renato Fucini in [...] lettere che compongono il volume «Napoli a [...] dei suoi libri migliori, scritto quasi di [...] il soggiorno nella città partenopea compiuto su [...] Pasquale Villari. La lettera, la settima, [...] maggio 1877. Vi sono descritte le [...] occhi sognanti a Capri. Piccola era anche la Modena [...] primo Novecento che Alfredo Panzini ritrae sinteticamente in «La [...] di Diogene», storia divagante di una peregrinazione in bicicletta [...] del Nord, tra Milano (dove lo scrittore risiedette per [...] trentina [...] e la costa romagnola. Piccola [...] a cui sono dedicate [...] efficacemente ellittiche del [...] en [...] dello storico e critico [...] Hippolyte Taine, da noi noto purtroppo quasi solo per [...] letteratura naturalistica. Piccola la Frosinone in [...] Sandro Penna durante il suo «Viaggio in [...] di cui parla in [...] raccolti in «Un [...] di febbre» che meglio [...] rapporto particolare, febbrile appunto, con la realtà. La selezione è ostentatamente incongruente: Capri è una delle mete principali del turismo internazionale [...] richiamato soprattutto dalle bellezze naturali [...] Assisi una località che deve la [...] fortuna alle memorie francescane e [...] medievale che [...] urbanistico ha fortunatamente conservato; Modena [...] oggi uno delle città più [...] Romagna, e lo sviluppo conosciuto [...] trova riflesso nel [...] tessuto urbano che si è [...] allargando intorno al centro storico di antiche origini; Frosinone [...] comune che per lungo tempo ha svolto soprattutto funzioni [...] carattere [...] e che solo negli [...] decenni ha conosciuto un significativo [...] del settore industriale con la conseguente modernizzazione del suo [...] urbano. Ma la scelta ha [...] plurimo. Con disinvolta presunzione vuole [...] grandi centri di attrazione che hanno [...] notevole nella storia del [...] Italia. Nel medesimo tempo vuole [...] località che i turisti colti o no [...] sufficienti motivi di richiamo. [...] vero che con il [...] si sono ampliate le ragioni che inducono [...] territori [...]. Non solo i resti [...] Romanità [...] i capolavori del Rinascimento. Anche la presenza etrusca [...] quella dei Camuni nel Nord, il barocco [...] il liberty attraggono visitatori [...]. [...] anche vero però che [...] ai luoghi in cui la concentrazione di [...] straboccante se ne contrappongono altri che sono [...] frequentati. Va detto poi che [...] sono tutti oggi poco letti o comunque [...] quanto meriterebbero. Negli scaffali delle librerie, [...] non si trovano, o si trovano con [...]. Taine in gran parte [...] tradotto; del resto a scuola di regola [...] soltanto (quando lo si cita), non lo [...]. Di Fucini in commercio [...] libro; e solo qualche libro si trova [...] Panzini pubblicò in vita con successo. Quanto a Penna, il [...]. Esiste [...] completa delle sue liriche. Ma quanti lo conoscono [...] Pochi. I poeti, gli specialisti [...]. /// [...] /// La scelta mira dunque [...] questi autori della penosa disattenzione sofferta. E mira anche a [...] carattere vario degli italiani sul quale ciascuno [...] sofferma più o meno diffusamente. /// [...] /// E mira anche a [...] carattere vario degli italiani sul quale ciascuno [...] sofferma più o meno diffusamente. (0) (0) ![]()
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