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Il testo prosegue «quando [...] eventi umani diventa necessario per i popoli [...] che li legano ad altri, costituirsi in [...] sovrana ed assumere tra le nazioni della [...] assegnato loro dal diritto nazionale di autodeterminazione, [...] si deve [...] della società internazionale e [...] che essi dichiarino le ragioni che li [...] separazione». La dichiarazione di indipendenza [...] descrizione delle «diversità» e con [...] delle ragioni della secessione [...] uno stato che ha [...] occupato nel tempo, attraverso [...] burocratico, il sistema economico e sociale della [...] e dei relativi vantaggi [...] italiano. Per concludere «la [...] è una repubblica federale indipendente [...] sovrana. A sostegno di ciò ci [...] gli [...] agli altri. A scambievole pegno, le [...] nostre fortune e il nostro sacro onore». [...] è [...] adatto: catena di montagne [...] la sor-gente del grande fiume. Perfino mandrie di miti [...]. Pian del Re e, [...] Pian della Regina, sono imbandierate: ci sono [...] Lega e quelli occita-nici. /// [...] /// Prima raccoglie [...] con la sacra ampolla [...] il suo grido di guerra: «Il mo-mento [...]. Abbiamo avuto pazienza per [...]. Ora le coscienze sono [...]. [...] venuto il momento di [...] Stato centralista di Roma. Sappiamo per-fettamente che quello [...] compiere è un atto illecito rispet-to alla Costituzione [...] noi confidiamo nella coscienza della [...] dei popoli che si [...] nel diritto internazionale». [...] e venti di vo-lo dal Lago di Varese. Ad [...] al Pian della Regina [...] qualche cen-tinaio di persone. /// [...] /// Rapida corsa in macchina [...] Po. Anche lì poche centi-naia [...] in attesa da mattino. In quello scenario immen-so [...] del Monviso, non sembrano in tanti. Ma arrivare da queste [...] cosa semplice. Ma per Bossi sono [...] «State [...] saremo in milioni anche perchè è chiaro [...] della pioggia messa in atto da Roma [...]. [...] il tema do-minante del rito [...]. La purezza [...] sorgiva diven-ta il filo [...] discor-so: «Siamo venuti [...] per prendere la rincorsa [...] Venezia, [...] quello che succederà domenica. E non a caso [...] perchè su questa montagna [...] del grande fiume, il Po, che ha [...] pianura, la gran-de [...]. I nostri avi non sbaglia-vano [...] come un dio. [...] del Po è costitutiva [...] co-se è dentro in tutto ciò che [...] alberi, canneti, prati, persone, [...]. [...] sempre [...] è chiara, limpida e [...] il nostro è un atto di grande [...] dovuto che non poteva più essere rinviato: [...] repubblica federale di [...]. Così [...] chiara la porteremo a Venezia [...] la vuotere-mo [...] ai quattro punti cardinali». Enfatico e appassionato Bossi, [...] rivolu-zione che [...] può ormai [...] si lancia nel panegirico [...] una nuova nazione: «I po-poli di origine [...] pa-dana compiono un atto dovuto per impedire [...] cultura, della loro società. Non è so-lo un [...] ma qualco-sa di più importante. [...] non è ancora uno Stato [...] democratico. Risorgimento leghista Ed ecco [...] del Risorgi-mento: «Grandi atti di eroismo subito [...] immolati dalle logiche del potere. Così oggi noi possiamo [...] Italia [...] Austria e Roma con Vienna. Ecco perchè è giunto [...] troncare ogni compromissione col potere centrali-sta di Roma». Segue il momento del [...] «Abbiamo [...] in mille modi a cambiare le cose, [...] realizzare uno Stato più leggero ed efficiente [...]. Quella fu una Lega di [...] di passione, di combattimen-to. /// [...] /// Roma ha com-messo [...]. Ognuno muore così come [...]. Roma non è stata [...] che la casa sta là dove batte [...] il cuore della [...] non batte a Roma. Così ab-biamo dovuto scegliere [...] baratro o salvare la [...]. E oggi [...] un [...] che si [...] propria forza. Ed ecco la risposta [...] oppone ai progetti separatisti: «Ognuno dica quello [...] giusto, è demo-cratico. Ma alla fine a [...] nazione padana che oggi muove i primi [...] alla faccia del Monviso». La gente si sgola [...] Ma lui corregge subito: «Non [...] non sono mica un santo. Ces-sate le grida, riprende [...] «Fissate bene nella memo-ria questo momento, guardate [...] vicino, ricordate, nei mo-menti tristi e in [...] ore. Certo ora è difficile dare [...] una co-scienza politica alla [...] ma dalla nostra parte abbiamo [...] atto compiuto di trasparenza. Sì, siamo davvero fortunati, [...] fermati in tempo [...] totale. Uomini liberi a casa [...] tutti popoli, generosi con tutti, ma padroni [...]. [...] il tripudio, alimentato dalle ulti-me [...] che sono dedicate a [...] politico avversario cita-to in questo [...] frangente, perfi-no positivamente descritto, [...] è di [...]. Il raccontino è noto: «Mi [...] che a [...] fine sa-rei rimasto solo [...] dei fucili dei carabinieri dal momen-to che [...] dei bottegai. Certo è un modo [...]. Allora io gli ho [...] padani sono popoli da battaglia. E se sarò davanti [...] non ci sarò certo da solo». Chiude col letterario uno [...] per uno: «Ricordate che ovunque voi siate [...] voi e voi sarete con me fino [...]. [...] da Pian della Regina alle [...]. /// [...] /// Lì [...] molta più gente ad [...]. Il comizio serale ricalca [...] sorgente. Intanto a Torino si [...] polizia e un corteo di giovani dei [...] altri citta-dini che manifestavano contro la Le-ga. Ai Murazzi del Po, da [...] lato del fiume la fiaccolata leghista (molte migliaia di [...] i [...]. In mez-zo, a presidio [...] polizia. Che carica quando un [...] tenta di sfondare i cor-doni. Ci sono alcuni contusi [...] diverse automobili danneggiate. Gli scontri proseguono mentre [...] si scioglie. A tarda se-ra Bossi [...] commenta-re gli incidenti. Bossi: «Non ci fermeranno» Partita [...] giorni leghista, scontri a Torino «Da oggi [...] uomini inizia una grande rivoluzione. Nessuno può fermarci. Dalle sorgenti del Po, Bossi [...] suo grido di battaglia. È il via alla [...] «Domenica saremo in milioni. [...] unico avver-sario politico citato [...] prologo: [...] è di va-lore. In serata a Torino [...] e autonomi sui Murazzi del Po. /// [...] /// [...] nelle recenti elezioni, ha [...] Lega di Bossi, raccogliendo la protesta di [...] davvero Roma sia in-sieme lontana e ladrona, [...] che il duro lavoro della terra comporta. Gente di po-che parole, [...] aveva votato [...] e del tutto dimentica [...] delle facilitazioni che [...] capitale, in cambio, aveva [...] marasma fisca-le e al moltiplicarsi dei lacci [...] spesso corrotta bu-rocrazia. Non credo che da [...] in molti per la «tre giorni del Po» [...] Umberto Bossi. Tra i filari vanno [...] con le loro ce-ste, i [...] è tempo di raccolta [...] Chardonnay e il Pinot nero, in attesa che [...] il li-vello zuccherino di moscati, bar-bere, dolcetti [...]. Ma non sarebbero partiti [...] avessero avuto la possibilità: non ne ho [...] con la secessione. [...] grati al leader del Carroccio [...] la «sve-glia » che ha dato al paese, ma [...] due o più [...] non vogliono [...] parlare, e [...] dei procla-mi e degli inviti [...]. Loro che, in questi [...] i grappoli dalle viti hanno bisogno di [...] marocchini, tailandesi e filip-pini, braccia di extracomunitari, [...] sul mercato del lavoro a sopperire i [...] mano [...] locale, già scarsa di [...] nulla inten-zionata a partecipare alle aspre fa-tiche [...]. Altro che «terroni». E poi [...] non è solo «po-litica» e [...] tributario. I viali delle rimembranze [...] prima guerra mondiale han-no ancora fiori freschi [...] che indicano il nome [...] del fante, [...] mortò lassù nelle trincee [...] gli austriaci, e nelle piazze di ogni [...] grondano di elenchi di vittime di tutte [...] sono venute dopo: Abissinia, Spagna, fronte francese, Albania, Russia, Libia. Guerre «giuste» e in-giuste, [...] e di ra-pina, comunque tutte combattute col [...] gli scarponi di cartone, con le mitra-gliatrici [...] no-me [...] e del suo tricolore, [...] immemore, ma sempre tuo «paese». E per le curve [...] collina è sempre Italia che incontri, con [...] fresche con sù incisi a decine i [...] per la libertà, fucilati o impiccati, durante [...] contro la guer-riglia partigiana. E se leggi quei [...] erano originari di ogni tipo di ogni [...]. Dicono le cronache che Umber-to Bossi abbia preso [...] nella [...] marcia sul Po, dal Pian [...] Re dove il grande fiume ha le sue ori-gini [...] che abbia abbia raccolto in [...] un [...] di quelle acque sorgive. Chissà se qualcuno gli [...] sulle balze, sui picchi e sui prati [...] coro-na alla nascita del padre della pia-nura [...] radunati centinaia di giovani e meno giova-ni, [...] il 1943 e il 1944, per [...] vita ad una delle [...]. Anche loro vole-vano qualcosa [...] diversa che uscisse per sempre dalla vergogna [...] una guerra insensata e perduta, di un [...]. Fra lo-ro [...] operai della Fiat, impie-gati [...] della burocrazia mussoliniana, carabinieri che si erano [...] della Re-pubblica di Salò, sbandati della [...] Armata, dissoltasi, come le [...] ufficiali della scuo-la di Pinerolo. A nessuno veniva chiesto [...] fossero, bastava che voles-sero [...] libera. E il meridio-nale, e quanti [...] impossi-bilitati a raggiungere le loro [...] lontane, ancora una volta impara-va a condividere con il [...] il poco cibo, il freddo intenso, lo scarso vestiario, [...] del rastrellamento, una morte crudele. E se alla testa [...] nero e ardente del [...] Pompeo Colajanni (Barba-to) o il viso severo e compassato [...] Fiat, [...] vi face-va caso, perchè il comando, quegli [...] guadagnavano sul campo, ogni giorno. E i loro padri [...] Garibaldi [...] Mazzini, e quei nomi ancora oscuri di [...] al ventennio fascista, nelle galere o [...]. E nelle vallate accanto [...] quelli di Duccio Galimberti, di Livio Bianco, [...] Nuto Revelli, di Giorgio Bocca che si richiamavano ad [...] «Giustizia e Liber-tà», dei fratelli Rosselli, e [...] ancora credevano nella monarchia e in Badoglio, [...] punto tutti concordi: via i tede-schi [...] per fare insieme del [...] di diverso e di degno rispetto al [...]. Del resto ovunque vai, [...] vecchia e nuova ti [...] affascina con i suoi ricor-di, con storie [...] di sangue e di sofferen-ze, di riscatti [...] di fati-che e di voglia di vivere. [...] di Bossi, che lui lo [...] o meno, nelle acque del Po [...] tutto questo. Nessun depuratore, nes-sun atto [...] riu-scirà a [...]. Non si spacca un paese, [...] in trattoria, in una notte insonne. /// [...] /// Non si spacca un paese, [...] in trattoria, in una notte insonne. (0) (0) ![]()
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