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La [...] comunicatività era resa immediata [...] e giochi sapientemente dosati di passióni elementari. Volò [...] mondo la fama dei [...] Victor Hugo: Jean [...] Cosette; Fantina, [...] dei Miserabili] Quasimodo di Nostra Signora [...] Parigi; del vecchio saltimbanco, della bimba cieca [...] orrendamente sfregiato [...] che ride. Nei romanzi popolari (da [...] alla infinita serie di quelli rimasti ignoti) [...] accoppiarsi ai principi ereditati dalla Rivoluzione francese [...] sociale, materiato di pietà pei poveri, sotto [...] ideologie socialiste. Ma, più tardi, il [...] pretesto per creare lo sfondo a romanzoni [...] a prevalere motivi passionali di lega sempre [...] di Concezioni nettamente reazionarie man mano che [...] commerciale rendeva queste opere particolarmente redditizie. La borghesia aveva interesse [...] un così valido strumento per imbrigliare e [...] che, attraverso il socialismo, tendevano sempre più [...] non solo sul piano economico, ma anche [...] e, quindi, politico. Così [...] cessò di essere protagonista [...] questi romanzi in cui [...] graziosamente sostituita da amabili conti [...] marchesi, in una cornice di ricchezze e di lusso. Più tardi, la vita [...] dominanti dovette accogliere in pieno la ricca [...] (Il padrone delle ferriere di [...] è la prima riscossa [...] industriale contro la nobiltà). Da allora eroi ed [...] solo rampolli della nobiltà ma ancora banchieri, [...]. La letteratura narrativa [...] Ottocento e dei principi [...] in Italia ebbe il suo maggiore esponente [...] D'Annunzio) [...] rivolse alle classi ricche: i romanzieri minori, [...] Da Verona, dettero al [...] una letteratura [...]. Il [...] si scostò, [...] le si avvicinarono solo gli strati della [...] dai fascinatori miraggi di una vita illusoria, [...] da . Ne derivò la creazione [...] femminile che è òggi alla [...] svolta di degenerazione coi [...] fumetti, di cui tanto ci siamo fino [...] e di cui tanto si sono interessati [...]. UNA ISPEZIONE di Massimo [...] si legge [...] e capita [...] anche a noi di scrivere [...] egemonia, [...] ecc. Egemonia è una bella [...] greca, anzi è la trascrizione in caratteri [...] parola greca che significa « direzione suprema [...]. I greci la usavano [...] potere supremo conferito ai capi degli eserciti [...] egemoni, cioè condottieri, guide. Lo stesso significato la [...] in latino, e poi in italiano, soprattutto [...] supremazia di uno Stato o di una [...] Stati o città minori. Il concetto di « [...] applica anche, nel linguaggio filosofico del materialismo [...] di una classe; della borghesia; del proletariato [...]. Il termine viene ricondotto [...] significato etimologico, ma in senso generale collettivo: [...]. Tutti, i miei colleghi [...]. Io non li conosco [...] mi immischio mai nei fatti altrui; ma [...] ognuno di loro deve avere qualche grosso [...] per lo meno desidèri smodati, di ogni [...]. Ma quando uno, come [...] modesti, è parco nel mangiare e nel [...] vizi, non fuma, non legge giornali, non [...] quando uno non ha la necessità di [...] o alla bisca, ma [...] tranquillamente a casa [...] e va a letto [...] addormenta subito senza bisogno di consumare il [...] romanzi per [...] sonno; quando uno sa [...] per benino gli abiti e la biancheria, [...] quando uno, insomma, è sobrio e onesto [...] desidèri, e, pagata! E la carriera c'è, [...] dica! A soli quarantacinque anni [...] al Ginnasio superiore e con [...] della direzione che fanno, [...] lire al mese. Ancora : che cosa [...] raccontare i colleghi, di ingiustizie, di favoritismi, [...] uno fa e peggio lo trattano? Fandonie, [...]. [...] : io io sempre fatto [...] mio dovere, fatto lezione con cura, corretti i compiti, [...] il voto al deputato ministeriale, mai un rapporto, mai [...] giorno di congedo: insomma, non per dire, ma mi [...] portato molto bene. E il Ministero mi [...] per sogno : come [...] fossi. In dodici anni di [...] di sette trasferimenti; ed ora sono [...] a San Silvestro, ben [...] paese comodo, tranquillo, senza distrazioni, senza tentazioni [...]. Non mi poteva toccare una [...] più adatta. Certo in tutte le [...] oltre [...] un po' di fortuna. /// [...] /// E anch'io, bisogna che [...] mia fortuna [...] a-vuta. Se non era di [...] questa buona sede e queste cinquecento lire [...] la direzione non le avrei. Pensare che quando mi [...] trasferimento a [...] io ne fui malcontento! Andai, sì, perché mi [...] entusiasmo; anzi! Sarà bella, sarà artistica, [...] volete; ma noi siamo di [...] razza. Che cosà importa a [...] e del Tirreno, e del Jonio, e [...] Io non sono poeta, e me ne vanto; [...] non sarei quello che sono. Mi inetto in treno, [...] quattro giorni; poi a Villa San Giovanni [...] lo stretto; Messina; via attorno all'isola, poi [...] San Luca finalmente smonto, poi in una pestifera, [...] nòn si finiva mai. Ci vogliono cinque ore per [...] in cima, a [...]. Un paese? Ché. Una schiena d'asino, [...] vie a destra in giù, [...] vie a, sinistra, in giù : sporche, [...] tutte a pietre aguzze. Trovare ima stanza in [...] Per fortuna so accontentarmi; mi accomodai a un [...] vitto e alloggio: [...] non [...] male. Nelle belle giornate dicono [...] laggiù in fondo, il mare. Io, a [...] la verità, non ce [...] mai visto. Vero è che non mi [...] mai curato di [...]. Avevo altro da fare! Ogni mattina, intanto, al Ginnasio. L'albergo era nel punto [...] paese. Poi su, su; in [...] era alla fine delle case. Poi su, su, su: [...] salita da muli, e si era al Ginnasio. Perché [...] prima un terremoto aveva [...] locale solito, e ora si faceva lezione [...]. A mezzogiorno giù, alla [...] nuovo su, su, per le lezioni pomeridiane [...] e il venire, si [...] tempo libero a rampicare su o a [...] quei sassi. Bisogna sapere che in [...] le cinque classi del Ginnasio. Il Direttore la quinta, [...] poi un altro la seconda e terza, [...] terza era stato trasferito e nessuno ancora [...] a [...]. Il Direttore faceva anche la [...] e iov il francese, quel po' di francese che [...] nelle tre ultime classi, una miseria. Ora avvenne che il Direttore, [...] quale da sette anni a-spettava di [...] mandato alla [...] città, Caltanissétta, ebbe il trasferimento [...] in febbraio. Pare che in quel [...] trovasse nessuno disposto a [...] là; insomma, con un [...] a me [...] della direzione per il [...]. Mi misi subito di [...] riordinare [...]. Anzitutto la distribuzione delle [...] i registri? Tutta una invenzione mia; [...] sistema del povero Gabba alla scuola Tecnica! Insomma, per non tediarvi [...] : [...] camminava sulle rotelle. Una ispezione, lo sapete, [...] certo effetto. È vero che questa [...] eppoi io ero sicuro del fatto mio. Ma volere o no, [...] una ispezione lo fa sempre. Un ginnasio va male per [...] per otto, per dieci anni: un bel giorno si [...] in mente di [...] una ispezione. Un povero diavolo che [...] due mesi non può [...] rifatto tutto [...] qualche cosa da rimediare [...] resti. No : [...] viene, sente in fretta, [...] non distinguere vi schiaffa una bella nota [...] nella schiena fin che campate. Insomma, jo ero seccato. [...] andava bene, sì; la [...] in u-na caserma. Ma chi poteva conoscere [...] quei signori? E questo era il [...]. Piuttosto: come insegnava [...] con gli occhiali d'oro a [...] la [...] mezz'oretta di lezione: ricordo che [...] parlava [...]. Il Guappi lo avevo [...] Roma, due anni prima, sulle scale della Minerva, [...] avevo parlato. Un barbone e due [...] doveva essere cattivo. /// [...] /// Quella mattina del giovedì [...] mai. Intanto, per tutta la notte [...] occhio. Poi alla mattina per [...] bene, una cravatta buona; perché, volére o [...] personale vale qualche cosa: un professore, dite [...] non è uno straccione. Eppoi su, [...] prima [...] a [...] bene tutte le aule, i [...] le lavagne. E alle otto e [...] a cominciare le lezioni. La corriera di San Luca [...] alle otto e mezzo: [...] perché era un giorno piovoso: si poteva [...] nove e mezzo gli [...] sarebbero stati al Ginnasio. Io spiego, spiego (ricordo che [...] Sallustio : [...] quid [...]. E io [...] a [...] a commentare. Vedevo bene che gli [...] con il pittore Guttuso durante il [...] Congresso della Cultura [...] per me, naturalmente la [...] alla quarta, poiché [...] un alunno solo, lo [...] in un banco a parte, e stava [...]. Al professore di prima, [...] più anziano, detti il francese; la matematica [...] : e tutto fu a posto. Ordinai ogni cosa su [...] disciplina severissima. I quindici allievi dovevano [...] portone cinque minuti prima [...] veniva il bidello ad [...] io presente; li mettevo per due, e [...] scala : si entrava nel corridoio. Là dovevano dividersi, sempre [...] portarsi ciascuno davanti alla [...] classe. Poi venivano i professori, [...]. /// [...] /// E sempre io, io [...] a sorvegliare. Lo stesso ordine rigido [...] il resto: per la presentazione dei compiti, [...] per le lezioni. Sapete che anche in [...]. Per esempio, piace a [...] ragazzi, con licenza parlando, al cesso? Intanto prima delle dieci [...] poteva [...] di uscire di scuola. Poi, per [...] del pomeriggio, la primaria [...] quinta potevano andare il lunedì, il mercoledì [...] le altre due negli altri giorni. Ci vuol metodo in [...]. E se gli allievi [...] un punto di meno : un altro [...] punto di meno. /// [...] /// Per domani, da [...] a [...] da « angoli coniugati A [...] B » a « come [...] dimostrare ». Queste erano le [...] lezioni di matematica. Dunque si aspettava là [...]. Un giorno [...] era di lunedì [...] si seppe che, finalmente, sarebbero [...] al giovedì : e che sarebbero stati il prof. Rubini pér le lettere [...]. Guappi per le scienze. Del Rubini avevo piacere [...] mio professore di lettere greche [...]. Mi riportava, di colpo, [...] lontani. Mi pareva di [...] : quando entrava, sempre, [...] quindici minuti (era divenuto un orario), alto, [...] loro, aspettavano. Ma io non volevo [...]. Arrivando, dovevano sentire subito [...] Ginnasio, perdio, si faceva lezione. E parlavo, parlavo forte, [...] bene; fin dal basso della scala; e [...] dal primo momento: [...] c'è che dire, il [...] Battei [...] si risparmia. E guarda [...] e parla: sbircia, e [...]. Erano le dieci e [...]. Io non ne potevo [...] che anche gli scolari ormai pensavano a [...]. Non importa: non potevano [...] minuti. Forse qualche incidente alla diligenza, [...] il fango? [...] ego [...] viro [...] impune iudicare. E guardo [...] le undici! Cinque capitoli di guerra Giugurtina [...]. E i miei professori, [...]. Ci ridevano, loro. [...] se il Ginnasio va male, [...] cade sulle spalle del Direttore. Li saluto: arrivederci alle [...]. Era spiòvuto, ma un [...] si dire. Mi avvio giù, a [...] giungo [...] paese, corro [...]. Un signore alto, secco, [...] d'oro. Dove sono? E [...] Sono andati a riposare? Di [...] No, professore. [...] più piccolo, con un [...] due occhi vispi. /// [...] /// E che ne so [...] Non hanno detto niente. Sono scesi, mezzo bagnati. Quello magro ha cominciato [...] non ne poteva più. [...] dice: « Dove sta [...]. Io gli spiego: « Di [...] su. Neppure mi lascia finire: [...] Ancora [...] »; dice [...]. E quelle con la barba: «È meglio far prima colazione », dice. E io gli dico [...] I maccheroni con le alici, eccellenza ». Quello fa una smorfia come [...] avessi detto: « C'è della. E io: « Una [...] proprio ora; e [...] alle cinque [...] ma quella della sera [...] ». Ed è quello che [...] anch'io, allora, e poi per un pezzo. /// [...] /// [...] stata o non [...] luglio, quando passai da Roma [...] in vacanza al mio paese, alla Minerva [...] avevo delle ottime note degli [...] Rubini e Guappi, « [...] ordine, lo zelo e la modernità con [...] ordinato e diretto [...] ginnasiale di [...] » : precise paróle. /// [...] /// E perciò quando vi [...] per la reggenza di superiore con [...] fisso della direzione, riuscii [...] e ora son [...] a soli quarantacinque anni, [...] posizione, morale ed economica, in un paese [...] distrazioni, senza tentazioni di spese inutili. Vedete, dunque, se non [...] dire che quando si è onesti, e [...] desidèri limitati, questa del professore governativo è [...] carriera! È nàto a Como [...] 1884, 1 nostri auguri [...]. /// [...] /// È nàto a Como [...] 1884, 1 nostri auguri [...]. (0) (0) ![]()
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