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Voce un [...] arrochita, ma non emoziona-ta, Massimo [...] conclude il suo primo [...] in-torno alle 13,15, ribadendo un doppio concetto [...] filo conduttore alle 27 pagine di testo: [...] è «un giro di valzer» del trasformismo [...] esecutivo figlio di una situa-zione complessa, nato [...] di necessità, ma nel pieno rispetto delle [...]. Un governo che conferma [...] del rapporto tra centro e [...] ma che segna anche la fine di una [...]. Sì, [...] guidato da un uo-mo [...] Pci, «è il segno si è voltata [...] storia è cambiata in modo irreversibile». Non [...] una «svolta brusca», dice [...] è il frutto di anni [...] evoluzio-ne politica. Sbaglia chi [...] parte del mondo cattolico), «vuo-le [...] sul passato» senza [...] sinistra», [...] il rapporto ormai solido e [...] col sociali-smo europeo. Cita Leopardi e so-prattutto Aldo Moro, [...] e spiega così la [...] personale condi-zione: «So di dover [...] per fortuna non da solo, una sfida dif-ficile. Messaggio in linea, nei [...] che [...] ha voluto dire, per [...] primo discor-so da presidente del consiglio, ad [...] con serenità ed equilibrio». [...] del paese. Al Polo il [...] rinnova un invito: scriviamo [...] rifor-me indispensabili per completare la transizione al [...]. Alla Lega [...] per attuare davvero il federali-smo. A [...] nel contesto di un [...] riferimenti ai temi dei diritti, della giustizia, [...] donne, [...] meno che «distante dai [...]. Come dire: [...] di queste setti-mane. Messaggio raccolto? Chissà. Berlusconi e Fini rinviano [...] ad oggi, [...] risponde un [...]. [...] e interlocutori seguono [...] di discorso in assoluto silenzio, [...] alla fine, quando [...] parla di Cossiga e [...] e dai banchi del centrodestra [...] alzano proteste. Ma più che altro Polo [...] sembrano spiazzati dal modo [...] affron-ta i temi caldi [...]. Berlu-sconi e Fini gridano [...] governo abusivo? «. Non penso che sia [...]. I fatti, ricorda [...] dicono che alla crisi si [...] arrivati perchè [...] lavoro del governo Prodi è [...] interrotto dalla scelta di una parte di Rifondazione [...]. /// [...] /// Al nome di Prodi (il [...] citato da [...] scatta [...] i deputati del centrosinistra si [...] in piedi, [...] capo del governo si commuo-ve, [...] il [...] si unisce [...]. [...] di fronte a questa situazione [...] ele-zioni, («assolutamente legittimo [...] erano una soluzione utile? La Finanziaria non sarebbe stata approvata, non ci sarebbe stato un [...] nella pienezza dei poteri in una fase cruciale [...]. Bene ha fat-to, [...] rispetto delle regole, il capo [...] stato a verificare la possibilità di una soluzione politica [...] crisi. Sono stati giorni difficili, [...] Prodi e [...] vinto le elezioni») a [...] segretario del partito di maggioranza relativa in [...]. Certo, dice [...] «noi per primi sia-mo consapevoli [...] questo [...] dagli elettori. [...] e Comuni-sti italiani, so-no [...] politici», non di tradi-menti, «sono due episodi [...] fragilità del nostro bipolarismo». [...] ricorso a elezioni, in [...] regole, non è la medicina giusta, dice [...]. Ecco, quindi, [...] questo [...] delle regole» per completa-re la [...]. A Berlusconi un richiamo [...] «Mi [...] a Lei. [...] dai banchi di Forza Italia. E si-lenzio anche dai [...] due formazioni: la [...] apprezza [...] secessionista», e che sembra [...] riforme vere per le autonomie, e soprattutto Rifondazione [...]. [...] parla per «fat-to personale». Altro che equilibri più [...]. A [...] il pre-mier descrive la [...] «acuta ama-rezza» perchè in questi [...] «di [...] assegnato a un uomo della [...] il segretario di [...] una sola parola di sostegno [...] di solidarietà». Governo incredi-bilmente moderato, molto [...] Prodi, come ha detto [...]. Gli obiettivi sono gli [...] fase del governo Prodi: proseguire la via [...] il patto per lo sviluppo di cui [...] Ciampi, raccogliere la sfida di una nuova programmazione, [...] nuova ricchezza, nuova occupazione». Le ricette dello sta-talismo [...] flessibi-lità, riduzione del costo del lavoro per [...] lavoro, dice [...] non sono la nega-zione [...] della politica e della [...]. Tutto questo, spiega [...] nella consapevolezza che [...] è pronta per una sfida [...] al-ta: «Il lavoro e non più solo il rigo-re [...] il vincolo e il parame-tro per la costruzione [...]. Nel complesso la società [...] guarda, dice [...] è una società che [...] ruolo delle donne, dei gio-vani, di chi [...]. [...] sembra lanciare una sfida non [...] a [...] ma a tutti quelli che [...] espresso le-gittime perplessità per una coali-zione inevitabilmente meno omogenea [...] quella [...]. Il [...] affronta un discorso cher accompagnerà [...] dibattito politico degli anni avvenire: è ve-ro, dice, [...] convivono ispirazioni e cul-ture diverse [...] guardano in mo-do legittimo a un possibile appro-do differente [...]. Ossia chi crede [...] pen-sa che [...] tra la sini-stra [...] centro siano una prospetti-va di [...] e lungo perio-do. E [...] chi, come Cossiga, «è [...] coalizione di centrosinistra con-tenga in sè entrambi [...] futuro bipolarismo». Ossia centro e sinistra [...]. È chiaro, [...] cre-de di più nella prima [...] ma, [...] questo nodo, chi ha più [...] da tessere, tesserà. Conclusione: ammettere questo non [...]. Note a margine Occhetto: sì [...] «Se potessi dare un voto per il premier e [...] per il gover-no -ha afferma-to Achille Oc-chetto nella [...] dichiarazione di voto -direi di [...] a [...] per la novità costituita da [...] presiden-za del Consiglio affidata al se-gretario del par-tito da [...] fon-dato, e direi di no al governo perché la [...] formula politica rompe alla radi-ce [...] bipolare [...] per la quale da tempo [...] sento impe-gnato, [...] con una coalizione più vi-cina [...] vecchio centro sinistra». Dirò pertanto sì -ha [...] Occhetto [...] un voto critico, condizio-nato e a termi-ne» [...]. /// [...] /// MARCELLA [...] ROMA Se i sentimenti [...] programmi e sulla poli-tica può anche accadere [...] quantità di applausi vada al presidente del Consiglio [...] proprio mentre quello nuovo, leggendo il suo [...] dedica un passaggio accorato di riconoscen-za mista [...] svolto. Ha cominciato a parlare da [...] Massimo [...] mezzogiorno è scoccato da qualche [...] e a sostenere la voce un [...] roca per la stanchez-za e [...] non basta un ri-corso ripetuto al bicchiere [...] rinnovato, alla bisogna, dai commessi. Davanti a sé il [...] Camera che registra il pienone nei banchi [...] in quelli dei partiti che lo sosten-gono [...] assenza in quelli [...]. Ha co-minciato a parlare [...] ec-co risuonare il nome di Romano Prodi [...] sorridente po-co prima [...] tra gli ulti-mi, e [...] andato a sedere, come un consumato parlamentare, [...]. Il ringraziamento di [...] al leader [...] che ha spianato la [...] governo guida-to da un ex comunista è [...]. /// [...] /// Più di un mi-nuto [...] Prodi [...] lo riceve in piedi, commosso, e il [...] dopo un attimo di inde-cisione, rompe con [...] applaude anche lui. Sarà, alla fi-ne, [...] più lungo. E forse, nel giorno di [...] staffetta, è giusto che sia andato proprio [...] che con il suo governo [...] consentito al Paese, superan-do scetticismi diffusi, [...] della li-ra [...] ed il risanamento dei conti [...]. [...] esat-ta è durato il discorso [...]. Chi si aspettava un [...] di guerra ha do-vuto aspettare un bel [...] Violante fosse costretto a ri-correre al campanello [...] le intemperanze di un drappello di deputati [...] battagliero di altri. /// [...] /// Forse anche perché le «aperture» [...] dialogo hanno spiazzato [...] che pure è stato compagno [...] strada (e po-trebbe tornare ad [...] delle riforme. Per il resto qualche [...] sa-lienti, [...] per il lavoro a [...] giovani, da quello per uno stato sociale [...] quello per una società più a misu-ra [...]. Un sorriso generale quando anche [...] scappa il [...] mi consenta. /// [...] /// Deputati, pub-blico, una quantità [...] stipati in tribuna come sardine. Sui banchi del governo, [...] uomini che solo qualche mese fa sarebbe [...] insieme. Giuliano Amato e Oliviero Dili-berto [...]. Il più «gettonato» è Lamberto Dini [...] riceve un numero considere-vole di messag-gi. Ma Rosy Bindi gli [...]. Luciano Violante poco prima di [...] la parola a [...] ave-va invitato a rinviare a [...] i complimenti e le congratula-zioni. Qualcu-no, evidente-mente, non ha [...]. Si sgomita un [...] nella compagine governativa. I posti (a sedere) [...]. Non ce [...] per tutti. Da vero gentiluomo il [...] Ayala [...] il suo a Giovanna [...]. Dopo poco anche Edo Ronchi [...] stesso con Laura Balbo che per un [...] discorso è rimasta in piedi, un [...] defilata. Intorno alle due file [...] sedu-ti lì [...] stato possibile ministri e [...]. Spicca la giacca rossa [...] Rosa Russo [...] Antonio [...] ascolta assor-to. Il suo non sarò [...]. È dal suo ministero [...] attende la svolta decisiva per la vita [...]. Carlo Scogna-miglio fa registrare [...] assen-za di governo. Lì, a sinistra [...] nel-lo stesso scranno dove [...] qualche giorno fa sedeva Massi-mo [...] ma due posti più [...] trovato posto Walter Vel-troni. La delegazione di Rifonda-zione [...] dei Comunisti italiani di [...] che ha mantenuto lo [...] prima. Solo che al suo fian-co [...] più Fausto [...]. E neanche Oliviero Diliberto [...] scruta [...] ma è seduto al [...]. Tra il pubbli-co, un [...] in disparte, ad ascolta-re il [...] di [...] an-che la [...] mamma. N Poco più in là [...] lo staff [...] ex se-gretario. I collaboratori «politi-ci», da Fabrizio Rondolino [...] Gianni Cuperlo. Ma anche gli uo-mini [...] gli autisti Al-berto, Roberto, Alceo e Domeni-co, [...]. Presenze impor-tanti nella tribuna [...] parlamentari. Ci sono Gerardo Bianco [...] Giorgio Napolitano che mettendo a disposizione il suo mandato [...] ha facilitato non poco il difficile lavoro [...]. Il discorso fila via. /// [...] /// [...] quarto con la voce [...] roca ed un altro strappo al protocollo [...] in tasca che fa sem-brare «normale» al Paese [...] sta accadendo in [...]. /// [...] /// [...] quarto con la voce [...] roca ed un altro strappo al protocollo [...] in tasca che fa sem-brare «normale» al Paese [...] sta accadendo in [...]. (0) (0) ![]()
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