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È [...] della [...] ovvero della po-litica del significato [...] del bisogno di senso. La rivista che dirige, [...] già nota nei circoli [...] è affermata nel grande pubblico quando i Clinton [...] il loro legame con le sue idee. Hillary gli dedicò un [...] di citazioni del suo pensiero, nello sfortunato [...] il progetto di riforma sa-nitaria, [...] del [...]. Da allora Michael Lerner [...] come il «guru» della first lady. Poi è venuta la [...]. Adesso [...] raccoglie le criti-che da [...] di Clin-ton. E gli spazi davvero [...]. Dopo il [...] Bill, e cioè il [...] federali per il soste-gno alle famiglie povere, Lerner [...] dei suoi ex illustri amici. Gi-ra per gli Stati Uniti [...] suo ultimo libro manifesto, «La politi-ca del [...]. Ricostruire la spe-ranza in [...] ed ha organizzato negli stessi giorni della Convention [...] Chicago un summit del suo movimento [...] e il significato. È la prima di una [...] di manifestazioni con le quali si propone di dare [...] al desi-derio di cambiamento e [...] per una politica costretta alla [...] del minore dei due mali. Il Par-tito democratico lo [...] nella battaglia per motivare gli elettori avranno [...] lui. Michael Lerner, intellettuale ebraico [...] uno dei pochi capace di un dialogo [...] neri (celebre il [...] realizzato con Cornel West «Ebrei [...] Neri») sostiene che dal duplice falli-mento dei conservatori [...] si può uscire solo con [...] della religione e di [...]. Quanto alla socialdemocrazia la [...] maggiore creatura, lo Stato [...] suo «mostruoso» sistema burocratico. Clinton si è spostato [...] il [...] Bill», per vincere le [...]. [...] In questo modo può anche [...] perché ha di fronte una opposizione banale, inconsistente e [...] di un focus politico, specialmente in [...] ma non risolve il problema [...]. Certo se avesse dovuto [...] più caratterizzato, più orientato verso i valori [...] della destra, come Buchanan o [...] allora avrebbe dovuto tirare [...]. Politica senza principi, lei [...] chi ne ha di meno? Forse Clinton [...] è riuscito ad eliminare dalla scena tutte [...] in modo che la campagna elettorale diventi [...] per la scelta tra due personalità. E questo è un [...] Clinton perché è più gio-vane, ha più [...]. I repubblicani hanno bloccato [...] Congresso [...] piano sanitario na-zionale della Casa Bianca. Se i de-mocratici riprendono [...] Parlamento non vogliamo concedere a Clinton [...] di ritentare la [...] riforma? No, perché prima [...] suo pia-no per la sanità, nella [...] ultima ver-sione, è un [...] nessuno vuole più, neppure dentro il governo. Era un disastro dal [...] in tutti i sensi, qualcosa per cui [...] pena di mobili-tarsi dal momento che la [...] fondo consisteva in questo: prote-zione sanitaria universale [...] alti profitti alle compagnie di assi-curazione e [...] salute. E poi i democratici [...] riavere il controllo del Congresso; se anche [...] alla Camera non ce la faranno mai [...] Senato. Quindi al guasto del [...] Bill» non seguiranno misure [...]. La [...] critica al piano sanitario di Clinton è una occasione per chia-rire la [...] «politica [...] signor Lerner. Il progetto di rifor-ma [...] tipo socialde-mocratico [...]. E la strada maestra [...] è stata finora quella dei diritti socia-li [...] Stato, in questo caso il diritto alla salute. Lei avver-sa questa idea. Ci spieghi perché. La mia critica riguarda [...] in cui la sinistra e la social-democrazia [...] provvi-denze sociali, nel caso della salute attraverso [...] vale a dire attraverso [...] di cure. Come funziona? Che uno consegna [...] denaro a della gente e pensa in questo modo [...] adempiuto ad una obbligazione. Questa è [...] del sistema di [...] di Clinton, erogare del [...] alla gente: adesso andate [...] del libero mercato e [...] se non ce la farete, avrete alme-no [...] non mo-rire di fame. Che cosa vuol dire [...] questo atteggiamento «oggetti-vo» verso le provvidenze sociali? Critico [...] del tutto privo di elementi soggettivi, critico [...] quale non si manife-sta di fatto alcuna [...] individui e le loro vite, verso quello [...] accadrà loro. È semplicemente un modo [...] propria coscienza, di evitare, sì, che qualcuno [...] ma senza manifestare davvero nessun senso di [...] altri. Questo me-todo viene adottato [...] evitare che la gente si arrabbi e [...] dei disordini, ma in questo modo di [...] non [...] nulla che rifletta amore, [...] quanto [...] di prezioso negli esseri [...]. Il risulta-to è che [...] benefici so-ciali di questo tipo non si [...] pensa di essere il destinatario delle attenzioni [...] concittadini e dei suoi vicini. E nep-pure chi paga [...] sente come chi ha [...] di compiere un gesto [...] di cura per dei suoi consimili. [...] impresa [...] tutti si sentono deruba-ti, perché [...] quel meccanismo non si esprimono amore, cura, impegno e [...] reciproci. E la destra cerca [...]. La destra in questo [...] che da farsi [...] e dire: «Noi [...] vostro problema. Dal mo-mento che nessuno [...] che voi paghiate e dal momento che [...] questi soldi non cam-biano la situazione e [...] eliminiamo questa spesa così non pagherete più [...]. Clin-ton non ha saputo offrire [...] al-ternativa, ha semplicemente fatto [...] la posizione della destra, [...] qualche scrupolo di [...]. La crisi dei sistemi [...] è in ogni caso [...]. Quale via [...] ci offre la [...] La nostra proposta consiste nello [...] di gettare la gente sulle stra-de e di organizzare [...] transizione verso un sistema del tutto diverso in cui [...] comunità siano incoraggiate a prendersi cura al loro interno [...] individui che ne hanno bisogno. Per ottenere questo dobbiamo impe-gnare [...] individui direttamente a [...] cura gli [...] degli altri. Non si tratta allora [...] denaro ai pove-ri, ma di [...] alle comunità e asso-ciazioni [...] mec-canismi attraverso i quali i membri di [...] coinvolti nella vita di coloro che sono [...] dalla società. Si impiega meglio il [...] si dà a una par-rocchia per attivare [...] interventi per i senza casa piutto-sto che [...] dà direttamente a lo-ro, perché la parrocchia [...] soltanto un tetto, ma anche un ambiente [...] cibo, ma anche valori, anche aiuto nella [...] lavoro. Non si ottiene il [...] agenzie di esperti pagati ed esterni alla [...] la comunità stessa che de-ve essere impegnata. Il passaggio [...] stata-le, garantita, oggettiva alla [...] Chiese e delle associa-zioni volontarie non è un [...] che [...] Qualcuno potrebbe [...] così, ma io dico [...]. Ho fatto [...] delle Chiese, ma mi [...] alle comunità e alle associazioni, a tutti [...] so-cializzazione compresi quelli sporti-vi. Certo che se parliamo [...] Chiesa [...] Italia il discorso potrebbe essere frainteso, dal [...] Chie-sa cattolica è a [...] volta una grande organizzazione [...]. E io non raccomanderei di [...] il sistema di [...]. Abbiamo bisogno di una [...] locali di iniziati-va, mentre la Chiesa di Roma [...] che [...] struttura di potere che [...] e nel proprio accre-scimento più che in Dio. In ogni caso nella [...] visione della riforma del [...] la religione ha una parte [...]. O mi sba-glio? Non [...] questo campo senza qualche forma di im-pegno [...]. Ma par-lando di religione [...] ita-liano voglio essere molto cauto. Oc-corre uno sforzo perché [...] differenze tra la scena americana e quella [...] soprattutto [...]. Vorrei che fosse chiara [...] pluralità delle comunità cui mi riferisco quando [...] negli Stati Uniti. La questione essenziale, per [...] negli Stati Uniti, è che abbiamo bisogno [...] e spirituali nella vita pubblica per contrastare [...] che sono generati dal [...]. Quando parlo di valori [...] penso [...] al riconoscimento che ogni [...] creato a immagine e somi-glianza di Dio [...] merita di essere trattato come tale. Vista la distanza tra le [...] tesi e le scelte della Casa Bianca, adesso quale [...] il suo rapporto con Clinton? Nei prossimi due mesi [...] linguaggio di Clinton dovrà tornare alla [...]. Forse non la chiame-ranno [...] dovranno per forza [...] le idee. Non ho dubbi su [...]. Lo sentirete nel di-scorso [...] candi-datura alla Convention democratica e in tutta [...]. Dovrà con-vincere i progressisti [...] segretamente, è uno di loro. E [...] in fin dei conti [...] no? Nel numero di settembre della rivista [...] fondo [...] «minore dei mali», che [...] fatto il tema principale della campagna dei [...]. Certo che [...] qualcosa di stringente nella [...] Clinton: «Se si tratta di scegliere tra la [...] e una nuova ricetta conservatrice la gente [...] perciò de-vo spostarmi verso [...]. Ma io non accetto [...] di questo schema opportunistico. La politica del significato [...] la destra che la vecchia linea libe-ral. E per mettere fine a [...] sarei disposto persino a rischiare [...] come presidente. Michael Lerner, prima legato [...] Clinton [...] la [...] rivista [...] e con la [...] «politica del significato», attacca [...] il presidente candidato alla rielezione. Non [...] rinnovamento della politica senza [...] dei valori religiosi e spirituali. Vi propongo una via [...]. DAL NOSTRO INVIATO GIANCARLO BOSETTI [...] INCALZATI dalla marea leghista sembra che ci si [...] il federalismo. La motivazione ricorrente di questa [...] precipitosa è infatti essenzialmente legata al tentativo di disinnescare [...] minaccia secessionista, [...] e [...] gli aspetti di rottura eversiva [...] della legalità costituziona-le. Per chi conosce la [...] Lega, però, questa è solo una speranza remota. Nessuna delle rivendicazioni sulle [...] Le-ga ha tenacemente costruito la propria identità [...] del dialetto lombardo alle [...] sem-brata nemmeno prossima a realizzarsi, fino ad [...] nel dimenticatoio dagli stessi leghisti; eppure la Lega [...] imperterrita ad incassare voti e consensi. Ne deriva che la [...] o il loro raggiungimento non è certamente [...] per il movimento di Bossi. Al suo interno esiste [...] pragmatica ed efficientistica (si pensi, fisicamente, a Pagliarini), [...] co-me incapsulata nel bozzolo grondante ideologie e [...] base molto più attenta ai motivi [...] che a quelli della [...] grimaldello molto potente (la [...] po-trà scassinare la cassaforte [...] rinchiusa [...] realistica della Lega. Di fatto, oggi, [...] narcisistico costruito da Bossi, [...] che si fa di federalismo appare solo [...] della [...] lungimiranza, la possibilità di [...] di avere intravisto per primo una soluzione [...] altri si attardano mentre, con il consueto [...] è già spostato sulla nuova frontiera della [...]. [...] così un senso di [...] orgoglio nei leghisti quando vedono rimbalzare sulle [...] il federali-smo, la garanzia di avere avuto [...] passato federa-lista, [...] alla certezza di avere [...] al loro futuro secessionista. Se occorre varare una [...] nostro Stato in senso federalista bisogna quindi [...] di intrinseca validità di questa formula, nella [...] nella speran-za -che essa possa anche servire [...] proposta le-ghista. Per il resto, [...] ci insegna a diffidare delle [...] avviate sotto [...] emotiva [...]. Non mi riferi-sco solo [...] elettorali. [...] un precedente più re-moto, [...] proprio perché strettamente connes-so al tema della [...] quello legato al modo in cui, agli [...] ci si confrontò con la minac-cia del [...]. ALLORA LA GUERRA, [...] e il conseguente calo [...] in alto i prezzi agricoli procu-rando benessere [...] rurale siciliana che da un definitivo distacco [...] di ve-dere prolungata e stabilizzata [...] prosperità. Gli [...] come direbbero i leghisti [...] quindi al centro del moto separatista e [...] tutta segnata dagli inte-ressi economici, guadagnò consensi [...] a questo si aggiunse [...] con cui la proprietà terriera e i [...] alle riforme economiche minacciate dal vento del [...]. Per affrontare questo miscuglio [...] e di motivazioni pragmatiche si scelse -come [...] fare anche oggi -un doppio binario che [...] pubblico, attraverso un massiccio [...] pubblica, con la concessione di una vasta [...] fu quel-la vera e propria mostruosità [...] rappresentata dallo statuto della Regione [...]. La trafelata concitazione che [...] delle sedute dei primi governi democratici dedi-cati [...] restituisce con immediatezza il retroterra psicologico di [...] e dagli af-fanni. [...] avrebbe dovuto dare impulso alla [...] politi-ca locale, alleggerire la burocrazia centrale, potenziare le responsa-bilità [...] classe politica isolana. Non successe niente di tutto [...] e [...] si caratterizzò come un puro [...] amministrativo senza riuscire assolutamente ad incidere né sugli assetti [...] né tantomeno sui meccanismi di [...] della [...] classe po-litica. Scavalcando le emozioni e [...] necessità, sarebbe meglio [...] ad esempio, sulle conseguenze [...] modello federale a uno Stato, come quello [...] storia da un permanente [...] centro -normativa-mente cogente ma poco legittimato socialmente [...] delle periferie molto forti nei propri insediamenti [...] ma altrettanto deboli politicamente e [...]. È possibile, in questo [...] nostre regioni in altrettanti Stati fede-rali senza [...] la struttura del potere cen-trale? Ed è [...] strada per il presidenzialismo? Sarebbe auspicabile che [...] si potesse discutere senza inseguire le intemperanze [...] Bossi. Michael Lerner Direttore responsabile: Giuseppe Caldarola Direttore editoriale: Antonio Zollo Vicedirettore: Giancarlo Bosetti Marco Demarco Redattore [...] centrale: Luciano Fontana Pietro Spataro [...] 2) [...] Società Editrice de [...] S. /// [...] /// Tanto è vero che [...] ha già rinunciato -con il [...] di pro-grammazione approvato prima [...] -a [...] integralmen-te. Il rischio, insomma (e non [...] per [...] è arrivare al [...] ad [...] che ha sì la moneta [...] ma anche [...] indebolita, un ulteriore aumento della [...] lo Stato sociale messo in di-scussione. È [...] sciocchezza dire che chi [...] è contro [...]. Certo, [...] chi, in determinati ambienti, pensa [...] fuori [...] per trarre vantaggi dalla riproposizione [...] vecchio modello italiano (svaluta-zione e debito pubblico). Ma [...] chi ha la preoccupazione opposta. Che cioè la costruzione [...] ispi-rata al fondamentalismo monetari-sta possa [...] una profonda reazione [...]. [...] il rischio infatti di una [...] di legittimazione [...] europea. [...] che vive, se si fonda [...] quella che è, storica-mente, [...] europea: [...] che è fatta di economia [...] di mercato, di [...] di politiche di pieno impiego, [...] diritti civili. Accan-tonare tutto questo, come [...] per [...] solo con la moneta [...] essere, in prospettiva, un colpo mortale per [...]. Si obietta che ormai [...] più da fare, che non si può [...] il Trattato di Maa-stricht, e che tanto [...]. [...] temo, un profondo difetto di [...]. Quel che oc-corre non [...] Maastricht, ma tornare [...] originaria del Trattato, che [...] abbandonata negli ultimi an-ni, per [...] convergente della burocrazia comunitaria [...] di politica sociale dei governi con-servatori in Germania [...] Francia. Ciò è accaduto su [...]. In primo luogo, la politica [...] con [...] della moneta unica, è divenuta [...] anzi pressoché esclusiva [...] europea. Si è creato uno squilibrio, [...] ha di fatto portato [...] delle politiche economiche e sociali, [...] in particolare [...] occupazio-ne. È stato ricordato nei [...] tentativo di Guido Carli, a nome del [...] inserire un [...] tra i criteri di Maastricht, [...] maggio-ranza degli altri governi. /// [...] /// Ma anche se è forse [...] ri-proporre oggi quella soluzione, è certo che [...] un perdurante e clamo-roso inadempimento [...] europea [...] del piano [...]. Al vertice di Firenze [...] in questo campo sono [...] respinte, nonostante [...] del governo italiano. Ora la presi-denza irlandese [...]. Ecco allora il primo [...] rilancia-re la contestualità delle [...] sociali (le cosiddette politiche di coesione) rispetto [...]. Senza mettere in discussione [...] del-la moneta unica, ma superando la logica [...] sembra essersi impadronita [...]. In secondo luogo, negli [...] i tempi che le modalità [...] monetaria sono stati modificati [...] di vertice, senza controllo e verifica di [...] democratiche, né nel Parlamento europeo né in [...]. [...] della ve-rifica dei parametri dal [...] al [...] e [...] del criterio della [...] dei parametri, sono deci-sioni [...] che non posso-no essere considerate [...]. La sede per [...] è prevista nello stesso Trattato, [...] in-contri periodici tra i governi per veri-ficare [...] le condizioni di adesione. Quelli che Mario Deaglio [...] «falchi di Maastricht» dovrebbero insomma [...] bene il Trattato, prima [...] scandalo. Non si tratta -questo deve [...] ben chiaro -di [...] fuori [...] ma di far sì che [...] si im-pegni per modificare, fin che [...] il tempo, le deviazioni di [...]. Non rinnegando Maastricht, ma [...] originario del Trat-tato. E quindi: politiche europee [...] particolare per [...] ritorno ai tempi e [...] la moneta unica, quali erano sta-ti inizialmente [...]. È questa oggi la [...] sinistra europea; che del resto fu esposta [...] novembre dello scorso anno della delegazione del Pds [...] Parlamento europeo. Credo quindi che la [...] Veltroni vada so-stenuta. Sbaglierebbe gravemente la sinistra, [...] governo na-zionale, a rinunciare alla presenza italiana [...] Europa [...] dalla prima fa-se; ma sbaglierebbe anche ad [...] asfittica e meramente monetaria [...] mentre si delineano tendenze [...] si fa sem-pre più drammatico il problema [...] la mi-naccia di colpire lo Stato sociale. /// [...] /// Sbaglierebbe gravemente la sinistra, [...] governo na-zionale, a rinunciare alla presenza italiana [...] Europa [...] dalla prima fa-se; ma sbaglierebbe anche ad [...] asfittica e meramente monetaria [...] mentre si delineano tendenze [...] si fa sem-pre più drammatico il problema [...] la mi-naccia di colpire lo Stato sociale. (0) (0) ![]()
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