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Nel 1959 [...] rivista [...] pubblica. I tuoi primi racconti. Un anno dopo appare [...] il suo primo romanzo, I [...] di carattere [...]. Invece di scegliere [...] tradizionale strada del pionierismo [...] a lavorare in un colcos di pescatori [...] Ma [...] che scandalizza la critica non è tanto [...] il linguaggio di [...]. Da allora [...] romanzo o racconto di [...] (Le arance del Marocco. A [...] strada dalia [...] tempo, amico, è [...]. I primi quattro sono [...] del dicembre scorso della rivista [...]. Il quinto verrà pubblicato in [...]. Il piccolo [...] Kit, quarto racconto della [...] storia delicata, turbata [...] di un misterioso e [...] quale il padre di Kit deve telefonare [...] tranquillità familiare è [...]. Anche stavolta, insomma, [...] polemizza, ma fonda la [...] In [...] quadro teneramente domestico, con risultati di [...] efficacia [...]. Un attimo dopo la [...] in lui così acuta che lo vidi [...]. Con questo [...] tu ed io voleremo al Polo [Nord. I pescecani sono cattivi [...] Polo Nord tutti gli animali sono buoni. [...] veloce e scivoloso, vero? [...] grande e peloso! Mia moglie entrò nella [...] a [...] andiamocene per i fatti [...]. Uscì con Kit ma rientrò [...] nella stanza e mi [...] fingere. [...] possibile che in tutto il [...] tu non sia riuscito a [...] bene, adesso gli telefonerò. Lei se ne andò [...] quel giorno mi trovai [...]. Mi abbandonai [...] silenzio e fu come se [...] un bagno o una doccia, una doccia riconfortante dopo [...] giornata di lavoro piena in tutte le sue dimensioni [...] rumore di gente conosciuta e sconosciuta. Mi sedetti alla scrivania [...] le mani, percepii con piacere la fredda [...] del tavolo, ripulito da qualsiasi oggetto o [...] adesso a servire soltanto da sostegno alle [...]. Fuori, silenziosamente, il sole [...] macchie gialle del vicino giardino e scompariva [...] casa di fronte, un gigantesco, verticale, imponente [...] ombra e come senza vita. Nel cortile un gruppo [...] sui dieci anni si reggeva sulla tettoia [...] alle cantine. E dalle loro bocche [...] baccano che i vetri [...]. Da dietro la staccionata apparve [...] vecchietta pulita, attenta come un cerbiatto, e [...] verso le cantine. Vedendo la vecchietta i [...] dalla tettoia. Era la solita vecchietta [...] sera nel cortile a respirare un po' [...] che, non appena deposte le sue magre [...] cuscinetto di gomma, diventava Io oggetto dei [...] bambini. Da tempo [...] abituata a loro e [...] pazientemente gli attacchi di questi [...] ai suoi occhi, apparivano come enigmatici, veloci e perfidi [...] domestici: sopportava pazientemente, ma ne [...] paura. Adesso i ragazzi le [...] strada con un getto d'acqua che serviva [...] cortile e saltavano selvaggiamente, le bocche aperte [...] la vecchietta [...] fermata, aspettando che si [...] gioco. Apparve la portinaia, amica [...]. Se questa scena fosse [...] forse suscitato in me collera e dolore, [...] invece davanti ai miei occhi indifferenti come [...] un vecchio film muto. Finalmente la vecchietta riuscì an [...] il cortile senza danni e i [...] terroristi » risalirono sulla tettoia [...] sapendo che la morte [...] vecchietta, certamente ormai [...] avrebbe prodotto nei [...] cuori il primo, anche se [...] vuoto. Sforzandomi di conservare la [...] la mia salutare apa-tia mi avvicinai al [...] a formare quel maledetto numero, come se [...] una coso da nulla [...]. Ma già alla terza [...] inaridire dentro, il cuore e le visceri [...] un rabbioso, palpitante nodo è soltanto alcuni [...] acustici mi liberarono da questa angoscia. /// [...] /// Con chi? Con [...] Con [...] Con [...] Bestemmiai e in quel [...] dalla cucina [...] di Kit. Era infuriato per qualche [...]. Gli succedeva ogni tanto. Kit era stato punito. Sarebbe rimasto in cucina [...] al buio. Di colpo tacque. Mia moglie passò nella [...] letto e si rifugiò in un angolo. Soffriva enormemente quando doveva [...] Kit, questo piccolo bimbo, nostro figlio, di appena [...]. Mi alzai ed entrai [...] sul pavimento alla maniera di un elefante [...]. Arriva il babbo elefante! Dalle profondità della giungla [...] Bimbo! /// [...] /// In persona! In cucina scorsi la [...] sul fondo crepuscolare della finestra. Sedeva sul vaso da [...] qualcosa tendendo le braccia alla finestra dove [...] le luci della casa di fronte. Adesso sono quasi abituato [...] Kit. Sempré più di rado [...] strano senso di incredulità quando corre per [...] in bicicletta. Lo stupore e la [...] mistero dei suoi primi mesi di vita [...]. Adesso mi limito a [...] Kit. /// [...] /// Bambino, figlioletto, il [...] siede sul muretto. Aveva sei mesi quando [...] Kit. Con mia moglie [...] messo nella tinozza e [...] saponosa e spalancava la bocca senza denti. Io gli reggevo la [...] orecchie dei batuffoli di cotone e lui [...] tanto alzava verso di me i suoi [...] sorrideva furbescamente, come se già intuisse i [...] si sarebbero stabiliti tra noi due. In un primo momento [...] come un salsicciotto nel brodo e lo [...] un salsicciotto nel brodo. Lei ci pensò su [...] poi trovò che la mia immagine non [...] estetica. Allora formulai un altro [...]. Mia moglie tacque. La sera stessa. Più tardi, a [...] andando in giro per [...] negli alberghi e nelle foresterie mi capitò [...] fotografia e di pensare [...] questo modo: « come starà laggiù il [...] Kit? ». In seguito gli ho dato [...] infinità di altri soprannomi. Diventò" [...] e [...] e a un certo punto [...] trovò ad avere un [...] appellativo: [...]. Ma tutti questi soprannomi [...] dimenticati e ne restò uno solo, definitivo. /// [...] /// Una pallida luna, con [...] pendeva sulle case. Tacemmo e per un [...] io sullo sgabello, lui sul vaso da [...] perfetto silenzio rotto soltanto (lai sospiri di [...] dal fruscio delle pagine del suo libro Gli [...] Kit brillavano misteriosamente. Era evidente che il [...]. Una patina di riflessione. Entrò in cucina mia [...] Kit dal vaso. Siedi di nuovo e [...]. Tu nón ti sforzi [...]. Balzai dallo sgabello. Faceva già scuro. Kit marciava a gran [...] piccola mano stringeva forte [...]. [...] lei che ha mangiato un [...] di luna. /// [...] /// Quella è [...] Minore. Gli premeva di [...] una famiglia d'orsi. Lo rimisi a terra [...] viale -alberato. Tutte le panchine erano [...] e sotto gli alberi passeggiavano gruppi di [...] da gruppi di ragazzi quindicenni. Una luce intensa e [...] Cavallino Gobbo, grande come un [...]. Era « Il mondo [...] un grande bazar di libri per [...] drizzato da poco nel [...]. I chioschi di vendita, [...] chiusi, ma una luce intensa filtrava attraverso [...] favolosi giganti di [...] era ancora Guarda. [...] disse [...] guarda che bella zietta. La [...] andatura aveva qualcosa di [...] di danza controllata. Camminando le sue ginocchia [...] le falde del bel soprabito. Portava sottobraccio un ombrellino incredibilmente [...] e sottile che sembrava [...] da perno per le sue [...] rotazioni. I suoi ocelli, misteriosi [...] non appena ci scorse. Non la vedevo da tre [...] e [...] tratto mi sentii turbato e [...] come sempre quando mi capitava di [...] o di [...] a lei. E adesso in modo [...] Kit. Che incanto! Con un piccolo schiocco il [...] sul suo capo dando a [...] la [...] persona [...] di una figurina da circo. Lei gli consegnò [...]. I pescecani sono cattivi, [...] è buono. Egli non sa cos'è [...] cosa vuol dire Stato. Non sa che il [...] in due [...]. Non sa nemmeno cosa [...]. Bene o male abbiamo [...] i fenomeni che ci circondano, ci siamo [...] mondo reale, ma lui adesso vive in [...] stranissimo mondo che non ha alcun punto [...] nostro ». Attraverso la [...] manina sentii che ricominciava a [...] di curiosità. [...] chiese [...] Kit [...] Chi è [...] presi in braccio e gli [...] il cielo. Formano una specie di mestolo Quella e [...] Maggiore. Ma cosa sono le [...] E [...] Maggiore? E perchè da [...] nostre [...] gridò allegramente Kit . Kit era sbigottito. Sembrava [...] messo le radici e [...] che parte andare, se verso il [...] il Principe, o il Cigno. Per alcuni minuti pensai [...] della parola, [...] grandi occhi aprendo e [...] senza emettere alcun suono. Poi mi tirò per [...] a gridare e ci precipitammo di corsa [...]. Mi difesi a fatica dalle [...] domande,. Constatai che quasi tutte le [...] emanavano luce e bontà, coraggio, intelligenza popolare, e solo [...] miserabile Avvoltoio [...] sul Cigno rappresentava [...] le forze del male, [...] in lui [...] già infitta la freccia [...] di Guidone. Alla fine, stanco. Kit [...] al Cavallino Gobbo. Praticamente aveva tutti con [...]. /// [...] /// In generale avremmo potuto [...] di queste sciocche spiritosaggini, abituali nel nostro [...] e affrontare subito i problemi che ci [...] ultimi giorni. Ma questo era [...] per cominciare bisognava manifestare [...] di far dello spirito e anche questa [...]. Kit girava attorno [...] e noi cominciammo a parlare [...] calma. /// [...] /// Esse non hanno paura [...] pensano mai alla morte, esse temono soltanto [...]. Mentre lei continuava a [...] non devo entrare di nuovo nel suo [...] ho la forza, ho la testa troppo [...] con lei una avventura, una qualsiasi storia [...]. Ho bisogno di tranquillità [...] il giorno ho trovato un [...] attimo di pace soltanto [...] di legno del « Mondo della fan-. Devi mettere tutto in chiaro, [...] in fondo e anche se sarà peggio ti assicuro [...] alla line sarà meglio. Alzò una mano e ne [...] la palma alla mia guancia. /// [...] /// Immediatamente tra noi due [...] Kit. Tirò per la manica [...]. Questo papà è mio, [...]. Lasciammo la « bella [...] ci avviammo verso casa. Ma per qualche minuto [...] orecchi il suo riso un po' forzato, [...] amaro. Più [...] ci fermammo [...] degli autobus. Dalle porte entravano enormi [...] medie dimensioni, altri più piccoli ancora. /// [...] /// Mentre Kit cenava e [...] a [...] madre, andai su e [...] stanza gettando occhiate angosciate al telefono. Mi sentivo al -colmo [...] e senza forze. Non posso sopportare il [...]. Non capisco come mia moglie [...] a parlare per ore e ore al telefono con [...] sue amiche, a stabilire un contatto umano con la [...] attraverso il telefono. Forse la [...] tenerezza per le amiche [...] ricevitore e proprio col telefono mia moglie [...] tenerezza e devozione. Invece di prendere il [...] corro per la città in lungo e [...] tempo e quattrini. Ma che ci posso [...] bisogno di contatti reali e quando sento [...] ricevitore ho [...] che sia una voce [...] sia finito, senza un minimo di [...] perchè non dovrei fare [...] Perchè non rinunciare a [...] e domani andare direttamente [...] in faccia? [...] in faccia con una [...] con una sottile mimica posso [...] capire che non sono [...] cosi semplice, che non è tanto facile [...] sono una donnetta ma un uomo, che [...] visita è un atto di coraggio. Un colloquio telefonico, invece, [...] enorme vantaggio e per me, in ogni [...] colloquio è al di sopra delle [...] forze. Tremi, vigliacco? Sollevai il [...] la voce del mio amico [...]. Quando ebbe finito la [...] introduzione gli chiesi perchè mi [...]. Tu sai quante cose [...]. Oggi ho visto [...] e [...] ha detto che aveva [...] che ieri aveva parlato [...]. Tutti sono concordi nel [...]. Adesso telefono subito a [...] che cercherà di mettersi [...] e [...] ti telefonerà. Sai il numero di [...]. [...] meccanismo [...] messo in moto. Per un buon quarto [...] silenzioso, sentii quasi fisicamente [...] immaginai le parole, come sorci guizzanti, correre [...] e precipitare in un solo torrente. Poi mi telefonò [...] che [...] a collegarsi immediatamente con [...] per ottenere da lui [...] e [...] aiutato a raggiungere [...]. Sei semplicemente un irresponsabile. /// [...] /// Ero al colmo della [...] confusione quando arrivò Kit coi suoi libri [...]. Aveva portato i libri [...] Akim. /// [...] /// [...] e altri di leggende popolari. Kit mi si strinse [...] mise ad ascoltare attentamente. Il racconto indiano [...] non gli piacque. Quando arrivammo al punto [...] con la proboscide il coccodrillo gridò, mi [...] ai mano e lo gettò a terra. Questo è un cattivo [...]. E finisce [...] no, è cattivo! Gesù, pensai io, questo [...] di avvenimenti drammatici, il lupo [...] le pecorelle e benché [...] il meglio, come posso leggere queste cose [...] Kit. /// [...] /// E queste sono le [...]. Una scena idilliaca stava [...] occhi e Kit ne era felice. Povero, ingenuo Kit che [...] della drammaturgia! /// [...] /// Nel modo più tranquillo egli [...] adesso una famiglia di pecore. Egli si prepara a [...] ma tutto finirà bene: il lupo sarà [...]. Mio piccolo Kit, queste [...] del dramma. /// [...] /// E gioca! Tu non capisci niente, [...]. Questa è la [...] andiamo a dormire [...] chiamò [...] madre e Kit uscì. Addormentato Kit mia moglie [...] a sedermi di fronte. /// [...] /// Questi, in genere, erano [...] dolci della sera, [...] adesso anche il fumo [...]. Sei un campione degli [...]. /// [...] /// Si mordicchiò le labbra [...]. Allora andai al telefono [...] attimo formai quel numero maledetto. Mentre nel ricevitore gemevano [...] pensai che lui adesso stava gettando le [...] divano e lentamente andava al telefono continuando [...] dei suoi libri. Forse si stropicciava la schiena [...] il sedere, forse pensava: chi può mai telefonarmi, sarà [...] poveraccio con le sue questioni idiote. Ecco, staccava il ricevitore. Mi parlò [...] a bassa voce. Aspettavo da molto tempo [...]. Da cosa dipende? Fate [...] avete timore? Secondo me tutto è nato [...] malinteso. [...] nostro colloquio mi ha [...] avevate capito fino in [...]. Penso che tutto si [...] positivo. Dormite sonni tranquilli. Sono con voi con [...] tutto il mio cuore e le [...] viscere, con la mia [...] mio onore, con fedeltà, sincerità e amore, [...] che v'è di sacro [...] con gli ideali di [...] terrestre, il sistema solare, con la saggezza [...] e filosofi preferiti, con la storia, la [...] botanica, col sole rosso e il mare [...] che sarò il vostro fedele servitore e [...]. Grondavo di sudore quando [...]. Bastava soltanto volere e. [...] andai nel bagno, mi [...] nella stanza da letto c guardai Kit. Dormiva come un piccolo [...]. I tratti della prima [...] particolarmente evidenti in lui soprattutto nei polsi [...] paffute. Sorrideva furbescamente nel sonno [...] compiendo un qualche viaggio divertente nel suo [...]. Quando lo guardo mi [...] gioia, di bontà e di luce. E mi vien voglia [...] salute delle sette pecorelle. /// [...] /// In russo, è Kit. [...] è colui che morde, [...] è tazzina. Cosi gli altri significano: [...]. /// [...] /// Cosi gli altri significano: [...]. (0) (0) ![]()
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