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Non solo in senso [...] regista di [...] sottolinea [...]. Ma in senso strettamente [...]. Perché i suoi film [...] «tradizione» classica del cinema polacco, tramandata dai [...]. Anzi, ne prendono le [...] concettualmente, virando alcuni temi del cinema di Wajda [...] e la guerra) in chiave di commedia [...]. [...] che a [...] è costata [...] di formalismo e anni di [...]. Infatti, soltanto dopo la [...] in Polonia il suo cinema è stato [...]. Non a caso, la [...] al De Amicis che si conclude oggi [...] a Bologna dal 23 aprile al 6 [...] prima personale completa che gli viene dedicata [...]. Ed è anche [...] unica per apprezzare il [...] grandi registi polacchi. Nato nel 1929, aiuto [...] e Wajda, [...] esordisce nel 1959 con «Croce [...] premiato dalla critica come miglior film polacco [...]. Ma è nel ciclo [...] iniziata nel 1969 con «Il sale della [...] a Locarno), che il regista trova la [...] più felice ed epica, mettendo in scena, [...] lotta de liberazione dei minatori della Slesia [...]. È il concetto di [...] alla tematica operaia, che prende forma nel [...] permette a [...] di allontanarsi nuovamente e [...] del cinema di Wajda. Nella foto grande «Il [...] e sotto nella piccola «Il [...] di Dodo [...] due film realizzati dal [...] della patria MILANO. Non è stato tempista, [...]. [...] delle apertu-re di [...] dopo [...] 1956, si è presentato in [...] con la storia. E accumulando ritardi -Non chiama [...] non è stato distribuito [...] per 25 anni -ha trascorso [...] parte della [...] carriera. Ma non se ne [...]. Perché la storia, alla [...] reso il debito con gli in-teressi. In Patria i suoi [...] dei piccoli oggetti di cul-to. Nelle sporadiche apparizioni ai [...] in-cantato come le opere dei grandi maestri [...]. E que-sto gli basta [...]. Nemmeno gli interessa di essere [...] una «scoperta». Così come non gli [...] andare ad Ovest, come hanno fatto altri [...] nome di quello che defini-sce «il virus [...]. Non ha perso niente, [...]. E non ha rimpianti [...] ai ricordi. Di una sola cosa, il [...] regista di [...] sem-bra [...] «paura»: della noia. Noia come conformismo. Noia come ripetitivo [...] ad un tempo andato, che [...] perché se [...] andato è meglio [...]. Noia come dover dire [...] quello che si vorrebbe sentire e vedere. Ma non mi sono [...] persona. Anche i miei film [...] fretta. Le cose stanno davanti [...] sorridendo. E mentre sorride somi-glia [...] (stes-sa taglia, stessa luce furba negli oc-chi) [...] quando af-ferma che: «rigore [...] fischia». Forse per [...] il cinema non è [...] che esce da foresta» (lo diceva [...] a proposito di [...]. Ma la curiosità disincantata [...] sembra la medesima. Soltanto lui può portare [...] riforme senza le quali per la Polonia [...]. E se lo si [...] come può un ex eretico trasformarsi in [...] ri-sponde leggendo nel pensiero: «Entrerò come osservatore. È vero, la politica [...] niente a che fare con [...]. Ma non è detto [...] non possa entrare nelle zone [...] entrare nella realtà e [...] fila. E poi, in ogni caso, [...] sarà sempre materiale utile per la mia vena artistica». Vena artistica alla quale, [...] del comunismo polacco, il potere aveva messo [...]. Eppure non si sente [...] «Non chiama nessuno è stato presentato proprio quando [...] stava stringendo la corda [...]. Ed è stato bloccato [...] altri autori. Ai tempi, non ero [...] un nome che mi potesse difendere: il [...] usato per far capire cosa non si [...]. In parte è stato [...] un anno [...] fatto uscire in qualche [...] nes-suna pubblicità. Oggi viene citato nelle [...]. È stata [...] estrema, molto im-portante. I film [...] senza [...] non ci sarebbe-ro mai stati. A [...] però, è stata la [...] che non ha capito il valore del [...] bisogno di rinnovare il linguag-gio che era [...] a tutto il cinema europeo. Il cine-ma polacco viveva, [...] di continui prestiti e citazio-ni. Come quelle neorealiste delle [...] Wajda. [...] anche un forte influsso del [...] ameri-cano. Ma [...] anche il desiderio di [...] che venivano interpretati come espressione di eccessivo [...]. Un peccato politico. La mia è stata comunque [...] giovanile. Avevo rotto con il [...] stato prima. Volevo [...] con la narrazione realista, con [...] psicologismo del-la letteratura realista che negava al cinema la [...] di avere una terza dimensione. Vedevo [...] come fondamento della narrazione». [...] di fare film neorealisti, [...] incentrate sugli [...]. Al neorealismo sono tornato. Ma un giovane artista [...] un mo-mento di ribellione [...] futuro. Fare quel tipo di [...] rischi personali e un coraggio civile. Caratteristiche che ho cercato [...]. Ho sempre cercato di [...] verità. Forse il potere si [...]. [...] sono riuscito a dire e [...] fare certe cose perché venivo da una famiglia [...]. [...] socialista aveva anche un [...] di paura dei giovani autori. È per questo che [...] «I leader socialisti venivano da classi sociali [...] nei confronti degli artisti un rispet-to di [...]. Avevano anche un interesse politico [...] mostrare [...] di un comuni-smo dal volto [...]. E i cineasti seppero [...]. A fare cultu-ra erano [...] talento anticomuniste o non iscritte al par-tito. Esistevano dei gruppi di [...] quali le varie componenti si integravano e [...] permettevano un flus-so continuo di energia. Poi [...] le autorità come Wajda, che [...]. Lei però [...] «toccato». E allo stesso tempo [...] al cinema realista di Wajda, [...]. Cercavo di trovare una nicchia». È stato più difficile [...] il ciclo degli operai [...] «È stato molto difficile. La Slesia non aveva una [...] intellighenzia. Ci avevano pensato i [...]. E, in senso artistico, [...] spalle coperte. Nel [...] avevo lasciato il cinema [...] in Slesia come un signor nessuno. Per due anni ho [...] a carico di mio fra-tello. Ma intanto cercavo di [...] terra e rimuginavo su come avrei potuto [...]. Era una situazione un [...] schizofrenica. Fino a quando un [...] ha aiutato, re-galandomi [...] sulla quale ho costruito Il [...] ter-ra nera. Quando ho portato la [...] mi so-no accorto di quanto la Slesia [...] e considerata in Polonia. Il ministro pensava che [...] minatori che nel 1920 insorgono contro la Germa-nia [...] della mia fanta-sia. Ha continuato a [...] fin-ché non gli ho [...] firmato da ex combattenti di [...]. Il problema è che [...] colleghi riu-scivano a capire. Raccontare la Slesia alla Polonia [...] il mio contributo a chiudere il cerchio [...] infelice che lega gli [...] alla terra polacca». [...] «Perché è una sorta di [...] po-polare. La Polonia per gli [...] ha rappresentato [...] ci sentivamo legati. Ma per i polac-chi siamo [...] sorta [...] inter-na. Esattamente come lo eravamo [...]. Insomma: in un cinema come [...] polacco, legato al concetto [...] «Sì, sono emigrato in Polonia. Era un mio compito [...] tra i due popoli. Per altri miei colle-ghi [...] fare carriera, la Polonia è [...]. Han-no fatto del cosmopolitismo [...]. [...] avrebbero pagato esiliandosi [...]. Penso a Polanski e alla [...]. Ma [...] qualcosa di cui anche gli [...] continuano [...]. [...] «Per [...] bisogna racconta-re dei divertenti sistemi [...] punizio-ne che i comunisti escogitavano. A [...] ad esempio, mandavano ad [...] i [...] che erano anche i [...]. [...] era una enclave di liber-tà [...]. Una incubatrice nella [...] nel cinema. Addirittura, visionava-mo i film [...]. In realtà conducevamo una doppia [...] eravamo i [...] della gioventù socialista polacca, [...] ci scambiavamo perfino produzioni [...]. [...] dato a molti delle buone [...] di prepara-zione e [...] selezionato con meto-do i migliori, [...] stato un lato positivo [...]. [...] domanda [...] era più difficile dire la [...] «È sempre stato difficile. Per me non è [...]. Oggi trovo solo che [...] ipocrisia sia maggiore. E sulle nostre teste [...] di cattolicesimo che rasen-ta il fondamentalismo. Per il resto, la Polonia [...] a restare [...] in senso buono, [...]. Bruno Vecchi [...] 1. Più informazione e una trasmissione [...] per Piero [...]. [...] CONEGLIANO Ad [...] la manifestazione che si [...] anni a Conegliano sul crinale tra cinema [...] tradizione che partecipino i direttori delle reti. E così ieri mattina [...] Gio-vanni Tantillo di [...] collocato [...] il pirotecnico Freccero di [...]. Diversi i mandati delle [...] più diversi gli uomini. Se Frec-cero spara a [...] anche progetti che magari non realizzerà, Tantillo [...] e so-prattutto non vuole [...]. Il direttore di [...] confessa che non [...] in cui era capostruttura [...]. [...] non può permettersi di mettere [...] ri-schio il capitale di ascolti che [...] gli ha affidato. E bisogna ri-conoscere che [...] sotto la [...] direzione, non ha perso [...] aumentato di molto la [...] offerta di informazione sia [...] con Pinocchio, sia in seconda con Porta [...]. Nel frattempo è aumentata [...] scientifica e naturalistica. Ma Tantillo sa di [...] alla crisi che vive la tv generalista [...] rivolte a pubblici settoria-li. La tv generalista rimarrà [...] punto di riferimento del grande pubblico e [...] sfuggire al problema aperto dal cosiddetto [...] e cioè alla necessità [...] show, «il modo di raccontare lo spetta-colo [...]. Nel campo sempre fondamen-tale [...] ha perso dei personaggi [...] ha guadagnato degli ar-tisti che possono rinnovare [...] la tv. [...] per esempio Piero [...] per il quale, dopo [...] a Sanremo, Tantillo annuncia -senza entrare nei [...] autun-nale. Per il neo-acquisto Teo Teo-coli [...] in vista una seconda serata. In Giochi senza frontiere [...] una iniezione di ener-gia radiofonica con la [...] Dose e Presta (i dioscuri del Ruggito del [...]. E per [...] si vogliono aumentare i [...] a vantag-gio di quelli in studio, in [...] da «corso di economia [...] caratterizzato finora la tra-smissione. Con [...] della sta-gione estiva, non [...] smobilitare lo spazio di appro-fondimento, anzi ci [...] seconde serate dedicate [...] e dal 9 giugno [...] in onda anche una Storia della Russia [...] Arrigo Levi e condotta addirittura da [...]. Rimangono naturalmente aperti molti [...]. Quello di Celentano, che [...] tribu-nale perché, ha ribadito Tantillo, si trattava [...] colossa-le per la Rai (13 puntate da [...] mezzo [...] al quale non avrebbe [...] di Adriano un progetto definito e affidabile. Invece sul fronte di Domenica [...] la scelta [...] compiuta da Mara Ve-nier, [...] sta studiando con Michele Guardì [...] dise-gno di programma e soprattutto un nuovo [...] per quelle sei ore di diretta esposte [...] pericolo di sconsiderata improvvisazione. I tempi sono ravvicinati [...] Tantillo i primi giorni della prossima settimana conosceremo [...] nuova stagione. In-tanto fremono le star [...] ingaggio. Infine il dolente tasto [...]. Tantillo ha auspicato che [...] si occu-pi di questo problema senza mo-ralismi», [...] abolire i quiz bisognerebbe pensare a co-me [...]. Se lo dice lui. Maria Novella Oppo [...] 1. /// [...] /// Maria Novella Oppo [...] 1. (0) (0) ![]()
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