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Non si finisce mai, [...] parlare di [...] il grande regista e [...] che è stato uno dei personaggi chiave [...] XX secolo. In Russia è uscita di [...] una monumentale edizio-ne delle sue Memorie, [...] che colpisce il lettore per [...] dei materiali e per lo stile della scrittura: molto [...] dai testi [...] del regista, qual-cosa a metà [...] la ricostruzione scrupolosa dei documenti e [...] lirico. Quasi mille pagi-ne, con [...] inedi-ti, che hanno dovuto aspettare anni per [...] causa della censura. Ne parliamo con Naum [...] uno dei massimi studiosi [...] direttore del Fondo a [...] Mosca, nonché curatore del-la pubblicazione. [...] perché [...] di que-sto libro è così [...] Cosa [...] «Il libro [...] la voce di [...]. /// [...] /// [...] manuale per addetti ai [...] il se-condo volume rac-conta come ha girato [...] in modo molto accessibile. Ne-gli ultimi dieci anni [...] e scrit-te molte cose; e come sempre, [...] grandi cambiamenti, ci sono state anche delle [...]. Negli anni [...] e [...] era accusato di essere [...] un artista non abbastanza [...] oggi è di mo-da [...] stato un [...] dello stalinismo. La forma-zione di [...] era legata a [...] di arte di massa: era [...] con-cezione legata alla Ri-voluzione e ai movi-menti sociali [...] del secolo. Quan-do, con la perestrojka, [...] una vi-sione più individualista, si è inco-minciato [...] un capro espiatorio, perché [...] individualismo non era presen-te. [...] anni non si è più [...] al-cun libro su [...] solo articoli di carattere specifico. /// [...] /// Dove sono state scritte [...] «Me-morie»? «Ha cominciato [...] del [...] durante un ricovero. Ri-mase in clinica da [...] del 1946. Poi scrisse qualche altro [...]. Non voleva più vivere. Scriveva riflessioni sul suicidio. Aveva deciso di uccidersi [...] di fare ciò che Stalin voleva da [...]. Così scrisse tre [...]. /// [...] /// Il primo infarto [...] colpito nel febbraio del [...] il secondo, quello fatale, giunse [...] febbraio del [...]. Il libro è un [...] com-piuto da un uomo che non vede [...]. Perché [...] non vedeva più prospettive per [...] arte, [...] «Sì,era un [...] ma [...]. Stalin stroncò [...] viva Mexico! Inoltre era superstizioso. A Hollywood gli avevano [...] morto a 50 anni. Quindi, questo [...] era un [...] un gioco con il destino». [...] dei privilegi dal potere stali-niano? [...]. [...] il [...] divenne famoso in tutto il [...]. [...] non era una corazzata, [...] lui ha rotto il ghiaccio per il [...] per il no-stro paese, che era pieno [...] non solo al potere sovietico ma risalenti [...] della Ri-voluzione. La Russia è sempre [...] molto conservatore. Certo, negli anni [...] ebbe dei pri-vilegi: se [...] esercito per filmare Ottobre, glielo dava-no. Dal [...] in poi, quando co-minciò [...] conflitto con Stalin, i privilegi diminuiro-no. I cineasti lo consideravano [...] potere ufficiale no: e lo relegò in [...]. Parados-salmente, il fatto che non [...] arrestato va considerato un privilegio. Molti suoi amici fini-rono [...]. I cineasti, però, non [...] gli artisti e gli scrittori. [...] fu spesso sul punto di [...] arresta-to. Nel [...] sfuggì [...] per miracolo: [...] lo avvertì, gli disse di [...] via da Mosca, lui fuggì a [...] dove scrisse Il montaggio. Io credo che Stalin [...] suo biografo cine-matografico, il ruolo che poi [...] Michail [...]. Il dittatore sapeva di [...] fare con un genio, e come ogni [...] un genio [...] la [...] vita. Quando non ci riuscì [...] piegare a que-sto fine Ivan il Terribile, [...] proprio ritratto. Ma capì che [...] non avrebbe fatto ciò che [...] voleva. Penso che se fosse [...] anno, quando cominciò la lotta al cosmopolitismo, [...] fine». Che tipo di persona era, [...] «Viveva in simbiosi con la [...] ar-te. Le Memorie nascono da [...] e dalla sensa-zione che il mondo fosse [...] fine della seconda guerra mondiale. Era convinto che, dopo [...] ci sa-rebbe stata [...] guerra [...] e le speranze di [...] aveva maturato durante la Rivoluzione, sarebbero svanite. Di fronte a questa [...] ideali si sentiva solo e fragile come [...]. Nel li-bro [...] un capitolo intitolato [...] madame, [...] in cui scrive che lui [...] il padre, la madre e il bambino di se [...] ogni ar-tista è così. E il fatto di avere [...] sé una parte maschile, una femmi-nile e una infantile [...] un peso interiore troppo forte». Quindi, le« Memorie» [...] capire la persona, oltre che [...]. Lui [...] arguto, molto solo, sfortunato in [...]. Non ebbe fortuna con [...] si può certo dire che sia stato [...] Don Giovanni: sempre a Hollywood, quello stesso chiro-mante -il [...] un inglese [...] la mano gli disse [...] non avevano molto potere su di lui. Ebbe un matrimonio poco [...] e lui stesso veni-va da una famiglia [...] pre-sto. Aveva molti complessi, ma [...]. Dal punto di vista teorico, [...] li-bro aggiunge novità rispetto al [...] materiale nuovo. In quel convegno ci concentrammo [...] sulla [...] opera teorica. [...] molto entusiasmo per la [...] divertente vedere come le per-sone collegassero quello [...] in Urss con [...] di [...]. La novità di oggi, [...]. Tutti i [...] sistemi digitali [...] pro-duzione [...] trovano un sostegno teorico nella [...] opera. Una delle idee principali [...] era la necessità di [...] distruggere la partico-larità. Nella Corazzata [...] lui non voleva riprendere [...] persone, nelle scene di mas-sa, [...] fossero [...] parole sue. Così inquadrò i volti [...] e la folla veniva sintetiz-zata dai volti [...] vere. /// [...] /// In questo è vicino [...] Giotto [...] a Bach. Questa dialetti-ca, con cui [...] unisce [...] e il collettivismo, è [...]. Per questo motivo aveva [...] Rinasci-mento italiano, la Grecia antica e la [...] erano le basi teoriche del cinema». Pensa che la [...] opera sia [...] «Nel mondo sì, più che [...] Russia. /// [...] /// Allora ci fu il [...] lo studiavamo al [...] cominciò a raccontare la [...] che era successo negli anni [...]. [...] accusava di formalismo. E negli an-ni [...]. [...] o nelle scuole di teatro. È [...]. Ci sono immagini inedite, [...] «Molti disegni. Le foto no, quasi [...] state pubblicate. An-che se ogni [...] qualche [...]. Ce [...] una che più sintetizza la [...] «Ce [...] una scattata a Riga, quan-do [...] 2 anni, nel 1900: guarda il XX secolo come [...] vedesse già tutto [...]. Rino Sciarretta E Taormina [...] disegni di [...] Nella Russia degli anni [...] quasi «normale»: non solo [...] disegnava benissimo, anche un [...] cinema sovietico, Aleksandr [...] era uno splendido disegnatore [...] pubblicata [...] accanto, lo dimostra. [...] era, semplificando molto, il [...] irripetibile terzetto che aveva in [...] il «narratore» e in [...] il «teorico»: ma in [...] tre erano teoricamente assai preparati, ed erano [...]. A [...] il festival di Taormina terminato [...] ha dedicato una retrospettiva, nonché una mostra di disegni. Il regista della «Terra» [...] «Arsenale» era soprattutto un abile autore di caricature [...] della cartellonistica, arte «minore» in cui [...] di quegli anni sfornò [...]. Fece anche numerosi ritratti [...] raccolti nel [...] nella pubblicazione [...]. Quasi sempre si firmava [...] che è un diminutivo [...] Aleksandr. Chi volesse leggere le [...] dovrebbe recuperare un vecchio [...] Mazzotta, «Memorie degli anni di fuoco», uscito nel [...]. I segreti della [...] 1. E tutti continuano a [...] Fantozzi, De Palma, la [...]. E la corazzata va. Le tracce dei capolavori [...] parodie, citazioni, plagi. E una grande, modernissima lezione: [...] del montaggio. In molti lo hanno [...] citato, parodiato, mi-tizzato, venerato. Della celeberrima scena della [...] La corazza-ta [...] De Palma, in una [...] de Gli intocca-bili, ha fatto una sorta [...] con la scalinata della [...] Station di Chicago al [...] del porto di Odessa. Co-me materiale «grezzo» da [...] intervenire [...] in [...] ha usato la stessa [...] a una nuova e sur-reale creazione. Al fulmineo mon-taggio delle [...] leoni di pietra [...] un leone ac-covacciato con [...] un altro alzato sulle zampe con le [...] terzo accasciato, esausto e con la lingua [...] Woody Allen ha fatto ricorso, in Amore e guerra, [...] la [...] perfor-mance erotica e la [...] mentre per il ragioniere Ugo [...] Villaggio La coraz-zata [...] contro cui si scaglia [...] nel Secondo tragi-co Fantozzi, assume la valenza [...] pazzesca». A quasi cento anni [...] e quasi cinquanta dalla [...] morte, [...] rimane uno dei numi [...] Settima Arte, [...] per antonomasia con cui [...] cinema e la cui visione complessiva del [...] è misurata, confrontata, scontrata una non esigua [...] e teorici. È una storia sin-golare [...] di [...] leggendaria e circonfusa di [...] alone di «santità», eppure complessa, controversa e [...] di un cineasta che è stato anche [...] di fatti artistici, e che [...] accompagnava e in-tegrava la [...] rea-lizzata con una riflessione teorica sottoposta a [...]. La storia di un [...] in pari tempo osteggiato, am-mirato ma sovente [...] Russia [...] del cui humus culturale, [...] si era nutrito affondando-vi le proprie radici. La storia di un [...] e rivo-luzionario fin dai suoi esordi nel [...] che ha avuto spesso difficoltà a fare [...] quale le pellicole, appena finite, sono state [...] ma-no, censurate, sottoposte a tagli, cambiamenti o [...]. La sto-ria di un [...] ap-passionato, creatore di [...] imponente e profondamente in-novatrice [...] proliferare di nuove soluzio-ni [...] celebre quan-to, in realtà, poco conosciuta, rele-gata [...] di un tempo o [...] di studio di corsi universitari. Il «mito» che negli [...] ve-nuto creando attorno a [...] inserito e iscritto nel [...] fascinoso mito del cinema sovieti-co [...] pur avendo in un [...] in Italia, a creare in un largo [...] una nuova coscienza critica e a aprire [...] tuttavia non ha mai as-sunto valenza popolare [...] «massa»: è stato un mito, qua-si, nella [...]. [...] che è iniziata negli [...] quando quel mito era più che altro [...] da proiezioni clandestine o, dalla seconda metà [...] Trenta, dalla visione, nelle salette del Centro Sperimentale, [...] esistenti de La coraz-zata [...] e di qualche film [...]. [...] che è prose-guita anche [...] dopo-guerra e negli anni Cinquanta, quando [...] di sottosegretario allo spettacolo [...] Giulio Andreotti ebbe come conse-guenza e ripercussione un irrigidi-mento [...] e un restringimento di quei canali cul-turali [...] del cinema, per gradi paralizzati dalle circolari [...] un aperto ostraci-smo -attraverso i quali si [...] visione e la conoscenza dei film dei [...] in particolare, di [...]. Nel no-me del quale, [...] di critici ha avuto modo di ampliare [...] proprio sguardo, attraverso an-che la lettura di [...] teo-rici che, insieme a quelli di [...] Sadoul, Balázs, Kracauer, ve-nivano [...] tradotti. È solo negli anni [...] il relativo [...] della censura amministrativa, i [...] e, più in generale, [...] hanno avuto in Italia una più ampia [...] il cavallo di bat-taglia di associazioni culturali, [...] sinistra, case della cultura, cineclub che hanno [...] un più popolare e [...] del terzo tipo» attra-verso [...] di cicli di proiezioni [...] insosteni-bili) dibattiti. Ma, alla stregua degli [...] politica culturale adottati [...] negli anni della [...] massima attività, anche [...] trascorsi gli anni Sessanta, [...] tutto dalla programmazione dei decen-ni successivi, a [...] una vigorosa [...] di interesse (scientifico più [...] soprattutto attraverso la pubblicazione della [...] sil-loge dei suoi scritti [...] pro-cesso di riconsiderazione comples-siva della [...] opera. È una strana storia, [...] la sto-ria di un [...] una figura che si è imposta universalmente [...] storia del cinema ma [...] riscoprire, «sottrarre [...] -come ha notato Jacques Aumont [...] un vago senso di noia». /// [...] /// È una strana storia, [...] la sto-ria di un [...] una figura che si è imposta universalmente [...] storia del cinema ma [...] riscoprire, «sottrarre [...] -come ha notato Jacques Aumont [...] un vago senso di noia». (0) (0) ![]()
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