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Noi vo-gliamo sempre quella, noi [...] la libertà». Fin da bambini, ai [...] motivetto risorgimen-tale tornava a frullare in testa, [...] melopea, appena si varcava il portone della [...] di centinaia di pagine di li-bri sulla [...] Risorgimento, sulle guerre garibaldine e mazzi-niane, sul crescere [...] «una Italia, unica e indivisibile dal-le Alpi [...] Sicilia», [...] come le maestre e i maestri spiegavano [...]. Non aggiungevano tutto il [...] le banali e improvvide fra-sette retoriche e [...] rea-li e concreti che noi ragazzini sten-tavamo [...] qualcosa di vivo, di specifico, a qualcosa [...] capito subito e da tutti. La bandiera, insomma, legata [...] uomini, al loro cre-dere in qualcosa, alla [...] morire per questo qualcosa, alla loro volontà [...] una vita migliore, più giusta e più [...]. Ecco perchè tutto appariva, [...] bolso, retorico, strano e in nessun rapporto [...] vita di tutti i giorni. La bandiera, insomma, di-veniva, [...] simbolo astratto che riguardava tutti e nes-suno [...]. Per non parlare del [...] corso del quale la retorica prese addirit-tura [...] vita, del razioci-nio, di ogni e qualsiasi [...]. Come se con le [...] nulla, si potesse mangiare, vi-vere e lavorare. Ma le bandiere, invece, [...] tricolore, hanno alle spalle una lunga e [...] di cose concrete, di morte e di [...] e di schiavitù, di indipendenza e di [...] e disonore, di rispetto au-tentico e di [...] e di nobiltà del lavoro, di un [...] di un ricor-dare la terra [...] il paese di provenienza [...] porto-ne di casa: i figli, la moglie, [...] cuore, il Sole, gli alberi, il mare [...] nella quale siamo cresciuti. Poi, anche i momenti [...] i simboli di una tra-dizione e il [...] «tri-bù», in un gruppo sociale, [...] ad un mondo che [...] il quale nutriamo affetto e nostalgia quando [...]. Altre volte, la bandiera [...] voglia in-sopprimibile di gridare a piena vo-ce, [...] nostro credere in qual-cuno o in qualcosa, [...] politica o ideologica. LA STORIA delle bandiere, [...] di città o di borgo, di gruppo, [...] di tribù, di fa-miglia, di castello, di [...] lega, affonda nella notte dei tempi. Ne facevano già uso [...] Assiri, [...] Persiani, gli Egizi, i Cinesi, i Roma-ni, [...] Greci. La si usava per [...] e per permettere ai soldati dispersi di [...] file dei propri amici. Per i colori e [...] che [...] della scelta e il Medioevo, [...] sen-so, fu davvero il periodo aureo. Per i simboli si [...] storie pagane, cristiane e musul-mane. [...] i simboli runici, celtici, gaelici, [...] italici, cine-si, arabi, persiani, giudei o ebraici, dovuti alla [...] alla magia, [...] alle confraternite nobiliari e di [...]. [...] i sim-boli derivati dalle [...] castel-li, quelli del «casato» che si riallac-ciavano [...] di famiglia, [...] gli animali (il re [...] i fiori, gli al-beri, il cielo, il Sole, [...] Luna, i fiu-mi e i monti. Cipressi e montagne significavano [...] Dio», la «mezzaluna» e il verde si [...] del profeta Maometto, la Croce (in mille [...] richiamava, ovvia-mente, alla Cristianità con tutti gli [...] e in base alle Sacre scritture e [...]. I simboli «politici» e [...] da identici presupposti. Il fascio vole-va dire [...] cioè tutti uniti». Poi ecco [...] simbolo della croce uncinata, [...] falce e il martello che, naturalmente, si [...] dei campi e delle officine. Per i colori, il discor-so [...] un [...] diverso. Perchè i colo-ri, a [...] avevano diversi significati e utilizzazioni. Per i cinesi, per [...] «segnalare» gruppi di armati delle diverse fazioni, [...] direzione di marcia e i diversi punti [...]. Per quasi tutti, co-munque, [...] e si-gnifica lotta e rivolta, sangue dei [...] Patria. Il bianco, in-vece, rappresenta [...] il verde, come è ovvio, è la [...] i campi. /// [...] /// Un buon testo di [...] senso, riesce a spiegare quasi tutto ed [...] affasci-nante. Ed ecco come Giosuè Carducci, [...] Reggio Emilia il pri-mo centenario del Tricolore [...] descrisse il signifi-cato della bandiera: «Non rampare [...] leoni, non sormontare di belve rapaci, nel [...] i colori della nostra primavera e del [...] Cenisio [...] le nevi delle Alpi, [...] le fiamme dei vulcani. E subito quei tre [...] anime generose e gentili, con le ispirazioni [...] delle virtù onde la patria sta e [...] bianco, la fede serena alle idee che [...] nella co-stanza dei savi; il verde, la [...] speranza a frut-to di bene nella gioventù [...] rosso, la passione ed il sangue dei [...] eroi. E subito il [...] bandiera che era la più bella di [...] sempre voleva lei e con lei la [...]. Il buon Carducci non [...] alle «loro maestà» e agli «augusti sovrani», [...] che il tricolore italiano non è che [...] tricolo-re rivoluzionario e giacobino della Francia. La nostra bandiera otten-ne [...] ufficiale tra il 6 e [...] ottobre del 1796, quando Bonaparte, [...] dei patrioti milanesi, ne approvò [...] per le legioni lombarde [...]. Il verde aveva sostituito [...] proprio il verde, secondo il simbolismo massonico [...] rappresen-tava la natura e «con esso [...] dei diritti di natura: [...]. Il tricolore, dunque, venne [...] ban-diera della rivoluzione italiana e vessillo di [...]. Come tale venne ufficialmente [...] Re-pubblica Cispadana il 7 gennaio 1797 (duecento anni [...] Bergamo e Brescia e quin-di dalla Repubblica Cisalpina. La Repubblica Cispadana era [...] vera e propria rivolu-zione sorta apparentemente dal [...] dalle condizioni di vita di coloro che [...] ducato degli Estensi. La storia rac-conta che, [...] 1796, una ortolana, al mercato, era venuta [...] alcuni soldati. La popolana era stata [...] altri cittadini ed era scop-piato un pandemonio [...] scontri. /// [...] /// Il du-ca Di Modena Ercole III [...] con i forzieri del tesoro, [...] era già al-lontanato «dalle sue terre», non ap-pena avuta [...] delle truppe napoleoniche in Ita-lia. Bonaparte, che voleva avere [...] Italia [...] alleati per lo scontro con gli austriaci, [...] e osannato la rivolta di Reggio. I cittadini, in quei [...] piantato in piazza [...] della libertà» e chiesto [...] dazi, [...] della guardia civica repub-blicana [...] dei titoli nobiliari. Come i giacobini france-si, [...]. [...] della libertà, oltre alla [...] era stato affisso un na-stro con la [...] «Tre-mate, o perfidi, tremate tiranni alla vista della Sacra [...] li-bertà». Infine, nella sede municipa-le, [...] rappresentanti ferraresi, [...] bolognesi e ventidue modenesi [...] proclamata la Repubbli-ca. La bandiera scelta era [...] tricolore con rela-tiva coccarda verde, bianco e [...] debba portarsi da tut-ti». PER LA BANDIERA, allora, [...] storia, con mille sofferte e gene-rose contraddizioni. Il tricolore [...] sugli spalti della Repubblica [...] garibaldini lungo le balze di Calatafimi, sulle [...] migliaia di emigranti in America, ma anche [...] che sparavano sui manifestanti mi-lanesi comandati da Bava Becca-ris. [...] tra i soldati che [...] nel 1911 e [...] sulle trincee del Carso, [...] andavano inutilmente al massa-cro. [...] anche quando i poveri fanti [...] assurdamente fuci-lati per codardia e [...] durante la marcia su Roma. Lo ritroviamo, con lo [...] il fascismo e senza simboli monar-chici tra [...] Salò. Ma an-che impugnato, quel [...] che a [...] si fecero sterminare dai [...] arrendersi. [...] nelle steppe russe e [...] i combattenti della libertà. Lo ricordiamo porta-to al [...] collo dai ragazzi della Resistenza che scendevano [...]. E poi ancora per [...] sui pennoni, alla nascita della Repubblica. Al Polo Nord col [...] «Italia», [...] cima al [...] ne-gli stadi delle Olimpiadi [...] in mano ai ragazzi, dopo le grandi [...]. Un emigrante calabrese, a New York, [...] anni trenta, si recava ogni domenica al [...] fa-miglia e si faceva sotto alle navi [...]. In silenzio, da-vanti alla [...] la [...] miserabile casupola laggiù nello «Stivale», [...] il cappel-lo. Anche Vittorio Emanuele III, [...] in Egitto, spesso si faceva portare ad Alessandria [...] binocolo, seguiva [...] e la partenza delle [...]. Ne ha viste di [...] bandiera. Proprio tante in due-cento [...]. E storie di tutti. Quan-do sono salito sul [...]. Quando ho sentito le note [...] di Ma-meli. Quando il tricolore è [...] pennone», racconta Rober-to Di Donna, 28 anni, [...] tiro a segno ai Giochi di Atlanta. Per lui la bandiera [...] solo un pezzo di stoffa. Di Donna, che cosa [...] si sta lì, in piedi, sul podio. Confesso che io non [...] capito su-bito. Quando sono stato premiato, la [...] si era conclusa da una deci-na di minuti, la [...] era arrivata proprio [...] sparo. Ero ancora in trance. Guardavo bandiera e pensavo: [...] una cosa importante per il mio pae-se. Mi sentivo orgoglioso di [...]. Senza nemmeno [...] conto, mi sono ritrovato a [...] di Mameli, [...] trova-to più bello del solito. Senza il ceri-moniale della premiazione [...] non sarebbe la stessa. Perché? La premiazione con [...] la bandiera, arricchisce il gesto atletico, rende [...] del successo, è un momento di ri-flessione [...] trasporto emotivo. Con questo non voglio [...]. Semplicemente lo sport va [...] gesto atletico, porta dei messaggi nel mondo. Quando noi italiani che [...] medaglia ci siamo commossi sul podio, mentre [...] bandie-ra, abbiamo dato anche [...] di un paese unito, [...] in cui sul valore [...] nazionale [...] chi diceva un sacco [...]. Io [...] detto subito: gareggio per [...]. E credo che tutti [...] gareg-giato per [...]. I leghisti erano arri-vati [...] qualcuno di noi sventolasse una bandiera che [...] tricolore. Sono rimasti am-piamente delusi. Lei è abituato a [...] sventolare: gareggia da anni e inoltre, come [...] Fiamme Gialle, è anche militare. Sì, è vero, per [...] ha sempre avuto un valore particolare. Ma forse solo dopo [...] Olimpiadi [...] capito che cosa rappresenta davve-ro. [...] quando vedono il tri-colore [...] paese, al-la nostra cultura, alla nostra storia, [...] di essere, con i pre-gi e difetti [...]. Per questo quando senti [...] tuo paese devi dare il meglio di [...]. Poi, quando sai che [...] sul pennone perché tu hai vinto, è [...]. DALLA PRIMA PAGINA Che [...] massa nei centri cittadini, e in [...] spuntano tricolori, come visibile [...] e di identità, che non si sarebbe [...] ne fossero tanti. Per una vittoria sportiva? Si [...] cielo che ci sono almeno quelle. Esistono Paesi in cui [...] certo qual esibizionismo, che si esprime [...] quasi permanente delle bandiere. Una forma di orgoglio [...] o di narcisismo? Penso alla Danimarca, la [...] viene in mente. E mi domando se, [...] differenza sostanziale rispet-to a coloro che tengono [...] giorno e notte, il drappo [...] o bianconero. Co-sa che accade con [...]. Il risultato è che [...] si muti in gioco e che si [...]. Ac-cade quindi che entrino [...] elementi, per lo più di passioni affatto [...] più. Su quelle bandiere troviamo incrostati [...] pregiudizi, gli amori, le simpatie, gli [...] di campanile, in una mescola [...] in una estensione di significati. /// [...] /// Per esempio ci sono [...] trasferiscono, ar-mi e bagagli, [...] virtuale, in quella rico-struzione [...] è tipica dei romanzi. Ce [...] per ogni gusto. Io sono rimasto affascinato, [...] anco-ra, da quel vessillo nero con teschio [...] che saliva [...] di maestra del Corsaro Nero. Sa Iddio se amo Cervantes [...] Lope de Vega, Shake-speare o Marlowe, eppure nella mia [...] non ho dubbi, «tengo» per quel brandello nero contro [...] jack e gli ori spagnoli. Detesto le figlie dei gover-natori [...] i governatori medesimi, la [...] è una me-ta che prima [...] poi raggiungerò. La storia vuole che [...] fossero tricolori (ma sì il leone di San Marco, [...] su altre rotte) per cui non so [...] il mio comportamento nel caso di un [...] re delle Antille. Non so cosa accadrebbe [...] dove simpatie e antipatie, amori e [...] sono incontrolla-bili. Che il fenomeno abbia in [...] una dose di regressione infantile mi pare [...] di dubbio. Cosa mi rac-conta? [...] bambino, nel mio piccolo [...] Cambiano, girava per casa il [...] Melzi, in due volumi, [...] quali conteneva nella controco-pertina la raccolta di [...] del mondo. Quanto tempo ho passato a [...] a [...] a memoria, a [...] su i miei viaggi impossibili. Hai-ti rosso e blu [...] (dove diavolo sa-rà) [...] orizzontali, il Liechtenstein blu [...] Haiti, ma senza lo stemma di mezzo. E [...] il Messico, [...] in [...] attorno fantasiose fraternità, transfert fantasiosi. Penso, comunque, che a [...] così viva la mia attenzio-ne [...] i colori, [...] cromatico (il segno della resa [...] una bandiera bianca, non a caso, [...] nel ves-sillario), [...]. Ecco la vera qualità [...] allegre. Ciò per dire che [...] problema, non è così [...]. Continuo a tirare in ballo [...] mia esperien-za personale, per confessare il mio fastidio per [...] che ritengo un uso fazioso del tricolore [...] lo sap-piamo). In quei momenti non [...] e i suoi sbandieratori. Né riesco a nascondere [...] che mi procurano i caroselli notturni di [...] in bianco rosso e verde (eppure la [...] come uno dei rari momenti in cui [...] riconoscono nel tricolore una patria [...]. [...] infine o in principio, una [...] come somma di studio, di letture, di consuetudini, di [...]. Un minimo di cemento ideale [...] è consolidato, prima che in un bla-sone, in [...] connotata [...] nome, Italia. Hanno un bel [...] favole, ma «Italia» appartie-ne [...] Dna [...] nostra cultura, che non ha conosciuto altre [...]. E da un paio di [...] pure la bandiera. Per ora quella è, [...] nostra, di noi che bene o male [...]. Saranno presenti il presidente [...] Repubblica [...] Violante, Mancino e Prodi. [...] ufficiale sarà tenuta dal poeta [...] Mario Luzi (sempre un poeta, Giosuè Carducci celebrò il [...]. A conclusione della giornata, [...] Teatro Valli, si terrà il Concerto del Bicentenario diretto [...] Claudio Abbado. Per tutto il giorno [...] balli nelle vie e nelle piazze del [...] Reggio Emilia. /// [...] /// Per tutto il giorno [...] balli nelle vie e nelle piazze del [...] Reggio Emilia. (0) (0) ![]()
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