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I critici teatrali, questi [...]. [...] alla «prima», coi lo-ro [...] terreno che [...] pontificano, qualche volta in-sultano [...] attori e re-gisti. Se ne vanno per [...] altro dramma, altro giudizio. Una lode, una stroncatura. [...] la loro [...] rimane intatta. Perché non provano a [...] completo [...] di cui si occupano? Questa [...] dietro [...] iniziativa che vede in [...] Londra quattro critici teatrali alle prese con [...] altrettante opere. Hanno raccolto la sfida [...] Michael [...] (riparato in America dopo [...] brutalmente da di-verse penne) che hanno detto: «Cari [...]. /// [...] /// Fate un [...] di regia». Il pro-gramma intitolato The [...] -Up [...] («Il critico, [...] la recensione») è stato ideato [...] La-wrence [...] per il [...] un teatrino periferico. La scelta dei [...] è caduta su Nicholas [...] critico [...] Standard, Michael [...] che da [...] scrive per il [...] James Christopher e Je-remy Kingston [...]. Hanno avuto piena libertà [...] loro opere favorite, rispettivamen-te Il viaggiatore senza [...] Jean Anouilh, Il più forte di August Strindberg [...] di Harold Pinter, Albertine [...] di Michel [...] e Il negozio di [...] di Robert Young, unico lavoro inedito [...] programma. Christopher è uno di [...] tuonano re-golarmente contro i teatri che non [...] autori. Così gli è parso [...] cimentarsi nella regia con [...] sconosciuta. Dice: «Ho vera-mente cominciato [...] pro-blema di scoprire un nuovo auto-re. Al contrario di ciò che [...] pensa, ho imparato che non [...] una gros-sa riserva di successi [...] mai rappresentati. Ho trovato Young con una [...] fatica. Col suo testo in [...] mettere in contrasto il mio stato di [...] con quello di [...] come critico. Ve-dremo cosa ne verrà [...]. La massima attenzione è [...]. Scrive recensioni sempre attente, [...]. È uno dei pochi [...] mentalità europea capaci di trarre paragoni dalle [...] Strehler, [...] e Stein. È [...] su analisi testuali. Lo scor-so anno ha [...] ragionata di Pinter che rivela per la [...] il comme-diografo ha usato regolarmente episodi personali, [...] in tutte le sue opere. Un [...] esageratamente rispettoso verso il [...] sul piano analitico. Il capitolo [...] cinematografico di Pinter [...] di Proust (com-pletato, ma mai [...] è magi-strale. Come si è trovato [...] regista di Pinter? Dichiara: «La più grande [...] quella di lavorare insieme a un team [...] applicare intera-mente sul testo. Di solito noi criti-ci passiamo [...] nel giro della stessa settimana. Ho dovuto imparare tutto, [...] scelta degli attori. Ho organizzato le prove, [...] disegno di scena e le luci». [...] messo in scena dallo stesso Pinter nel 1963 con la [...] prima moglie Vivien [...] è, secondo [...] «una gemma che presenta la [...] della psiche femminile». Ha utilizzato le note [...] Pinter, ma nello svilup-po del personaggio di Sarah, [...] tenu-to a mente [...] anche un [...] selvaggia della [...] che insi-steva nel [...] interpretare le ope-re del [...] di comme-die sadomasochiste. Il trattamento di [...] è ben riuscito. La tro-vata [...] della coppia sposa-ta, divisa [...] puritano e il mondo delle fantasie erotiche [...] per fare [...] sotto il tavolo, invisibile [...] della tovaglia, per cui lo spettatore è [...] la teiera, è stata splendidamente realizzata. Si è ripetuta la [...] osservata, come di regola, negli ul-timi anni [...] di Pin-ter in genere. Per la prima [...] ride apertamente, quasi con sfoggio, [...] davanti ad una farsa di Feydeau. Poi le risa-te si [...] momento del-la fine [...] un silenzio di tomba. Forse un [...] meno riuscito il ri-sultato di [...] con Anouilh. Il viaggiatore senza bagaglio, [...] almeno una [...] di ba-gaglio verbale che [...] que-stione non è sempre riuscito a tra-durre [...] il ritmo. Ma chi ha recensito [...] come ne sono usciti? [...] on [...] ha mandato il suo [...] teatro, Mat-thew [...]. Ha riscontrato «piat-tezza [...] nella regia di [...] e «troppi [...] in quella di de [...]. Conclusione: «lavoro [...] coerente menomato da una certa [...] di immaginazione teatrale». Il [...] ha pensato di mandare [...] opere un regista, niente-dimeno che Peter Hall, [...] Royal Shakespeare Com-pany ed ex direttore, insieme a Laurence Olivier, [...]. Scrive: «Non ho la [...] sul perché Jeremy Kingston ha deciso di [...] Albertine in [...] che, purtroppo, ho accettato [...]. Il mio voto è [...]. Il tono e il [...] le op-portunità di sviluppare i contrasti sul [...] sono an-date perdute. Consiglio a Kingston di [...] lavoro di criti-co. Ha fatto molti sforzi, [...] valeva la pena». Come questi critici che hanno [...] riusci-ranno ad utilizzare ciò che [...] imparato «sul campo» non è dato a sapere. Tutto quello che potran-no [...] compren-sione, ma quei registi che verran-no stroncati [...] i critici, insisteranno, che ignoranti. Alfio Bernabei QUALCHE giorno [...] Pino [...] musicali di non avere [...]. È invece storia vec-chia [...] letterari che non hanno occhi per leggere [...] quando debbono scri-vere). Quanto al teatro, fioriscono gli [...] sui critici teatrali che fanno come [...] Agnelli alle partite della [...] uscendo cioè «a metà tempo» [...] però, diversa-mente da lui, poi [...]. O che addirittura in [...] entra-no. Facendo prima o poi [...] di recensire uno spettacolo che per un [...]. Ancora: dalla GranBretagna pro-prio [...] (ne parla [...] Alfio Bernabei), ci giunge [...] alcuni critici teatrali, punzecchiati da registi e [...] la fama di invidiosi [...] dei lavori degli altri. E così via. /// [...] /// Che non leggono, non [...] non vanno. /// [...] /// Forse anche troppo. Tanto che, a questo [...] spezzata una (piccola) lancia in favore degli [...]. Facendo ma-gari le pulci, [...] «lesa», agli autori. I quali, anche loro, un [...] strani lo sono. [...] per esem-pio, creature discese dal [...] uniche, irripetibili, da ado-rare (sempre) e mai criticare. Dimenticando così che il [...] solo la funzione di nutrire il loro [...] anche quella di storicizzare, di confrontare angeli [...] con altri irripetibili e unici, di scattare [...] di individuare tendenze. Se non bastasse, gli [...] un tantino incoerenti, schizoidi. Il loro sport preferito, [...] sperare che un asteroide cancelli per sempre [...] terra (come i poveri dinosauri). Ma, se ciò accadesse, [...] a vedere se per caso, sotto, non [...] almeno uno vivo per re-censire la loro [...]. Ma, infine, [...] da dire che, più [...] critici (i quali, intendiamoci, malvagi lo sono [...] la per-fidia sarebbe giusto [...] in quel brutto animale [...] industria culturale. I Romani questo concetto lo [...] bene con un proverbio: [...] boni viri, [...] mala bestia». Che grosso modo vuol [...] se-natori, presi uno per uno, non sarebbero [...] se non ci fosse la mala bestia [...] Senato. Il [...] del ca-so è una [...] di ripensare in modo critico un mondo [...] e senza testa, continua a [...] a [...] volta, ansimando non poco, [...] giunta le ragioni stesse del suo esistere. La mala bestia è [...] sistema dei media che si affanna-no dietro [...] notizia bruciante, allo «scoop o mor-te», senza [...] proprio sicuro che il tipo di let-tore [...] teatro, ascolta musica, o spende ore intere [...] libro, sia poi così interessato a quel [...]. Se un critico non [...] di corsa, o esce a metà tempo) [...] (anche, non solo) dal fatto che [...] culturale gli chiede di [...]. Ho fresco fresco sotto [...] nuovo tipo di letteratura. Un [...] allestito da una casa editrice [...] i re-censori. Appena dieci paginette, figliate [...] di molte centinaia. Paginette il cui messaggio [...] quello che ti pare, purché ti sbrighi. Con tali sistemi anche il [...] che (rara avis) ancora ama quello che fa, sarà [...] o poi costretto a leggere il [...] invece del libro. A diventare critico di [...] di volumi in pillole, di [...]. A meno che non [...] gesta di quel signore che, lancia in [...] caricava i mulini a vento in quel [...]. E che finì piuttosto [...]. Registi per punizione La [...] teatro secentesco di William [...] Londra, quattro critici terribili [...] Il nuovo conduttore: «Ho [...] mandato esplorativo, poi vedremo» «Domenica in», a Frizzi [...] della Venier Guardì: «Sarà [...] della domenica, mirerà a [...] in modo amichevole». Mara: «È la scelta [...] LA SORPRESA TV Anche Fede striscia la notizia (con Gnocchi [...] ROMA. [...] della domenica è lui. Ieri Giovanni Tantillo, direttore [...] gli ha dato [...] ufficiale di condurre Domenica In [...] sta-gione. Un mese e mezzo [...] poi, se non sarà possibile, con estrema [...] dice ancora, la voce non in-crinata da [...] regi-strazioni al Teatro delle Vittorie. Se [...] andrà a buon fi-ne, [...] Frizzi consolarci di ogni settimanale ambascia lavo-rativa o [...] far dimenticare gli imbrogli dei quiz o [...]. Un volto per definizione [...] un annuncio anticipato a ieri pomeriggio, alla [...] del Consiglio di ammi-nistrazione della Rai in [...]. Fabrizio Frizzi, [...] televisivo [...] è gioco. Gioco leggero, condivisione, familiarità [...]. Lo ha dichiarato apertamente, [...] direttore Giovanni Tantillo: «La simpatia, la serenità, [...] e cordiale di Fabrizio Frizzi sono stati [...]. Frizzi aggiunge di [...] costrui-re una Domenica in [...] non perda il ritmo col-loquiale consegnato alla [...] Mara Venier. Dietro la [...] ma-schera -ci ha fatto [...] Frizzi con i suoi comporta-menti -ci potrebbero essere [...] ma con la mo-destia di chi mostra [...] un passo [...] star. Una persona (un per-sonaggio) che [...] anche pren-dersi in giro: ciò che sembra esse-re diventato [...] modello indi-spensabile per rispondere alla cri-si degli ascolti e [...] della popolazione televisi-va. Fabrizio Frizzi, [...] di Mara Venier, aveva [...] fedeltà a [...] anzi [...] e dichia-rato apertamente di [...] la dote di uno dei «gioiel-li di [...] Domenica In o il festival di Sanre-mo (vedremo [...] dei fiori Fabio Fazio e Renzo Ar-bore? È stato accontentato e Michele Guardì, [...] è stato affi-dato il programma un mese [...] ritorna sulle afferma-zioni di allora, quando aveva [...] e mai più Domenica In sarebbe stata [...] per-sonaggio su cui ritagliare tutto il resto: «Prima [...] poi gli interpreti. Con lui, amico della [...] li-nea di un grande rapporto con le [...] prodotto molto coinvolgente, tratterà con un rapporto [...]. Fabrizio è un gran-de [...] è rimasto una persona normale in un [...] dello spettacolo dove è facile dare i [...]. Nadia Tarantini [...] 1. Emilio Fede, da sempre [...] e protagonista in passato [...] con Antonio Ricci, da ieri si è [...] del tg satirico con Gene Gnocchi e Tullio [...]. Il direttore del [...] si presta a questo [...] suo ormai ri-conosciuto genio umoristico. Per un grande giullare [...] sicuramente è, non esi-stono né amici né [...] può far ridere. Una nuova missione, la [...] una scelta di vita che po-trebbero riscattare [...] che nutre per il suo pa-drone Silvio Berlusconi. Solo così il grande Emilio [...] defi-nitivamente dal campo del ridi-colo a quello [...] noi fans auspichiamo da tempo. In realtà Ricci ha [...] Striscia quello che avrebbero do-vuto fare gli altri [...] con le [...] al po-sto delle Veline [...] Fede che svolge la [...] reale funzione, quel-la di [...]. Questa edizione del tg [...] del resto sotto il segno degli albanesi, [...] stu-dio al debutto di Gnocchi e [...]. Forse così Ricci ha [...] chiave di interpretazione delle lacrime di Berlusconi. Il gio-co di un [...] diventa sem-pre più vero, si giova moltissimo [...] Emilio Fe-de, che resterà, si spera, per [...]. I due conduttori ufficiali [...] anche perché ac-compagnano la performance di Fede [...] facce da emaciati [...] men di Tirana. [...] ma incravattati, [...] nello studio di Striscia appaiono [...] più a loro agio nei [...] infantili. Il resto dei numeri [...] Antonio Ricci ha navigato tranquillo tra montaggi [...] e smascheramenti rivolti agli altri tg, che [...] meritano. /// [...] /// Il resto dei numeri [...] Antonio Ricci ha navigato tranquillo tra montaggi [...] e smascheramenti rivolti agli altri tg, che [...] meritano. (0) (0) ![]()
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