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Lo ha annunciato Lucien [...] del Program-ma delle Nazioni Unite [...] in occasione di un [...] Genova sul tema «Il Mediterraneo e lo sviluppo [...] nel mare, per il mare». Già nel [...] Italia, Francia e Principato [...] Monaco [...] firmato [...] di massima per la [...] «Santuario dei mam-miferi marini». [...] protetta dovrebbe estendersi [...] abitata da circa 4. [...] inizia-tiva che coinvolge Italia [...] Francia [...] riguarda [...] di misure di sorveglianza [...] bocche di Bonifacio, tra la Corsica e [...] Sarde-gna, [...] zona caratterizzata da un traffico molto intenso. La morte di una [...] è più un evento misterioso. Il «segreto» della fine è [...] le centrali energetiche delle cellule. La scoperta, in corso [...] avvenuta ne-gli Stati Uniti, [...] di [...]. Gli stu-diosi del settore [...] già definita molto impor-tante. [...] ricercatori, coordinati da Ian Reynolds, [...] messo a confronto due gruppi di cellule [...]. In uno solo dei due [...] cel-lule una sostanza in grado [...] disattivare tempora-neamente i mitocondri. Quindi nelle cellule di [...] è stata introdotta una grande quan-tità di [...] superiore al normale. È risul-tato che le [...] mitocondri disattivati sono sopravvissute, mentre quelle con [...] sono morte. I mitocondri sono così [...]. Il dubbio di Neruda Sconfisse [...] con [...] Il poeta moriva 25 [...] Pablo Neruda Sotto: a sinistra, il poeta a Stoccolma [...] il Nobel per la letteratura dalle mani [...] Gustav Adolf di Svezia; a destra, a Napoli [...] Giorgio Amendola [...] vita era per lui [...] Il riscatto? La poesia [...] ROMANA PETRI Il percorso [...] Pablo Neru-da è quello di una grande [...] da una ricerca e [...] che via via cresce a dismisura e [...] la grandezza [...] mondo. Questo [...] come spesso è stato [...] è stato molto più in movimento di [...] travolto da una violenza del conoscere qua-le [...] attenuare [...] del trapasso («Un poeta [...] morte che alla filosofia; più vicino al [...] più vici-no al sangue che [...] diceva di lui García Lorca), [...] venticinque anni dalla [...] scomparsa questa resta la [...] lettura di tutte le sue poesie, dalle Residenze, [...] da lui stesso rinnegate per [...] pessimismo, alle opere di [...] come il Canto generale e la Spagna [...] ai Cento sonetti [...] e alle opere po-stume. È studiando se stesso, [...] anima che Neru-da scopre [...] altri e la funzione del suo ruolo [...] «La poesia deve recupera-re il legame con il [...] camminare [...] e incontrarsi con il [...]. Negando così ogni aristocratico [...] Neru-da diviene il «trasformatore» di se stesso, [...] pur pas-sando attraverso le correnti let-terarie del [...] a consolidarsi in una visione del-la vita [...] necessità di mu-tamento. Lo stesso titolo delle sue [...] postume ne è la conferma: Confesso che ho vissu-to [...] non essere mai lo stesso, concepire la vita come [...] lunga serie di segmenti, ogni segmento una morte, ogni [...] una [...]. Come Gi-de, dunque, Neruda [...] delle affermazioni» bensì quello [...] facendo [...] della colpa e del [...] come le più grandi virtù umane. Il vitalismo di questo [...] dolente e nostalgico verso la [...] terra, il desiderio di [...] per le più diverse cose del mondo [...] Rivoluzione [...] cinese, le polemiche con il castrismo, ma [...] di conchiglie e le passioni amorose dove [...] fre-schi come le angurie»), hanno spesso sradica-to [...] cri-si di solitudi-ne al limite [...]. Convinto che [...] certezza sia [...] di capire chi siamo, Neruda [...] cercato nella poesia il riscatto del cuore facendo coincidere [...] e solida-rietà, sentimento e azione, ren-dendo accessibili a tutti [...] tematiche elementari [...] ele-mentari) attinenti alle cose indi-spensabili [...] come [...] e la tristezza, [...] e la tranquillità. La vita, in-somma, quale unica [...] che sempre continua nel mon-do come «un rio [...] solo cam-bia de [...]. La malinconia di Neruda, però, [...] è mai total-mente estranea al godimento della vita, e [...] mistero del dolore resta [...] della perdita, [...] degli abbandoni, la certezza che [...] dicendo addio alle cose [...] può in qualche modo [...] perché ciò che ab-biamo posseduto [...] realtà ci precede, è anteriore e ristagna nel ricordo. Nulla appartiene [...] forse gli appartiene la [...] morte è un posse-dimento angoscioso e Neruda [...] lo as-sedia con [...] delle carni mai appagate, [...] che ben presto si tra-sforma a [...] volta in dolore, di-stanza, [...] «Mi piaci quando taci perché sei come [...] Distante e dolorosa come se fossi morta / Allora [...] un sorriso ba-stano / E sono felice, [...] sia così». È dunque solo una questione [...] attesa, la morte è solo riman-data, si allontana un [...] e poi ritorna. Questa malinconia [...] fatta di cuore, ma [...] che contro il cuore spingono rendendo più [...] può essere cura-ta con la dolcezza [...] amore per la donna [...] ter-ra, amore fat-to di altitudini come luna, [...] ma che si completano con elementi più [...] creta, il fango, il pane. Ma anche [...] conduce a profonde in-quietudini, al [...] della [...] fragilità: «Tu sei [...]. Ah tu non fuggi [...] Tu [...] risponderai fino [...] grido», e allora è [...] a diventare distan-za, così come la forza [...]. Solo [...] «eterno» può far fronte alle [...] può vincere la morte e il tempo. In questa visione [...] Neruda chiede soccorso alla [...] terra lontana, al Cile, alla [...] casa selvaggia di [...] Negra battuta dal vento [...] oceaniche, rumori senza i quali non riusciva [...] che hanno fatto di lui uno dei [...] ma-re. E così il rapporto tra [...] senti-mento drammatico [...] e il paesaggio si fa [...] la donna e la terra diventano la stessa cosa: [...] me inclino a tu boca [...] la tierra», e [...] diventa anche una ricon-ciliazione con [...] paese natale, una forza in più [...] sociale, nella lotta contro le [...] nel naturale bisogno di raddolcimento per credere ge-nerosamente alla [...]. Gli ser-ve in Francia [...] tra la fine della guerra [...] spagnola («La guerra di Spagna cambiò la mia poesia») [...] tedesca, per organizzare [...] verso il Cile di fuoriusciti [...]. Gli serve in patria quan-do [...] eletto senatore della Re-pubblica e nel [...] accuserà il presidente [...] di non [...] mantenuto i patti con le [...] quando per questa ragione sarà costretto a espatria-re e [...] tristemente aumenta-re la [...] fama di scrittore perse-guitato. La gratitudine verso la [...] quale vuole credere a tutti i costi [...] continuare a identificarsi con il [...] ma [...] ad accettare la morte, per [...] come il necessario elemento [...] limitare [...] umano, per farla diventare [...] la moderatrice della vita. Dopo la morte il poe-ta [...] «cantare in silenzio» la solidarietà e [...] tra gli uo-mini, [...] immenso, le piogge, il profumo [...] legna, «il pane che la luna fragrante elabora / [...] le sue fa-rine [...] cielo». Lo scrittore Jorge Edwards, [...] Persona non grata, diceva di lui: «Sentiva la [...] la vi-ta oscura delle piante, e [...] di una forza estranea, [...] arrivata dal di fuori a perturbare [...] degli oggetti e della [...] una sofferenza intensa e si-lenziosa». Neruda morì in patria dopo [...] tristemente assistito al gol-pe militare. Mentre si spegneva in una [...] di Santiago la [...] casa veniva saccheggiata e per-quisita. Il suo funerale fu sorve-gliato [...] affinché non si trasformasse in una sommos-sa di [...]. Qualche volta Ne-ruda è [...] narcisi-smo, ma qualche volta il narci-sismo è [...]. A venticinque anni dalla [...] grande poeta deve es-sere ricordato solo come [...] che scriveva splendidi versi tirtaici e [...]. E non [...] da [...] per-ché come dice un detto [...] dal bello nasce il bello. Così, 25 anni fa, [...] voce tonante e il suo corag-gio, Francisco [...] terminò [...] funebre per Pablo Ne-ruda, [...] di Santiago del poeta. Poi avevano aperto tutti [...] stanze e giardino, come per annegare anche [...] poeta e della cultura. Quel giorno, al funerale, decine [...] militari in divisa e di [...] scrutavano quei mille cileni che [...] avevano osato sfidare il [...]. Gli stadi erano an-cora [...] torturati, già as-sassinati o che lo sa-rebbero [...] a po-co. A Victor Jara, il [...] Cile, i mi-litari nello stadio sta-vano frantumando le [...] che non avrebbe co-munque più potuto suonare [...] e si apprestavano, dopo questa ultima tortura, [...]. Militanti di sinistra o [...] portati via o uccisi ogni giorno e [...] quartieri di Santiago, nelle fabbri-che del cordone [...] nella zona del porto [...] a [...] ter-ra della cantante [...] Parra e della poetessa Premio Nobel Ga-briela Mistral. [...] di arresti, as-sassinii, torture, stragi [...]. Eppure mille cileni quel giorno [...] poterono fare a meno di an-dare a salutare per [...] volta Pablo Neruda, e quando Francisco [...] lo scrittore della Patago-nia e [...] Terra del fuoco, si alzò altissimo [...] con la [...] voce tonante, molti intona-rono [...] e tanti co-minciarono a piangere. /// [...] /// E perché molti sapevano che [...] lì, quel giorno, voleva dire candidarsi [...] alla tortura, a una morte [...]. Come per [...]. Ha [...] e massiccio, lunghi capelli bianchi [...] tormenta continua-mente con le sue lunghe mani da marinaio, [...] una barba bianca che lo fa sembrare ancora più [...]. Quando lo avevo vi-sto [...] mi aveva detto: Fran-cisco, ho capito che [...] vita per imparare a vivere e quando [...]. Oggi [...] vive con la mo-glie Eliana [...] ap-partamento al pian-terreno di un edificio [...] a Santiago. Ma ho tutti i [...]. E la nostalgia per [...] fi-no [...] attraversando Capo Horn, o [...] isole attorno a [...] si vede nei mille [...] ha riempito [...]. [...] mare, fotografie di porti [...] un modellino di barca per la pesca [...] nessun parapet-to perché [...] pos-sa spazzare senza osta-coli [...]. /// [...] /// Ma mi ricorda Neruda, [...] definito [...] reli-gioso, sacerdote del [...]. E si rivolgeva al pinguino: [...] sono un verme [...] e invidio il tuo orgoglio [...] dice [...]. Sì, Ne-ruda amava tutto [...] Cile [...] in parti-colare la Patagonia. Aveva scritto un bel libro [...] questa parte del no-stro paese, per questo io chiusi [...] funebre con quelle parole di speranza: [...] giorno galoppe-remo ancora insieme nella [...]. Lasala è [...] quadro che ritrae Neruda. Il pit-tore è un [...] Pablo quel quadro non piaceva, così lo [...] sorride [...] come della birichinata di [...]. Al quale è stato [...] fine. Io sono sem-pre rimasto [...]. Durante gli anni della [...] minac-ciato di morte e di torture, mi [...]. [...] sapere come si viveva allora [...] una lettera o una telefonata di mi-nacce. Solo ogni tanto andavo [...] qualche settimana, tanto per riprendere [...]. Ma questo è il [...]. /// [...] /// Ma questo è il [...]. (0) (0) ![]()
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