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Cosa è successo? In [...] è stata campo di battaglia culturale e [...] a Roma, anzi, in tante altre parti [...] che a Ro-ma. Se oggi la situazione [...] ci siano vari motivi. Uno, in-tanto, è interno [...] urbanisti, e forse è quello che inte-ressa [...]. In Italia e in qualche [...] paese, la cultura urba-nistica è rimasta una appendice del-la [...] architettonica, mentre og-gi, in molti paesi [...] esiste or-mai da 20-30 o [...] 50 anni una professione di urbanista che è collegata [...] la geografia urbana, con la sociologia, con [...] urbana, con la [...] con [...] civile, con la demogra-fia, con [...] altre discipline, ma non è strettamente collegata con [...] cioè una professione che non [...] solo la scenografia formale. Malgrado gli sforzi soprat-tutto [...] Astengo, [...] prima ancora di [...] questa autonomia della disciplina [...] è affer-mata. Anche se oggi esiste [...] funzionari di pubbliche amministrazioni che si occupano [...] che, in generale, sono molto bravi e [...] hanno pochissimo peso e pochissi-ma influenza persino [...] è il loro lavoro quotidiano. Una secon-da ragione è [...] poli-tico culturale: [...] urbanisti-co è stato al [...] avuto una corrispondenza precisa con quelle che [...] e la di-mensione della città, e quindi [...] la tradizione e con la sto-ria dei [...]. In fondo, la battaglia negli [...] per il piano regolatore di Roma, o quelle negli anni [...] per i tanti piani re-golatori [...] giro per [...] sono lotte, momenti che potremmo [...] co-munali e civici. A un certo punto, [...] in Italia, anzi in altri paesi molto [...] Italia, la di-mensione delle città ha scavalcato [...] la struttura secolare comunale, non solo da [...] vista topografico, ma soprattutto da un punto [...]. Gli abitanti di una [...] sono più identifi-cati con quella città, e [...] diventate luoghi dove dormire, luo-ghi dove lavorare, [...] con-tinuità che era data dalla storia. Da quel momento, si [...] cercare di parlare di dimensione metropolitana, di [...] piani di area vasta, e a inventare [...] di tecnica ur-banistica, che non hanno un [...] democrati-che , nelle strutture elettive, nelle strutture [...]. Le circoscrizio-ni da una [...] metropolita-ne [...] sono due entità astratte, [...] o dagli am-ministratori, o da qualcuno, ma [...] radicate nelle popo-lazioni: quindi non popolari. Su que-ste entità, si [...] di-battiti, convegni, si prendono deci-sioni, si fanno [...] qualcosa di astratto e, in fondo, non [...]. Può darsi che questa [...] transitoria, che tra una generazione ci siano [...] per il momento direi che questo è [...] crisi [...] della disciplina del territorio. In uno dei suoi [...] vicende romane degli anni [...] lei ha rilevato che [...] Pci, [...] una forte capa-cità di [...] non di inventare proposte sul piano cul-turale. Più tardi, era sindaco Pe-troselli, [...] risanamento delle borgate si è trovata [...] idea su cui si [...] operare di una amministrazione, è corretto? Si, [...] Dunque [...] partire dagli anni 70 è stata trovata [...] da parte della sinistra per le città. Diciamo che forse negli anni [...] è stato fatto un errore [...] cioè si è sempre pensato che certi problemi del [...] e della società fossero un corollario quasi naturale [...] socialista e comunista della sinistra. Pensiamo per esempio alla [...] Antonio Cederna, persona, per preparazione e per for-mazione, [...] democratico, ma non di sinistra. Non è esistito inve-ce, [...] in certi momenti, [...] cioè la sinistra politica [...] con la massima lealtà ed energia, una [...] in certe circostanze; ma [...] assunta come strategia operativa a livello nazionale [...] livello vasto. Possiamo ri-cordare negli anni [...] per esempio in Emilia Romagna ha trovato [...] di Campos Venuti, e più tardi di Cervel-lati; [...] il famoso sindaco comunista di Vittoria, in Si-cilia, [...] sostenitore di tutti i con-doni possibili e [...]. In realtà, erano opposizioni [...] fin da allora: ma questo è venuto [...]. Ed è stato ag-gravato [...] dicevo prima, e che non esiste in [...] la Francia o [...] cioè, la man-canza di [...] urba-nistica autonoma. In che anni colloca [...] di tutto questo? Negli [...]. Una cosa che forse, [...] della disciplina urbanistica, mi sembra sia in [...] è che [...] stata sempre molta differenza [...] zone [...] tra le varie città. Questo è stato considerato [...] sia a livello di cultura urbani-stica che [...] cultura politica. La regionalizzazione, che fino [...] pesante burocratizzazione, potrebbe però, in una seconda [...] un fatto se-rio e costruttivo. Ma questo ancora non [...] nessuna Regione, anzi la complicazione burocratica e [...]. Lei parlava prima della [...] e città; cosa sta accadendo adesso? Indubbiamente [...] sia nel bene che nel male, è [...] anni passati. Un ele-mento abbastanza positivo [...] dappertutto, [...] stato un mi-glioramento delle [...]. /// [...] /// Ed è dovuto forse [...] che [...] stato un rallentamento nella [...] un assesta-mento più tranquillo della espansio-ne urbana, [...] che è passato un [...] di tempo. Oggi socialmente si può [...] periferia ci sono i nonni: e questo [...] di [...] importanza, perché significa avere [...] dei cittadini. Il rapporto tra non-ni [...] e bambini è stato sempre considerato dai [...] un elemento fondamen-tale. /// [...] /// Oggi in tutte le [...] trovare dei giardinet-ti ben tenuti, magari accanto [...] malissimo, e trovare periferie in cui [...] una vita che venti, [...] non [...] assolutamente. In questo, la esclusività [...] è stata, in un certo mo-do, erosa. [...] però, non è andata [...] è la struttura generale del territorio, e [...] tra queste va-rie parti di territorio. Forse, poi, ci so-no [...] inversioni a più largo raggio: io ho [...] livello [...] non di studi, che [...] città meridionali sia molto più avanzato del [...] settentrionali. In che senso? Le [...] città fer-me, in cui, ritornando a distanza [...] di anni, si trovano le cose peggiorate; [...] del sud hanno uno slancio per cui [...] cose migliorate. Certo, quelle del nord [...] per cui sono ancora a un livello [...] delle città del sud: però la ten-denza [...] centro è piuttosto stagnante, nel sud [...] più energia. E anche Roma non [...] espan-sione, dal punto di vista dimensio-nale? Un [...] ma meno. Direi che negli anni [...] riferi-mento era Bologna; negli anni [...] la città riferimento è Napoli. In un altro suo [...] che alla fine degli anni [...] quan-do, come adesso, si [...] possibilità che Roma fosse città olimpica, come [...] 1960, una delle ipotesi, come adesso, fu [...] per fare arrivare centri [...] quartieri più sprovveduti; [...] cosa curiosa, forse buffa, [...] per le Olimpiadi, si spaccò in due [...] Olimpica il verde [...] Villa Doria [...] ora si pensa a [...]. Si, è divertente, con una Olimpiade si fa, con [...] si disfa. Sono stato per lavoro [...] giorni lontano da Roma, e ho parlato [...] Olimpiadi [...] diverse persone. Ho trovato dappertutto la [...]. Sarebbe? Le Olimpiadi le [...] non ha nessuna importanza do-ve sono. Cioè, dove sono sono. È indubbio che in [...] mondo si facciano le Olimpiadi, la maggior [...] le vede in televisione. Chi ci va? Gli [...] accompagnatori, qualche giornali-sta. Ora, non è che [...] questa considerazio-ne che si potrebbero addirittura fare [...] Olimpiadi [...] uno studio televisivo opportunamente attrezzato; però certi [...] in un cer-to modo ai tempi di Pierre De [...] in un altro modo [...] nel 2000 si porranno in maniera ancora [...]. La formula delle [...] a cui siamo arrivati, [...] più rispetto alla esistenza della tele-visione e [...] di comu-nicazione che ci sono oggi. Sta dicendo che visto [...] ha cambiato tutto, non si ve-de perché [...] anche le Olimpiadi. Questo è il fatto: [...] persone che seguiranno le Olimpiadi in tele-visione [...] indifferenti a dove si terranno. Questo è abbastan-za interessante. Anni fa, lei ha scritto [...] mentre in apparenza Roma cresceva in as-soluta assenza di [...] in realtà per [...] conduttrice [...] stata: «accettare la dislocazione dei [...] patrimoni fondiari come ragione e guida per [...] della città». Oggi quali sono le [...] per [...] o per il riequilibrio, [...] Credo che oggi sia importante quel-lo che lei [...] recupero. /// [...] /// Purtroppo su que-sto però [...] situazione di stragrande potere di quello che [...] disponibilità di terreno e di quella che [...] ne voglia dire, la speculazione immobiliare. Speculazione immobiliare che oggi [...] e che è guidata dalle Ferrovie dello [...] enormi aree, che, essendo state una volta [...] questa Società pensa siano sue, e debbano [...] mercato immo-biliare. Invece la situazione è [...] e questa pesantezza dei piani ferroviari [...] tutto quello che potrebbe [...] pianificazione guidata dalla amministrazione pubblica, non solo [...] Roma. Anzi, ci sono altre [...]. In situazioni analoghe? Beh, [...] Roma [...] sempre tutto più gros-so, e poi è [...]. Ma la stessa cosa [...] altre città del mondo: se per esempio [...] aree ferroviarie a Parigi, magari ci sono [...] grossi centri, però il ruo-lo delle ferrovie [...]. È stata la municipalità, [...] che han-no disposto, deciso, fatto i piani [...] la so-cietà ferroviaria di alcuni oneri. È un rapporto completamente [...] dove invece si sono create addirittura società [...] regioni, comu-ni, che adesso [...] stanno cancellando, ma che hanno costitui-to comunque [...] pesante. Dispiace che sia fini-to [...] in galera, doveva essere finito per i [...]. /// [...] /// La città e le sue [...] parla il celebre urbanista «La speculazione non è finita» [...] 2. Il libro, «Roma moderna» [...] la prima volta da Einaudi nel 1962, [...] molte edizioni e aggiornamenti successivi. Grande conoscitore di Roma, [...] quale ha uno studio in un bellissimo [...] di Trastevere, [...] non è romano di [...] nato a Torino nel 1929; insegnante universitario [...] Ginevra, [...] le sue opere si può ricordare la [...] della Storia [...] sempre di Einaudi. Per Laterza, ha invece [...] Francesco Perego «Archeologia e città», e con Luigi Di Maio [...] dagli anni [...] al 2000». Attualmente, si sta occupando [...] piano di assetto del parco [...] antica. [...] le aree [...] sono [...] Le città? Luoghi dove dormire [...] lavorare, ma che hanno perduto quella continuità che era [...] dalla storia. Con Ita-lo [...] parliamo dello stato [...] in Italia, delle difficili [...] e an-che di circoscrizioni e aree metropolitane, [...] a suo giudizio, sono ancora astratte, non [...]. E per [...] esiste ancora, purtroppo, una [...] potere della speculazione immobiliare. /// [...] /// E per [...] esiste ancora, purtroppo, una [...] potere della speculazione immobiliare. (0) (0) ![]()
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