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Zia Teresa guarda fisso [...] formica e il muro bianco. Ha appena lasciato la stan-zetta [...] Silvia dove [...] sorella, ha passato le pri-me [...] di questa nuova giornata di dolore. Zia Teresa piange in silenzio [...] per [...] si nasconde [...]. Ve-de uomini in giacca [...] con voluminose borse di cuoio entrare e [...] di Silvia. Sono quelli della «forza [...] chiama. I magi-strati, i poliziotti, [...] uomini [...]. [...] il [...] di chiedere a Sil-via [...] cosa ricorda. Perché zia Teresa, mamma Gabriel-la, [...] Alfio, Michele, suo fratello, i suoi tanti amici [...] Padova e dintorni non le chiedono nulla. Da due giorni le sorridono, [...] accu-discono, la vegliano nei troppi [...] montagna, della morte, della [...]. Mamma Gabriella ha una forza [...]. Infagottata nei suoi panta-loni [...] nella maglietta gri-gia di cotone entra ed [...] addirittura accenna sorrisi. Ha solo un momento [...]. Alle [...] vacanza in Corsica con la [...] ragaz-za. Lo abbraccia fortissimo e [...]. Continua a ripetere «io [...] io sono la mamma». Piange e parla pianissi-mo [...] di Michele che si nasconde dietro enormi [...]. Perché a pochi metri [...] di quello [...] successo mer-coledì sulla montagna non [...] deve, [...]. /// [...] /// In una stanzetta di chirur-gia, [...] non paganti, lontano dagli occhi [...] orecchie [...] di lei. È forte lei, ha [...] ha po-tuto camminare per tanto tempo, per [...] sette ore. Ha giocato a pallacanestro [...] Albignasego, la prossima set-timana avrebbe dovuto partecipare [...] soltanto per [...]. Silvia le ha raccontato [...] «No, noi non le abbiamo chiesto nulla. Quello che sappiamo [...] visto in televisione, [...]. [...] la forza pubblica che fa [...] interviste. Con me ha soltanto pianto [...] e mi ha detto che [...] salva soltanto [...]. Cosa ha pensato nel [...]. [...] pensato [...] davanti le sue [...] «Un dolore infinito e [...] felicità. [...] parte me ne è [...]. Come descriverebbe queste due [...] «Erano [...]. [...] da anni in [...] di volontariato che si occupa [...] Grosso. Raccolgono carta, ferro. Fanno dei campi di [...] giorni. Sono sempre in at-tività, [...] amore per [...]. /// [...] /// Quando ha parlato [...] volta con Diana e Silvia? Cosa vi [...] «Diana era contenta. Erano arri-vate tra queste montagne [...] già [...] scorso erano state [...] parte, a Pescasseroli. Questa volta volevano andare [...] Maiella, [...] avevano bisogno del permesso della forestale, dovevano [...]. Per questo hanno deciso [...] Morrone, di andare sulle tracce di Celestino V. Erano dirette [...] di Celestino [...]. Quando hanno incontrato [...]. [...] «No, non [...] visto. Stamattina in questura ho chiesto, [...] fosse consegnato. Avrei voluto [...]. [...] vivere, ma senza oc-chi, perché [...] possa vedere altro. Perché gli resti soltanto [...] quelle due ragazze che ha ucciso. Avrei voluto [...]. [...] «In questo momento stanno fa-cendo [...] a Tamara e Diana. Stanno facendo gli ultimi [...] Silvia. Credo che domani ci [...] delle ragazze. Ven-gono giù i nostri sindaci [...] che hanno proclamato il lutto [...] nei nostri paesi. [...] di accompagnarci, ma noi non [...] tenere il [...]. Per [...] chiesto laCroce Ver-de o un [...]. /// [...] /// Poi torneremo a casa. Cercheremo di stare vicino [...] che non si vedono. Quelle che le ha lasciato [...] il [...] uccidere [...]. Quando sarebbero tornate a [...] «Oggi». /// [...] /// Mancano le tre pi-stole, [...] chiudere [...]. Questo e la risposta [...] possibile che il padrone di [...] Mario Iacobucci, non sa-pesse [...] armi ancora non ritrovate e del fucile [...] che invece è stato sequestra-to su allo [...] Ieri Iacobucci è stato interrogato per tutto il giorno [...] indagato. Le ricerche [...] con cui [...] ha sparato sono continuate [...] più riprese dal tempo pessimo. Mentre ci si chiede [...] abbiano fatto le a [...] due armi: pos-sibile che [...] le abbia gettate tutte e tre? Intanto [...] hanno fatto la prima auto-psia, quella su Diana Olivetti, [...] ha confermato la violenza e poi la [...] sparo tra il collo e la spalla [...] al cuore. È stato estratto il proiettile: [...] tratta di [...] di piccolo calibro, sparata da [...] a canna corta. Quale, esattamente, saranno ora [...] a [...]. Iacobucci stava spesso sui monti [...] dor-miva anche allo «stazzo». A volte portava il [...] casa, in paese. Ci lavorava insieme. Da [...] i [...] e polizia a concentrare gli [...] sforzi su di lui. [...] ar-mi ad [...] potrebbe averle date proprio [...] per difende-re pascolo e animali da altri [...]. [...] nasce da quello che [...] Dario, [...] figlio del [...] giovedì: problemi di pascolo. /// [...] /// [...] parecchi ettari, a valle. E risulta che [...] sulla loro terra. Per quello [...] era stato armato. E infatti continua-va a [...] pistole non erano sue. Iacobucci certo non pensava [...] avrebbe ucciso. Conti-nua a ripetere che con [...] non ha mai a [...] problemi, che è [...] anche se non ha la [...] del tutto a posto. Ma resta il fatto [...] per i pascoli sono una cosa più [...] pastori. E quindi avan-za una sola [...] ipotesi: che le armi fossero state lasciate dal padrone [...] «stazzo» senza [...] ad [...]. Lui potrebbe averle prese a [...] insa-puta. Ma è molto poco [...]. Trovare le armi sarebbe [...] questo, per capire quali siano le responsabilità [...] oltre che per avere [...] pistola che ha ucciso Diana e [...]. [...] sul corpo di Tamara. In-tanto, [...] di [...] Vincenzo Colaiacovo, si vedrà con [...] gip in carcere per [...] di [...]. Ma soprattutto, il pastore Mario Iacobucci potrebbe dover chiamare [...]. Al centro Alfio Olivetti [...] Silvia e Diana [...] Viso sereno e i [...] cuscino. Per la psicologa ce [...] superare il trauma Silvia racconta: «Era gentile, [...] È triste che monti così belli diventino [...] Nel suo racconto alla psicologa che la assiste [...] la ragazza non ha mai sottolineato il [...] sia un immigrato, un macedone. E poi dice: «Non sono [...] sono una persona normale». Parla un soccorritore «Ricerche [...] Mazzi di fiori per Silvia: «Siamo con [...] «Non [...] parole per momenti come questi, ma sappi [...] sempre con te». Una firma, a volte [...] uomini, di donne, di ragazzi che hanno [...] lei. Decine e decine di [...] sono arrivati al letto 61 del reparto [...] Sulmona. Per Silvia Olivetti hanno scritto [...] che Silvia non vedrà mai, ma che vorrebbero [...] dire che le sono vicini, [...] di [...] che lei ha vissuto sulla [...] pelle loro hanno vergogna. Come se fossero colpevoli [...] Abruzzo, la regione che Silvia, Diana e Tamara [...] le sue montagne e che le ha [...] loro assassino stupratore. Tra gli altri mazzi quello [...] fioraia di Sulmona: «Volevo [...] mai voluto che succedesse questo [...] nostre montagne». /// [...] /// [...] stesa sul letto 61 del [...] chirurgia [...] di Sulmona. Ha il viso sereno e [...] capelli biondi sciolti sul cuscino, polsi fasciati e una [...] bianca che diventa una ca-micia [...] fiorellini quando vengono a [...] il presidente della Regione Antonio Falconio o il sindaco di [...]. La [...] la lascia mai come non [...] lasciano i suoi genitori, i suoi parenti i suoi [...] amici. Silvia Olivetti, 21 anni, non [...] mercoledì. Ma [...] qualcuno con cui deve, vuole [...]. È la psicologa, la [...] Franca Valdo, di lei Silvia ha bisogno, nonostante si [...]. Ed [...] Silvia, apparentemente [...]. Dalle [...] parti, in Veneto, ce ne [...]. Noi li incontriamo sempre [...] in monta-gna. /// [...] /// Loro conoscono quelle strade [...] fanno conoscere. Non è stata [...] cosa [...]. Ne abbiamo incontrati, ma [...] neanche al nostro saluto. Tranne lui, lui [...]. Era gentile, «lui». [...] di Alì che con [...] ha descritto agli inquiren-ti. Ma non dice mai il [...] nome che oramai conosce benissimo. Parla e [...] sorella e la [...] amica. Mai sottolinea il fatto [...] macedo-ne, un extracomunitario. Lei ha un grande [...] suo padre per quelli meno fortunati. Per loro la-vora gratuitamente [...] spende anche il suo non certo lauto [...] operaia in una fabbrica di barattoli per [...]. Silvia però non è [...] da 15 anni lavora tra la gente, [...] che hanno la stessa età della pa-dovana [...] e «dei meno fortunati». Hanno deciso loro di non [...] Silvia di quanto è successo. Io non ho dato [...] sembra [...]. Sil-via poi [...] di relazione con gli altri. So che supererà questo [...]. Lei, come tutti i [...] prendere il lato positivo anche in una [...]. Silvia sta fisicamente bene, non [...] mai perso la lucidità, maora anche [...] analisi, le ulti-me radiografie, ecografie, Tac hanno dato conferme. La [...] famiglia [...] medici [...] sconsigliato. Le la-scio due giorni [...]. Cosa penserà Silvia? Forse si [...] quello [...] «È triste che queste meravi-gliose [...] possano [...]. /// [...] /// Il racconto di Silvia [...] Esagera-to. La burocrazia ha impedito [...] partissero immediatamen-te? La gente de [...] la fra-zione di Sulmona [...] Silvia [...] stata soccorsa, i pensionati di Pacentro che [...] notte [...] assicurano che polizia, [...]. La ragazza ci aveva [...]. Ma la Land Rover [...] arrivata alle sette e venti. Siamo arrivati in montagna [...]. [...] nebbia, pioveva, [...] fango do-vunque. [...] ragazze, avevamo con noi un [...] per i primi soccorsi. Abbiamo gridato e nessuno [...]. Ab-biamo attraversato proprio la [...] Diana. Lamat-tina dopo, con la [...] le [...]. /// [...] /// Messaggio cordoglio di Prodi ROMA. Sono tantissimi i messaggi [...] alle famiglie delle vittime. Quello del presidente del Consiglio, Romano Prodi, è stato inviato ieri al Prefetto di Padova, Sergio Iovino. Un messaggio di cordoglio [...] omicidio di Sulmona: «La prego di esprimere [...] giovani ragazze Diana Olivetti e Tamara Gobbo, [...] mano vile e efferata -ha scritto in [...] presidente del Consiglio -i sentimenti della mia [...] loro grande dolore». DIRETTORE RESPONSABILE Giuseppe Caldarola CONDIRETTORE Piero Sansonetti VICE DIRETTORE Giancarlo Bosetti CAPO REDATTORE CENTRALE Pietro Spataro UFFICIO DEL REDATTORE CAPO Paolo Baroni, Alberto Cortese, Roberto [...] (Politica) Stefano Polacchi, Rossella [...] Cinzia Romano [...] Società Editrice de [...] S. /// [...] /// Il sindaco proclama lutto cittadino [...] SULMONA [...]. Alla fine, quando [...] deciso ad ammettere tutto, [...] ha chiesto di parlare [...]. Ha iniziato dalle pistole. [...] raccontare il resto. Ma a modo suo. E la terza, si [...] sola, allora io. Diceva io, ma sembrava [...] qualcun altro. Così con-tinuano a dire gli [...] men-tre [...] non si sbi-lancia in attesa [...] collega che co-nosce già [...] per la vicenda del [...] cavalli ma di attrezzi. Resta un [...] e novanta, magro, magrissimo, che [...] sgranato gli occhi solo quan-do gli hanno detto che [...] delle ra-gazze era viva, che aveva ricono-sciuto la [...] foto. Occhi di [...] scoperto a rubare la marmella-ta, [...] gli inquirenti. Ma è stato solo [...]. Dopo, [...] è ridi-venta [...] freddo, distante. Lo stesso [...] di [...] omicidi e [...]. Si è «giustificato», questo sì, [...] non ha aggiunto una sola parola sui pro-pri sentimenti. Ha solo spiegato che [...] lontano ha [...] inseguita un pezzetto, ma poi [...] è fermato. Certo si era imma-ginato [...] mezzo a quei boschi, con sotto la [...] lei non ce [...] fatta. Che sarebbe morta lì [...]. Nei due stanzoni affumicati di [...] Capoposto», [...] tutte le sue co-se. Misere, ma [...] tutto quel che serve: cannocchiale, [...]. Ba-gnati fradici per la [...] tutti gli abiti descritti da Sil-via. Una giacca a vento azzurra [...] anni [...] -cioè fatta proprio [...] fa -scarponi consunti, pantalonacci di [...] pesante, blu. [...] dopo il delitto, non aveva [...] nulla, solo la pistola. Con-vinto che [...] nonostante quei corpi rimasti lì [...]. Un immaturo, infantile, con [...] che deve es-sere stato preso da un [...] per [...] ad avere rapporti [...]. Così riflettono gli inquirenti, [...]. Ancora, sottolineano il suo modo [...] di dare [...] alle cose piccole che a [...] il re-sto. Con davanti quelle accuse [...] a parlare delle pecore che andavano munte. Poi cercava di darsi [...] storia che la mafia lo insegue per [...] centinaia di miliardi. Chissà cosa ha immaginato, [...] di cose viste in tv quando gli [...] a casa del suo padrone, a Santa Eufe-mia. [...] mai [...] clandestino, fosse in Italia. /// [...] /// [...] di Pescara, nelle carte [...] stranieri di [...] traccia dal [...] al [...]. Cinque anni fa venne in Italia come profugo [...] degli aiuti [...] Jugosla-via. Gli fu dato un [...] lui ha rinnovato a Pescara fi-no al [...]. Ma poi, nel dicembre di [...]. Così [...] inserito nel-la lista degli irreperibili. Fino a quel momento, era [...] segnalato una sola volta nel [...] per guida senza patente. Il 7 marzo del [...] invece fu preso perché aveva [...] attrezzi meccanici e carpenteria in una casa di Caramanico. Il giorno dopo fu [...] a otto me-si con la condizionale. Ma poi ci so-no [...] il terzo grado di giu-dizio, per i [...] tuttora in vigore prevede [...] Italia dello stra-niero. In ogni caso, del [...] processo alla questura di Pescara [...]. /// [...] /// È questo il testo [...] che il sindaco di Sulmona, Bruno Di [...] ha fatto stampare e [...] varie copie ai colleghi padovani di Albignasego [...] Saonara [...] il documento venga affisso come nel centro [...]. /// [...] /// È questo il testo [...] che il sindaco di Sulmona, Bruno Di [...] ha fatto stampare e [...] varie copie ai colleghi padovani di Albignasego [...] Saonara [...] il documento venga affisso come nel centro [...]. (0) (0) ![]()
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