→ modalità contesto
modalità contenuto
INVENTARICATALOGHIMULTIMEDIALIANALITICITHESAURIMULTI
guida generale
CERCA

Modal. in atto: NO FILTRO (BD NON AUTORIZZATA)disattiva filtro SMOG

ANTEPRIMA MULTIMEDIALI

Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1994»--Id 1903600944.

Videoguida per la navigazione in KosmosDOC.org

Il brano seguente è un frammento di trascrizione automatica (OCR) della pagina richiesta. Questo sistema di indicizzazione della Biblioteca digitale non liberamente visualizzabile mostra parzialmente ciascuna Entità Multimediale suddividendola in piccoli segmenti separati da «[...]» (medesimo periodo o primo periodo successivo) e da « /// [...] /// » (periodo successivo non adiacente). Per riscontrare nella pagina i termini ricercati suggeriamo l'uso di ctrl+F o analoghi, ove il proprio browser lo consenta.

Lui però non capiva [...]. Non si sentiva per [...]. Non scaraventava : le [...] contro il muro . Mangiava di tutto, tranne. Non era più rumoroso, [...] più stupido degli altri bambini. Aveva un nome facile [...] da scrivere e una faccia pallida e [...] ricorda-; re. Andava tutti i giorni a [...] me gli altri e [...] poi tante [...] storie. Tormentava [...] sorella non [...] di quanto lei tormentasse lui. Nessun dottore in camice bianco [...] mai proposto di [...] internare in un manicomio. Gli pareva, tutto sommato,. Fu solo quando era [...] grande da un pezzo che Peter finalmente [...]. La gente lo considerava [...] ne stava sempre zitto. E a quanto pare [...] sto [...] fastidio. [...] problema -era che gli piaceva [...] da solo. Non sempre naturalmente. Ma per lo più [...] per stare tranquillo in [...] so, nella [...] stanza, oppure al parco. Gli piaceva stare da [...] i suoi pensieri. Ed è impossibile sapere di [...] -persona che cosa pensa, se quella [...] persona non lo dice. La gente [...] deva Peter sdraiato per terra [...] bel pomeriggio [...] a masticare un filo [...] o a contemplare il cielo. ///
[...] ///
E Peter si rizzava [...] soprassalto dicendo: «A niente. ///
[...] ///
[...] di smettere non potevano, non [...] che cosa : stesse facendo. Magari stava pensando di dare [...] alla scuola, o di dare [...] sorella in pasto a un [...]. A mala pena sopportano [...] uno di loro. Se ti unisci alla [...] sa che cosa ti passa per la [...]. Perché 6 la stessa [...] passando per mente degli altri. Se non vuoi tare [...] unirti alla compagnia. Ma Peter non la [...]. Non aveva niente in [...] con gli altri quando era il caso. Ma la gente esagera. Anzi, secondo lui, se [...] un po' meno tempo a stare insieme [...] gli altri a fare lo stesso, e [...] dedicato un po' di più a stare [...] a pensare a chi siamo e chi [...] il mondo sarebbe stato un posto migliore, [...]. Un Natale il padre di Peter, Thomas Fortune, stava [...] mando le decorazioni in [...] no. Detestava fare quel lavoro. [...] ventava sempre di cattivo umore. Quella volta, doveva attaccare [...] in alto in un angolo. [...] proprio in [...] una poltrona e seduto su [...] poltrona a fare niente di speciale, [...] Peter. Adesso salgo sulla poltrona [...] muro». [...] pure». Ed ecco [...] Thomas Fortune [...] lire sopra la poltrona, e Peter salire in groppa ai suoi pensieri. A [...] si sarebbe detto che [...] ma in realtà era occupatissimo. Si stava inventando un [...] di scendere dalle montagne con un attaccapanni [...] ben tesa tra due pini. Continuò a pensarci mentre [...] ritto sullo schienale della poltrona, ansimando e [...] al soffitto. Come si poteva fare, [...] Peter, per scivolare senza andare a sbattere negli [...] la corda? . Chissà, forse [...] di montagna stuzzicò [...] di Peter. Fatto , sta che [...] un pacchetto nuovo di biscotti al cioccolato. Non era bello continuare [...]. Peter non fece in [...] che sentì alle sue spalle un orrendo [...]. E si voltò proprio [...] cadeva a testa prima nel buco tra [...] il " muro. Poi [...] Fortune riapparve, per prima la [...] di nuovo. Sembrava deciso a fare Peter [...]. [...] parte della stanza, la [...] mamma si teneva stretta la [...] sulla bocca per non farsi [...]. Peter e Kate frequentavano [...]. Ci voleva un quarto [...] per [...] a piedi e pochi minuti, [...]. Di solito ci andavano [...] il papà che poi proseguiva per il [...]. Adesso però i bambini erano [...] grandi da [...] andare da soli in autobus, [...] la responsabilità [...] ricadeva su Peter. Non erano che due [...] stessa via, ma a sentire [...]. La sera prima ricevette [...]. Al risveglio gli toccò [...] tutte. Poi gliene fecero un [...] la colazione. E quando i bambini [...] porta, la mamma, Viola Fortune, ripassò [...] volta le varie fasi [...]. ///
[...] ///
Non doveva lasciare mai la [...] di Kate. Dovevano prendere posto a [...] di sotto [...] Kate dalla parte del [...]. Guai se si lasciavano [...] con degli svitati o dei malintenzionati. Peter avrebbe detto bene al [...] dove doveva [...] . E non doveva staccare [...] strada. SI tennero per mano Peter [...] tutto quanto a [...] madre, e si avviò alla [...] con [...] sorella. Si [...] mano lungo tutto il [...]. Per la verità, non [...] perché [...] sorella gli stava simpatica. Sperava solo che nessuno dei [...] lo vedesse in giro mano [...] mano con una bambina. ///
[...] ///
Salirono e presero posto [...] sotto. Si sentivano ridicoli a [...] anche stando seduti e poi [...] degli altri bambini della [...] si lasciarono liberi. Peter era piuttosto fiero [...]. Avrebbe potuto badare a [...] sorella dovunque. Kate poteva contare su [...]. Supponiamo ad esempio che [...] soli su un valico [...] montagna, di fronte a [...] lupi affamati, lui avrebbe saputo esattamente come [...]. Facendo ben attenzione di [...] -movimento improvviso, avrebbe indietreggiato con Kate fino [...] spalla al sicuro contro una parete rocciosa. In quel modo, i [...] potuto [...]. Ed ecco giunto il [...] fuori di tasca [...] due cose importantissime che [...] si era ricordato di prendere: il coltello [...] la scatola . Estrae il coltello dal [...] appoggia a terra fra [...] ba, pronto [...] nel caso i lupi [...]. Si stanno avvicinando)» in [...]. Sono cosi affamati che [...] bava dalle fauci. Kate intanto singhiozza, ma [...] adesso che può [...]. Sa bene di do-. Proprio ai suoi [...] vede qualche ramoscello e delle [...] motte. Senza perdere un minuto, Peter [...] un bel mucchietto. È rimasto soltanto un [...] scatola. Si sente già il [...] addosso: un odore tremendo di carne marcia. Peter si piega, mette [...] coppa e accende il fiammifero. Una folata di vento fa [...] fiamma, ma lui [...] avvicinata al mucchio di rami [...] e foglie che a una a una prendono fuoco, [...] a trasformarsi in un discreto falò. Peter non smette di [...] foglie e rametti e legni anche più [...]. Kate sta incominciando a [...] aiuta. Gli animali [...] selvatici hanno terrore del fuoco. Le fiamme guizzano sempre [...] trasportando il fumo proprio dentro le fauci [...]. Adesso Peter afferra il [...]. [...] si era fermato. I bambini della scuola stavano [...] incominciando a scendere. Peter scattò in piedi [...] in tempo a saltare a terra, che [...] ripartito. Fu solo una ventina di [...] dopo che si rese conto di [...] dimenticato qualcosa. La cartella, magari. ///
[...] ///
Era [...] sorella! Per un momento rimase [...]. Osservò [...] allontanarsi lungo la via. Ti prego». La stòria del libro: [...] spezza la normalità della vita Quella avventura [...] Fortune ORESTE [...] «Ciò che mi colpisce [...] che tante cose terribili vengono commesse da [...] sono affatto terribili». Lo ha scritto Ian McEwan [...] dobbiamo [...] presente. Ma Peter, il nuovo [...] non è [...] sporco, foruncoloso, malvisto, che [...] allarmante confessione // giardino dì cemento-, «Non [...] padre, ma certe volte mi sembra quasi [...] una mano a morire». Peter potrebbe essere invece [...] da qualsiasi patire, un figlio sensibile, intelligente, [...]. Sogna, sì, anzi é un [...] di sogni, ma questo non interferisce cori il [...] dimento scolastico o con [...] familiare. Provoca tuttalpiù qualche irrisorio [...]. Peter dimentica la sorellina Kate. Però ama i genitori e [...] sorellina, non patisce -la scuola. Chiede solo ogni tanto [...] silenzio e di solitudine, per «pensare ai [...] appunto , per inventare i suoi sogni. Desideri rischiosi: una solerte maestra [...] potrebbe definire «bambino difficile». La [...] pretesa di [...] tutti gli adulti attorno [...] che incontrarsi, quando sprecano una infinità di [...] di parlare, comunicare, scambiare. La gente esagera. A Peter non succede. [...] convinto che se ciascuno [...] di tempo al proprio cuore, a navigare [...] segrete, a interrogare i propri sentimenti, le [...]. Potrebbe accadere clic non [...] guerre. Non c'è il gatto [...]. E con una imprevista mossa [...] -se ne accorgerà il gatto rivale: va bene con [...] artigli e con [...] ma a spintoni non vale [...] il primato di William. Peter può ritrovarsi ; [...] un cuginetto ospite improvviso e molto più [...] un lattante che conosce il mondo camminando [...]. Imparerà, grazie al sogno, [...] bambinetto. Kenneth, che aveva chiamato [...] perchè gli masticava i quaderni, i libri, [...] cercato di mangiarsi il pilota [...]. [...] un bambino onnivoro: anche la [...] di vetro verde, la più bella, finisce tra le [...] fauci. Peter imparerà ad [...]. Lieto fine: solo [...] lo riscatterà alla condizione [...]. McEwan non aggiunge nulla, [...] mistifica. Dissemina però il suo [...] particolari. Kenneth è un «coso», una [...] il compagno di classe, [...] è violento, prepotente, un «robot [...] per fare tutto . Al risveglio tutto tornerà [...] di Peter non ci sarà per fortuna [...] incubi. Però quei sogni vaganti [...] realtà, le metamorfosi che producono inquieti e [...] arie immobili dove pare ci si debba [...] fanno pensare persino a Stephen King. Quando la piccola Kate [...] visino a quello di Peter diventato Kenneth [...] e quando Peter scopre, [...] si raccoglie ogni cianfrusaglia di casa, la Pomata [...] e [...] immergendo un dito, che [...] ha esitazione. [...] famiglia Fortune. Thomas e Viola e [...] Kate, tranne Peter, svanirà nel nulla. ///
[...] ///
Giocando sui toni leggeri [...] i ragazzi, con serenità, persino con il [...] descrivendo una [...] a colori pastello, McEwan [...] di innocui giochi, scrutando il soffitto di [...] letto come se fosse il cielo. E a occhi aperti. [...] diventa fragile e la [...] in [...] difesa della superficie. Sotto la pelle, può [...] può accadere che la famiglia Fortune scompaia [...]. Dove saranno i cadaveri? Che [...] salverà [...] Si, forse solo il [...]. No, [...] permanente di Ian McEwan [...] nel rapporto col mondo, nella [...] semplificazione (geniale, molto spesso) [...] mente dinanzi a qualunque [...] semplicissimo o impossibile, nulla mai è complesso. Così, ecco nascere un [...] «Geometria solida», nel quale un groviglio di [...] realismo giunge a una soluzione cui solo [...] non ce ne sono, nella storia) avrebbe [...]. E ancora: le immagini [...]. In ogni storia di McEwan [...] pagine illuminate da quella luce accecante, terrificante, [...]. Chiunque osservi un bambino [...] un film o con una fiaba (più [...] è), non può non notare questa medesima, [...] barattare significati, intrecci, relazioni e fasi cruciali [...] da una singola immagine, magari secondaria. Proprio in questi giorni [...] «Pinocchio» a mio figlio di tre anni e [...] già capito che nessuna avventura lo trascinerà [...] che Collodi (a di Mangiafuoco, da quella [...] fino ai piedi, da quella frusta fatta [...] code di volpe intrecciati insieme: quello, per [...]. [...] in mente, dinanzi a [...] due versi che proprio McEwan fa citare [...] narratore di «Riflessioni di un primate in [...] «E [...] gli occhi di [...] nostra procreazione». Infine, a proposito di [...]. Gli animali sono fondamentali [...] di McEwan. Oggi, dopo avere immaginato [...] il protagonista del suo capolavoro, McEwan si [...] realtà e pubblica un libro per ragazzi: [...] dei sogni». E anche se scrivo [...] ancora letto, pure ho [...] di ascoltare, un anno e mezzo fa. Ecco, forse è proprio [...] scoperto anche su di [...] sedersi alla scrivania la apre e il [...] via, andando a intrufolarsi nel corpo di [...] quale a [...] volta entra in lui [...] a scrivere. Dev'essere per questo che, [...] ce [...] inchiodata in testa da [...]. ///
[...] ///
Dev'essere per questo che, [...] ce [...] inchiodata in testa da [...].

(0)
(0)


Nota sulla tutela della privacy. e Nota sulla tutela del copyright.

Nonostante i continui tagli che il settore culturale è costretto a subire - biblioteche storico/letterarie ed Archivi storici in particolare -, nell'epoca del Web 2.0 non termovalorizziamoci!La funzione di servizio pubblico sia essa offerta da un Ente pubblico o privato ha un costo; affinché il progetto possa mantenersi e continuare ad essere sviluppato sarebbe necessario un sostanzioso finanziamento pubblico, ma in sua assenza? Sareste disposti ad "adottare" una pagina e renderla fruibile a tutti in una rigorosa logica senza scopo di lucro?
Visualizza: adotta una pagina della Biblioteca digitale KosmosDOC

Consultazione gratuita del cartaceo in sede: .

Biblioteca Digitale


Perché è necessario essere utente di una biblioteca abilitata al sistema KosmosDOC per visualizzare la descrizione catalografica, le istanze materiali nei singoli inventari, la trascrizione completa e l'oggetto digitalizzato?
Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

(312)
(1)



La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


(286)


(191)

Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(266)

Città & Regione [1975-1976*]

(260)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

(215)


(271)

Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(264)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(228)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(265)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(128)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





Filtro S.M.O.G+ disabilitato. Indici dal corpus autorizzato

visualizza mappa Entità, Analitici e Records di catalogo del corpus selezionato/autorizzato (+MAP)




Interfaccia kSQL

passa a modalità Interfaccia kSQL