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[...] alcune esperienze che mi so-no [...] personalmente e che [...] interesse psicologico. Quando ero bambino la mia [...] era [...] di fobìe notturne. Dai tredici anni ai [...] ho più saputo cosa significasse una febbre [...] dei vaneggiamenti. E così [...] tornarono ad affacciarsi, mi [...] tutta la loro novità. Ed [...] di [...] con inconsueta at-tenzione. /// [...] /// [...] di quella se-rata in una [...] parte della mia mente affio-rò [...] tanto grottesca e confusa che [...] si può solo pro-spettare con delle pa-role. Avevo [...] che la mia soffe-renza [...] a che vedere con un pennacchio o [...] non so che; non sapevo in cosa [...] dove si trovasse, e non me ne [...] unico pen-siero: se i due capi di [...] avvicinati [...] il dolore sarebbe finalmente [...]. Nello stesso tempo con [...] parte della mia mente, che [...] az-zardo a definire il me stesso, ero as-solutamente conscio [...] di [...] nella quale ricono-scevo il segno [...] salute compro-messa. Ingaggiai quindi con [...] me stesso una strenua battaglia. Il me stesso cercava [...] che mia moglie, la quale mi accudiva, [...] della mia ridi-cola allucinazione; ma [...] ten-tava con ogni mezzo [...]. Ritengo che tutto questo [...] mattina pri-ma che la febbre (o [...] tizio) trionfasse. Chiamai mia moglie al [...] per i polsi e, [...] con espressione stravolta, gridai: «Per-ché [...] i due capi e mi tiri fuori [...] Esperienza B. Nel primo pomeriggio cominciai [...] quel suo-no che [...] viene scritto come [...]. Non appena ebbi cognizione [...] stavo facen-do, istantaneamente mi interrup-pi, e spiegai [...] che si trovava nella stanza, i motivi [...]. Caddi in uno stato [...] per il resto della nottata ripetei a [...] una parola priva di senso che la [...] mi riuscì di rammentare. Il giorno precedente mi ero [...] alla lettura della vita di Swift, e per [...] notte una parte della mia [...] tizio) aveva tentato di convincermi [...] quella certa parola non ero io a [...] ma che in realtà stavo [...] leggendo in un un libro che Swift [...] ri-petuta spesso durante la [...] ulti-ma, fatale malattia. La tentazione di comunicare [...] nuovo assai fortemente avvertita dal me stesso, [...] trionfalmente trattenuta, e colei [...] quella notte non [...] nulla che riguardasse il [...] Swift [...] paro-la, [...] che non fosse razio-nale [...]. Bastava insomma riuscire a [...] due co-scienze. Ma vi è una parte [...] miei pensieri alla quale ho maggior dif-ficoltà a dare [...] definizione. Una zona della mia [...] in continuazione commenti sulle virtù [...] di cui quella parola [...] tutte le sillabe, mi dimostra-va come non [...] nessuna in sé significante, ma nonostante questo [...] esattezza [...] tormento di chi ha [...] e la [...] insof-ferenza e il suo [...] della attenzioni di quanti prestano assistenza. Fu probabil-mente la stessa [...] da supporre, [...] tizio) che mi co-strinse [...] confronto con i non-sense di Lewis [...] come fosse un [...] di un lunatico e quelle di un [...] mente. Ma di sicuro fu [...] (un me stesso perfettamente lucido) che provò [...] not-te a fissarmi nella memoria la dan-nata [...] convin-zione che avrebbe potuto rivelarsi utile qualora [...] scri-vere storie in cui figurasse il perso-naggio [...] pazzo. Deve essersi trattato del [...] perché [...] tizio affermava (o fingeva [...] letto il passaggio in [...]. /// [...] /// Il me stesso era [...] e tuttavia dovette soccombere. Di conseguenza colei che [...] intrattenuta da un mio vaniloquio sulla marina. Ma non solo. [...] tizio rimase al-quanto contrariato [...] al-quanto contrariato -da due eventi di nessun [...] aveva mancato di esprimere il significato in [...] chi mi accudiva non aveva mani-festato il [...] alla faccenda. [...] tizio sarebbe piaciuto spiegarsi [...] me stesso, rimasto assai urtato [...] stato colto in questa [...] che si an-dasse oltre. Nei casi A e C [...] fu amorfa. Lo sapevo e nondi-meno cedetti [...] tentazione di [...] agli altri. Nel caso B [...] risultò coerente e riuscii [...] stato di calma. In altre parole, entrambe [...] alterate in misura mi-nore nel caso B, [...] mag-giore nei casi A e C. Ma forse non è [...] può risulta-re coerente anche nella pratica, e [...] mente ri-manere in uno stato di sospensio-ne [...]. E come [...] questa, se non follia? Nel [...] A ero perfettamente consapevole di essere uscito di [...] le [...] parole non ave-vano senso; [...] i fatti che ero ansioso di celare. Ma poi, quando mi [...] di parlare, sentivo di avere [...] sconvolta dalla rab-bia, e [...] polsi di chi mi vegliava. [...] dunque ci tro-viamo di fronte [...] innaturale e atipica, ge-nerata da [...] alla quale non credevo, e che avevo tenuta nasco-sta [...] ore in quanto la considera-vo segno identificativo di aberra-zione. E tutto ciò non ha [...] a che fare con la follia? Ho chiamato una [...] identità il me stesso e una seconda [...] tizio. Era il me stesso [...] agiva; [...] ti-zio pareva non avesse [...] o sulla lingua; egli poteva agire solo [...] stesso (. E però sono propenso [...] avere una certa familiarità anche con [...] tizio; sono propenso a [...] il sognatore de-scritto nel mio Capitolo sui [...] Voi vi riferite. Per lo meno è [...] allo stesso pe-riodo, ma in questo caso [...] intendo, che si dileguò [...] del senso della vista, piuttosto che un [...] momenti di veglia, quando pure ero in [...] e di prendere le medicine. Tutto ciò avvenne il [...] caso B e antecedente il caso C. /// [...] /// Il mondo pareva passare [...] mia finestra con la forza e il [...] rog-gia di mulino. Ero confuso dal tu-multo [...] non angosciato, semmai sorpreso di non essere [...] persino quando sono in buona sa-lute il [...] una penosa influenza sui miei ner-vi. Nel mezzo di questa [...] di schiacciare un piso-lino. Avevo appena letto la [...] Scott scritta da Dryden, ed ero ri-masto colpito [...] Dryden si era dedicato alla tradu-zione di [...] con mia grande meraviglia non lo ave-vo [...] sue opere. Non appena caddi addormentato [...] essere illuminato sul perché il suono del [...] delle nubi di polvere non mi avevano [...]. Non [...] vento, a quanto pareva, non [...] polvere: [...] solo Dry-den che cantava i [...] inni tradot-ti in una direzione, mentre tutti co-loro che [...] avevano biasimato e at-taccato dopo la Rivoluzione li can-tavano [...]. Questo detta-glio delle due [...] singolare e di sicuro sintomo di malattia. In un certo senso [...] Dryden volteg-giava nel passato senza interruzio-ne e [...] la mia fine-stra, seguendo la direzione del [...] polvere, mentre tutti i suoi detrattori volteggiavano [...] direzione opposta. In tutto questo vi [...] una qualche giustificazione dei versi e della [...]. Si è trattato di [...] co-munque riproduce con esattezza il modo di [...] mio tizio quando sono sveglio! Sinceramente Vostro, (traduzione di Giacomo Scarpelli) Una lettera fino a oggi inedita svela alcune [...] del grande romanziere [...] 5. Foto tratte da «Ignoto [...] Bompiani 1987, e «Fanny Stevenson», Paris 1993 «Amico [...] così il mio doppio. Prese a con-durre una [...] giorno sti-mato professionista, di notte efferata canaglia [...] a scagliare vetriolo sul viso di malcapitate [...]. Caduto nelle mani della [...] tossicomane in-volontario rilasciò una confessione in cui [...] senso di selvaggio appagamento pro-vato durante le [...]. /// [...] /// Questo episodio [...] fa, che sembra anti-cipare [...] dei de-litti senza perché [...] giorni, as-sai probabilmente servì [...] Robert Louis Stevenson per mettere in piedi Lo strano [...] Dr. /// [...] /// E tuttavia, se così [...] costituì solo lo spunto narra-tivo. Per svelare la duplice [...] umana -quella della civilizzata coscienza e quella [...] -e rendere la novella memorabile, egli aveva [...] an-cora: di calare la [...] nelle tenebre di «se stes-so». La costante attenzione di Ste-venson [...] fenomeni di alterazio-ne e trasformazione della persona-lità [...] segno di un esa-sperato atteggiamento estetizzante (alla Oscar Wilde, [...] intendersi). In verità rivelava una [...] scientifica, quando -si badi bene -le indagini [...] Freud [...] ancora di là da ve-nire. Circa la natura della [...] ebbe con-sapevolezza almeno un suo con-temporaneo, Frederic [...]. /// [...] /// Chi era costui? Un [...] classica che si era acceso di entusiasmo [...] disci-pline psicologiche di fine secolo ed era [...] della [...] di Londra, ossia la S PR. Essa si propo-neva [...] di fenomeni che spaziavano dalle [...] mentali [...] e giù fino al-la telepatia [...] alla telecinesi. Fra gli affiliati della Società [...] accomunati da [...] fidu-cia [...] di intrappolare le energie [...] Lewis [...] e [...] e i coniugi Cu-rie, Alfred R. Wallace e Conan Doyle, William James [...]. Myers era stato colpito [...] una lesta autobiografia oni-rica di Stevenson, intitolata Un [...] sogni, risalente al 1888, nella quale [...] probabilmen-te in conseguenza [...] della sensibilità generato da [...] riferiva di un duello impegnato con se [...] di impedire che talu-ni incubi notturni ricorrenti [...] di giorno. Chi scrive ha scoperto che Myers chie-se a Stevenson una testimonianza personale, come contributo [...] della S PR. E [...] accettò di buon grado. Chi scrive è dunque andato [...] sollevare la polvere dei vecchi ar-chivi [...] londinese, sotto la benevolenza della [...] se-gretaria, [...] ed ha scovato ciò che [...] la let-tera di Stevenson a Myers, pubbli-cata nel nono [...] dei [...] della S PR, datata luglio [...] e proveniente nientemeno che [...] residenza del ro-manziere scozzese, [...] nelle Samoa, dove egli, alla [...] di una guarigione ai malanni del cor-po [...] invece trovata per la psiche. Nella lettera, inedita in [...] meno dimenticata in Gran Bretagna, Stevenson rac-conta [...] episodi personalmente [...] di scis-sione [...] in due distinte entità, [...] ironia e malcelata cautela me stesso e [...]. Sarà bene chiarire subito [...] e farneticante identità duplicata, sfuggita dal senno [...] Stevenson, [...] ci auto-rizza a diagnosticare in lui alcun [...] schizoide. E ciò semplicemente perché tutto [...] con-seguenza di una comunissima alte-razione [...] quale la febbre alta. Insomma, deliri e sma-nie [...] letto piuttosto che sintomi [...] divaricazioni psichiche. Detto questo, la psicoa-nalisi ci [...] che ogni ma-nifestazione onirica e allucinatoria è rimozione di [...] manie concrete. Chissà Freud cosa sareb-be [...] rintraccia-re dietro i vaneggiamenti febbrili di Stevenson. La rilevanza della lettera [...] in definitiva risiede non [...] allucinazioni oc-corse a Stevenson, bensì [...] che egli ne seppe [...] il suo pennino di narrato-re. Impiegò la parola per [...] un mondo interiore sommerso, così come [...] ri-produce col pennello il [...] luce del sole. E [...] resistere alla tentazione di riesumare [...] passo del volume di Stevenson Memorie e ritratti, in [...] racconta il suo [...] di scrittore [...] «Men-tre camminavo la mia mente [...] occupata ad esprimere con parole adeguate ciò che vedevo; [...] mi sedevo lungo una strada, legge-vo, [...] in mano una matita e [...] quadernetto di appun-ti, per [...] di quan-to mi stava [...]. Legittimo al-lora supporre che [...] non costitui-scano altro che [...] alle estreme conseguenze il confronto fra i [...] psiche, che finisce per tramu-tarsi in un [...] fra il Bene e il Male, al [...] compassato gentleman britanni-co e la [...] repellente metà di gno-mo [...]. Ciò vale per il Dr. /// [...] /// Hyde ma anche per [...] ispirato al celebre ca-so del dottor [...] entrato in combutta con [...] e assassini. E per certi versi vale [...] impernia-to su un personaggio [...] diviso su entrambi gli [...] del peccato e, ancora, per Janet la Stor-ta, in cui una veneranda perpetua è posseduta [...] una seconda identi-tà indemoniata. E vale infine per [...] Tesoro, dove un John Sil-ver tetro e solare, [...] crudele e compassionevole si svela anche lui [...] molteplicità [...] umano. Stevenson la sera in [...] emorragia cerebrale, si trovava nella cucina della [...] assieme alla moglie. Ad un tratto era [...] un brivido ed aveva esclamato: «Che succede?. Mi sento strano. La mia faccia sta [...]. /// [...] /// Hyde, [...] che qualcosa in lui [...] -o si era rotto -cosa aveva temuto? For-se [...] che chiamava [...] tizio, tenuto così a [...] ricomparso e stesse per trionfare? Giacomo Scarpelli In [...] il rapporto con lo studioso [...]. /// [...] /// Hyde, [...] che qualcosa in lui [...] -o si era rotto -cosa aveva temuto? For-se [...] che chiamava [...] tizio, tenuto così a [...] ricomparso e stesse per trionfare? Giacomo Scarpelli In [...] il rapporto con lo studioso [...]. (0) (0) ![]()
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