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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1997»--Id 1825006371.

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La donna è [...] abito lungo [...] alti. [...] truccata, i capelli biondo scuro [...] a cerimonia. Dimostra po-co più di [...]. Ci invita a entrare [...] ad accomodarci in sa-lotto. Alle nostre spalle qualcuno [...] leggero come un soffio [...] perfetto. [...] donna, più giovane, anche lei [...] abito da sera, anche lei truccata pe-santemente, anche lei [...]. Entria-mo in un piccolo [...] do-mina il rosso dei divani. In un angolo un [...] lucido, pron-to [...]. E poi, sparsi sapientemente [...] un solo uomo, quadri, libri, dischi, spartiti. Dove ci hai portato, [...] collega, e più tardi [...] russa? Che ci facciamo in un sa-lotto [...] velluto, in compa-gnia di signore in nero, [...] arrivati a [...] per cercare resti di [...] dolori? [...] vi [...]. ///
[...] ///
Voi siete a ca-sa [...] e amato cantante so-vietico, Vadim [...] condannato da Stalin ai [...] rimasto a [...] anche dopo [...] purgato la pe-na. Egli è morto due [...] da allora io mi occupo di tenere [...]. E così è un [...] la stra-da. [...] il nostro pellegrinaggio nel cuore [...] Gulag, nella regione della [...] lontana da Mo-sca [...] chilometri e otto fusi orari, [...] est [...] degli zar bianchi e rossi, [...] più mite [...]. ///
[...] ///
Tamara si muove [...] dove attendeva silenziosa e [...] il piano. No, non si mette [...] un registratore rimasto fino ad allora nascosto [...] ne escono dei suoni e una voce. [...] canta in maniera serena, tran-quilla. Il tono è caldo [...] rilassa. Vadim [...] entusiasmò i russi so-prattutto fra [...] anni [...] e [...]. Il 4 novembre del [...] per scontare una pena [...] perché -dice Dina [...] -era stato considerato un [...] la patria. Non per ragioni politi-che, [...] ma per i suoi [...] un [...] troppo le donne, forse [...] i ragazzi. Nessuna delle due [...] oggi la [...] tomba nel cimitero di [...] ha sempre i fiori freschi. Come tanti do-po di [...]. Quanto a lei, la [...] è venuta a [...] solo per lui. Poi ho capito che [...] senza di lui e ho abbandona-to casa, [...] per [...] vicino. Non mi giudichi male, [...] fa que-sto e [...]. Dina [...] viene dal [...] che quando ha lasciato [...] Sovieti-ca. Laggiù [...] e vive anche il marito [...] il figlio di Tamara. Dopo il té [...] di bel-la porcellana salutiamo le [...] vestali. Non lo sappiamo ancora ma [...] sa-ranno le uniche: perché la più grande scoperta di [...] viag-gio alla [...] è che in Russia non [...] anco-ra, a sei anni dalla fine del regime comunista, [...] stalinista, una di-fesa collettiva della [...] o persero la vita nei [...]. Nel senso che so-no [...] raccogliere, conservare, proteggere i ricordi più penosi [...]. An-che quando si tratta [...] musei, di monumenti hai [...] che chi se ne [...] tutto so-lo. ///
[...] ///
[...] che significa autostrada ma che [...] sem-plicemente una striscia di pessimo asfalto che [...] russa, bisogna ripercorrere le strade [...] di [...] il centro e [...] il porto. [...] della città è miserevole, aggra-vato [...] perma-nentemente di mattina e di [...] solo per un breve intervallo [...] tardo pomeriggio. Gli edifici non sono [...]. E non hanno più [...] perché la città è stata intera-mente costruita [...] gulag. Ma i colori sono tutti [...] e [...] è [...] scrosta-to. A ogni pri-mavera si [...] è una lotta impari, bisognerebbe smettere ma [...] coraggio di [...]. A [...] la regione, uno degli 89 [...] che compongono la Federazione rus-sa, [...]. Di spazio ne hanno ecco-me, [...] che occupano è più grande [...] 400 chilo-metri quadrati. Più o meno tutti [...] che hanno avu-to legami con il [...] che grazie al codice [...] Stalin, ha contribuito in maniera de-terminante a colonizzare [...]. Vale a dire la Direzione [...] costruzione del Grande Nord, un ra-mo della [...] del [...]. Nacque nel [...] il [...] e il suo com-pito si [...] nel [...] quando i lager fu-rono chiusi. Si trattava di sfruttare [...] scoperti nelle sabbie del fiume [...] e di tirare fuori [...] metalli preziosi, sta-gno, cobalto, rame, uranio. Un lavoro [...] può obbligare a lavorare [...] mentre infuria il vento [...] ti stordisce; e a più 40 [...] quando il corpo è [...] e ti viene piagato da miliardi di [...]. Dal [...] dipendeva ogni persona libera [...]. I cosiddetti li-beri in [...] erano affatto. O si trattava di [...] che avevano accettato di venire [...] della [...] per sfuggire a pericoli [...] collettivizzazione for-zata, come avevano fatto gli ucraini [...] maggioranza della po-polazione della regione. Oppure si trattava di [...] pur avendo purgata la pena non avevano [...] ritornare sul «continente», «la terra ferma», come [...] gente del-la [...] chiama il resto della Russia [...] si sentono, e sono, separati [...]. Cinque anni fa nel [...] davanti al municipio, è [...] in memoria del primo ca-po del [...] Eduard Berzin, nel [...]. Come [...] accadde a tutti i suoi [...] tranne [...]. [...] di rendere omaggio con [...] un uomo legato ai gu-lag spaccò la [...]. Da una parte i [...] ritenendo Berzin il primo boia [...] loro [...] che vedevano nel capo del [...] della loro economia. Alla fine il monumento [...] suo posto, testimonianza materiale [...] storia. Però i [...] «demo-cratici» si sono ripresi [...] un altro monumento, quello dedicato alla Disperazione, [...] dei lager, realizzato dal più no-to scultore [...] Ernst [...] in-sieme ad un altro [...] Camille [...] città. Si tratta di un gigantesco [...] di [...] spettatore attraverso facce disperate. Tutti i sim-boli della [...] sono ri-cordati: il filo spinato, le vie [...] strumenti dello [...] celle. I nomi dei lager più [...]. Vista da [...] appare in tut-ta la [...] bellezza oscura. La città si tro-va [...] ed ecco perché la neb-bia, che si [...] baie aperte sul mare di [...] la tiene prigioniera. Da lì dopo alcuni giorni [...] propri. [...] campi di transito lo scrittore [...] condannato a 17 anni di [...] alla [...] secondo [...] 58, celebre e famigerato, quello [...] elencava attraverso 14 [...] la sicurezza dello Stato socialista, [...] colpevoli e la negligenza e [...] resterà in vigore fino al 1959. Nel caso di [...] il «reato» commesso era [...]. [...] della pic-cola zona è ideale. [...] una [...] dove ci sono meno di [...] posti [...] sulle cuccet-te a quattro piani. Ciò vuol dire che [...] necessi-tà vi si può sistemare un migliaio [...]. Nel-la giornata la [...] è ad-dormentata. Di [...] aprono [...] con una lista in mano, [...] gridano dei nomi con voce roca e raffreddata. Quelli che vengono chiamati [...] tunica in tutta la lunghezza, attraversano la [...] per sempre. Il porto delle nebbie Dopo [...] attraversato il centro di [...] ci avviamo al porto da [...] raggiungeremo la [...]. Il porto è un [...] di legno più so-miglianti a baracche che [...]. Si af-follano tutte sulla [...] li-torale, tanto maltrattata dal mare e dal [...] di una discari-ca di [...]. Comprendiamo [...] a ridere quando abbiamo [...] queste parti si poteva mangiare in riva [...]. Ha ragione: il por-to di [...] è quanto di più lontano [...] ma anche da uno [...] la nebbia lo rende cupo [...] gonfio, il vento [...] cattivone tiene [...] anche nei mesi più caldi. Nella baia sono ancorati [...] alle al-tre pescherecci e navi da guerra, [...] arrugginiti, un [...] come [...]. Eppure anche il mare [...] ha il suo fasci-no. Fuori città, per esempio, [...] a pescare il salmone, aspettando che il [...] corrente di [...] per raggiungere il fiume [...] uova, le spiagge acciottolate non sono meno [...] lunghe e bianche del Baltico. Nessuno [...] bagno perché la temperatura [...] non supera mai i 12 [...] e il vento è [...] so-lo per i gabbiani. Ma può accadere di scorgere [...] piccola foca sotto il pelo [...] mentre rubai [...] rete dei pescatori e allora [...] e fred-do sono dimenticati [...]. ///
[...] ///
Ma può accadere di scorgere [...] piccola foca sotto il pelo [...] mentre rubai [...] rete dei pescatori e allora [...] e fred-do sono dimenticati [...].

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Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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(193)

Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(267)

Città & Regione [1975-1976*]

(261)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

(217)


(273)

Interstampa [1981-1984*]

(270)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(265)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(255)

L'Orto [1937]

(229)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(266)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(128)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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