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So che il mio è [...] mestiere [...] ma so anche che ci [...] arrivato attraverso un approccio che è piuttosto quello [...] Costruendo un auditorium la prima [...] a cui si deve pensare è [...] una limitazione che ha contribuito [...] arricchire [...] Renzo Cassigoli Con [...] della terza sala da 2800 [...] di Roma è fi-nalmente concluso. Per Renzo Piano tutto [...] quando seppe [...] vinto il concorso internazionale. Un anno dopo, nel [...] si aprì il cantiere. Seguirono sette anni di [...] anche di difficoltà. Oggi possiamo ammirare lo [...] sale, le prime due da 750 e [...] sale di registrazione e un anfi-teatro per [...] il verde e, in mezzo, i resti [...] del VI seco-lo [...] Cristo. Un luogo per ascoltare [...] che si fa piazza per passeg-giare e [...] dei bambini. Cosa accade a Renzo Piano [...] è conclusa? Si volta indietro a misurare [...] magari per tornare a gusta-re la gioia [...]. E cosa pro-va, nostalgia, rimpianto, [...] insomma [...] realizzata, solo una tappa del [...] cammino o qualcosa che resta dentro a costruire la [...] figura [...] che ama le sfide ardue? «È una cosa che ti resta dentro, anche per-ché costruisci [...] luogo. E al luogo si [...] qualche modo, se ne resta prigionieri. Poi dipende da quello [...]. Se è un lavoro [...] un altro discorso, ma un opera come [...] a restare nel tempo. Un opera come questa [...] Roma [...] porta a fare dei bilanci. Ricordo [...] rimasto seduto con Berio per [...] nella grande sala, in silenzio, a guardare. Eravamo [...] accanto [...] senza [...] niente. Un momento di gran-de [...] estetico, ma professiona-le. Io non stavo lì [...] mio lavoro, ma di quello di migliaia [...]. Come architetto stavo guardando e [...] del risultato [...] lavoro corale. La stessa cosa accade [...]. Ci sono musicisti, come Claudio Abbado [...] i quali, quando [...] raggiunge il suono giusto, [...] totale, non per se stessi, ma per [...]. Per il [...] Journal» e «Le Mon-de» [...] di Roma è il segno [...] nuovo Rinascimento. La valutazio-ne accomuna due [...] importanti. Come la interpreti? «Si [...] che in Italia non si riesce a [...] importanti. Non è solo una diceria [...] è stata anche un [...] la verità. Ora le cose stanno [...]. Pensa a quel che [...] Roma, o a Venezia, dove si può sperare [...] brevi [...] La Fenice. Il Rinascimento! Nuovo Rinascimento? Ma via, [...]. Comunque di difficoltà per [...] ne sono state. Anche per [...] hai dovuto [...] ferma la rotta con durez-za [...] con [...] «È vero. Ma anche con la [...] o male, la legge è stata cambiata. Non certo per merito [...] ma anche perché [...] ha rappresentato con evidenza che [...] legge non funzionava. Ed è stata modifica-ta, [...] agli aspetti della complessi-tà. Forse le difficoltà più [...] pro-prio quelle di tipo burocratico, non per [...] in particolare, ma per il fatto che [...] è stato aperto subito dopo [...] crisi dovuta alla corruzione [...] lavori pubblici. Dovuta a tangentopoli, in-somma. È stato aperto nel [...] la legge, drasticamente ma anche necessariamente, ribadiva [...] i lavori si affidavano a chi faceva [...] basso. Questo complica-va le cose, [...] momento era difficile che la legge divenisse [...] più [...] come poi è diventata. Erano difficoltà storicamente giustificate [...] il Paese stava vivendo». E quali difficoltà, invece, [...] sul piano creativo e su quello tecnico? Immagino [...] sia sta-to il problema di fondo per [...] 2800 posti. Sono quelle che ti [...] quelle da cui parti. Costruendo un auditorium, la [...] un architetto one-sto e leale nei confronti [...] deve farsi venire in mente, è proprio [...]. È vero, [...] ha limitato le scelte, [...] di difficoltà si tratta di elementi della [...] abbiamo affrontato lavorando con grandissimi esperti, come Hans Müller, [...] con grandi musicisti». [...] un altro aspetto importante. In que-ste tre sale [...] ogni tipo di musica, superando la tradizionale [...] deputati alla musica classica, contemporanea, moderna. [...] dal vivo significa che il [...] è come la cassa armoni-ca [...] violino, invece di amplificare il [...] corda raccoglie il suono, il [...] di [...] orchestra, per [...] a tremila persone. Si chiama dal vivo [...] sono amplificazioni. Se fai musica amplificata, [...] musica moderna in tutti i sensi, quin-di [...] o popolare ma anche classica moderna, spesso [...] e resti-tuita (basta pensare a Luigi Nono [...] composizioni dello stesso Berio) allora è diverso, [...] facile perché dipende [...] elettro-acustico, cioè [...]. Ma venendo alla tua [...] fornire degli spazi, in particolare le tre [...] la musica dal [...] cantata, operistica, strumenta-le, non [...]. Normalmente [...] si fa in luoghi [...] meno [...] e la voce più [...] per concerti, invece (e quella di Roma [...] poche in Italia, che ha sempre privilegiato [...] di ri-verberazione piuttosto lunghi, la sala grande [...] di 2,2 secondi. In particolare sono lunghi [...] riverberazione delle frequenze basse che danno il [...] suono e questo va bene per la [...]. Per noi si trattava [...] strumenti flessibili, capaci di accogliere musica dal [...] adattarsi con facilità alla musica amplificata. Il balletto potrà essere [...] grande, ma si preferisce quella da 1200 [...] può liberare la platea, formando un grande [...] con una flessibilità totale. Insisto, però sul fatto che [...] rendere unico il complesso musicale, [...] è la [...] capacità [...] strumento dal vivo, non amplificato». Hai chiamato [...] in molti mo-di, [...] della [...] della [...] ma ami [...] della [...]. Forse perché oltre che [...] si produce? «In realtà ci sono diverse [...]. Ce ne è una più [...] più lirica: [...] come strumento musicale, e ce [...] viva, quella della fabbrica, con [...] sale di registrazione e la sede di Santa Cecilia [...] alla produzione musicale. Ma [...] una terza dimensio-ne che non [...] mai perso di vista: quella urbana. [...] è innanzitutto strumento musica-le, ed [...] anche fabbrica, ma alla fine, uscendo di metafora, è [...] pezzo di città con una piazza, una cavea, con [...] vita associativa e quotidiana«. Guardando il tuo lavoro [...] do-ve sia il confine, se [...] tra la tecnica e [...]. La sensazione è che il [...] lavoro [...] sia molto simile a quello [...] antico artigiano? «È una bella domanda, e se mi [...] una rispo-sta te ne sono grato. /// [...] /// Ma una delle cose [...] più contento è che so che questo [...] ma non me lo [...]. Vedi, ci sono arrivato, [...] dalla gavetta, da una famiglia di costruttori, [...] che non è quello [...] bensì [...]. Indubbiamente, però, è un mestie-re [...] perché allo stesso problema puoi dare mille risposte diverse, [...] hanno una carica [...] altre non ce [...]. No, non so [...] il limite. So che non bisogna [...]. Sarebbe un errore per [...] troppo dentro, [...]. Non è solo il limite [...] e la scienza. Le contraddizioni sono anche [...]. Sono fra ordine e [...] e invenzione, fra fantasia e realtà. Il nostro è un [...] e allo stesso tempo così spirituale perché [...] fare con i bisogni, le attese, le [...]. Mondi che sconfinano [...] la scienza [...] la topografia e la geografia [...] storia, [...] nella sociologia, e tutto questo [...] mescola e va a fecon-dare [...]. Se non fosse così il [...] lo sai, è [...]. Domenica discuterai di Architettura [...] Musica con Berio. Di nuovo la contami-nazione. Ne abbiamo fatte di [...] ma non ci hanno mai beccato». È vero, il tuo [...] luoghi della musica viene da lontano, e [...] esperienze sono state contaminate dalla musica, dalla [...]. /// [...] /// Vedi, la musica è forse [...] mestiere più lontano, ma anche il più vicino [...] nel senso che è retta [...] una strut-tura e da una logica quasi geometrica, come [...]. E ora, quali altre [...] «A New York ne ho due: la [...] New York [...] in [...] un edificio di 250 [...] con [...] di una città che [...] colore. È il primo grande [...] settembre, ha quindi dei [...] che concreti, abba-stanza importanti. [...] sfida e la Morgan [...] in Madison [...] bi-blioteca molto bella, che ha [...] terza collezione al mondo di libri rari dopo la [...] e la Biblioteca Vaticana. È un edificio complesso che, [...] di salire verso [...] conquista il suo spazio [...] della roccia di Manhattan». Due opere diverse non [...] anche perché non è mai possi-bile distinguere [...] Renzo Piano. Lui diventa sempre il [...] progetta e costruisce. Devi essere onesto come [...] e trasformarti nel luogo in cui sei. Ogni progetto è in [...] con gente diversa. E sarebbe, in qualche [...] di fronte alla diversità la pro-pria complessità. [...] anche chi si celebra conti-nuamente. Intendiamoci, io celebro la [...] talvolta, si esprime anche in una nozio-ne [...] è poi un modo di scrivere, di [...]. Bisogna solo stare attenti [...] fine a se stesso. [...] è un arte utile. Non vorrei avere [...] moralista nel dire questo, ma [...] il fatto, che una delle garanzie di serietà del [...] lavoro è proprio quella di rappresentare un mestiere socialmente [...]. Non si contano gli [...] libri [...] di Renzo Piano. Tra i tanti segnaliamo [...]. È in stampa la quarta [...] de «La responsabilità [...] edito da Passigli Editore. La lunga conversazione di Renzo Piano [...] il giornalista Renzo Cassigoli si arricchisce di [...] nel quale [...] parlando della complessa realizzazione [...] Roma, spiega le «ragioni» della [...] professione, le difficoltà, le [...] le grandi possibilità del fare architettura oggi, [...] grandi luoghi della storia e della cultura. Appena uscito è «Renzo Piano», [...] di Emilio Pizzi, nella serie di Architettura [...] Zanichelli: un sintetico regesto dei progetti [...] genovese. Mentre [...] Umberto Allemandi sta completando il [...] in più volumi [...] opera di Piano. Sulle pareti interne della sala [...] replicata una partitura che prima costituiva [...] di un porticato esterno. FILARMONICA BERLINO La Filarmonica [...] Berlino [...] il primo auditorio contemporaneo. Progettata da Hans [...] (1957-63) ha un impianto [...] volumetria espressionista che si relaziona con la [...]. Il pubblico, disposto su [...] terrazze, accerchia orchestra e direttore, conferendo alla [...] comunitario. [...] sulla città con la [...] massiccia torre cubica, mentre la [...] interna è una sofisticata citazione «postmoderna» delle antiche facciate [...] case con le loro porte, finestre e balconi. /// [...] /// [...] sulla città con la [...] massiccia torre cubica, mentre la [...] interna è una sofisticata citazione «postmoderna» delle antiche facciate [...] case con le loro porte, finestre e balconi. (0) (0) ![]()
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