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Con otto Oscar e uno [...] successo, «Amadeus» ha dato una bella spinta [...] Mozart. [...] che trasforma [...] musicale in senso stretto in [...] business (e non solo: pensate alle [...] o ai jingle pubblicitari). [...] fondamentale di Milos Forman è [...] quella di fare di [...] un ragazzino pestifero, quasi una [...] star. Mentre il tema della [...] genio e un mediocre era già nel [...] Peter [...] da cui la sceneggiatura [...]. Bravissimi i due protagonisti: [...] in campo, tra il giovane Tom Hulce [...] Murray Abraham, è [...]. Un Salieri roso da [...] quasi metafisica. Aveva mai ri-flettuto, il [...] sulla follia, sulle certezze e sulle incertezze? Detto [...] mentre Cartesio meditava sul dubbio e sul [...] Cervantes [...] a zonzo sotto braccio a Don [...]. [...] anche Don Giovanni in giro [...] quelle terre. Era il più vi-cino [...] lontano dalle cer-tezze? Per non compromettersi, il [...] lezione fa-cile: [...] tra sogno e realtà [...] Don [...] era lui che imponeva [...] suoi folli dubbi. La scena poteva essere [...] Cartesio, Don Giovanni, Cer-vantes e Don [...] che gio-cano ai quattro [...]. [...] il savio, ha paura e, [...] assiste. Se non fosse per [...] servitore, [...] della situazione, nessu-no oggi [...]. Che come ben sapeva Mozart [...]. Il quadro era un [...] il vecchio e il giovane tac-quero a [...]. Mancava il finale alla [...] Lorenzo da Pon-te. Il librettista finissimo era già [...] viaggio per [...] dove contava di aprire una [...]. Il giovane ri-spose: «Hai [...] di Berlino?». La conversazione durò a [...] finì quella sera. Molto tempo fu preso [...] dai suoi simboli. Il flauto magico era [...] massonica. [...] mise in pace il vecchio: [...] affiliato alla massoneria, ai tempi di Mo-zart non era [...] oggi. Piuttosto laborioso fu il [...] di Mozart. Nella [...] musica si agitava [...] moderno: noi, insomma. Da lui si ripartì [...] Gu-stav Mahler, Schönberg e altri contemporanei. Maderna scon-certò il vecchio, [...] Nono e Berio lo trovarono freddo. In questi casi non [...] in causa un paio di te-stimoni indiscutibili. Ricomparve il libro di Giovanni Macchia. In epigrafe al saggio [...] di una lettera di Mozart in da-ta [...] «Se noi com-positori volessimo seguire sem-pre fedelmente [...] (che un tempo, quando non si sapeva [...] meglio, erano buonissime), scriverem-mo musica di nessun [...]. Le novità portate da Mozart [...] forti che persino Goe-the si sentì in [...] dopo Il ratto dal serraglio: «Tutti gli [...] compiuti per co-stringerci alla semplicità, alla moderazione, [...] di Mozart». Obbedendo al [...] mone-tario europeo ha deciso di [...] met-tere il volto di Mozart sulla moneta unica perché Il Flauto magico è [...]. Né quello di Leonardo [...] né tantomeno il ritratto di Sha-kespeare, accusato [...] lo [...] de [...] Mercante di [...]. Così avremo delle [...] banconote che non raccontano nulla. Per fortuna gli artisti [...] e se ne infischiano altamente di ciò [...] o sbagliato, del-la storia, della realtà che [...] di rappresentarsi. E si accostano ai [...] dei panni che la filo-logia meticolosamente cuce [...] questo il suo mestiere), per [...] di abiti che fanno [...] ancora (è questo il loro mestiere). Parlano per frammenti, non [...]. [...] parte chi potrebbe mai ab-bracciare [...] totalità [...] mozartiano? Pochi artisti come il [...] di Salisburgo hanno subìto tante [...] nel corso dei due secoli che incessantemente si sono [...] con il suo mistero creativo. Dalla visione incipriata che [...] angolo di Sali-sburgo alle notturne intuizioni del Romanticismo, [...] alla versione pop, imbevuta di psicoa-nalisi, offerta [...] Forman, sulla scorta del dramma di [...]. Parrucca arruffata alla Andy [...] vitalismo infantile e insofferenza [...] dei padri come una disperata [...] del rock, eppure artista orgogliosamente consapevole della [...] grandezza. /// [...] /// Questo è il Mozart [...] Forman. E di fronte a [...] Anto-nio Salieri, musicista di corte ba-ciato dal successo ma [...] destinato ad ammirare [...] il suo rivale e [...] questo. Come i [...] di sempre pronti a [...] con [...]. Il ve-ro protagonista di [...] è proprio lui, Antonio Salieri. Se non fosse stato [...] il film avrebbe dovuto portare il suo [...] esempio, [...] gli occhi di [...] e allora anche i [...] mozar-tiani non si sarebbero offesi nel [...] un Mozart oscillante tra [...] e [...] troppo libero destinato a [...] trasgressione. Ma Salieri, come ha [...] della musica, non lo cono-sce più nessuno [...] de-stino [...] reso famoso grazie al [...]. È successo tante volte [...] secoli. La giustizia del tempo [...] Rossini e messo quasi nel dimenticatoio Pai-siello, allora [...] mito vi-vente che nessuno osava mettere in [...] veniva sem-pre contrapposto al musicista di Pesaro. Per Salieri la causa [...] sta-to Puskin. Fu proprio lo scrittore [...] pieno romanticismo, dette forma alle tante dicerìe [...] i due musicisti di Vien-na, il cortigiano [...] regole del gioco e [...] indipen-dente che risponde solo [...] nel dramma [...] e [...] poi musicato da [...] Korsakov. Già in quegli anni di Amadeus si era affermata [...] tragica, protoromantica, quel-la legata alle [...] trasgressio-ni di [...]. Da allora e per quasi [...] sul [...] veniva fatta concludere con [...] del Convitato di Pietra e [...] sprofonda-mento di Don Giovanni [...]. Si tagliava via il [...] quando tutti tornano in sce-na per riprendere [...] vita. [...] era per i trasgressori, tutti [...] altri se non cantavano vitto-ria quantomeno ritrovavano una strada. Ma il Romanticismo, con la [...] affermazione [...] che comportò, amò sprofondare con Don Giovanni. In un inferno senza [...] vuole dav-vero vivere tutto se stesso. Ed è proprio in [...] Milos Forman ferma il [...]. Con [...] infernale, senza Dio, senza riscatto. È terribilmente tragico [...] di Forman, mal-grado il [...] provocante voglia di scandalizzare che regala al [...]. E la colonna sonora [...] inter-pretativa che condurrà fino alla magistrale scena [...]. Della sterminata produzione mozartiana [...] nel film una sele-zione che [...] le composizio-ni più profetiche, quelle che il pa-dre Leopoldo [...]. La Sinfo-nia numero 25 in [...] minore [...] ad esempio che, scritta ad [...] due giorni di distanza dalla più tra-dizionale [...] spalanca un mon-do di fermenti [...] malinconici, quasi il racconto psicologico di una disperazione che, [...] volta attraversata, riconduce ad una più alta serenità. Era il Mozart reduce [...] Vienna e costretto a rinchiudersi a Salisburgo [...] che parlava attraverso quelle [...]. Ma Leopoldo, ben attento [...] inquietudini del ra-gazzo, così commentò nel 1778 [...] del figlio: «Quello che non ti fa [...] che non venga conosciuto. Per questo io non [...] a nessuno quelle [...] Sinfonie, sa-pendo che tu [...] le scrivesti, col passare del tempo, quando [...] avrai acquistato maggior discerni-mento, sarai ben felice [...] abbia vedute». Sono proprio le Sinfonie che [...] fatto gridare da sempre al miracolo, [...] dello [...] tra lo stile [...] che imperversava nei salotti Settecenteschi. Un futu-ro che nel [...] Salieri [...] scaturi-re come un flusso inarrestabile dalle mani [...] dal folle ispirato da Dio. Ed eccoci [...] tesi del film: [...] come dono divi-no, il genio [...] filo diretto con [...]. ALTRO IDEALE romantico che spazzava [...] come sublime eserci-zio del cuore [...] della ragione in cerca di una suprema armonia. No, [...] dei romantici si sporca le [...] con la vita dei soggetti, attraverso i quali [...] uno spirto divino inarrestabile. La vita come arte. Quei sentimenti espressi con [...] apparten-gono solo ai protagonisti della scena ma [...] li compone, lo inva-dono, lo consumano. Ed eccoci al-lora [...] finale di questo film. Così falso e così [...]. A quel Mozart ormai [...] torture psicologiche di Salieri, al Wolfgang che [...] e costretto a comporre un [...] che sarà solo per [...]. Sa che sta costruendo la [...] sonora della [...] morte. Un presenti-mento che appartenne [...] Mozart in carne e ossa. Il misterioso individuo che [...] era in realtà un [...] spacciare per farina del suo sacco musiche [...]. Ma Mozart non lo sapeva [...] non vole-va [...] preferiva immaginare che la morte [...] persona avesse bus-sato alla [...] porta. Nel film è lo [...] Salieri [...] mascherarsi da terrifican-te apparizione per alimentare la [...] rivale e a prestarsi ad [...] morente a stendere le [...] Messa dei Morti. Per [...] anche gli ultimi sospiri. Nella realtà fu la [...] Mozart a cadere sui fogli dove quel canto [...] intriso di umana rassegnazione e di fiducia [...] che è il [...] rimase in-compiuto. Così come [...] rimase la [...] morte alla quale non fu [...] neppure una lapide. Ed è tra le [...] fossa comune che Forman, nella struggente scena [...] lo deposita come un uomo qualunque tra [...] nome. Perché fossimo costretti a [...] per sempre. /// [...] /// Perché fossimo costretti a [...] per sempre. (0) (0) ![]()
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