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Essere donne oggi e [...] libreria «Una strana fortuna», il nuovo romanzo [...] Zia Edda e la «patente di normale» Guerra [...] Luce [...] Clara è una bambina [...] ricostruzione. Ma è colta e [...]. Da adulta, rivive i [...] il rapporto con la madre e soprattutto [...] la cui follia è stata ricondotta nella [...]. /// [...] /// Si fa presto a [...]. Già, mica è facile. Tanto per dare [...] questioni che si sollevano ogni [...] che si affronta il tema ma-trimonio. Non è forse vero [...] costruisce [...] questa si sfascia) entrano [...] come: onestà, rivincita, do-vere, curiosità, gelosia, invidia, [...] dirit-ti, soldi, rischio, biasimo, solitudine, umiliazione, eccetera [...] Dun-que [...] essere [...] con [...] e mordace operetta sul [...] che «la monogamia è una specie di [...] buco della serratura dal quale possiamo sbirciare [...]. Solo che, partendo proprio [...] condivisibile, [...] fa un balzo [...] volenti o nolenti, ad invadere il campo [...]. /// [...] /// [...] e fulminante nello stile [...] Biblioteca [...]. [...] non si può fare a [...] di sentirsi deprivati, intaccati nei nostri solidi [...] principi: [...] della fedeltà come i più [...] «traditori», ne usciranno turbati. Ce ne è ben [...] naturalez-za queste pagine prima ci prendono per [...] si trattasse di una passeggiata, poi assestano [...] meno ce lo aspettavamo. Un vago senso di irritazione [...] pervade, i nostri alibi (accidenti, ci avevamo messo tutta [...] vita per [...]. Di professione psicoterapeuta in-fantile, Phillips [...] nuovo a tali [...]. [...] ci [...] poco conosciuti, e [...] pure, trascurati: come il bacio, [...] flirt, il solletico. Adesso questo psicologo dotato [...] prende in esame il tradimento. Con una tesi di [...] in soldoni è questa: nella vita a [...] in-quietante fantasma. Uno sconcer-tante e poco [...] essere traditi, «pulsione» che [...]. [...] è chiaro, a volte para-dossale [...] solo [...] fin dalle prime pagine. Si parte con [...] «In due si sta insieme, [...] più spedito. Vale qualche esempio: [...]. [...] da incolpare e punire ci [...] sente trop-po vulnerabili. Allo stesso modo, in una [...] in cui non esistessero nè [...] nè la scostumatezza dei promiscui, [...] essere pericolo-sa. Chi sarebbe il nostro [...] Chi [...] perseguitare?». Oppure: «Non veniamo mai fraintesi; [...] solo che [...] degli altri non ci convince. Non siamo mai fedeli; è [...] che siamo fedeli in un modo che [...]. [...] dei due può difendersi [...]. E [...] chissà cosa può succedere». Nella carrellata non sfuggono [...]. /// [...] /// Non può [...] ci-bo nè piacere, e non [...] fare con lei quattro chiacchere con gli adulti. Ha mille cose da [...]. Così « [...] piccoli, come mariti sottomessi, [...] più devoti dei loro ge-nitori. I bambini piccoli hanno [...] monogamia; gli adulti la trovano ostica, quando [...]. /// [...] /// È sufficiente per convincerci. Che fare allora? Nulla, [...] che chiude il trattatello: «In [...] ci sono due cospiratori in cerca di [...]. Di solito il suo miglior [...]. Valeria [...] Clara è bambina [...] povera e avida di [...]. Il suo è uno [...] percorso di speranza e spaventa-to, forte di [...] dal mistero insondabile della vita dei grandi. La storia è scritta [...] tempo che racconta bene [...] e il persistente sognare [...] Clara vive con la nonna, donna colta [...] le donne erano me-no colte degli uomini, [...] cultura. Vive con un nonno evanescente [...] e poi non [...] famiglia, altri figli altro-ve, [...] vita. Ma vive soprattutto con [...] Edda, [...] sorella di [...] madre, la sorella della [...] Luisa, [...] di-laniata da una bomba nel corso della [...]. Anche zia Edda è [...] nipotina per gli esa-mi, le fa saltare [...] educa alla gioia di [...] di più. E Clara [...] sapiente, che prova un gusto [...]. Si dipana, così, la [...] romanzo di Luce [...] Una strana fortuna, in [...] donne, ragazze e bambine che pensano e [...] difen-dono dalla vita traendo tutti i con-forti [...] cervelli. È questa la «strana [...] Oppure è la corrente impetuo-sa [...] che circola nel chiu-so [...] Su Clara pesa una tragedia: non soltanto la [...] ma [...] che la circonda. La mamma era partigia-na, [...] fascista. Erano in guerra una contro [...] che [...] suc-cesso? A Clara bam-bina è [...] percepire soltanto sussurri e scricchiolii, tuoni lontani, disagi. Zia Edda, invece, dal [...] cui ha dovuto rico-noscere i resti terreni [...] (le braccia staccate dal corpo erano legate [...] non è più stata «normale», non è [...] di se stessa. Ed è zia Edda [...] sorprendente e ricco del romanzo: è [...] ferita, ma sogna la [...] quotidianità senza sor-prese, essere come gli altri, [...] e teme se stessa, quel dolore così [...] che, di tanto in tanto, le fa [...] dei suoi sensi, dei suoi sentimenti. Zia Edda è preda [...] episodi di inconti-nenza (se la fa addosso, [...] in mezzo alla strada), zia Edda è [...] troppo allegra, è troppo triste, non riesce [...] re-gistro medio e necessario per rice-vere la [...] di norma-li, portatori sani [...]. In tutta la prima [...] la più felice, zia Edda [...] e compassio-ne, empatia e fastidio, come certi [...] Elsa Moran-te. Che non riescono a [...] lì, restando al palo, bloccati in una [...] la loro grandezza. Nella seconda par-te del [...] Clara [...] più di 40 anni, la nonna è [...] Edda, ormai sessantenne, ha imparato a convivere [...] impossibilità di essere normale, fi-no a farsi [...] ri-serva, perfino dal preside della scuola dove [...] con un sospetto eccesso di passio-ne. [...] raccontata col tem-po presente [...] artificio del-la terza persona, lascia il posto [...] smagliata ma, tutto sommato, sana, quella di Clara [...] io narrante, e cede [...] bisogno di frugare fra [...] madre morta, della zia matta, della nonna [...] scoprire che cosa è vera-mente successo in [...] e fino a che punto la guerra, [...] il nero, gli [...] di un secolo si [...] fra due madre e figlia. La soluzione [...] non è importante, importante [...] importanti sono quei [...] che cadono fra la [...] la seconda, lo sguardo mutato di Clara [...] relativa fedel-tà a se [...] studio-sa e solitaria del passato. Impor-tante, e triste, la [...] Edda [...] delle ultime pagine: «Hai visto Clara? Sono [...] si deve. Non [...] più chiamata amore della zia [...] più da-to quei bacioni che [...] infastidivano tanto. Sei contenta? Sono misura-ta [...]. Niente più gatti dopo [...] Ciuppa. La Ciuppa, la persona [...] amata al mondo, ma mamma diceva: non [...] Edda [...] è un animale! Ero pazza, ti ricordi? Volevo [...] si volesse-ro bene». Clara che, adolescente, aveva [...] la strava-ganza della zia, fino a credere [...] a vergognarsi di lei, prova, adulta, una [...] quella diversità ormai spenta, normalizzata dai farmaci, [...]. E in questa nostalgia [...] nella generosità che ve-de le ragioni di [...] e racconta le sfumature di tutti gli [...] le sconfitte, si sen-te la mano della [...] del suo mondo interiore, la ricchezza di [...] e at-tenta, capace di riconoscere e no-minare [...] sempre riscat-tata [...] di una inestingui-bile curiosità [...] è umano. Lidia Ravera ROMA. Un tempo storico [...] per caso, perchè è stato [...] negli anni [...] con la [...] ancora fresca, che Clara e [...] Edda so-no apparse nella [...] loro e il loro inseparabile [...] con la pazzia di una delle due, la più [...] non è. Loro e le tante strane [...] che [...] guarire. Così la scrittrice racconta [...] suo ultimo libro, i primi capitoli buttati [...] nel [...] poi il resto affrontato [...]. Nessuna «filosofia», nessuna tesi [...]. Invece, grande disponi-bilità per le [...] creature e [...] tutta a [...] loro di vivere davvero, come [...] di aspettare quasi [...] per [...] mano la [...] per prima cosa, impone la [...]. [...] pagina, zia Edda ri-fiuta i [...] della nipote. Di cosa, [...]. E interpreta la [...] pazzia [...] tempo come bisogno di una [...] assoluta, perfetta, con tutti. Bisogno che ora non [...] più». Da dove nasce la [...] «Non lo so, a volte un personag-gio [...] e mi si impone. Edda e Clara sono arrivate [...] in-sieme: una giovane pazza e una bambina. Non avevo mai pensato di [...] la realtà con gli occhi di una bambina. Per prima cosa, non [...]. Ha sensazioni dilata-te, ma [...] concreta. E quin-di non ha [...]. [...] do-vuto essere più letteraria. /// [...] /// [...] va [...] con la zia: per loro [...] normalità non esiste. Un primo appunto lo buttai [...] mi fermai. Se mi sembra di [...] testo, io non vado [...]. Clara e Edda sono [...]. Non capivo cosa zia Edda [...] a ricordare: la violenza subìta dai soldati [...] fine di [...] sorel-la. Ecco, quando ho scoperto [...] andare [...]. E lì ho scritto [...] del cervello di Edda. Per la prima volta, [...] nella testa di una diversa mentale. È stata una sensazione di [...] intensità. [...] dei particolari, un incredibile [...] mentale. Lo stupore di una [...] un senso di [...]. Ed-da mi ha anche [...] quella cosa che sente [...] completa-mente padrone della realtà. Poi, chiarito il trauma, [...]. A Clara quarantenne, che [...] oppressione e senso di tradimento. Perché Clara da piccola [...] affettuo-sa ma opprimente, che incombe. Quando Edda è in [...]. È per quello che poi [...]. /// [...] /// Era sem-plicemente [...] in cui mi veniva meglio. Per me il vero [...] è la pazzia, sempre per la mia [...]. Questo specifico diverso, però, [...] viene accettato, [...]. [...] posto, per la pazzia. O arrivi al deli-rio [...] o la plachi. La prova è il [...] Edda, da malata, dà [...] enorme alle cose normali, [...] trionfali. Il bisogno degli altri. La pazzia è un bisogno [...] che il [...]. La strana fortuna, allora, qual [...] «È [...] paradossale del-la follia. È che [...] io vedevo la stranezza di [...] Edda, ma non mi [...] con gli altri. E allora la strana [...] malata, è qualunque cosa che succeda. Perché quella co-sa è [...] le si apre sul mondo esterno. E lei ringrazia la Madonna. Clara, invece, aveva tentato di [...] il mistero, la pesantezza, [...] della zia, [...]. Quando poi muore la [...] decide di occuparsi della zia, sco-pre che [...]. E la cosa è [...] e più si libera. [...] la for-tuna [...] strana per-ché fortuna non [...]. /// [...] /// Alla fine, però, Clara [...]. Non per zia Edda, [...] male, ma per il fatto che stare [...] diventare assennati, tanto assennati. Quando ho scritto [...] scena, [...] zia Edda che non [...] più molto dei suoi gio-chi, [...] omonimi francesi che com-poneva -e tutti che si scervellano [...] per [...] tornare in mente, ma il [...] spiega-to, a Clara: la cura [...] sonno [...] fatta apposta. E ora zia Edda [...] le servono più tutti quei [...] i baci. [...] viso in collo, ha nostalgia. Mi veni-va da piangere [...] in quel momento. Magari sarà un concetto un [...] basso, ma un mondo [...] è proprio invivibile. Quando parla-no tra loro, [...] parola [...]. /// [...] /// [...] cose un poco misteriose, io [...] solo [...] una rappresentazio-ne. È tutto [...] taglio, in questa storia. Loro vincono, e vincono [...]. Alessandra [...] La scrittrice Luce [...] Giuseppe [...] «Il romanzo è nato nel [...] Poi [...] ibernato. E oggi, 40 anni [...] cosa cercavo» Una strana fortuna di Luce [...] Mondadori [...]. Che lo racconta Il Montale [...] nel 2007 La rivelazione viene da Napoli, [...] premio e al convegno intitolati al poeta [...] Nobel. Ecco i cinque finalisti [...] Campiello, scelti dalla giuria di letterati presieduta da Margherita [...] sono Eraldo Affinati («Campo [...] Mondadori), Daniele Del Giudice («Mania», Einaudi), Marta [...] («Il caso Courier», Longanesi), Enrico Pellegrini («La negligenza», Marsilio) ed Elisabetta [...] («Posillipo», Rizzoli). Il 13 settembre, a Venezia, [...] il [...] 1997, che verrà scelto [...] di 300 lettori. A parere degli osservatori, [...] buona ma su di essa aleggiano due [...]. Uno è Claudio Magris: [...] il suo ultimo libro è fra i [...] non il migliore, ma lui stesso si [...] dal Campiello essendo già in lizza per [...] Strega. [...] è Daniele Del Giudice: anche [...] -attraverso un fax [...] stampa Einaudi -si era sottratto [...] gara, dicendo di [...] lasciare spazio ad altri dopo [...] già stato in cinquina nel [...] e comunicando, tra [...] che sarà [...] per un lungo periodo (quindi, [...] anche quando verrà assegnato il premio: e il regolamento [...] Campiello prevede che, in caso di mancata presenza [...] alla serata finale, il premio [...] sì assegnato, ma poi devoluto in beneficenza). La cosa era stata [...] che però hanno deciso una singolare linea [...] dato a retta a Magris, non [...] e hanno invece «disobbedito» [...] Del Giudice, [...] in cinquina fin dalla [...]. Quindi [...] di «Mania» è candidato. Ora [...] parola spetta alla Einaudi, che [...] dalla gara. /// [...] /// Sul palco del teatro Mer-cadante, Maria Luisa Spaziani pre-mia la poesia. È la quindicesima edi-zione [...] Montale: nella giuria figurano i nomi di Attilio Ber-tolucci, Mario Luzi, Giorgio Bassa-ni, Marco Forti, Giovanni Macchia, Vanni Scheiwiller [...] stessa Spazia-ni, presidente del Centro Montale e [...]. Articolata in due giornate, [...] celebrato i vincitori di quattro sezioni: «Editi», «Tradut-tori [...] «Tesi di laurea» e «Inediti». Una riflessione per i [...] lavori sul destino della poesia contemporanea, sul [...] del linguag-gio. Perfino sul rapporto fra poesia [...] impegno civile, in una Napoli a lut-to per [...] di Silvia Ruotolo. Una città «precaria» -rappresentata [...] sindaco [...] -nella quale il «contingentismo» [...] di cui tanto si [...] palco del Mercadante, perde tut-to lo spessore [...] a [...] quotidiani-tà. Tuttavia, Napoli continua a [...]. E Maria Luisa Spaziani, [...] Vol-pe» [...] la poetessa dei Fa-sti [...] si apre a intime [...] «Ma [...] trampolino non è troppo alto, mi diceva? Non [...] quando stai per tuf-farti e [...] non è troppo fred-da? [...] anche oggi ti mantie-ne [...] di Mon-tale era proverbiale, [...] della fisica lo sconcertava-no. A mezzogiorno veniva a prendermi [...] piscina: si sedeva su una sedia a sdraio e [...] as-sorto le [...] manovre acquatiche. Per lui erano inconcepibili. Come la mia passione [...]. Corre in quanto pedali, [...] quanto corri, cercava di spie-garmi mentre lo [...] sul tandem. Fu uno dei suoi [...]. Passeggiammo a lungo nella [...]. Improvvisamente la bici si [...]. Corri, angelo mio, corri, [...] Montale [...]. Maria Luisa Spaziani non ha [...] fatto mistero della [...] re-lazione con Eugenio Montale. So-lo che ora la [...]. Il suo epistolario è [...] Regione Lombar-dia per il fondo di manoscritti [...] Pavia [...] Maria Corti. Fino al 2007 non sarà [...]. Montale, che dichiarava di [...] per cento, nelle lettere dimostra di [...] fare ben oltre quella [...] «Se [...] ha sempre affermato di vivere a quote [...] dire invece di [...] fat-to al 95, forse [...] per cento. Avevo bisogno di aderire alla [...] in ogni [...] forma, in ogni [...] giornata. Non dare mai [...] il tempo di spegnersi». Per quella «falcata prodigiosa», [...] suoi «pronti stupori», Maria Luisa Spaziani è [...] Volpe. Ancora quel «carnivoro biondo» [...] indenne dentro tutte le tendenze letterarie (e [...] restando fedele solo al-la poesia. La [...] attualità è il suo retaggio. [...] de [...] che ha contraddistinto i suoi [...] e la [...] vita, per cui ha messo [...] sentimenti in galateo, senza mai rendere tutta esplicita la [...] fem-minilità. Sono quattromila anni che [...] intellet-tuale delle donne. A chi mi dice [...] i remi in barca, rispondo che ne [...] met-tere in mare», dichiara energica. Così si è data [...] interpretando una parte del suo lavoro teatrale La [...] Gol-doni. /// [...] /// Così si è data [...] interpretando una parte del suo lavoro teatrale La [...] Gol-doni. (0) (0) ![]()
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