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Martedì 18 ottobre [...] «i [...] CHIESA [...] arrivava [...] II mio rapporto con la [...] è mutato nel tempo. Da ragazzina ero grafomane. Allora scrivevo un : [...] a tutti, anche perchè abitavo a Milano [...] le facevamo sempre in Sicilia dove, regolarmente, [...] estate di un ragazzino diverso. Non essendoci la libertà [...] partivo diventava un amore epistolare. Lettere, ovviamente, che venivano [...] di amiche perchè mio padre non le [...]. Arrivava [...] e [...] fini-, va. Ne trovavo un altro [...]. Poi con il dila-gare [...] è stato sempre più difficile anche perchè, [...] cercavo di [...] il ragazzo nella mia [...]. E a quel punto [...] il cerne a spasso, un piccolo momento [...] trascorrere con [...] di turno. In età adulta ho [...] bellissime, di persone che avevano probabilmente difficoltà [...] propri sentimenti con le parole e che [...] scritto riuscivano a mettersi a nudo e [...] sensazioni di grande coinvolgimento, come se in [...] avessi avuti davanti. Due sono le lettere [...]. La prima è quella [...] mio primo grande amore mi lasciava. Mi spiegava che dopo [...] in una base militare vicino Bruxelles (perchè [...] mi ero innamorata di ; un carabiniere) Il [...] era innamorato di una ragazza tedesca. In quel momento sono [...]. Con la sofferenza pura [...]. Quella lettera [...] conservata per molti anni, [...] via con tutti i ricordi di quella [...]. La seconda lettera è [...] Fabrizio, quando ci siamo conosciuti, mi ha fatto [...] e non come lo vedete tutti voi [...] lo vedevo anch'io: sorridente, disponibile, da prendere [...]. In que-sta lettera si [...] con; una realtà, sensibilità ed emozione : [...] riscontrato in altre cose che ho letto. Fabrizio quando scrive è [...] non quello che appare. Io mi sono innamorata [...] quello che era in questa lettera. C'è ancora [...] lettera, [...] che ho ricevuto da [...] quel ricordo lo tengo per me. A patto che le [...] quelle scritte, fossero brevi. Ricevere una lettera lunga mi [...]. Se poi è scritta [...] calligrafia di difficile comprensione, è un disastro. Anche scrivere molto non [...] questo non vuol dire. La verità è come [...] la comunicazione epistolare non solo [...] ma sarei per [...]. I telefonini cellulari e [...] quanto [...] possono talvolta essere insopportabili. Al telefono, infatti, non [...] tempo di concentrazione che, al contrario, la [...] lettera consente. Non ho lettere non [...]. Non mi è mai successo [...] scrivere una lettera e poi [...]. Quando ho avuto questa [...] nemmeno riletta, [...] messa in busta e [...]. Quando ero ragazzo e [...] alla gola, ho messo per iscritto alcuni [...] anche atteso, ed portone, [...] del postino nella speranza [...] talvolta disattese. Ho frequentato più spesso [...] ovvero la forma epistolare per rivolgermi dalle [...] giornale a un personaggio, a un ministro [...] per comunicare opinioni o risentimenti alla luce [...]. In fondo per [...] la gente è costretta [...] a fare un disegno, comunque a comunicare [...] e non con la parola e qualcuno [...] a riprendere la penna in mano per [...] possiamo definire le lettere del 2000. Detto questo, [...] rimpiango le vecchie care [...]. Il mio problema nei [...] è che ne ricevo tanto. Ogni volta che faccio [...] me ne arrivano a migliaia. Ed ho il rimpianto di [...] avere [...] tempo per [...] rispondere. Le conservo tutte in [...]. Chissà, forse un giorno, [...] per [...]. Dalla lettura di esse, in [...] esce una sorta di radiografia di quella che era [...] società [...] di varie generazioni. Sono molto diverse le [...] hanno scritto gli ascoltatori di «Bandiera gialla» [...] facevo con Boncompagni, o di quelli di «Per [...] fino ai pazzi appassionati di «Alto gradimento». E infine dagli spettatori [...] «Quelli [...] notte» o «Indietro tutta». In quei fogli ci [...] vicende personali con [...] secondo alcuni, che io [...] scout lo sono molto restio a prendere [...] mano e a mettere nero su bianco [...] comunicare anche se so che scripta [...] o forse proprio per [...]. Lascio grandi messaggi sulle segreterie [...] la lettera è felice quando [...] riesci a scrivere quello che ad un altro diresti [...] le [...] mai quando diventa [...] burocratica. Scrivo solo quando mi [...]. La lettera più preziosa [...] ricevuto, anche se denuncia la mia età, [...] che mio padre mi scrisse quando ho [...]. A futura memoria, per [...] che non potevamo fe-. Era indirizzata a me [...] la vera destinataria [...] era mia madre. Papà [...] immaginava che la [...] mamma me [...] Ietta e io avrei capito. E non ci sono mai [...]. Anche perchè, alle volte, [...] ma se non metti subito i pensieri [...] non ritrovi più le parole. Tutto quello che in realtà [...] scrivere sta 11, [...] di un momento, di un [...] di una passione, di un sentimento. A me di notte, [...] vengono in mente cose molto belle che [...] persone. Il giorno dopo non riesco [...] alla stessa maniera. Ci ho provato e [...] stato [...]. Comunque c'è una lettera che [...] contato molto nella mia vita. Per lettera io cercai [...] che provavo anche perchè quel voto non [...] perchè mi ero [...] preparata. La delusione fu talmente [...] in qualche modo riportava in evidenza il [...] quel momento vivevamo in famiglia, io che [...] albo, loro che non sopportavano [...] che interrompessi gli studi. Il tentativo di far [...] mia strada era [...] io [...] affidato a quelle parole [...]. /// [...] /// E quella è stata [...] sono riuscita a comunicare con mia madre, [...] mi dispiaceva. Questo è il grande [...] Ila mia vita. Non siamo mai riusciti a [...] benché ci volessimo molto bene. I miei genitori non [...]. E questo problema temo di [...] con mio figlio. Ci diamo tutto il [...] ma niente di più. Sono le persone che [...] ma non riesco ad arrivare fino in [...] cuore. Vorrei che qualcuno mi indicasse [...] strada per riuscirci. Tornare a scrivere? Non [...]. La luce della lampada [...]. Interrompe il buio di una [...] arrivata improvvisa e foriera di ore insonni, senza . Ecco un foglio bianco, [...] una lettera che, se non [...] il problema che [...] almeno libererà la [...] mente per [...] un po'. Magari per il tempo di [...] vere una risposta. Solo che, in [...] nostri tempi tecnologici, [...] il commosso, [...] il preoccupato non prendono più [...] I carta e penna per scrivere una let-I [...] ad un amico, ad un [...] a [...] [qualcuno di conosciuto per [...] aere aiuto. La parola scritta, quella I [...] meditazione o vergata di getto, viene destinata [...] rubrica che non manca in nessun giornale [...] tenuta da personaggi molto noti. Cosa dedurre da tutto [...] Che [...] voglia di scrivere non manca. [...] giornale può spingere a [...]. E anche quello un modo [...] conferma della propria esistenza. In questi anni le [...] cambiate. Nei primi tempi erano [...] di figli drogati che mi parlavano del [...] invece moltissimi mi scrivono del problema di [...]. E questo come madre, [...] colpisce profondamente. Perchè i genitori non si [...] conto che ad [...] cosi male sono stati proprio [...]. E molto diversa la [...] Oreste Del Buono da quattro anni (un record [...] stessa ammissione lui non [...] che sembra evidente è che cresce il [...] interlocutore anonimo, di cui è noto il [...] cui, per forza di cose, resta sconosciuta [...] scrive, se non nei frammenti che lui [...] conoscere. Per comprendere [...] questo dialogo a istanza, ecco [...] esperienze di chi da anni sulla [...] si [...] i dispiaceri, [...] o i quesiti banali i [...] che sa scrivere, ormai, solo ai giornali. Susanna Agnelli [...] di dodici anni ha una [...] sul settimanale Oggi. Le arrivano le richieste [...] come riuscire a convive con la suocera [...] : apparecchia la tavola per una cena [...]. Le risposte sono sempre [...]. Nello stile del personaggio. [...] in un certo senso [...] mancanza di intimità. Se tu scrivi a tua [...] un problema rendi evidente una [...] intima che però c'è. Invece se scrivi ad [...] non conosci, nella scelta c'è un certo [...]. E poi non sai [...] e in che modo. A mio : avviso [...] queste lettere vengono scritte solo per il [...] pubblicate. Ce ne sono certe [...] stupide che solo il vedere il proprio [...] incarico per più di un anno) tiene [...] La [...] Stampa. Una specie di ring [...] si scontrano, i lettori si rispondono. Non -ho il target [...] . Mi arriva qualche centinaio [...] settimana in cui però i problemi personali [...] quasi mai. Al massimo si parla [...] alla famiglia ma, che so, per un [...] Tribunale dei minori. Io non sono nuovo [...]. Ho avuto rubriche di [...] a Epoca, su [...]. Sempre tagliate sui problemi [...] Paese [...] avendo tutti i difetti, compreso quelli di [...] vegetariano, spesso mi ritrovo in dispute accanite [...] animali. Ho un pubblico civile, [...] quello -di altre analoghe rubriche. Con me la gente [...] esempio, sul [...]. Molti sono con il [...] altrettanti si sono dichiarati contro Bossi. Non è mai, comunque, una [...] pacifica [...] ma, al contrario, profondamente dialettica. Non ho mai avuto posta [...] o di consenso. Ho anche i miei [...] gente che è capace di scrivermi una [...] giorno. Da tutti questi scritti [...] chiarezza che quella in cui viviamo è [...]. Quelle che arrivavano a [...] erano scritte da giovani [...]. Ora lo sono anche [...] perchè vivono in un Paese che non [...] vorrebbero loro». Comunque -dice Mafai -il [...] mi va di sottolineare è la solitudine. O meglio il bisogno [...]. Anche Isabella Bossi Fedrigotti, [...] rubrica su [...] Corriere della Sera a [...] venti lettere al giorno, è convinta che [...] la maggior facilità a rivolgersi ad una [...] molle che spingono la gente a scrivere [...]. Per quello ora basta [...] è, in qualche modo, il simbolo della [...]. La lettera al giornale, [...] andare più nel profondo. A scoprirsi di più [...] uno sconosciuto che, attraverso la [...] rubrica, fa loro compagnia. [...] cosa che emerge, infatti, [...] centinaia di lettere che leggo è la [...]. Quasi tutti si lamentano [...] amici con cui parlare. Non so se il [...] che proprio perchè non si scrive più, [...] molte, alla fin fine, non ti chiedono [...]. Vogliono parlare di sè. Spesso sono storie che [...] a se stesse o a una sconosciuta. Pro-: [...] sentimentali, amarezze, vicende familiari che [...] il segno di una solitudine abissale. Poi ci sono quelle [...] delle cose. [...] ti trovi, da una parte, [...] ad una sorta di inadeguatezza perchè sono donne che [...] fare le cose giuste ma non sanno più quali [...]. E quindi te lo [...]. Allora scatta [...] che ti riconoscono perchè [...] giornale. La mamma, [...] sono meno autorevoli. Io posso giudicare [...] anche perchè io posso [...] quello che loro mi raccontano con, in [...] che io confermi la scelta che loro [...] e che è ben chiara tra le [...] che mi hanno inviato. Da me, in fondo, [...] diventano inevitabilmente meno profondi. /// [...] /// E allora dei problemi [...] lavoro, dei sentimenti quando intendono andare nel [...] scrivere ad un giornale». E la scrittrice Maria Venturi, [...] con le bozze del suo ultimo romanzo [...] storia», parla volentieri del [...] con i lettori di un giornale un [...] Novella 2000. In un certo senso Berlusconi [...] quando si lamenta, pur avendo lui tante [...] servizio, di subire cattiva stampa. La televisione ormai non [...] è puro esibizionismo. La gente non crede [...] quello che vede. E anche se milioni [...] mettono davanti al video e molti di [...] vero che questi ultimi diventano leader, detenendo [...] parola scritta. Chi scrive ad un giornale [...] si troverebbe mai a proprio agio davanti ad una [...]. Sono venti anni che [...] posta sui giornali, un filo diretto con [...] posso dire che la donna che mi [...] un suo problema non andrebbe mai a [...] perchè sarebbe un modo becero di cercare [...]. Quella che scrive ha [...] parlare, di interiorità, e credo che soprattutto [...] una conferma dei suoi dubbi, dei proponimenti, [...] ricevo molte lettere, una cinquantina alla settimana. Cinquanta impatti con realtà [...] sostanzialmente diverse. Che arrivano sulla mia [...]. È il fantasma che [...] e vuole pariate con [...] da un lato [...] ma anche la grande [...] sapere a chi sta scrivendo. Ha fiducia in te. Loro sanno chi sei, [...]. La responsabilità della risposta [...]. [...] scritto nero su bianco [...] marito, provoca un impatto che può avere [...] vita di un individuo». /// [...] /// [...] scritto nero su bianco [...] marito, provoca un impatto che può avere [...] vita di un individuo». (0) (0) ![]()
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