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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1998»--Id 1726056187.

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Sì, perché il «caso di Bella», al di là degli aspetti epistemologici, a un filosofo [...] scienza come lui, suggerisce proprio [...] di opposte sponde. Quelli che vor-rebbero rovesciare [...] procedure scientifiche consolida-te, e quelli che sono [...]. Entrambi [...] per [...] nel [...]. Con con-fuse ideologie puritane [...]. Oppure [...] fumo, e magari sesso. Dunque, nel mirino di [...] da un lato [...] scientista e [...]. [...] il rifiuto della scienza. Lo stesso rifiuto -protesta [...] induce un Ceronetti, nemico della fecondazione assistita, [...] parli per sé! [...] ma proprio il «tormentone» Di Bella [...] ? E la speranza di [...] in proprio la salute contro entrambi non poi è [...] di un males-sere non solo italiano? Di una «vo-lontà [...] salute» che sollecita la scienza a mettere nel conto [...] attese fuorvianti, per [...] magari qualcosa? Già, ma chi [...] e come gestire tutto questo? Qual è [...] regressivo, e quello «progressivo» [...]. ///
[...] ///
[...] gratuita scienza e [...] della demagogia. [...] «Ho una posizione più sfumata. Intanto la medicina non [...] scienza, ma qualcosa di più. È tecnologia, cioè ap-plicazione [...] alla produ-zione di massa. Poi è tecnica terapeutica, [...] in tempi brevi. In-fine è [...] vale a dire un [...] pubbli-che o private, fornite ad utenti. Il caso Di Bella, con [...] la [...] emotività di massa, nasce innanzitutto [...] piano. Non è una sconfitta della [...] ma [...]. Certo, molte scelte [...] errate. E questo pesa enorme-mente [...]. Ec-co perché, con Di Bel-la, [...] stata una scon-fitta delle istituzioni, e non del sistema [...] ricerca scientifica. In altri paesi comun-que [...] conflitti e delle alter-native di ricerca è [...]. E può accade-re che un [...]. [...] il suo lavoro prima o [...] viene validato. In Italia prima ancora [...] in gioco altri fattori: politici, sociali e [...]. Vuol dire inefficienze, sprechi, [...] «Voglio dire che [...] un senso di sfiducia generale [...] pubblico verso la Sa-nità, una diffidenza stratificata verso il [...] medico. Il che genera [...] incontrollabile. Andava gestito con [...] esplodere? « La realtà [...] che la pratica scientifica accetta anche alcune [...] per arrivare a validare qualcosa. Si ragiona di più su [...] che può [...] fuori sul lungo pe-riodo, sebbene [...] comporti costi, lentezze, errori. Lì il pericolo della pressione [...] sulla [...]. Perché le ricadute ester-ne [...] la fiducia è più alta. Il che non toglie [...] Usa ci siano lotte di interessi, polemiche, [...]. [...] fine, da tutto questo scaturisce [...] un qualche risultato. ///
[...] ///
Da noi inve-ce [...] una generale crisi di fiducia [...] il sistema [...]. Lei vuol dire che [...] Usa [...] con-flitto nella scienza è produttivo, mentre in Italia, [...] è di-struttivo? «Negli Usa [...] i conflitti locali den-tro [...]. Nella chimica, nella fisica, [...]. Dai tempi di Reagan [...] base è stata pe-nalizzata. Provocan-do, tra contraccolpi e polemiche, [...] dei privati. In altri settori, trascurati [...] il contrario. E ricerca-tori solitari sono [...] di finanziamen-ti. Quanto contano, in tutto [...] e i movimenti di opinione? «Molto, se [...] di mercato o alle lotte [...]. [...] di un maggiore pluralismo, sicché [...] chi si trova su posi-zioni eretiche [...] a trovare spa-zio. Da noi invece [...] lo scontro tra comu-nità [...] e istanze salvi-fiche. In Italia, su di [...] muro contro muro, poi [...]. [...] non ha contribuito a offrire [...]. La scienza ufficiale, in altri [...] do-vrebbe accettare [...] magari [...] «Bisognerebbe ac-cettare il [...]. Senza far gravare trop-po il [...] sulla collettività. È una questione di soglie. Un certo tasso di [...] incoraggiare. ///
[...] ///
Tra un [...] dopo le chiusure ministeriali, avremo [...] di Bella. Una specie di caso [...] a furor di [...]. Quel che bisogna cambiare, ad [...] modo, è il rapporto tra la [...]. Ormai [...] il boom delle medici-ne alternative. Una «volontà di salute» [...] re-ligiosi. [...] «Condivido quanto ha scritto il [...] in [...] si na-sconde la [...]. E cioé: ad un si-stema [...] e [...] della medicina non potrà che [...] una visione salvifica e [...]. Sono due facce [...]. [...] e [...] si sosten-gono in un gioco [...]. La rigi-dità del medico [...] o privato, suscita [...]. E questa fuga spesso [...] dogmatica e fanatica rispet-to alla cultura di [...] ad accogliere esperienze altre. Scegliere tra i due corni [...]. Non teme oggi [...] su vasta scala tra [...] «A me pare che quella [...] fosse una lezione molto più [...] della New Age. Lui era per una soluzione [...] piani molte-plici. Non voleva prendere il [...] gli altri. Certe uscite di [...] su Di Bella non [...]. Ma [...] va pur difeso [...] di un lin-ciaggio! ///
[...] ///
Resta il fatto che [...] si parla tanto di salute. Di salute minacciata dalla [...] anonime potenze [...]. Perché? «Se ne parla tanto [...] perduta, perché non [...]. [...] libertà, quando non [...]. Non vi-viamo bene nelle [...] burocrazia. Ci sentiamo schiaccia-ti, e [...] ospedale non è una bella esperienza. Ricordiamoci pe-rò di una cosa. Fino a tre secoli [...] ancora per le strade in Eu-ropa. Dopo, con [...] e gli anti-biotici, [...] media è cresciuta [...]. [...] contro la moderna repres-sione medicale [...] negli [...]. Per la li-berazione dai [...]. Ma ciò non significa [...] arcaico, in cui si stava male. Né idealizzare santoni [...] atteggiano a santoni. Anche per-ché, in certi terapeuti [...] un puritanesimo e un morali-smo [...] più fastidioso di quello in voga tra i medici [...] che ci [...] dal fare [...]. È una bella gara [...]. È stato uno degli [...] della scuola di [...]. In passato ha insegnato [...] è ordinario di Filosofia del-la scienza [...] Statale di Milano. È autore di numerosi [...]. Ultimamente ha scrit-to per Laterza, [...] Donald [...] «La filoso-fia della scienza». Dirige per [...] Raffaello Cortina [...] ri-vista di idee scientifiche. Sta per aprire un [...] Internet [...] quale si potranno registrare messaggi da inviare [...] (virtuale) costa cinque milioni [...] NICOLA FANO Ogni lunedì due pagine dedicate ai libri [...] A EDIMBURGO, [...] lem-bo del parco del Castello [...] un bel cimitero per cani: tutti i [...] scozze-si, [...] fino a oggi, vi [...] stele canina. [...] degli spazi spetta [...] equi: è prevista solo una [...] maggiorazione per le tombe dislo-cate accanto agli antichi cipressi [...] anche in Scozia i morti riposano [...] cipressi oltre che den-tro [...]. I [...] per animali, da qualche tempo, [...] una realtà non solo [...] anche in Italia. Nella maggior parte dei [...] di [...] privati che rendono buoni [...]. La morte è sempre [...] ottimo affare: la generale ca-duta di razionalità [...] apre spazi commerciali [...]. Ma [...] del secolo, in materia, potrebbe [...] avuta un signore torinese di nome Roberto Tarozzo, [...] programmatore in-formatico, il quale sta [...] rendere [...] virtuale. ///
[...] ///
I fatti stanno così: [...] gli interessati potranno registrare messaggi vi-deo e [...] di au-guri o [...] che parenti e amici [...] dopo la morte del mittente; un semplice [...] di acces-so renderà leggibili i vari messaggi [...] di almeno die-ci anni. Costo dello spazio, alla [...] tremila dollari, al cambio attuale circa [...] lire. Per questa modi-ca cifra, [...] possibile inviare regolarmente ai propri cari gli [...] principali festività o per i compleanni o [...] il proprio testamento o addi-rittura rivelare amori [...]. Una corrispondenza [...] sensi elettronica, ma [...]. [...] tori-nese ha avuto immediato successo: [...] -ha [...] sta sfuggendo di mano. Abbiamo fatto pubblicità su Internet [...] prima [...] ufficiale del sito abbiamo [...] soprattutto da francesi e ameri-cani. La cosa potrà sembrare [...] è un servizio che pri-ma o [...] avrebbe comun-que attivato». Ovviamente, da [...] futuro il prossimo passo sarà [...] di far rivivere ap-pieno il morituro: con un semplice [...] interattivo si potrà magari giocare a carte col defunto [...] virtualmente a passeggio oppure scrivere [...] un [...]. Dice bene [...] torinese: prima o poi [...] questa idea. Idea semplice quan-to geniale. Poiché sposa la scaltrez-za etica [...] il tutto a un prezzo [...] poi. E perciò non stupisca il [...] che fra coloro che si sarebbero [...] (nome [...] non ci siano italiani. È tradizione che siano [...] met-tiamo, il Colosseo o la Fontana di Trevi ed è tradizione che siano gli [...]. ///
[...] ///
È tradizione che siano [...] met-tiamo, il Colosseo o la Fontana di Trevi ed è tradizione che siano gli [...].

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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(192)

Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(266)

Città & Regione [1975-1976*]

(260)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

(215)


(271)

Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(264)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(229)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(265)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(128)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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