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O meglio: perché sì [...] alla moneta unica. Due tesi contrapposte, sostenute [...] saggi che stanno ben [...] delle cento pagine. Li pubblica Laterza nella [...] «Il [...]. A misurarsi con [...] sono Lucio Caracciolo e Enrico Letta. Il primo invita a «Non [...] Maastricht», il secondo a «Morire per Maastricht». Caracciolo si spende per dimostrare [...] è un progetto ambiguo. Il demone che sta [...] disegno è la Germania del cancelliere Kohl [...] dice di volere una cosa, ma falso [...] appresta a [...] del tutto opposta. Per spiegare le ragioni [...] Enrico Letta parte correttamente [...] nazionale italiano e scopre [...] Maastricht ha già fatto un gran bene, [...] indispensabile impegno di risanamento. Per quanto riguarda la [...] essa «corrisponde per [...] al più alto interesse [...] questo momento storico». Perchè questo giudizio così [...] Almeno [...] le ragioni. Prima ragione: il blocco [...] non farebbe altro che «congelare» gli attuali [...] vantaggio delle economie più forti e, quindi, [...]. Seconda ragione: è nostro [...] storici e strutturali, rafforzare i rapporti multilaterali [...] bilaterali. Terza ragione: le politiche [...] di riforma che Maastricht richiede ci sono [...] allentamento aprirebbe scenari di incertezza che potrebbero [...]. Il filosofo [...] analizza la crisi del [...] nega che soltanto la religione possa fondare [...] «Lasciamo perdere i valori universali La comunità crea [...] «Pragmaticamente riconosco che alcuni princìpi della tradizione [...] condivisi. Ma la ricerca di Dio [...] di utilità per la dimensione pubblica». La difesa del liberalismo [...] critica del razionalismo. Saggi Aron La Storia? Questione [...] «Il [...]. [...] il Corriere della Sera [...] 1997, in occasione del suici-dio dei 39 [...] la setta biblica e [...] San Diego in California. A [...] di questo «fiasco» era Michael Novak, [...] dei massimi pensatori cattolici americani. No-vak si diceva «traumatizzato» [...] massa dei giovani ade-pti del santone Marshall [...] e attribuiva [...] inarre-stabile delle sette nel [...] secolarizzazione ormai imperante. Diceva che la cultura [...] le necessità in-dividuali e collettive. Rischi [...] il ruolo della tradizione, [...] disciplina, la regola mo-rale. La recente ascesa del [...] sempre maggior spa-zio alle sette. Quando la gente per-de [...] di-venta preda di teorie folli. /// [...] /// Potremmo pensare di [...] di fronte a una di [...] dispute settecentesche in cui il gesuita di turno faceva [...] diavolo a quattro perché «senza Dio non [...] mora-le». Eppure la mancanza di [...] di Novak qualche dubbio lo fa sorgere. La cultura lai-ca è [...] È vero che la secola-rizzazione ha mancato di [...] morali agli uomini? La religione, quella [...] quella che porta i [...] loro pastore, è garanzia di maggior coesione [...] in-dividuo più utile e impegnato? A guardarsi [...] den-tro i confini nazionali, non sembra che [...] siano giorni felicissi-mi. Alcuni chiedono: qual è [...] si è salvata dal generale crollo [...] Ma è ovvio, la Chiesa. Per capire se la [...] veramente in de-bito [...] abbiamo chiesto un parere [...] Ri-chard [...] che sarà a giugno [...] Italia, [...] Roma alla Fondazione Bas-so e a Napoli [...] Suor Orsola Be-nincasa. [...] è quello che si [...] liberal: sostenitore del [...] State in campo econo-mico, [...] liberali per quanto riguarda i dirit-ti. Di recente è intervenuto [...] per salutare il nuo-vo [...] americano. Ma [...] è soprattutto un tenace [...] di-lemmi morali, che ha cercato di ri-solvere [...] impo-stazione universalistica, metafisica radicando i valori nella [...]. Professor [...] la domanda di sacro [...] è in au-mento? «Direi proprio di si. Mancano grandi punti di [...] gente si rifugia in ciò che co-nosce [...] nel sentimento nazionale o etnico. La religione è in [...] dei più potenti strumenti di radica-mento, di [...]. Si perde il lavoro, le [...] si sfasciano, ma le fedi, più o meno [...] sono là a farti sentire [...] una [...]. [...] «Si tratta di una sciocchezza. Co-me ho detto, la [...] è in aumento. Ma trovo piuttosto assur-do [...] buone da quelle cattive soltanto sulla base [...] o minore fede nel Dio della tradizione [...] istituzio-nalizzazione. Tutte le religioni, pri-ma o [...] tendono a [...] a [...] cercano di [...]. Non direi poi che [...] imperante sia integralmente laica. Le norme morali tipiche [...] sono il risultato di tradizioni diverse, quella [...] quella laica, che risale [...]. Le due tradizioni hanno [...] in comune, in primo luogo la vo-lontà [...]. Abbiamo bisogno della religio-ne [...] morali che siano socialmente accettabi-li? «Vede, io [...] totalmente laico, eppure una volta ho sostenuto [...] un ateo che approfit-ta [...] concezio-ne della dignità umana ha assunto nella [...] ateo che saluta favorevolmente questa concezione. Ma no penso assoluta-mente [...] di Dio possa es-sere considerata di una [...]. [...] fatto del tutto privato, legato [...] e non ha, o non dovrebbe, avere niente a [...] fare con la politi-ca. Lei è del tutto [...] fondazione metafisica, universa-listica, dei valori, che è [...] tradizione [...] ma anche di quella [...]. Ma se non possiamo [...] mora-le, come facciamo a sostenere che la [...] tolleranza sono me-glio per esempio della barbarie [...] «Appunto, [...] possiamo [...] sostenere che la li-bertà [...] privilegio morale di fronte ai valori della [...]. In questo modo infatti [...] più che utilizzare un certo vocabolario contro [...] un certo modo di descrivere le cose [...] a quello dei nostri avversari. Io dico: [...] di [...] fondare a tutti i costi [...] nostri valori in un orizzonte universalisti-co. /// [...] /// I valori vanno fondati [...] la storia, raccontando delle storie, storie di [...] la [...] quando la tolleranza è [...]. I fondamentalisti religiosi non [...] fronte ad alcuna pretesa di fondazione universalisti-ca. Il problema è soprattutto [...]. Se abbiamo i soldi, [...] potere, per controllare e dirigere le spinte [...] che non riconoscono i valori della civiltà [...]. Abbiamo un gran bisogno [...] un gran bisogno di liberar-ci del secondo. [...] razio-nalistica è [...]. Parole co-me trascendenza, razionalismo, [...] a realtà non attingibili, che producono sol-tanto [...]. [...] con altri termini, come contingente, [...] finito, e usciamo [...] tra [...] e [...]. Questo non può che [...] bene, ci sottrae agli insolubili problemi [...] e ci consente di [...] come pratica di pluralismo po-litico. Quali dovrebbero [...] parole per un vitale e [...] «Le abbiamo ripetute sino ad [...] in continuazione: libertà, tolleran-za, pluralismo. In questi giorni sto [...] La [...] di John Stuart Mill. Sono tutte lì». Roberto Festa Tra il [...] 1974 Raymond Aron tenne al College de France [...] che rappresentano [...] forma as-sunta dalle sue [...] problema della storia. Una riflessio-ne ininterrotta avviata [...] trenta, trovando una prima espres-sione nelle due [...] del 1938 -che ha segnato la [...] vicenda intellettuale. Lo testimoniano, tra [...] i testi raccolti in [...] de la [...] e il corso tenuto alla Sorbona nel 1964 dal titolo [...] et [...]. Pro-prio a partire [...] successivo, in Aron si manifestò [...] convinzio-ne di dover compiere [...] una riflessione teorica più ampia [...] sistematica e avviato con le Gifford [...] di Aberdeen. Un progetto poi inter-rotto [...] di cui ri-mangono oltre a quelle letture, [...] con il titolo Lezioni sulla storia sono [...] ita-liano da Il Mulino con una nota [...] Sylvie [...]. Sarebbe errato pensare che [...] un materiale di «raccolta», privo di disegno [...]. Le -zioni sono un esempio [...] di chiarezza, che fa dimenticare [...] origine didattica, lontano da ogni [...] di [...] la sto-ria, diventando momento di [...] ricerca, suggerimento di metodo, che [...] fatti e idee deli-nea il [...] di Aron. La storia per Aron, [...] racconto e non può essere assunta, come [...] da una proposi-zione generale [...] non è una sequenza di vicende va-riamente [...] concezione della filosofia analitica anglosassone, o una [...] tanto cara alle impostazio-ni dello storicismo assoluto. La storia invece è [...] deci-frare le azioni umane. Una lezione, condensata nei [...] le pagine de [...] del mondo storico in [...] modo di pensare della storia lontano da [...] attraverso un mo-mento diacronico che consente di [...] per cui «la spiegazione di una condotta [...] intenzioni [...] permette di comprendere la [...] per questo si arrivi a scoprire che [...] condursi altrimenti. Eppure, la lezione di Aron [...]. Non solo per la [...] e teorizzazioni affrontati, per la sottigliezza [...] per [...] capacità di-scorsiva, ma soprattutto [...] un quadro generale del pro-blema con lucidità [...] divertita ironia a volte, sottoli-neando ancora una [...] polemica con gli storici della scuola austriaca, [...] non può essere basata sulla teorizzazio-ne, e [...] basa sui fatti, sulle fonti, e sul [...]. Carlo Carlino La priorità [...] Richard [...] è nato a New York [...]. Dopo [...] insegnato filosofia a [...] è attualmente professore alla University [...] Virginia [...]. Filosofo di formazione analitica, [...] è noto soprattutto per [...] proposto, a partire dala metà [...] anni Settanta, una mediazione tra filosofia del linguaggio, pragmatismo [...] ermeneutica. La grande attenzione che [...] dedicato alle questioni etiche [...] ha infine portato [...] della «priorità della democrazia». In Italia, gli «Scritti [...] Richard [...] sono pubblicati dalla casa [...] Laterza. Lezioni sulla storia di Raymond Aron [...] nota di Sylvie [...] Il Mulino [...]. Prendendo spunto da questo asserto [...] Goethe, Umber-to Curi ripercorre il motivo condut-tore che collega [...] parte della filo-sofia greca (in specie [...] al pensiero cristiano e ad [...] fra le voci più significative della speculazione occidentale: ossia [...] pa-rallelismo [...] per cui [...] lungi [...] inteso qua-le mera valenza affettiva, [...] piuttosto una tensione rivolta a superare i limiti [...] un [...] della verità; come [...] della parola [...] (amore per la sapienza) rivela. E giusto intorno ai dialoghi [...] di Platone, intesi a far luce su quale sia [...] prende avvio [...] di Curi, volta a mostrarci [...] Eros filosofo non già perché in grado di posse-dere [...] qualche verità superiore di contro a quella umana, ma [...] quanto capace di «stare nel mez-zo», [...] intermedio [...] tra ignoranza e conoscenza, poi-ché [...] figlio di [...] (ricchezza) e Penia (povertà) simboleggerebbe [...] irrisolvibile tensione umana verso la sapienza, che ci fa [...] del non [...] raggiungere certezze e ricchi in [...] consapevoli del nostro non sapere. In questa pro-spettiva viene [...] della filosofia quale investigazione perenne, che mai [...] esprimere o raggiungere una co-noscenza definitiva, ma [...] paradosso di non [...] conse-guire e nel contempo [...] fare a meno di tendere ad essa. Paradosso a cui allude il [...] di Orfeo, che narra [...] impos-sibile [...] che non intende arrendersi alla [...]. La storia del fallito tentativo [...] riportare Euridi-ce dal regno degli inferi, causa [...] di Orfeo verso la sposa [...] soglia [...] esprime infatti [...] di uscire da [...] paralizzante, quale [...] nei confronti di una pienez-za [...]. Non vi è modo, sostiene Curi, di strappare [...] dalla [...] connessione inscindibile con thanatos (la [...] in questo senso [...] risulta in sé tragico, essendo [...] per cui non è mai dato trovare una qualche [...] pacificazione». Pertanto il [...] di Orfeo verso la sposa [...] è un errore, ma una necessità [...] dal compito para-dossale e contraddit-torio [...] gli è stato imposto: [...] sen-za prendersi cura di lei [...] lo sguardo, segno per antonomasia [...] non amandola, dunque. Così Orfeo -che simboleggia Eros, [...] so-speso fra la penia della perdita di Euridice e [...] di una resurre-zione inaudita -non [...] che per-dere [...] proprio [...] lo sguardo fatale, metafora [...] natura [...] il quale non può essere [...] senza insoddisfazione, feli-cità senza dolore, vita senza mor-te». Altra figura legata [...] quella inquietante di Don Giovanni, [...] attraverso le varie [...] da Tir-so de Molina, Molière [...] infine Da [...]. E non possiamo che [...] sul fatto che il [...] Don Giovanni appar-tenga al Cristianesimo e con Curi [...] risulti inscindibile dallo scenario della Controriforma e [...] dot-trinali. In questo cli-ma Amore non [...] la tensione [...] per la ricomposizione [...] originaria, ma assume «la pragmatica [...] biblica, [...] del prossimo equivalente a quello [...] Dio. Con-tro questo fondale [...] di una religiosità oblativa si [...] profilo del Don Gio-vanni di Tirso. Non già mero don-naiolo, [...] al divino. Quindi [...] del [...] non sta tanto nella propensione [...] una sessualità sen-za remore ma [...] e in un implicito disconoscimento [...] confronti [...] in quanto agape. Lo scandalo è dunque quel-lo [...] sciogliere dia-bolica-mente i legami della [...] e di ridurre [...] a burla e inganno. Nel Dom Juan di Molière [...] bla-sfemo compie una metamorfosi, trasformandosi [...] del libertino scettico, per il [...] non già [...] o [...] sospingono al rapporto amoroso, ma [...] il cui scopo -sottolinea Curi [...] è il godimento bensì il compiacersi della sopraffazione. Ma è col Don Giovanni [...] Mozart che il sedutto-re si trasforma in dissoluto, [...] di ogni vincolo affet-tivo o etico. [...] Don Giovanni nel suo individualismo [...] e ni-chilista diviene figura irrisolta, mai compiutamente definibile neppu-re [...] negativo, conflittuale quante altre mai nel rimarcare la tendenza [...] Eros a coniugarsi con Thanatos, a indicare [...] di Amore a ogni pacificazione [...]. Ma proprio alle soglie della [...] di Curi si arre-sta, non [...] essenziale: come oggi si declini [...]. Svanita [...] di un cono-scere e [...] astratti, disanco-rati [...] e dal corpo, verrebbe [...] capitolo [...] concreto verso la specifici-tà [...] modalità della relazione con [...]. Per non parlare di [...] una cono-scenza inseparabile della consape-volezza dei suoi [...]. A questo il pregevole saggio [...] Curi non ha accennato, abdicando a [...] che forse sarebbe stato opportuno [...]. Francesco [...] La cognizione [...] di Umberto Curi Feltrinelli [...]. /// [...] /// Francesco [...] La cognizione [...] di Umberto Curi Feltrinelli [...]. (0) (0) ![]()
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