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Sono due segnali che [...] ci dicono che in questa transi-zione difficile [...] restano irrisolti sia i rapporti tra cittadini [...] il tema del ruolo e della funzione [...] par-tire dal Pds. Anche le giustificazioni che [...] sempre più le liste locali, col-legate ai [...] che in elezioni amministrative cali il numero [...] fanno altro che segnalarci che questo problema. La stessa discussione sul [...] la forte personalizzazione di queste elezioni, sono [...] inutile rispondere con nervosismi, o in uno [...] i lea-der, bisogna affrontare la questione alla [...]. La risposta al malessere [...] sta esclu-sivamente in [...] modelli organizzativi o [...] vita democratica interna. Questi pro-blemi esistono, anzi [...] non si risolvo-no con un atto volontaristico [...]. [...] qualcosa che viene prima, cioè [...] crisi della poli-tica e della [...] funzione, e soprattutto della poli-tica [...] sinistra, di una sinistra moderna. Quello che rischia di [...] della politica; [...] che tende a ridurre [...] destra e sini-stra a uno scontro tra [...] governabili-tà. La politica della sinistra [...] si ri-duce a una politica senza qualità, [...] più conta è la ricerca di alleanze [...] costi che permettano comunque di essere maggioranza. I grandi temi della [...] nuovo modello sociale, di una forte tensione [...] sono lontane dalla pratica quotidiana. Le parole del cardinale Martini [...] tal senso una denuncia su cui riflettere [...] e attenzione. Per questa politica sono [...] attorniati da staff efficienti, sostenuti a co-municatori [...] eletti efficienti col-legati ai rispettivi comitati. Ma in questa pro-spettiva [...] un difficile futuro: certa-mente può vincere [...] anche per le debolezze [...] ma dinan-zi a una [...] da spinte corporative, [...] di un soggetto or-ganizzato [...] politica, senso co-mune, di anticipare e non [...] ha co-me conseguenza inevitabile [...] di altre forze e [...]. Non è questa [...] possibilità che abbiamo davanti a [...]. La risposta ai problemi [...] non sta neppure nella fuga in visioni [...] testimonianza antagoni-sta, né nel ritorno al passato. Proprio ora che la sinistra [...] la prima volta è chiamata a governa-re questo paese, [...] tratta di coniugare la dura fa-tica del governo, con [...] sue compatibilità e i suoi vincoli, a una prospettiva [...] trasformazione che sappia dare un senso, una coerenza, un [...] quotidiana. Non abbiamo più le [...] passato (a essere sinceri la mia ge-nerazione [...] mai avute), ed è facile ada-giarsi nel [...]. Per questo occorre costrui-re [...] di contenuti e di idealità, una forza [...] interfaccia tra istitu-zioni e società. Potrei fare mille esempi: il [...] per far-ne uno soltanto, ha fatto una buona legge [...] coniugando sicurezza e acco-glienza. Ma sarà sufficiente quella [...] un problema drammatico che ci accom-pagnerà nei [...] una mobili-tazione delle coscienze che combatta le [...] favorisca una capacità di acco-glienza della società [...] ai go-verni dei paesi ricchi di investire [...] le loro Pil verso i paese del [...] ripercorrere le tristi esperienze degli anni [...] Le immagini drammatiche del [...] sono la risposta più eloquente. Reinventare un progetto per la [...] è possi-bile se lo fondiamo su una lettura critica [...] realtà, sulle contraddizioni e sui confini che la at-traversano, [...] ci poniamo [...] ambizioso non solo di vincere [...] di innovare profonda-mente [...] nelle sue strutture, combattendo le [...] crescenti, e nel contempo impe-gnandoci per una riforma morale [...] intellettuale della società. Per questa politica e [...] è indi-spensabile un partito organizzato, diffuso, capa-ce [...] di produrre politica. A gennaio terremo gli [...] sinistra che daran-no vita a una nuova [...]. Sono stato tra coloro [...] e ancora ri-tengono questa scelta giusta. Ma vedo il rischio [...] si riduca a un assemblag-gio di esponenti [...]. Le mille espe-rienze diffuse [...] sinistra, di una si-nistra larga a cui [...] a partire dalle nuove generazioni, rischiano di [...] spettatrici distratte. Così [...] di-stante il movimento femminista, che [...] una [...] parte importante mette radicalmente in [...] proprio la «nostra politica». Tutto questo è un [...] Se lo è, ri-tengo si debba dare [...] sul terreno della politica che su quello [...] del partito. La vecchia idea di [...] più, per mille motivi. La sinistra italiana, anche [...] vita a una nuova forma-zione politica, è [...] poli-tiche, culturali, di storia personale, e questo [...] lo stesso Pds. Così come diversi so-no [...] politica di migliaia di giovani che fanno [...] fuori dai partiti. Queste differenze non sono [...] guardare con fastidio come nel vecchio Pci, [...] della sinistra italiana. La nuova formazione politica [...] valorizzare queste differenze, basandosi su un autentico [...] fornendo stru-menti concreti perché questo possa realizzarsi: [...] che dovranno valere per tut-ti, anche per [...] nel Pds, e nel nuovo par-tito si [...] modo magari diverso da oggi. Ci vuole una forza [...] ascoltare e produrre cultura, senso comune, che [...] di relazioni sociali indi-spensabili a una prospettiva [...] offra [...] canali di partecipazione e non [...] della decisione, ma ancora di più nel [...] di nuova po-litica. Certamente rimane un problema: [...] carattere unitario di una formazione po-litica federativa? La [...] da un lato nella definizione di alcune [...] elementi di un possibile programma fondamentale, che [...] di un impegno comune; [...] in un vero confronto [...] in una ricca vita democratica a tutti [...]. Per questo non basta [...] un parti-to degli eletti nelle istituzioni: ci [...]. PASQUALE CASCELLA [...] dopo, il ricordo è [...]. Forse perché Nilde [...] lo spirito costituente ha [...] appresso, lungo una esperienza politica in-trecciata con [...] di presidente della Ca-mera e della prima Commissione [...] le riforme. [...] a votare il testo definitivo [...] Costituzione. Cosa prova adesso che [...] votare le [...] «Una grande emozione, ancora. Sa, [...] fa eravamo consapevoli di misurarci [...] un compito storico. Avevamo com-battuto per la [...] fascismo, conquistato la Repub-blica. Vivevamo avvenimenti straordinari, [...] un paese da ri-costruire su [...] basi. Oggi pos-siamo far fronte [...] della seconda parte del-la Costituzione con la [...] i princìpi fondamen-tali hanno retto alla prova». Qual è il ricordo [...] «Mi colpì il discorso [...] presidente della Commissione dei [...] avevo fatto parte, perché trasmetteva tutta la [...] compiuto. Poi si votò -pal-lina [...] e pallina bianca [...] bianca per dire di [...] nelle due urne per dire di no [...] Terracini, presidente della Costi-tuente, proclamò il risultato (453 [...] contrari) [...] si alzò in piedi [...] applauso. Anche i monarchici: non [...] in piedi. Il risultato era così [...] pure chi [...] avversato a inchinarsi in [...]. Quel testo corrispondeva alle [...] le quali vi [...] «La Costituzione consentiva a [...] che fosse la [...] opinione politica, di ricono-scersi. Naturalmente, su alcune questioni [...] opinioni diverse. A volte anche con [...]. E però credo che [...] dei costituenti sia stata di superare i [...] ragioni di contrasto cercando so-luzioni proficue di [...]. Ci fu il rischio che [...] rottura nel governo di [...] nazionale, inter-venuta nel maggio [...] con [...] della sinistra, si [...] «Avemmo questo timore, in ef-fetti. Togliatti, in particolare, era [...] potesse mettere in discussione [...] definiti dalla Com-missione dei 75. De Gasperi, però, fu [...] convergenze, e il progetto arrivò al voto [...] una virgola». Perché De Gasperi temeva [...] a imporre risultati confacenti alla [...] nuova mag-gioranza centrista, o [...] radicato il principio che le [...] «Era fortissima, nella Costi-tuente, [...] la Carta fondamentale a cui debbo-no ispirarsi [...] non po-tesse avere né limiti politici né [...]. Quindi cercan-do sempre la convergenza [...] ampia, anche con [...]. /// [...] /// Si discute pur sempre [...] gioco in un ordinamento democratico». Come riusciste a costruire [...] 7, per cominciare: lo [...] compromesso accettabile o un cedimento? «Fu assolutamente [...]. Non si dimentichi che [...] Togliatti [...] nella formulazione di quello [...] il primo comma [...] 7: [...] Stato e la Chiesa [...] nel proprio ordine, indipendenti e [...]. Era una formulazione importan-te, tanto [...] perché riconosciuta anche dalla Chiesa che mai aveva accettato [...] risorgi-mentale della [...] Chiesa in li-bero [...]. Quindi si poneva, fi-nalmente, [...] Questione ro-mana». E però la Chiesa [...] a puntare i piedi [...] Patti late-ranensi fossero recepiti dalla Co-stituzione. Perché non ridefinire i [...] del principio [...] «Era la nostra posizione: [...] induceva a defi-nire un [...] basi di reciproca indipendenza, tra Stato e Chiesa. I Patti lateranensi, portando [...] Mussolini, schiacciavano la novità nel passa-to. [...] che nella Commissione dei [...] il richia-mo ai Patti». Come si passò al [...] «Intervenne De Gasperi, non come presidente del Consiglio [...] governo ma come co-stituente dai banchi della [...] per dire in sostanza [...] di mettere in discussione la pace re-ligiosa [...]. Lasciò intendere che, se [...] non fos-sero stati recepiti, qualcuno avrebbe potuto [...] contro la Costituzio-ne. Una ipoteca inquietante: si [...] in discussione [...] del paese». E il Pci avrebbe [...] «Senza dubbio questa preoccu-pazione [...]. Ricordo che il gior-no [...] 7 la Direzione del [...] con il gruppo parlamentare: credo fosse la [...] storia dei partiti comunisti di tutto il [...]. E a favore del [...] non solo Longo, che in quanto comandan-te [...] nella Resistenza era stato in stret-to rapporto [...] catto-lici, ma anche Secchia. Chi si sca-tenò scontro [...] dei vec-chi compagni che chiamavamo dei clandestini. I Gullo, Fedeli, Farini [...] carcere, al confino, in esilio, ed era [...] tra Mussolini e la Chiesa [...] anello delle catene che avevano dovuto subire. Non na-scondo, però, che [...] la maggioranza del gruppo) avemmo la sensazione [...] risentissero di un vecchio anticlericalismo a cui [...]. Addirittura? Sono i giovani, [...]. Un re-pertorio che sarebbe [...] appo-sita cassetta e riproporre nelle varie aule [...] quanti, professori ed alunni, ancora credono [...] civica. Muri imbrattati, porte sfondate, [...] tecnologia moderna che faticosamente si riesce ad [...] asportata, distrutta, servizi igienici devastati, suppellettili fatte [...] tranciati. Al di là degli [...] calcolati in duecento milioni, il ciclone distruttivo [...] inagibile chissà per quanto tempo [...]. Intendia-moci niente di peggio [...] negli stadi, dove le [...] preda al raptus svellono sedili dando loro [...] lordando ovunque possibile. Impre-se ripetute dai tifosi [...] carrozze ferroviarie durante i viaggi di ritorno. E niente di peggio [...] nelle città: non appena un condominio tinteggia [...] o [...] comunale ripulisce ponti, via-dotti, [...] del vandalo riscrive con le bombolette i [...] dilagante, perché sia chiaro che il bene [...] di tutti, non ha diritto di esiste-re. Ma nella scuola romana [...] più su cui conviene soffermarsi, segnale di [...] va prendendo piede: a supremo sfregio su [...] stato generosamente sparso [...]. La merda, dunque, elevata [...] simbolo e che connota ormai un diffuso [...]. Come ci hanno ricordato [...] mitico nord-est italiano, una zona che vor-rebbe [...] di modernità e di rivincita nei confronti [...] Roma [...] capitale di quello Stato «assistenzialista» contro il [...] Bossi [...] da mane a sera, ma alle cui [...] di continuo chiedendo sgravi, contributi, esenzioni, alla [...] mer-cato e delle sue leggi concorrenziali. Una prote-sta, ben valorizzata dai [...] del li-quame, innaffiato in abbondanza [...] poliziotti, [...] delle strade e che ha [...] solo nel presidente [...] parole di giusta indignazione e [...] condanna. Un capitolo nuovo, allora, [...] maleducazione nazionale, un ulteriore gradino della scala [...] portando sempre più in basso, verso il [...] e del di-sprezzo? Proprio nuovo non è. In questo periodo di rivisitazioni [...] nostro passato, non sarà male [...] che il primigenio fascismo nacque, [...] della prima guerra mondiale, elevan-do [...] e suoi derivati ad «arma» [...]. Dal celeberrimo [...] con cui il «vate» [...] volle bollare il presidente del [...] Francesco Saverio Nitti, ai pitali [...] di liquame rovesciati agli ingressi del Parlamento, per finire [...] di ricino sommi-nistrato in quantità [...] agli oppositori, per [...] gli intestini, e [...] alle umilianti conseguenze, gli anni [...] precedettero e immediatamente seguirono [...] del fasci-smo furono appunto contrassegnati, [...] dal «santo manganello» e dagli incendi purifica-tori delle sedi [...] e sindacali, [...] della merda. Si dirà: altri tempi, [...] rin-chiudendosi nelle frustrazioni del suo localismo, prigioniera [...] e di feroci paure e [...] sociali; mentre [...] di oggi è in [...] nuova Europa, membro a pieno titolo del [...] Grandi, più che mai consape-vole dei suoi [...] retaggio di civiltà che essa porta con [...]. Ne siamo davvero sicuri? Il [...] come manifestazione «politica», il suo celebrato diffondersi [...] strati, contrastato da sparuti lamenti, induce a [...]. Con [...] per chi lo ripropone che [...] le loro file, rispetto al passato, non [...] traccia di poeti. /// [...] /// Con [...] per chi lo ripropone che [...] le loro file, rispetto al passato, non [...] traccia di poeti. (0) (0) ![]()
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