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Flavia Franzoni, moglie del [...] Consiglio, (proprio ieri hanno festeggiato in famiglia a Bologna [...] ventottesimo anniversario di matrimonio), ha compiuto da [...] non sono proprio cam-biate. Lei stessa ci tiene [...] immagine di donna «normale». Se a Bologna acca-de di [...] in bicicletta per le strade del centro mentre va [...] o al mercato, a Roma capita di [...] sulla soglia di palazzo [...] a piedi [...] borsa [...]. Niente scorta, niente ac-compagnatori. Niente auto blu. Va e viene da sola [...] fosse una funzionaria qualun-que [...]. [...] verso la stazione ferroviaria o [...]. [...] un ruolo appartato o incolore. Niente di più sbagliato. Certo nonè [...] discreta, ma [...] che assente; non è [...]. [...] del marito par-tecipa con grande [...]. Quando nel maggio [...] scorso ha varcato il [...] per prendere posses-so della [...] fatto con un certo imbarazzo. Si è mischiata al [...] che Romano Pro-di si è portato a Bologna, [...] che [...]. Del grande ap-partamento pre-sidenziale [...] lasciato tutto così come ha trovato. Soltanto una cambia-mento: ha fatto [...] i fiori freschi. Tutte le sere andavano [...] e perciò di-ventava poco pratico. Meglio [...] di mezzo così si [...]. Donna [...] first lady a metà tempo [...] agli [...] Bologna. [...] e il martedì in università [...] i suoi studenti. Il mercoledì mattina prende [...] via a Roma per raggiungere il mari-to [...] fino al [...]. A Roma oltre agli [...] da assolvere che impegni di protocollo. Quando può ne fa [...] è diligente. [...] a fianco del presiden-te, è [...] soltanto quattro volte. Non ama frequentare i salotti, [...] la vita mondana. Neanche il suo guardaroba [...] e giacche blu e grigio, camicette a [...] in negozi occasio-nali. È il look che [...]. Un giornale straniero [...] anche criticata per quelle sue [...] ma lei ci ha fatto so-pra una risata. [...] che la conosce da [...] in stile con il [...] appariscente, non aggres-sivo. Nessuno potrebbe [...] con un vestito verde di [...]. A Palazzo [...] si porta die-tro anche [...] rilegge e corregge le tesi preparate dai [...]. Durante la giornata gli [...] presidente sono piutto-sto di sfuggita. Alla sera [...] un [...] più di tempo. Anche se si fi-nisce [...] magari con qualche amico [...] Roma. A volte è la [...] Flavia [...] si avventura in cucina, an-che se non [...] sue pas-sioni, per cimentarsi in una del-le [...] viene meglio, il coniglio al limone. La preferen-za va però [...] ogni tanto si rifugiano. Niente di eccezionale o [...]. Può capitare di [...] al «cinese» vicino a [...] Trevi [...] da Ernesto al Pantheon. Dopo cena , se resta [...] tempo, una passeggiata di [...] per il centro. Lo staff di palazzo [...] defi-nisce la first lady una [...] rassicurante, un carattere aper-to, solare, sempre disponibile ad ascoltare [...]. Ma questi suoi modi [...] scambiati per debolezza. Chi la frequenta da [...] così. [...] ciò che pensa ed è [...] a scegliere. Una donna tenace. In casa [...] non dà ordini, ma comanda». Quanto pesa Flavia Franzoni [...] del presi-dente ? Lui appena eletto di-chiarò [...] consigliere politico che ascolto [...]. Una mozione dei sentimenti [...] più ? Che tra di loro di [...] molto non è un segreto per nessuno. Donna Flavia è passata [...] seppure non da militante, vivendo pienamente le [...] periodo. La politi-ca [...] sempre at-tratta. I suoi critici la definiscono [...] sinistra» del governo e della fa-miglia. Se non ha lo [...] Hillary Clinton, qualcosa però in comune con lei [...] passione per le questioni sociali, per il [...]. È sempre stato [...] dei suoi studi e [...] politico. La [...] ricetta è nota: «Lo Stato [...] per essere [...]. Non ha timori a [...] sempre stata «fi-glia» di un sociale gestito [...]. Ora che alcuni servizi stanno [...] verso la privatizzazione suggerisce «prudenza e atten-zione perché non [...] sia una ca-duta [...]. [...] perché qualcuno dei «profes-sori», quelli [...] devono far quadrare i conti, la guardino di traverso. QUANDO CI FU la [...] Flavia era a Roma, a palazzo [...]. Quei due giorni non [...] darsi pace. Resistevo solo pochi minuti perché [...] prendeva [...] del [...]. [...] evento di grande su-spense fu [...] del rientro [...]. [...] è stata vissuta nella casa [...] Bo-logna. In questo anno [...] dispiacere [...] provato quando per attaccare il [...] hanno tirato in mezzo i figli. Non ha fatto una piega [...] la magistratura, dopo una campagna scandalistica pro-mossa da «Il Giornale», ha se-questrato le carte di una picco-la cooperativa dove [...]. Al-cuni mesi dopo si [...] era tutta una bolla di sapo-ne. Cosa manca di più alla [...]. [...] sono i film di Nanni Moretti, [...] ne ha perso uno. [...] non azzarda previsioni choc . Al contrario, pensa soltanto [...] «normale e tran-quillo». I «serenissimi» di San Marco [...] portati in cam-panile quattro bottiglie della [...] grappa. Sbagliato tutto: «La grappa è [...] distillato italiano. E sottolineo italia-no», ridacchia Giuseppe Nar-dini, [...] storico con bottega sul ponte di [...] ci [...] la mano. E umori del genere [...] non ne avverto». Tanto più che le [...] cominciando a sfon-dare proprio al Sud: «Siamo [...] Campania. Roma, non ne parliamo: [...]. Insomma, Roma ai veneti [...] il sangue? [...]. Senta: se trova qualche [...] con occhio benevolo a quelli del campanile, [...] sia secessionista: sempli-cemente siamo penalizzati da molte [...] dai collegamenti stradali, e allora anche le [...] le condanna più di tanto perché [...] le [...]. /// [...] /// Non sarà una tolle-ranza suicida? Andate a [...] al professor Mario [...] docente di lettere al liceo Leopardi, che passeg-gia con alcuni colleghi sotto il municipio di Pordenone con dei vistosi talloncini gialli ap-pesi alla camicia. [...] una grande [...] stampata e, in pic-colo: [...]. Come un ebreo nel [...] Sorrisino [...] «Oggi scegliamo noi di [...]. Domani potrebbero [...]. Meglio preoccuparsi in anticipo». Camminano len-ti, il «professò», [...] si espongono alla vista, distri-buiscono altri adesivi, [...] cento pordenonesi [...] li prendono, se li [...] loro volta, meno male. Siamo davvero così malmessi? [...] ci pensa poco: «Quando arrive-remo [...] violento sarà troppo tardi. Quello che sta succedendo è [...] una premes-sa». E che sta succedendo? «Niente. /// [...] /// Sta succedendo che da una [...] una voce martel-lante, ossessiva. [...] si-lenzio, acquiescenza, indiffe-renza, sottovalutazione, con-fusione». Si sfoga: «Sta diven-tando [...] limite della legalità. La dichiarazio-ne [...] della [...] era illegale, ma una volta [...] è diventata realtà. Il go-verno padano era [...] volta costituito è diventa-to vero. Il referendum era ille-gale, però [...] fatto. La storia del campanile [...] ma quelli sono di-ventati eroi e patrioti. Tutto avviene, e [...] che si può [...]. In altri termini: in Veneto [...] una maggioranza non se-cessionista silenziosa e sem-pre meno maggioranza; [...] minoranza secessionista sem-pre più rumorosa e sempre meno minoranza. È così? Pro-va a [...] silenzi Massimo Carraro, uno degli imprenditori veneti [...] «La classe dirigente forma e pensa. Anche nei momenti di [...] con prospettive più am-pie. In Veneto invece cerca [...] tigre, andando contro i suoi stessi interessi». Ci sono industriali di [...] Agnelli. E industria-li di polso. Carraro sta per for-za [...] è leader mondiale nella produ-zione di cinturini [...]. Io avverto diffidenza, ostilità. Comincio a sentire clienti, [...] chiedono: [...] leghisti? Se siete leghisti [...] da [...]. Mi piacerebbe che [...] industriali del Veneto comin-ciasse a [...] una voce a dife-sa [...] veneta. Invece, con molto provincialismo, [...] a leggere [...] la regio-ne. Massimo Carraro non ha [...] Mario Carraro sbattuto fuori dalla presiden-za regionale di [...] ma le idee coincidono [...]. Il destino pure: «Un [...] minoritario mi sento, sì. Ho lasciato tutti gli [...]. Respira «un clima sovrecci-tato, [...]. Accusa: «Quando sento un [...] che minaccia le barricate. Eh no, noi ab-biamo [...] con-fronto, la scelta degli investi-menti, [...] sulle politi-che economiche. La scelta nu-merica è [...]. Infatti, Confindustria è isolata [...] chi grida trova eco, ma non incide». /// [...] /// Io, se voglio farmi [...] fare? Andare in piazza in mutande?», bron-tola [...] Casale [...] Scodosia Albe-rico [...] grossista che rifor-nisce i [...]. Casale, nella bassa padovana, [...] epicentri della «Serenissima Armata» e delle relative [...]. E [...] è un piccolo imprenditore [...] di reagire. Con una trentina di [...] un avvocato per costituir-si parte civile contro [...] difesa della lesa im-magine [...] della bassa padovana»: «La [...] mobili di qua va venduta al sud. Per colpa di quattro esaltati [...] del-la [...] cominciamo ad [...] visti tutti come una manica [...] secessionisti, rivoltosi, evasori fiscali». Ma pure [...] non si sentirà un [...] «Eh. /// [...] /// Poi, prendendo le persone una [...] una, [...] as-sieme, chissà. [...] mi-ca è compito mio: dovrebbero [...] i partiti, e quelli sono falliti, disgregati. Io mi sento a [...]. Anche a parlare con [...] è. Ti senti di-re [...] ho votato Ulivo, pe-rò. /// [...] /// Proviamo a vedere proprio [...] Lega è più Le-ga, la [...] è più [...] attorno a Conegliano. /// [...] /// Edoardo Rina, segretario di [...] Pds, docente [...] approdato tanti anni fa [...] Cilento, [...] il paio coi colleghi di Pordenone: un [...] «silenzi». /// [...] /// Edoardo Rina, segretario di [...] Pds, docente [...] approdato tanti anni fa [...] Cilento, [...] il paio coi colleghi di Pordenone: un [...] «silenzi». (0) (0) ![]()
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