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DALLA PRIMA Ma Fini [...]. BRUNO [...] Questo è il testo [...] di Massimo [...] al [...] la tradizionale marcia della pace [...] Primo Maggio dei giovani cattolici, promossa da Ernesto Oli-vero. QUANDO Ernesto Olive-ro mi [...] par-tecipare a questa mar-cia devo dire sincera-mente [...]. Ero preoccupato per tre [...]. [...] avevo paura che si [...] sensa-zione di un fatto strumentale. In secondo luogo, mi [...] passare un Primo maggio così diverso dai [...] quelli con [...] dei lavoratori e le [...]. Poi [...] anche una ra-gione privata. Il Primo maggio è [...] mio figlio, fa sette anni. Anche per questo venire [...] sembra-va un gesto difficile. Io sono contento di [...] so-no anche convinto che questa sera mio [...]. Camminando con voi mi [...] mente la frase di uno scrittore mio [...] appuntata. È un grande scritto-re [...] Daniele Del Giudi-ce, che nel suo libro uscito qualche [...] scritto: «Mi piacerebbe condurti fino al punto [...] smette di ca-pire, si smette di immaginare, [...] si comin-cia a sentire». Potrebbe essere una frase [...] Ernesto Oliverio, e rende perfettamente il senso di cosa [...] incontro tra persone. Uno viene con [...] che è [...] per capire, e dopo un [...] non ha più bisogno di ca-pire perchè prova le [...] sen-sazioni, gli stessi sentimenti, le stesse ragioni degli altri. Ho provato anzitutto un [...] una mar-cia, che comporta tanti passi ed [...] della solidarietà: ho provato gioia. È abbastanza incredibile che [...] molti rappresentano come un sacrifi-cio, sia invece [...] per riempire la propria esistenza e dare [...] propria vita, per es-sere felici (. Dare senso alla propria [...] sfuggire a quel disperato vuoto di valo-ri [...] disperazio-ne. Viene in mente la [...] vecchio rivoluzionario che diceva che la felicità [...]. Come dire che [...] si realiz-za, la persona realizza [...] stessa, [...] e non [...]. [...] la metà del viaggio, [...] fe-licità è il viaggio. Questo sentimento che voi [...] religioso e che io vivo da un [...] laico è un sentimento che non ci [...]. Dicono che i giovani [...]. E in effetti i [...] del nostro tempo sono [...] e [...] che ci assalgono quando [...] case le immagini terribili della violenza: le [...] bambini sgozzati per il fanatismo, lo stupro, [...] fame, il terrorismo, ma anche un capo [...] si fa fotografare mentre calpe-sta il cadavere [...]. Queste immagini ci danno [...] un imbarbarimento di fronte al quale ci [...]. Ecco da dove nascono [...]. Che co-sa posso fare [...] per-sona, di fronte a un mondo co-sì [...] terribile, di fronte a questa violenza che [...] posso fermare? (. [...] la paura di una società [...] che non offre sicurezze e ga-ranzie, nella quale il [...] di-venta sempre di più una risor-sa scarsa o precaria. Una socie-tà nella quale [...] cambiamento, [...] scientifica, fanno sì che [...] conoscenza, il patri-monio accumulato a scuola, si [...] rapidamente viene [...] una nuova generazione di [...] di strumenti sempre più difficili da conoscere. Credo che dob-biamo guardare [...] paura. Credo che dobbia-mo combattere [...] sentimento per cui vi sono giovani che [...] proprio gu-scio, invocare ordine e garan-zie anziché [...] di sfidare questo mondo. Di [...] insieme, di lottare insie-me contro [...] violenza. Si può sfidare insieme [...]. È possibile organiz-zare la società [...] modo che il progresso divenga non una ra-gione di [...] ma una possibi-lità, una speranza. Il progresso può consentire [...] la propria personalità, la conquista di un [...] più ricco, meno ri-petitivo come era in [...]. Questa sfida non si [...] dimensione della politica. Il compito della poli-tica [...] persone a vin-cere questa sfida. È creare i per-corsi [...] che aiuta-no a [...]. Nel nostro paese la [...] di estre-mamente impopolare. Noi ab-biamo alle spalle [...] politica che si è ridotta via via [...] a pu-ra occupazione del potere. In questo modo ha [...] vitale, si è corrotta e tanti cittadini [...] vista come un peso. Ma la politica è una [...] necessaria. Il vero pro-blema è [...] restituia-mo un fondamento etico. Co-me noi la facciamo [...] qualcosa di utile alla vi-ta di tutti [...]. Mi sono trovato a [...] del cardinale [...]. Sono parole importan-ti, di [...] fede: «Là do-ve dio viene considerato una [...] può essere lasciata da parte a moti-vo [...] importanti allo-ra falliscono proprio queste co-se più [...]. Non solo [...] negativo [...] marxista dimostra que-sto. Ma anche il tipo [...] parte [...] basato su principi puramente [...] del Terzo mondo, che li ha solo [...]. Ha messo da parte [...] morali e sociali esistenti e ha introdotto [...] tecnicistica nel vuo-to. Credeva di [...] trasforma-re le pietre nel [...] ha dato pietre al posto del pa-ne». È una riflessione profon-da. La riflessione di un [...]. Io credo che anche [...] e un uomo di sinistra come me [...] queste parole. È ve-ro: il fallimento del [...] di liberare [...] in una di-mensione puramente materia-listica [...] a ricercare le ra-gioni etiche e spirituali [...] politico. La rottura delle barriere ideologiche [...] una sinistra che voglia essere nuova ad ali-mentarsi anche [...] valori che vivono in una [...] reli-giosa. MA [...] UN problema che va [...] e che non riguarda soltanto la sinistra. Ed è il problema del [...] etico [...] politico. È il problema che [...] si chiama [...] che diventa [...]. La storia di un [...] di una co-munità si smarrisce se non [...] un progetto condivi-so, un obiettivo comune, un [...] che apparten-gono a tutti [...] dalla parte politica per [...] milita. Ecco il grande problema [...]. La politica vive in [...] sta tra la storia e [...]. Se la storia perde [...] senso, ma se [...] perde il suo legame [...] cioè con la realtà, può diventare letteratura [...] terribile. Noi oggi dobbia-mo ricostruire [...] il lavoro, la legalità. La sicurezza che è [...] di ordine ma anche di solida-rietà. Perché la vera sicurezza [...] di chi si conosce. È la sicurezza di [...] quale uno è amico di quello che [...] difronte e quando sente un rumore non [...] ma apre la porta per vedere chi [...]. Noi dob-biamo sapere costruire [...]. Perché sono stato colpito [...] della pace? Mi sono detto [...] visitato [...] della pace a Torino, [...] questo è un bene, [...] ci sono dei valori che [...] appar-tengono soltanto a qualcuno ma appartengono a tutti e [...] vuole, con il suo contributo, insieme agli altri, ricostruire [...] ragioni di una comunità e di un grande paese [...] sa che senza quei valori [...] non potrà rinnovare il suo [...]. Insieme invece ce la [...]. Voi oggi mi avete [...] delle ragioni in più e anche il [...]. A cura di Aldo Varano [...] discorsi [...] (da Fini, ahimè a Ce-sco [...] e ad Alessandra Mussolini. E in una generale sanatoria [...] a «sterilizzare» [...] di fondo di una Costituzione [...] per quanto bisognosa di modifiche nelle sue singole par-ti. E allora [...] pure, an-cora una volta. Quel che è in gioco [...] è [...] «antifa-scismo» della Carta. Bensì il suo [...] democratico, uni-versalista, e socialmente [...] dalla rottura col fascismo trae la [...] spinta simbolica e propulsiva. Parliamo di un modello [...] tra cittadini. Che ri-pudia gli autoritarismi [...] travestimento [...]. Ma per salvaguardare e [...] ci vuole la memoria, la misura dei [...] meriti passati. E ci vogliono anche [...]. E [...] veniamo ad un altro [...] ri-lanciati da Fini e [...]. Si tratta di questo: [...] della XI Ima dispo-sizione costituzionale che vieta [...] qualsiasi forma del disciolto partito fasci-sta», e [...] Fini [...] aboli-re. Ebbene essa non è [...] Fini ha di-chiarato, ma «finale». [...] parte della Costituzione in-fatti [...] «Dispo-sizioni transitorie e finali». Es-sendo inteso che le [...] legate a scadenze tem-porali precise. /// [...] /// Mentre le seconde, cioè [...] hanno al-cun vincolo temporale. Ora, an-che la X I II [...] quella [...] civile ai Savoia, è [...]. Ma in linea di [...] benissimo «cadere». Perché il carattere repubblicano [...] già solennemente garantito agli articoli 1 e [...] Carta. Viceversa, quanto al divieto [...] qualsiasi forma del disciolto partito fasci-sta» (X II), [...] un «vulnus». Perché mancano altre norme [...] tale «di-vieto» fa corpo con lo spirito [...] della Costituzione nel suo insieme. Resta il fatto che [...] non sono due sinonimi. E che Fini dunque [...] ha fatto su Repubblica il primo maggio, [...] che invece è, [...] «finale». Grossolanità giuridica, nel presidente [...] An? O invece, come più probabile, segno di tenace [...] irrisolta? Mark [...] SIDNEY. [...] in giacca cravatta e ventiquattrore. Non stanno entrando in [...] si vede dalle scarpe, partecipando a una [...]. I concorrenti [...] «Ritmo frenetico» partono infatti [...] chilometri di corsa attraverso il distretto centrale [...] Sidney. I coletti bianchi, il [...] vestono e corrono con i loro abiti [...] avere la possibilità di partecipare verso la [...] corsa che si svolge [...] finanziario ben più importante, quello di [...] a New York. Ma lo fanno anche [...] questo modo raccolgono fondi per la Croce Rossa. Non è stato un primo [...] di [...] quello appena trascorso. Stando almeno alle tele-fonate [...] al gior-nale. Perché? Perché il loro governo [...] deciso che i Savoia possono [...] Italia, perché [...] della festa del lavoro, perché [...] ha fatto la medesima scelta. Tutti contro la clemenza [...] casa reale? Non pro-prio tutti ma certo [...]. Dice Guido [...] che chiama da Cavi [...] Lavagna (Genova): «Non dobbiamo avere paura che tornino in Italia, [...] che lo proibisce è ingiusta, una democra-zia [...] il movimento delle persone, qualunque sia la [...] avi. Vittorio Ema-nuele [...] parte non ha bisogno [...] lui non [...] con quello che ha [...] basterebbe forse che am-mettesse che errori sono [...]. Più o meno [...] è Alber-to [...] Bologna, che si dice [...] condizioni»: i Savoia riconoscano la repubblica, ammettano [...] e non si impegnino in politica. Massimo Verdecchia, Ascoli, infine: «Se [...] re e viene perdonato, sa-rebbe giusto che [...] coloro che [...] settem-bre se ne tornarono [...] ven-nero poi condannati per diserzio-ne». Queste le tre voci, [...] bene o male sono disposte a pren-dere [...] intenzio-ni del governo. Per il resto il [...] e, molto spesso, radi-cale. Eccone una sommaria rassegna. Marisa Bertoni, Se-sto San Giovanni (Milano), [...] che questa «non la man-da giù» e [...] strali contro Walter Veltroni: «Si studi la [...] di che cosa hanno fatto, [...] può essere un vero [...]. Non ha visto che [...] neanche si degna di chiedere scu-sa». Nadia Seganti, Ravenna: «Spero [...] governo non faccia una cavolata del genere. Vittorio Emanuele non [...] con il passato ma [...] cosa ha detto delle leggi razziali, controfirmate [...] che non erano poi così terribili? Io [...]. Teresa Pescatori, Milano, è [...] con i giornali e anche con [...]. Della stessa opi-nione è Ardea Venturi, Bologna. Natalina [...] Siena, aggiunge qualche altra [...] «Questi Savoia non hanno fatto niente di buono, si [...] un sacco di soldi, sono scappati mentre [...] le bombe e il Paese era disfatto. Ma possono Prodi e Veltroni, [...] di un governo di sinistra, non sapere [...]. Il riferi-mento al tesoro [...] suggeri-sce anche a Bruno Rossi, Casale Monfer-rato (Asti), [...] «Visto che di soldi ne hanno rubati [...] ne restituiscono un [...] e così cerchiamo di [...] dei soldati italiani che so-no ancora in Russia, [...] Jugoslavia, in Africa?». Angelo Borin, Pado-va: «Dopo [...] contro la monarchia, questo Vittorio Ema-nuele non [...] le leggi razziali e noi lo facciamo [...]. Io proprio non approvo [...] militante, mi tro-vo davvero spiazzato». Mario Di Nardo, Salerno: «Non [...]. Il vecchio re firmava [...] Mussolini e dei fascisti, noi stavamo sotto [...] lui in-tanto scappava». Questa dei Savoia è [...] spina principale di que-sto primo maggio. Ma ce [...] an-che [...] la giustizia. Gabriella Natoli, Catania, dice [...] per la posizione del Pds nella bicamerale. [...] e [...] sono ambigui». Antonio Amico, Paler-mo: «Non [...] di [...] contro i magistrati, come [...] il problema [...]. Questa vicenda incrina il [...] con la sinistra e il Pds». Edoardo [...] AL TELEFONO COI LETTORI I Savoia in Italia? Proprio non la mando giù LA FRASE R [...] 1 4 7 2 5 [...] 6 8 9 [...] 0 [...] Domani risponde Stefania Scateni dalle [...] 11,00 alle 13,00 al numero verde 167-254188 Vittorio Emanuele Di Savoia «Perché festeggiamo [...] Abbiamo finito gli esseri umani?». /// [...] /// Edoardo [...] AL TELEFONO COI LETTORI I Savoia in Italia? Proprio non la mando giù LA FRASE R [...] 1 4 7 2 5 [...] 6 8 9 [...] 0 [...] Domani risponde Stefania Scateni dalle [...] 11,00 alle 13,00 al numero verde 167-254188 Vittorio Emanuele Di Savoia «Perché festeggiamo [...] Abbiamo finito gli esseri umani?». (0) (0) ![]()
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