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Avevano appena tra-dotto in [...] «Ho [...] la liber-tà di Victor [...] diploma-tico sovietico di origine [...] a Washington, che aveva chiesto asilo negli Usa [...] guerra, nel 1944. Il libro raccontava della [...] del sistema dei campi di concentra-mento. Les [...] rivi-sta che contava le [...] francese di allo-ra, lo [...] una serie di articoli in cui il [...] come un poco di buo-no, violento, giocatore [...] ai servizi segre-ti americani. [...] fece cau-sa per diffamazione alla [...]. A [...] in tribunale fu chiamato [...] e brillante avvo-cato, che sarebbe divenuto il «Prin-cipe [...] Foro francese, Joe [...]. La sfilata dei testimoni Era [...] già molto me-stiere. Si diede come obiettivo [...] moralmente [...] per [...] la credibi-lità. Fece del suo meglio. Con brio, solerzia e [...]. Chiamò alla sbarra dei [...] del governo in esilio [...] De Gaulle ad Algeri a dichiarare so-lennemente che quel [...] aveva fatto quando anco-ra [...] la guerra contro Hi-tler, prima ancora dello [...] Normandia era un tradimento della causa alleata, e [...] fatto sotto la [...] giurisdizione [...] fatto arrestare. Chiamò il generale [...] rossa [...] fratello del [...] che aveva accusato i [...] di Norimberga, a spiegare come [...] fosse in realtà un [...]. Chia-mò un intellettuale cattolico [...] spiegare che, minando [...] tra Usa e Urss [...] aveva gettato i semi [...] guerra mondiale. Fece venire dagli Urali [...] moglie di [...] a raccontare quanto fosse infame [...] personalità del marito che [...] abbandonata. Chiamò un suo con-cittadino, [...] fabbri-ca, ex collega in diplomazia, a testi-moniare [...] bugiardo, ipocrita, pigro, intrigante, di debo-sciato, provocatore. Come non concludere che [...] genere non poteva che raccontare frottole deliranti [...] del sociali-smo? Ma il suo capolavoro fu [...] uno dei principali testimoni della parte avversa, [...] Heinz [...] dirigen-te comunista tedesco [...] emigrato in Urss, arrestato [...] e vit-tima del Gulag staliniano. [...] aveva racconta-to del proprio [...] di prigionia del [...]. Imperterrita la minuta donna [...] continuò a raccontare come nel [...] lei ed altri ebrei [...] dalla Germania hitle-riana furono imbarcati su un [...] riconsegnati ai nazisti, per finire nel lager [...]. Sono passati [...] da quella sceneggiata crudele. [...] una cosa su cui [...] non ha più ovviamente il [...] dubbio: «Quel che raccontava [...] sugli orrori dei campi [...] era semmai al di sotto [...] ve-rità», dice. Gli è rimasto il rimorso [...] così maltrattato, nella fo-ga e [...] quella donna così ammirevole», che [...] aveva sofferto. Così come si pente [...] nel fango, in un altro processo per [...] internato in un ospedale psi-chiatrico sovietico, [...] di anormale e [...] di sotto-porsi a cure [...]. Capisce perché [...] donna che di re-pressione [...] Urss [...] ne intendeva, la scrittrice Nina Berberova, che [...] i resoconti del processo [...] per un giornale [...] russa a Parigi, «non [...] orecchie» [...] il fanatismo del giovane [...] quello dei premi Nobel, professori alla Sorbo-na, [...] venivano a deporre [...] del Gulag. Ma il rimorso più [...] non [...] più spiegare, lui che [...] quelli che avevano ra-gione, che il suo [...] era sincero. Forse è proprio la [...] di questa sincerità, il fatto che non [...] creduto, che ha spinto Joe [...] a non cercare in [...] la signora [...] per [...] scusa. O a non [...] per incontrare Nina Berbero-va, [...] solo un paio di anni fa. Ci prova ora, a [...] con un libro autobiogra-fico, scritto a quattro [...] giornalista, dal titolo «Ai venti della storia». /// [...] /// Per riflettere, comprendere e [...] dire», [...]. Del suo atteggiamento di allora [...] rosso» aveva già fatto una [...] autocritica negli anni 70. Nel 1990, trascorsi 37 [...] di Stalin, si era lasciato andare ad [...] «con-fessione pubblica» di fronte ai suoi colleghi [...] che aveva fatto scalpore («Sono rima-sto sorpreso [...] riconosci-mento dei miei errori del passato, ormai [...] facesse tanta impressione su chi mi ascoltava»). Ora si confessa apertamente [...] settario». Il libro non manca [...] duri su se stesso e su quello [...] credu-to. Racconta della [...] prima visita in Urss [...] dei mendicanti che scorge nelle strade di Mosca [...] cui non riferirà al ritorno «per non [...] perché aveva messo la cosa nel conto [...] paese: «Ignoravo che si era già sulla [...] autoritaria, e delle sue conseguen-ze: carestia e [...]. Raccon-ta del vecchio che [...] quando lui gli si rivolge in francese: «Ignoravo [...] motore di questa rivoluzione era più la [...]. Racconta del passaggio nella Germania [...] spiegano che «il diritto è la vo-lontà [...] e confessa: «So-lo dopo [...] una regola della stessa natura veniva applicata [...] comunisti la cui fi-nalità era opposta a [...] ma si [...] per [...] pratica totalitaria». Spiega come aveva bevuto [...] processi staliniani de-gli anni 30, perché tradito [...] francese, convin-to che [...] e compagni pote-vano benissimo [...] come Danton aveva avuto in-telligenza coi nemici [...] Rivolu-zione [...] e il generale [...] il generale che aveva [...] contro gli invasori monarchici i battaglioni che [...] della Marsiglie-se a [...] si era in seguito [...] del nemico. Racconta di come nel [...] Stoccolma aveva maltrattato il compagno di fede che [...] come un tradi-mento della [...] nazismo, ammette che [...] «aveva mille volte ragione». Riconosce che [...] non aveva affatto mentito [...] ma resta con-vinto di [...] fatto il suo dovere [...] smascherare un ignobile tentativo di propaganda americana [...] uguale propaganda hitleriana. Ri-conosce, pensando alla costerna-zione [...] di Stalin che «soppesate le cose, la [...] del mio accecamento è [...] religio-so». Ma insiste [...] di evita-re anacronismi, di non [...] -gli anni 40 e 50 [...] il metro di [...]. Sente il bisogno di [...] la timidità» delle proteste che fece quando, [...] cercato di interveni-re a favore dei dissidenti [...]. Ha il coraggio di [...] in cui, da «turista politi-co» [...] centrale sovietica, si era [...] perfetta con cui [...] o [...] vive-vano nella gran famiglia [...] «Oggi [...] molto meno sicuro che la colonizzazione russa [...] di ammirazione». Con-fessa di non [...] mai voluto leggere Arcipelago Gulag, [...] perché convinto che [...] raccon-ti balle, solo perché [...] orro-ri ormai evidenti». Fedele [...] comunista Ma al dunque restano [...] interro-gativi di fondo. Ma ritiene di essere [...] della [...] riflessio-ne? «Per niente. Si tratta di cose [...] si possa-no liquidare in modo semplice. Io ho cercato di [...] esperienza. Non so quanto ci [...]. Quel che è certo [...] ri-flessione è lungi [...] com-pleta». Il lettore avrà capito [...] e cortese vecchio che mi ha ri-cevuto [...] Saint Louis che occupa sin dalla Li-berazione non [...] un «pentito». Abbandonate le antiche certezze, [...] quella che definisce [...] comunista». Il militante di ferro [...] dal [...] a chi gli chiede [...] mette-rebbe le definizioni che han dato di [...] «Innanzitutto comuni-sta, poi avvocato, poi ebreo e infine [...]. È semplicemente un uomo di [...] epoca. Ma pro-prio in questo [...] fascino. Una specie di straordinario [...]. [...] di [...] e [...] e collega di Mario Berlinguer, [...] di Enrico e Giovanni, che comunista non [...] Ho Chi Minh, Nasser e Arafat, avrebbe [...] parlas-simo invece delle battaglie più no-bili che [...]. Ma non si è [...] col chiodo fisso di estrarre invece col [...] aiuti a spiegare di uno dei più [...] secolo, la for-za che ebbe quella che [...] defini-sce [...] del [...] la fede di milioni [...] comunismo. /// [...] /// Per riflettere, com-prendere e [...] ammette. [...] Joe [...] degli stalinisti, il «principe rosso» [...] fo-ro francese per quasi mezzo secolo, ripercorre [...] di 86 anni le sue [...] e [...] prolungata cecità partigia-na che condivise [...] molti suoi contemporanei. Ma la [...] non è affatto una folgorazione [...] via di Damasco, né [...] di un pentito. DAL NOSTRO CORRISPONDENTE SI EGMUND [...] Derubato salva ladro nel [...] I [...] di padre Solinas, più volte intermediatore dei [...]. Contro di lui un [...] «Questo saio mi sta [...] È [...] decana delle [...] SASSARI In Sardegna le [...] canoniche si so-no guadagnate, nel corso di [...] trattative e mediazioni, il titolo di [...] crocevia dei sequestri». Nei silenziosi palazzi vescovili [...] trattava con i banditi la liberazio-ne degli [...] dei riscat-ti. Allora la Chiesa percorreva [...] linea morbida del nego-ziato con i signori [...] Sopramonte. Oggi è tempo di [...] sul sequestro dei beni ed interme-diari in [...]. Il tribunale ecclesia-stico sardo [...] mette sotto accusa, in un processo canonico, Pinuccio Solinas, [...] seque-stro», [...] che ha fatto da [...] rapimenti di Luca [...] un bambino di sette [...] Erne-sto [...] di Salvatore [...]. Il fra-te francescano che [...] merce di scambio per ridare la libertà [...] Piera De [...] consegnandosi come ostaggio [...] sarda. Padre Pinuccio Solinas, 44 [...] abituate a farsi leggere sugli strumenti musicali, [...] ciuffo ribelle che scen-de sulla fronte, scopre [...]. Parte per Roma, dove [...] teologia. Poi una lunga permanenza a Bologna. Lì conosce Matteo [...] lo studente di Lula, [...] anni successivi la primula rossa del banditismo [...]. [...] che ha sequestrato Fa-rouk Kassam, [...] mutilato dai suoi carcerieri con il taglio [...]. Forse sono quelli i [...] un mondo che padre Pinuccio ritroverà dopo [...] in Sardegna, nel corso della [...] opera di apostolato tra [...] sui monti della [...]. Nel convento francescano di Bonorva, [...] amare per un processo che sente ingiusto: «Que-sta [...] sta stretta. Non accet-to la solidarietà [...] par-tecipazione alla vita della gente stando in [...]. E padre Pinuc-cio non [...] sacrestano, il compito di un frate, dice, [...] dividere gli affanni della gente. E in Sardegna il [...] la vita delle persone, delle famiglie, di [...] chiama se-questro. Il prete sotto accusa [...] panni del sociologo indulgente, non cerca giustificazioni [...] «I banditi sono persone che fanno una scelta [...] cuore la cultura della solida-rietà. Però il malessere esiste. Nella mia esperienza ho [...] i banditi latitanti avrebbero fatto altre scelte [...] avuto i mezzi per [...]. Rimpiangono di non [...] studiato, soffrono delle opportunità [...] non gli ha dato e il paese [...] con-cesso». Alla mente del frate [...] della prigionia volontaria scelta per salvare una [...]. Le marce forzate incappucciato [...] mani legate, tra i rovi nella boscaglia [...] Urzulei, [...] mezzo alle rocce, con i latrati dei [...] spalle, le voci dei militari a pochi [...] che la fuga dei banditi braccati si [...] in una esecuzione: «An-cora oggi bastano piccole [...] ricordare quei giorni di prigionia. Certo metti in conto [...] perché sai che può succedere. Quando i banditi perdono [...] ti ritrovi un mitra puntato alla schiena [...] tutto. La paura diventa allora quella [...] perdere il tuo equili-brio psicologico, [...] non [...]. Padre Pinuccio racconta le [...] ha scelto di fare il me-stiere di [...] più oscuro della società agropastorale sarda. Un mondo malvagio, senza [...] i giudici del tribunale ecclesiastico, non si [...] prete. Padre Pinuccio stava lì [...] dei poveri della Sardegna, banditi e sequestrati, [...] far bene. Lo chiamano «padre sequestro». Pinuccio Solinas, frate francescano, ha [...] in quattro sequestri, con-vincendo i [...] a [...] in ostaggio al posto di [...] donna. Ora è sotto accusa [...] ecclesiasti-co. La [...] colpa è quella di [...] fatto da intermediario tra le [...] e [...] mentre la Chiesa sarda ha [...] ai preti di [...] contatti con i sequestratori. Dice: «Questa Chiesa che [...] sofferenza mi sta stretta». FELICE TESTA PARIGI Derubato, [...] ladro che stava per annegare. [...] ha preso le mosse [...] della periferia di Lione dove qual-che giorno [...] convinto di non essere scoperto, si è [...] cassa ed è fuggito con cinquemila franchi [...] e mezzo di lire) in monete. Proprio in quel momen-to [...] entrato il figlio del proprietario: [...] visto e si è [...]. Non si sa per [...] per-ché pensava di non avere altra via [...] corsa il ladro è fi-nito nelle acque [...] Rodano. La corrente [...] trascinato via e forse sarebbe [...] se non fos-se intervenuto proprio il suo inse-guitore che [...] un tuffo [...] rag-giunto e [...] trascinato a riva [...] così la vita. TOKYO È morta la [...] del Giappone. Da molti considerata [...] autentica gei-sha , [...] Kato -in «arte» [...] morta a Tokyo, [...] di 102 anni, afflitta da [...] malattia ai reni. La [...] carriera -di cui scrisse anche [...] iniziata [...] di 11 anni con un [...] e proprio addestramento -nelle arti di servire il tè, [...] danza, e della [...] trasformata nel giro di cinque [...] in una geisha qualifi-cata. [...] nel quartiere [...] -il distretto di [...] abi-tato dalle [...] Kato si dedi-cò [...] fino agli ultimi anni della [...] vita, tanto che soltanto 7 anni fa vinse un [...] per [...] della danza della veneranda età. /// [...] /// [...] nel quartiere [...] -il distretto di [...] abi-tato dalle [...] Kato si dedi-cò [...] fino agli ultimi anni della [...] vita, tanto che soltanto 7 anni fa vinse un [...] per [...] della danza della veneranda età. (0) (0) ![]()
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