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[...] Filippo [...] Premiato Lupo il cane [...] Ha viaggiato per due mesi al buio, arrancando [...] sfamandosi e dissetandosi chissà come, e alla [...] dove lo portava il cuore. Ha [...] compiuta da Lupo, un vecchio [...] tedesco che [...] si è aggiudicato la [...] edizione del premio internazionale alla [...] del cane di San Rocco di Camogli: reso cieco [...] è riuscito a «ritornare a casa» valicando monti e [...] di Lazio e di Toscana, guidato esclusivamente dal fiuto, [...] e [...] per il suo padrone. Lui si chiama Valerio [...] giardiniere di Marino, in [...] Roma. Si era imbattuto in [...] cieco che vagava abbandonato per la strada [...] preso con sè, [...] agli altri otto cani [...] tutti randagi. Bestia affettuosa, Lupo si [...] anche [...] di Ernesto, fratello di Valerio, [...] deciso di [...] con sè a Firenze. Ma al casello autostradale [...] Lupo si era dileguato. Due mesi dopo è [...] che mai e con le zampe piagate, [...] giardino di Valerio [...]. Per farla scendere dal camion [...] da Rimini [...] trasporta-ta allo zoo di Roma [...] sono volute quattro ore e un tappeto di carote [...] a [...] di esca fino alla [...] nuova dimo-ra. Baby, [...] dismessa dal circo Orfei e [...] allora descritta come «triste e fortemente stressata», è stata [...] nel [...] capitolino come una diva, con [...] festa di benvenuto affollata di bambini che le hanno [...] cen-tinaia di disegni. /// [...] /// Per quattro ore, non [...] sapere di scendere dal ca-mion. La lusingavano, la blandiva-no, [...] immobile. Forse non le piaceva [...] poco somigliante agli sgabelli che con grazia [...] suoi numeri sotto il tendone del circo. Baby, [...] «triste», «psicolabile» o più [...] un mezzo di produzione ormai obsoleto e [...] allo zoo di Roma ieri mattina alle [...]. Solo alle undici, però, [...] di fare i venti metri che separavano [...] postazione. Para-lizzato dagli odori di Calimero, Sofia [...] Nelly, elefanti come lei e suoi [...] ha indu-giato a lungo [...] del suo padrone, Paride Orfei, e la [...] dello zoo, Alfiero Leoni (un nome, un [...]. Solo quando si è [...] un tappeto di carote ha fatto il [...] una corsetta da [...] qual è fino al [...] ospiterà: pochi metri quadrati, metà coperti, che [...] a palmo con la proboscide. Mancava solo la banda La [...] andata così, con i [...] fotografi-che confusi al frinire dei grilli e [...]. Nel pomeriggio, la cerimonia di [...] per [...] ma-drina [...] ancora simbolica del futuro [...] che nei progetti [...] capitolina sostituirà il fatiscente as-setto [...] zoo di villa Borghese. Grande assente la banda [...] resto tutto in regola con spu-mante e [...] Nando [...] Paride Orfei, gli assessori comunali Gianni [...] e Renzo [...] la consigliera con delega [...] animali, Monica [...] lo staff dello zoo [...] a frotte. Con loro la realtà [...] fantastico, espresso con centi-naia di disegni che [...] esibito alla biglietteria per [...] gratis. Ne è nata una tenerissima [...] estemporanea con Baby rappresentata in tutte le pose: come [...] regina del circo con tanto di corona [...] tra le orecchie; come una [...] che in una ca-setta con su scritto «Inps» ha [...] la busta della «pensione» e con quella stretta nella [...] si incammi-na verso lo zoo. Il «benvenuta» dei bimbi Libera [...] gabbia, circondata da cuoricini, [...] lacrime o svo-lazzante come [...]. E poi un co-ro [...] «Benvenuta», «Siamo con te», «Lunga felicità» fino agli auguri [...] maternità». Insomma, tut-ti i messaggi ricevuti [...] media, [...] con qualche licenza. Una licenza se [...] presa anche Monica [...] che alla festeggiata ha [...] di torta, mentre Paride Orfei [...] letteralmente innaffiata con lo [...] co-me nel circo, è partito [...]. La permanenza di Baby [...] Roma è formalizzata da una dichia-razione di [...] che il suo proprietario [...] che rinnoverebbe anche per le nove tigri [...] quattro elefanti rimasti inattivi da quando gli Orfei [...] la decisione di fare a meno di [...] «Ora [...] trovano nelle nostre stalle -spiega Paride -e [...] spese altissime (circa centomila lire al giorno [...]. Un aggravio di costi [...] alla necessità di rim-piazzare i loro numeri [...]. Il cir-co senza animali [...] aiuti, di contributi finanziari». Dal canto suo, il Comune [...] Roma ha già dato e con le associazioni [...] dare un se-guito a [...] «Questo primo ingresso al [...] di un animale dismesso [...] è un risultato importantissimo per noi. Baby -ha dichiarato Monica [...] -sarà [...] di tutti gli altri [...] siano liberati dai circhi e non più [...] solo diverti-mento di pochi umani». E per Natale il [...] Nando Orfei ha annuncia-to uno spettacolo senza animali, [...] Comune con il soste-gno della [...] (lega [...] e dal Wwf. Ma [...] chi dissente. [...] ani-malista ha diffuso, nel [...] un duro comunicato in cui si at-taccano [...] questa vi-cenda, che «sulla sofferenza di una [...] inscenato una farsa grottesca e vergognosa». Più turisti rispetto al [...] scopre il tuffo [...]. I ragazzini dei Quartieri Spagnoli [...] sfiziosi ed eversi-vi. [...] il tuffo [...] mano destra sul cuore e [...] in acqua cantando [...] di Mameli. Il tuffo babà, brac-cia [...] testa e guance gonfie [...]. E [...] il tuffo [...] magg (le due g sono [...] vanno pronun-ciate con intensità decrescente). Rosa, in questo caso, [...] fiore, ma il nome di una commerciante [...] Toledo, «na signora bellissima, na ceramica di carne», [...] di desiderio «tutti i maschi dei Quartieri». I ragazzini imitano la [...] Rosa [...] in mare lan-guidi e ancheggianti. La notte di [...] Il mare è quello [...] dove si arriva percorrendo [...] di Posillipo. I ragaz-zini dei Quartieri [...] scalcagnati e [...] rom-banti, arrugginiti, assurdi. Durante il tragitto, intonano [...] Fede-rico Salvatore e di Tony Tàmmaro. Poi, si rincorrono e [...] affetto a schiaffoni e sputi, [...] colpisce [...] e [...] chissà perché, non se [...] Roberto, ma ridendo e bestemmiando centra la [...] Fe-lice. Una fisarmonica di corpi [...] dorate e nere, di ca-pelli impazziti. Il corteo di motorini [...] si dilata, sbanda, sfiora passanti, [...] di risate spa-valde, di [...] di calci, minacce. Non è una gita: è [...] allo stato puro. Un flutto dionisiaco che [...] apollinei di Posillipo. Napoli è così: altro [...] San Gen-naro, vi convivono, da secoli, Dioni-so e Apollo. La violenza chiusa e [...] il lucore bianco e astratto, da cartolina, [...]. La crudezza senza lacrime [...] Scampìa, i tratti metafisici di piazza del Plebiscito. [...] que-ste due tonalità diventano più [...] a vicenda. I turisti ne colgono [...] la città, che ap-pare sguaiata ma in [...] emotivamente «omertosa», si mette in scena di [...] essere interrogata, spiata. Parla con fragore per [...] le doman-de. E la chiacchiera [...] consa-pevolmente su sé stessa, [...] trattative, distinguo, dubbi. Due giorni fa, mattina, [...] Maschio Angioino. Arriva una comitiva di studenti. La portavo-ce (avrà [...] «Gli studenti universitari pagano?». Il bigliettaio: «Dipende. Lei: «Dipende da che?». Lui: «Dalla facoltà». Lei: «Io sono iscritta [...] Economia [...] Commercio». Lui: «Quelli di Economia [...] Commer-cio [...]. Se era iscritta a Architet-tura, [...]. Altra voce dal gruppo: «E [...] stranieri paga-no?». Il bigliettaio: «Quelli pagano. /// [...] /// Breve pausa, sospiro lungo, [...] «Siete [...]. Vi potrei fare uno [...]. Ma sì, ve lo [...]. Quarantamila lire tutti e [...]. Siete contenti?». Forse sì: i turisti [...]. La città, da un [...] li accoglie meglio. Nel [...] si sono re-gistrati due milioni [...] presenze. [...] di tendenza, rispetto al pas-sato, [...] abbastanza netta. Prima, Na-poli era considerata una [...] di passaggio. Un paio [...] e si riparti-va. Il flusso turistico si [...] direzioni, le isole (Capri, Ischia, Pro-cida), la [...] Pom-pei. [...] della città è miglio-rata, [...] strade, parecchie iniziative culturali. È pos-sibile visitare, anche [...] musei e monumenti. Insomma, Napoli è stata [...] restituita, benchè parzialmente, al suo ruolo di [...]. Ad agosto, per esem-pio, il Maschio Angioino è aperto [...] settimana. Una media di mil-le [...]. Stesso discorso per Castel [...] tempi di Pomicino, Di Donato e De Lorenzo, [...] mani rapaci dei clan [...] padroni della convegni-stica. I napoletani, loro, non [...]. Pochi sono partiti, meno [...]. Gli altri sono [...] in una città che, [...] è un anello al naso, come scrive Erri De Luca, un mostro di luce, un reticolo indefinito [...]. Prendete il si-gnor Faiella. Vorrebbe essere altro-ve, «su [...] Grecia o su una spiaggia della Costa Azzurra, [...] stipendio è una chiavica, al massimo posso [...] Folgore». Si consola, perché in [...] «Napoli [...] più bella della Grecia e del-la Costa Azzurra [...]. Così, di sera, eccolo [...] braghette e camicia che fu rossa, con [...] Raimondi e con la si-gnora Franza -e i [...] vari parenti, amici, un ingorgo di gente, [...] discutere di riu-nioni condominiali, della «povera creatura [...] Fai-to», delle stagioni che non esistono più, [...] di Bossi che pure qualche ragione ce [...] sporco e barbaro, del tempo che si [...]. A [...] voglio-no bene, «ci ha [...] ma dovrebbe fare di [...] ci sono troppi disoccupati, [...] col governo, servono i soldi». [...] a mezzanotte, è un inferno [...] chiacchiere. Gli alberghi non sono [...] di prima, però. Turisti francesi, spagnoli e [...]. Giapponesi anche, ma pochi. Li vedi percorrere via Me-dina, [...] Toledo, attraversare la Gal-leria Umberto, passare davanti al [...] San Carlo, raggiungere il lun-gomare. La macchina fotografica, gli [...] smog, il sorriso sulle labbra, la pannocchia [...]. Comprano sigarette di contrab-bando [...] mai, guardano incantati e stupiti il ragaz-zino [...] con le mutande [...] fetida, mentre un motoscafo [...] il cielo [...]. Una coppia di francesi, [...] giovane, «ci siamo cono-sciuti a Firenze. [...] i due francesi, in un [...] di disoccupati. I disoccupati hanno avuto [...] strepitosa. /// [...] /// Andiamo a disturbare le [...] portiamo [...] in paradiso, diamo [...] al cielo dei gelati [...] di paglia. Prendono il traghetto, raggiungono [...]. I turisti li guar-dano [...]. Loro cantile-nano slogan ad [...] «Disoccupati [...] nasce. Il sindaco protesta, per-ché [...] senza lavoro a Napoli non può [...] con quelli di Capri. I manifestanti replicano [...] del leghista: «Sei amico [...] Bos-si». [...] della vicenda è stranissi-mo: [...] e di status acuisce la bellezza di Capri. I Quartieri Spagnoli, [...] di notte, sono un budello [...]. Le case logore, vico Figu-rella, [...] le edicole con le [...] Madonna benedi-cente, le sedie in stra-da, i dialoghi [...] di voci e le bambine [...] eppure palli-de, ancora sveglie, [...]. I ragazzini si rincorrono [...]. Dalle fine-stre e dai balconi [...] di tanto in tan-to, arrivano urla, un fi-schio, una [...] «Chiaviche, [...] proprio mò [...] preso sonno. Il pallo-ne continua a [...]. Le madonnine conti-nuano a [...]. Da un manifesto, la [...] un politico esorta tutti a [...] per la repubblica presi-denziale. Antonio, quattordici anni: «Se [...] qua? Sì che mi piace: ci sono [...]. [...] napoletana, nei quartieri periferici, [...] e oppri-mente che in centro. Il sindaco [...] ha provato a [...] con [...] e scrittore [...] Lanzetta. Iniziative culturali a Secon-digliano, Ponticelli, Scampìa. Il titolo della rassegna [...] nero: «Non solo Bronx. Da casa mia non [...] Capri». Da queste case, Capri [...]. Le Vele di Scampìa [...] nessuna parte, sono una prigione, non un [...]. Casamenti sovrapposti, incastrati [...] sventrati [...] e [...] dei poveri abitanti. Non hanno più colore. [...] origi-naria, quella della vela, appunto, [...] ormai smarrita, sembrano una scul-tura postmoderna creata da un [...] plebeo. Visti cartoni al posto [...] simili a uccelli moribondi (e una impugnava [...] ai balconi colle-gati e labirintici. Non [...] il vociare mediterraneo tipico di [...] quartieri napoletani. /// [...] /// Un silenzio totale e allucinato: [...] quale emer-gono bambini troppo magri che ven-dono sigarette di [...] (una stecca [...] lire; in centro, [...]. Scomparsa qualsiasi traccia di [...]. Teresa ha tredici anni [...] dal ban-chetto dei cocomeri per dire soltan-to [...] «Facciamo schifo, eh?». Suo padre, indicando le [...] Vele: «Dicevano che volevano [...]. Ma stanno ancora là. Certe volte penso che [...] speranza». Alla fine del [...] il Comu-ne ha inaugurato [...] «Parco [...] di Scampìa». Verde, giochi per i [...]. Dopo un paio di [...] e le altalene erano stati di-strutti. Il custode: «Sono fatti [...]. Non sono abituati alle [...]. [...] di Licola Il mare, [...] Scampìa e di Secondigliano, significa piccolo tra-sloco [...]. Ci si va con [...] con i motorini. Con le sedie a [...] i cesti pieni di maccheroni, di angurie, [...] le birre e [...] mi-nerale. Verso Bacoli, Licola, Varca-turo. Sono le quattro del [...] è an-cora un fuoco e due bagnanti [...] del chiosco perché la «doccia costa troppo, [...] ti sei messo qua per rubare?». /// [...] /// Io lavo-ro». Mille lire per una doccia. Chi ti costringe?». Gli ombrelloni: un carnevale. E sotto gli ombrelloni, [...] larghe, immense. Tutto questo è stato [...] Lanzetta nel suo ultimo [...] «Mare [...] sabbia nera, mare che sai di ferro, [...] sembri nemmeno più un mare, mare della [...] col marrone tra le cosce e chiatte [...] urtano [...] vene varicose e costumi [...] cosa sia [...] e Ver-sace, mare degli [...] panni e frigoriferi detti ghiacciaie per rinfrescare [...] e che cazzo di caldo che fa. Mare che così sei [...]. [...] napoletana, con i turisti [...] Maschio An-gioino e i ragazzini dei Quartieri Spagnoli [...] tuffano da-gli scogli di [...]. Il lungomare fitto di [...] chiacchiere, le pannocchie calde, il bagno nottur-no, [...] che non ritrovano [...]. Anche Scampìa ha le [...] Vele, [...] non palpitano sulle onde, so-no «prigioni» arrugginite, [...] ti guardano e dico-no: «Facciamo schifo, eh?». /// [...] /// Anche Scampìa ha le [...] Vele, [...] non palpitano sulle onde, so-no «prigioni» arrugginite, [...] ti guardano e dico-no: «Facciamo schifo, eh?». 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