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Fu indicibile [...] di tutta la famiglia [...] corso dei 55 giorni del sequestro Papa Paolo VI [...] Moro nel [...]. Il Pontefice rivolse il [...] uomini delle [...] per un rilascio senza [...] Due lettere di Aldo Moro scritte dalla prigione [...]. La prima indirizzata al [...] Zaccagnini, [...] a Cossiga Oggi lo Stato tratterebbe? Rispondono Caselli, Brutti Colletti, [...] Ferrarotti La vita nelle [...] Quei [...] giorni di angoscia in [...] cronisti giravano armati Il tempo della fermezza [...] senza ridondanze e con [...] torna a galla dopo venti anni il [...] il clima di quei 55 giorni di [...]. Non i fatti ma le [...] il modo di lavorare. Come tutti gli altri [...] i tanti altri colleghi che si muovevano, [...] strategia della tensione, fra stragi, e morti [...] strade, alla ricerca di un brandello di [...] allora [...] minaccia alla Repubblica e [...]. Era-no [...] gli italiani in casa e [...] proprio [...] già al lavoro da anni. Ma non andò così. Si paga-rono prezzi altissimi, [...] chiuso in casa. La morte di Moro e [...] uomini della [...] scorta, dopo una ulteriore e [...] scia di sangue e di vittime, segnò davvero il [...] di non ritorno per chi aveva puntato sul terrore [...] sul massacro, sul [...]. [...] riflessioni del dopo perché in [...] anni, il croni-sta, qualunque cronista e di [...] giornale, do-veva correre da una [...] da una strage [...] da una sparatoria a quella [...] per vedere, raccontare, spiegare, interpretare. [...] og-gi, [...] di quei giorni e di [...] anni. Anche perché ma-turarono situazioni [...] ora rimane [...] spiegare e capire. Tutto estremo, tutto sopra [...]. /// [...] /// Certo, lavorare in un giornale [...] in particolare, nei [...] Moro, fu un punto di [...] privilegiato, ma richiese anche un [...] personale, unito [...] e di partecipazione civile e [...]. Dalla strage di Piazza Fontana [...] (1969) per i cronisti che si occupavano [...] ci fu più pace. Puntate in Svizzera, in Spagna, [...] Grecia, alla ricerca dei collegamenti tra «i neri» [...] internazionali. Poi, controlli a tappeto [...] Italia [...] stabilire legami e progetti. Un lavoro svolto tra [...] minacce. Già, perché i gruppu-scoli [...] telefono, inviavano lettere a casa con gli [...]. /// [...] /// Nel 1972 la morte di Feltrinelli, la [...] Peteano [...] ne-gli anni successivi la bomba [...] Bertoli, la strage di Piazza della Loggia, quella [...] e le prime gambizzazioni delle [...]. Nel 1976, [...] a Genova, [...]. [...] delle [...]. Come al solito, legami, [...] di capire, spiega-re. Appaiono senza dubbio «anomale», [...] quelli di sinistra, molti [...] si uccide un giudice [...] Milano, si ammazzano due poliziotti fondatori del [...] esi mas-sacra, come servo dello Stato delle [...] brigadiere degli agenti di custodia. Non torna e non [...]. Quando viene ra-pito Moro, [...] voluto i comunisti al governo», come scrivono [...] redazione viene costituito il solito gruppo di [...]. Un gruppo di cronisti [...] Questura e presso i Carabinieri. Gli altri, i «politi-ci», [...] di tutti i partiti. Due o tre rimangono [...]. [...] per anni, delle trame [...] hanno rapporti con funzionari del ministero degli [...] magistrati, con i direttori delle carceri. Ogni lettera e ogni [...] vengono esaminati personalmente dal direttore che è [...] i direttori degli altri giornali e con [...] Pci. I giornali non [...] «cassa di risonanza delle [...] e per [...] anche [...]. Loro malgrado, i cronisti [...] direttore diventano esperti di armi, studiano manuali [...] partecipano alla lettura, parola per parola, dei [...] Aldo Moro e tengono i contatti con tutta [...] in-formatori personali e con i lettori. La tensione nel paese [...]. I cronisti rimangono al [...] notte. Alcuni sono armati di [...] minacce ricevute sia dai neri come dalle [...]. Pro-prio a loro, dopo una [...] viene affidato un [...] notizie fornite dai lettori che, [...] telefonano a centinaia. Si tratta di bussare [...] sco-nosciuti, o letteralmente irrompere in garage o [...] altri sconosciuti o chiedere no-tizie su persone [...]. È una specie di caccia [...] prigione di Moro. I cronisti sono armati, [...] spiega il direttore. Se ci sono sospetti [...] -dice -si deve chiamare la polizia. Poi, il terribile 9 [...] corpo di Moro viene ritrovato in via [...]. Dopo pochi minuti, siano [...] a migliaia di persone annichilite e piangenti. Ma non è finita: il [...] gen-naio del 1979, le [...] uccidono, a Genova, [...] Guido Rossa. Dimenticavamo: un anno prima del [...] Ferrero, giornalista [...] che seguiva i [...]. Wladimiro Settimelli La differenza tra [...] e allora? «Direi che non [...] più il senso della tragedia, [...] è scompar-sa. Ma, vede, il sequestro [...] Moro sono fatti che in qualche modo [...] alla fase aperta dalla se-conda guerra mondiale. Adesso siamo su un [...] cui le paure non sono più collettive [...]. Il professor Paolo Brutti, [...] alla politica, non ha dub-bi. Ma ci sono stati, [...] cambiamenti nel corso [...] ventennio? Giriamo la domanda [...] Giancarlo Caselli, procuratore capo di Palermo. Non ci dimentichia-mo che le Brigate Rosse volevano crea-re una situazione di [...] civile, con una mobilitazione di [...] i gruppi armati e con [...] finale di spaccare lo Stato. Nonostante tutto, il terrorismo, [...] regole democra-tiche, è stato sconfitto». Quindi, si può affermare [...] un forte rafforzamento delle istitu-zioni. In questo senso, però, [...] muro di Berlino ha da-to una spinta [...]. E, comun-que, questa nuova [...] consentito, poi, di dare il massimo nella [...] e corruzione sistemica che ci sta-vano portando [...] senza fondo. Guai, però, ad ab-bassare [...]. La societa civi-le ha [...] ma i pericoli sono ancora tra noi». Un percorso lineare, dunque, [...] quello compiuto dal 1978 ad oggi, dalla [...] più in generale, [...] Lucio Colletti, filosofo e [...] Forza Italia, sicuramente uomo li-bero, non ne [...]. Quel che vedo è [...] di-versa con possibilità di vita altre. Ma questo è progresso? Non [...] oggi le persone siano più buone o [...]. È che vivono in una [...] di massa con più mez-zi e più informazione rispetto [...] fa». Insomma, niente di nuovo [...] «Diciamo che non [...] più il terrorismo. Questo è un risultato [...] Pci si è trasformato e questa è [...] secondo me, lo Stato è rimasto lo [...]. Ma se oggi, per esempio, [...] in una situazione analoga a [...] del marzo [...] come reagi-rebbe [...] pubblica? La fer-mezza, diciamo, sarebbe [...] a quella mostrata durante il seque-stro Moro? «Guardi, facemmo [...] a comportarci in quel modo. Io continuo a negare a Mo-ro qualità di statista ma in gioco [...] del paese e dello Stato. Ora le circostanze sono [...]. Se [...] lei, qualcuno che ten-ti [...] so?, Prodi? No, le questioni aperte sono [...] riassetto politico genera-le o come superare questo [...] il terrori-smo è davvero lontano». Ma con loro sono [...] mare anche gli ideali. Questo è il male [...] ma è ora di riaffermare con forza [...] non sia semplicemente un appiattimento sul mercato, [...] regolatore del-la vita pubblica». È la tesi, espres-sa [...] solita veemente lucidità dal professor Franco Fer-rarotti. Lui cer-cava una effettiva [...] con una politica nuova e anticipatrice, né [...] socialdemocratico né un massimalismo parolaio. Il risultato fu che, [...] marti-rio, si passò dalla strategia [...] a quella della tensione». [...] professore, ma non potrà [...] in [...] ne siano stati fatti, successiva-mente. Oggi come ie-ri il [...] deve es-sere un dovere per tutti. Se doves-se, per disgrazia, suc-cedere [...] evento co-me quello di [...] or sono, sarebbe per [...] un disastro politico. Detto que-sto, aggiungo tuttavia [...] compiuta fino in fondo. Lo sa, secondo me, [...] fi-nalmente un paese civile? Quando [...] medio avrà raggiunto [...] di giudizio». Il caso [...] per esempio, poteva accadere [...] Ne parliamo con il giudice Carlo [...] gip al tribunale di Venezia [...] di molte inchieste sul terrorismo rosso e [...]. Insomma, di fili invisibili [...] la presenza an-che anni addietro. Adesso, però, [...] un grande bisogno, Lei [...] oggi la fermezza, in caso di un [...] uomo politico im-portante, sarebbe la stessa? Io [...]. Ecco, credo che la [...] caso Moro pesi mol-to. Viviamo, comun-que, una fase [...] culturale ma, in questo sen-so e lo [...] è tut-to». /// [...] /// Nonostante tutto, quella risposta [...] del terrorismo nel rispetto delle regole democratiche COLLETTI. Oggi è cambiato tutto. Ve lo immaginate qualcuno [...] sequestrare il presidente del Consiglio? IL BRIGATISTA Prospero Gallinari, [...] dei carcerieri, ora libero perché malato: «Moro [...] «Non fu assassinio, ma atto politico» ROMA. Un giapponese rimasto [...] fedele alla [...] idea, agli ordini che ha [...] di darsi e di eseguire. Oggi Prospero Gallinari, carceriere di Moro arrestato nel [...] e condannato [...] fuori dal [...] perché col-pito da [...] e con [...] nel petto, resta come sempre [...] di quel che ha fatto. Dice, ancora oggi: [...] un militante, allora sì [...] Moro sarebbe stato un assassi-nio». Per lui quella morte è [...] di una persona dopo [...] politica. Però quello è stato [...]. La differenza sembra essere [...] politica, per Gallina-ri, «è molto dura e [...]. E il cerchio si [...]. Non [...] stato assassinio. /// [...] /// Gallinari, Adriana Faranda [...] proprio la tragica esecuzione [...]. /// [...] /// E non pensa che ci [...] cose [...] storia delle [...]. Invece oggi si conti-nua [...] segreti perché ci [...] essere: ognuno così giu-stifica [...]. È più comodo che [...] perché negli anni 70 [...] è [...]. Non tutti scelsero la [...]. Però qualcuno ha detto [...] è levatrice della storia. E le lotte operaie del [...] hanno [...]. [...] ad ammazzare un operaio, Guido Rossa, [...] denunciò chi portava [...]. Senza cambiare il giudizio [...] uno che denuncia un operaio non è [...]. Comun-que, ne erano stati [...] dalle forze di governo. Libero Gualtieri dice che piazza Fontana è stata una strage stabilizzante. Bene, noi da quel [...] scelte destabilizzanti. Poi abbiamo perso, perché evidentemente [...]. E non è stato un [...] non ren-dere pubblici, subito, tutti i me-moriali di Moro? Voi parlavate [...] multinazionali. Lui in quegli in-terrogatori [...] Cia, di Gladio. Davvero non avete capi-to? «Ma [...] leggeva Lotta [...] non sentiva gli slogan? La [...]. [...] dire certe cose era Moro, [...]. Ono? «Quel che diceva, [...] del tutto banale. /// [...] /// E poi, anche se [...] resto, si ricor-da che loro dicevano che [...] Avrebbero comunque in-ficiato tutto. In più, quando emer-sero [...] a Milano, non successe niente. Il problema è sempre [...]. In un certo mo-mento un [...] è una tragedia, in un altro, centomila morti sono [...] di pace. E adesso, [...]. Non le resta nessun [...] come è andata. Sugli [...]. Le cose sono andate [...] perché abbiamo fatto certe scelte, seguendo il [...] partiti comunisti clandestini. E da noi la [...] rigida. Comunque, anche un uomo [...] Le-nin era un infiltrato. Quanto a Moro, fu [...] di un attacco decennale alla [...]. [...] che concludersi con una condanna. Poi il fronte della [...] ogni possibilità. E la conclusione, dopo [...] cin-que della scorta, era inevitabile. Se poi il governo avesse [...] un nostro [...]. Alessandra [...] MISTERI? Non ce [...] nessuno. /// [...] /// Alessandra [...] MISTERI? Non ce [...] nessuno. (0) (0) ![]()
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