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Si incaricò di [...] al corrente un vecchietto, [...] mezzo spia, che viveva in una casa, [...] casa, nelle vicinanze dell'ospedale. Una domenica nel pomeriggio [...] niente da fare, la superiora chiuse [...] e, raggiunta la prova [...] di Suor Letizia, decretò [...] gatti. Il pomeriggio della domenica [...] di tutti gli altri giorni : pigro [...] una festa mancata, sotto un cielo bianco [...]. Io e la mia [...] nostra istanza senza fuoco, ci riposavamo tremando [...] il servizio pesante della notte e della [...]. Quattro casi di paratifo [...] avanzata tubercolosi, oltre ai pensionati stabili, occupavano [...]. Stavamo lì, con malinconia, [...] di clausura, contavamo i giorni che mancavano [...] a casa, come fanno i carcerati. Ad un tratto, senza [...] superiora. Di solito, quando veniva [...] salvo a spalancare la porta senza che [...] di dire: [...]. Non voglio gatti in [...] disse la superiora, e precisò con viso [...] suo coagulato sorriso : « Nè vostri, [...]. Quando uscimmo dalla camera [...] servizio, incontrammo dappertutto il vecchietto e le [...]. Paratifi e tubercolosi passarono [...]. Sulla sorte dei gatti [...] eravamo [...]. Essi non comparivano che [...] dietro il passo fantomatico di suor Letizia. Ci rallegrava, anzi, il [...] vana battuta che rendeva la superiora tacitamente [...]. Il vecchietto, stordito [...] preoccupato per il proprio [...] con un bastone, si mise a cercare [...] del vicinato. Aveva bisogno, riportando cadaveri [...] dimostrare che aveva detto la verità. Ma non ebbe fortuna [...] scappavano, si dileguavano, erano più scaltri e [...]. Ritornò dentro depresso, con [...] inutilizzata : nel mezzo buio le suore [...]. Sul tardi suor Letizia [...] con la [...] faccia da « morgue [...] già tutto, sperava soltanto in un nostro [...]. Per noi era diventato [...] salvare i gatti, ed entrammo subito in [...]. Domattina io e la Fanny [...] a [...] via ». I tre gatti erano [...] sta. Li mettemmo in un [...] si saliva per una scala a pioli. Vi portammo una scodella di [...] e latte perchè non miagolassero. Durante la notte le [...] ci dettero molto da fare. Morì quella [...] : non avemmo tempo d:i [...] ad altro. Appena venne su [...] una luce debole e [...] nuova, io chiusi i tre gatti in [...]. Suor Letizia e la Fanny [...] alla porta, guardammo a destra e a [...] ci fosse nessuno. Portavo il sacco che [...] : vi si muovevano dentro i piccoli [...] paura, le unghie trapassavano la tela, mi [...]. Andai con gran fatica [...] neve che mi arrivava quasi al ginocchio. La strada era vuota [...] bianca, col disegno degli alberi neri contro [...]. Alla svolta aprii il [...]. I gatti saltarono fuori, [...] balzarono contro i tronchi dei castagni. Vidi il piccolo tricolore [...] buco, gli [...] con gli occhi accesi [...] i primi rami. Tornai indietro col sacco [...]. Alla porta [...] ad aspettarmi suor Letizia. Il posto lo so. Tutti i giorni andremo a [...] da mangiare ». /// [...] /// Non avevo mai pensato che [...] buona di sorridere. /// [...] /// In sala ho acceso [...]. Nei giorni che seguirono, [...] posizione per quanto riguardava i rapporti con [...]. Essa si era ricostituita una [...] mansueta, ma aveva la voce [...] : sentivamo come una cosa [...] la [...] voglia di prenderci in fallo. Ci appariva davanti [...] in momenti assurdi, diradava [...] uscita, le già rare concessioni. Cominciò a sorvegliare il [...] principianti. La Fanny, infermiera anziana, [...] pratica sulle spalle, brontolava come una pentola [...]. Malgrado tutto non mollammo [...] riguardava la protezione dei gatti. Riuscivamo a scappare, ora [...] fino al bosco di castagni, vi portavamo [...] carne : i gatti erano là, stavano [...] lustri nel pelo. Di solito a [...] venivano, scendevano dagli alberi [...] del nostro passo. Se tardavano, bastava infilare [...] buco del tronco [...] sentire un mucchio tiepido, [...] insieme per farsi più caldo. La Fanny, in una [...] affrontò anche il vecchio mezza spia : [...] se si azzardava [...] volta a immischiarsi in [...] o comunque in cose che non lo [...] avrebbe fatto fare una capriola. Se lo ricordi » [...] gli spiegò cortesemente. A poco a poco [...]. La superiora rallentò la [...] ogni volta che era tutta energia sciupata, [...]. Il suo programma la [...] troppo spesso la stufa calda [...] per [...] attraverso i corridoi rigidi [...] nostra stanza dove si vedeva il respiro [...] dalla bocca. In sala si stava [...] però le ammalate passavano oramai dalla, nostra [...] per i loro dolori e bisogni [...] noi sole, ruvide ogni [...] alla medesima razza di umiliati. Le due suore, che [...] tempo avevano seguito [...] della massima autorità del [...] stancavano nella tristezza di un inverno duro, [...] a se stesse : non erano poi [...] diverse dalle nostre, e disertavano la battaglia [...] poco di più. Chi invece cominciò a [...] fu proprio suor Letizia. Non ci accorgemmo subito [...] fu lungo, cauto. Ma, mettendo in rapporto avvenimenti [...] conclusioni, [...] che aveva avuto stranamente origine [...] dei gatti. Subito dopo suor Letizia [...] meglio finì di ammalarsi : poiché sotto [...] pelle non poteva che [...] groviglio di mali incurabili. Tutta la notte io [...] Fanny la udivamo lamentarsi nel suo stanzino, e [...] per le necessità della sala tardava a [...] raccogliesse le forze per muovere il primo [...]. Le chiedemmo tante volte [...] male, e lei rispondeva di no, di [...] ira. Infine una sera [...] al momento del cambio di [...] improvvisamente si confidò. Certo non ne poteva [...] disse che era malata, aveva [...] gastrica, doveva mangiare « [...] ma la superiora e la suora cuoca [...] cibo speciale e la obbligavano ai pasti [...]. Disse tutto questo con [...] se ne avessimo colpa noi. Era un balzo nella [...] nuda che si mostrava per uno spiraglio. Dicono che se non [...] servizio devo lasciare il posto a [...] ». Sembrò poi subito pentita [...] a chiudersi nella [...] stanza. Io e la Fanny [...]. [...] una povera vecchia ». Così, oltre la tutela [...] un intervento pratico a favore di suor Letizia. /// [...] /// Così, oltre la tutela [...] un intervento pratico a favore di suor Letizia. (0) (0) ![]()
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