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Inusuale nella forma, familiare [...] è [...] insostituibile e caratteristico del [...]. Lo strumento nacque a Los Angeles [...] fine della Prima guerra mondiale in risposta [...] hawaiana che si stava diffondendo in America [...] di San Francisco (1915). Secondo Herman [...] emigrato dalla Germania, la [...] quel genere doveva avere potenza di suono, [...] contenuto e, in aggiunta, un che di [...]. La si doveva suonare [...] tecnica dello «slide», la barra di metallo [...] corde invece di [...] contro la tastiera, e [...] sulle ginocchia. Fuori dagli schemi tradizionali, [...] costruì una chitarra a forma [...] pera, dal manico scavato che ne prolungava [...] migliorando [...] di risonanza. [...] permetteva infatti di ottenere [...] e ricca, con molto volume, ma la [...] ha pregiudicato in modo decisivo la solidità [...]. [...] parte, «i segni della [...] sul suono», gli fa eco lo stesso Harper. Completamente dimenticate per più [...] a volte trasformate in fioriere a muro, [...] fino a pochi anni [...] le [...] originali (ormai costano sopra [...] sono maniacalmente, quanto invano, ricercate oggi da [...] genere. Oltre che in quello [...] David [...] e di Ben Harper, [...] Ry [...] (si sente in «Paris, Texas»), [...] John [...] di Jerry Douglas e Sally Van Meter (maestri del [...] e, si dice, persino [...] sperimentatore Henry Kaiser. Luca [...] Harper [...] Massimo [...] con MILANO. Ha il fuoco mistico di [...] sguardo intenso che ti inchioda [...] quando ti parla, [...] suo primo album, Welcome [...] the [...] non passò inosservato. Non poteva passare inosservato, [...] Ben Harper, [...] musicista nero california-no, armato [...] spostato in [...] i confini della musica [...] rock e blues, del modo in cui [...] musica tradizionale black si sposano con la [...] dolcezza del reggae, la lucida coscienza politica. E an-che il misticismo: «Preferisco [...] spiritualità», spiega lui di passaggio a Milano. La spiritualità unisce». Per-sonaggi simili non si [...] la [...] è ancora una fi-gura [...] di merca-to, ma il segno che sta [...] e il suo percorso è ap-pena iniziato. Dopo il bellissimo e [...] sta infatti per arrivare, [...] di maggio, il terzo album: The Will [...] Live, «La volontà di vive-re», inciso con la [...] band, gli In-nocent [...] è un ulteriore passo [...] di di-mensioni nuove per la musica acustica, [...] tastiere, ritmi [...] e jazz, chitarre elettriche. Che [...] significa scrivere [...] «Non ho definizioni in tasca. So solo che la cosa [...] quan-do scrivo una canzone, è che dica qualcosa, che [...] una voce, [...] una sensazione da comunicare. Voglio dire, scrivere una canzone [...] una sfida. /// [...] /// Non ti puoi sedere, metterti [...] a scrivere e in pochi secondi [...] fuori una canzone. Non è così che [...]. È una sfida a dare [...] meglio di te, a non mentire e non fingere [...] emozioni». Quanto ha contato essere nato [...] «Tanto, ovviamente. Ho sempre avuto la [...] me: uno dei miei nonni era liutaio, [...] la chitarra, avevano una [...] impressionante, centinaia e centinaia di album di [...] musica folk, rock, blues [...]. Dai Led Zeppe-lin a [...] da Jimmy Cliff a Otis Redding. Sono stati il mio [...] mia scuola». [...] stato un disco che abbia [...] Sì, [...] stato. È Smash Hits di Jimi [...] te lo ricordi? Mi ha dato una spinta [...]. Sei nato è [...] in Cali-fornia. [...] «È una bella cittadi-na, a [...] di macchina da Los Angeles. Molto vicina al deserto [...]. [...] anche una ricca scena musicale, [...] dove si suona dal vivo, dove puoi ascoltare molta [...]. Bob Dylan e Bob Marley: [...] più [...] «Bob Marley, senza dubbio. Nel senso che lo [...] più. Dylan è straordi-nario, il [...] una grande fonte di ispirazione. Però Mar-ley per me [...] che un musicista: un rivoluzionario. Ha cambiato la musica, [...] cui la gente si rapporta con la [...] modo in cui si rapporta con la [...]. /// [...] /// Nel tuo nuovo album [...] è meno [...]. Non sono uno che [...] lascio semplicemente che venga. Dire: adesso questa canzone voglio [...] sia un [...] più rock o un [...] più [...] è come mettere degli ostacoli [...] a te, che ti [...] ad an-dare per forza in [...] direzione. Ma [...] deve essere libe-ra! Chi sono stati i [...] «Blind Willie Johnson, Jimi [...]. Mi piace anche Wes Montgo-mery, [...]. La slide resta comunque [...] passione, le chitarre [...] costruite negli anni Venti [...]. [...] e Marley sono i tuoi [...] di riferimento, ma fra le [...] «I Pearl [...] moltissimo, anche i [...] The [...]. Cosa pensi [...] di [...] come Tupac [...] e [...] così giovane. [...] del perché sono morti, quella [...] una faccenda che non si può esaurire in poche [...]. Dovremmo discutere delle condizioni [...] e di come queste generano oppressione e [...] dovremmo discutere di po-litica e di psicoanalisi; [...] so-cietà riflette la musica e viceversa; del [...] rock, della morte nella musica, della cultura [...] fa e di come [...] un milione di altre cose ancora, per [...] dietro quelle morti. Ci vorrebbe un giorno [...]. E io non voglio semplicemente [...] la [...]. [...] sia stato tut-to troppo semplifica-to, [...] la [...]. Ma lascia che chiarisca [...] sono avvocati neri, busi-ness-men neri, poliziotti neri, [...] ci sono solo i rapper o il [...] Show. È come dire che [...] tutti mafiosi [...] che fumano sigari costosi. Sono immagini stereoti-pate e [...] quelle in cui la gente spesso crede, [...] quanta tristezza mi faccia. Il Pa-drino, [...] Show, [...] non è questo ciò che [...]. E siamo [...] a discutere, mentre palestinesi e [...] si scannano. /// [...] /// Ma una canzone può essere [...] «Certo: la musica è la [...] rivolu-zione. È [...] rivoluzione a cui posso attingere, [...] la uso. Non sto lì a [...] se posso cambiare il mondo [...] no con le [...] canzoni, penso che [...] sentire la [...] voce. La musica è ciò [...] e che mi dà la voce, è [...] io ammiro e rispetto e cer-co di [...] a quanta più [...]. Non credi nella politica, [...] «No. [...] che ab-bia davvero a cuore [...] bene della gente povera, di chi non ha niente, [...] bambini abbandonati che [...] tu [...] e io sono pronto a [...]. Ma fino ad oggi [...] a [...] neppure uno, per cui [...] e riuscire poi a dormire sonni tranquilli? Quando [...] situazioni come il Nicaragua, il coinvolgimento degli Stati Uniti [...] Panama, [...] centrale, in Vietnam, come [...] paese? Come possono giustifi-care [...] di donne, bambini, in [...] Non si può. [...] distruggere se stesso e la [...] que-sta è [...]. /// [...] /// Tutto quello [...] è che cerco di [...] modo migliore questo dono che Dio mi ha dato, la musica, che per me è [...] è come il respiro che mi [...]. Alba Solaro la slide «Non [...] politici, io sono rivoluzionario» Ventisette anni, nero, [...] per Bob Marley: il musicista torna con [...] nuovo «Sono legato al blues acustico ma [...] sperimentare» LA POLEMICA Il 15 maggio esce [...] il concerto del [...] alla Scala Keith Jarrett, [...] musica? Schiavo della «melodia», il grande pianista [...] se stesso. Ma i suoi fans [...]. /// [...] /// [...] incisioni di Keith Jarrett per [...] di Monaco, che i più maligni dicono tutte uguali [...] che i suoi [...]. Il Vienna [...] era come vivere nella [...]. Se anche non registrassi [...] solo, andrebbe bene». Così ha dichiarato non [...] il [...] pianista, che ora ha [...] 49 e che si diletta tanto con [...] con la musica classica e con le [...] improvvisazioni soli-stiche, che da entrambi i mondi [...]. È prevista per il 15 [...] della registrazione del concer-to solistico [...] il pianista ha dato il 13 febbraio 1995 alla Scala di Mi-lano, con due lunghe improvvisa-zioni, [...] meditabonda e lenta, [...] più nervosa e stimolante, ed [...] rilettura della disarmante [...] over the [...]. La questione ovviamente non [...] che più che altro mette a dura [...] dei suoi fans, ma princi-palmente si muove [...] di «progresso». A noi sembra che nella [...] musica non si perce-pisca [...] nel tempo. Se prendiamo ad esempio il [...] trio jazzistico con Jack De [...] e Gary [...] che rappresenta [...] più alta e creativa del [...] possiamo ascoltare a caso [...] Live [...] the Blue Note oppu-re uno [...] primi [...] ma la musica non cambia. Lo stesso vale per [...] solisti-che, offerte al pubblico dei vari Rossini [...] Verdi [...] quanto di più rischioso un musicista possa [...] Jarrett si siede al pianoforte e comincia ad [...] confrontiamo si asso-migliano troppo, dal [...] che a metà anni Settanta [...] ragion [...] sino a que-sto nuovo [...] La Scala. Il suono concertistico, [...] la grande capa-cità [...] la superba dinamica del tocco, [...] bel-cantismo, [...] mano destra che cerca la [...] infinita, uto-pia e traguardo di tutto, incanta-no, ma nelle [...] improvvisazioni, mai troppo rischiose, manca forse [...] della sorpresa, esse so-no per [...] versi calcolabili, come coperte da una rete di protezione [...] cui è assai difficile sbagliare. Jarrett, insomma, non sa [...] di idee, rifug-ge [...] dionisiaca: è molto meno [...] di un Paul [...] o di un Cecil Taylor, [...] imprevedibili anche per lo-ro stessi, scoprono la [...] pubblico con tutti i rischi che ciò [...]. Jarrett ha trova-to nella [...] di acces-so privilegiata al pubblico. [...] scriveva che la melo-dia è [...] di soddisfare [...] e la sensibilità; Rousseau aveva [...] spiegazione genetica della melo-dia, che collega [...] della mu-sica [...] del linguaggio uma-no. Se anche per Jarrett [...] logos, i suoi sembrano più mono-loghi, in [...] il nucleo del mondo, tenendo fuori il [...] creativo. La [...] filosofia del costruire suo-ni è [...] e laboriosa: anche in questo concerto alla Scala, Jarrett [...] con una lenta ed artigianale ricerca di [...] un mood. Una volta trovato quello giusto, [...] ten-denza è quella di non [...] anzi di [...] nel corso del brano in [...] che [...] non vada perso. La cantabilità portata agli estremi [...] vita però ad un pia-nismo [...] un [...] romantico. Proprio come romanti-ca è [...] di musica totale in cui le interpretazioni [...] Preludi [...] delle Fughe di Bach possono essere tranquillamente [...] classicistica di uno stan-dard jazz come [...]. /// [...] /// Proprio come romanti-ca è [...] di musica totale in cui le interpretazioni [...] Preludi [...] delle Fughe di Bach possono essere tranquillamente [...] classicistica di uno stan-dard jazz come [...]. (0) (0) ![]()
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