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Il pigolio, freddo e [...] stizza, più che alla tenerezza. /// [...] /// La richiesta di soddisfare [...] primarie, mangiare, pulirsi, giocare somiglia più a [...] che a una domanda [...]. /// [...] /// Lasciarsi morire, la punizione [...] a chiunque non si prenda suf-ficiente cura [...] venga meno fosse solo anche per qualche [...] do-veri, non è una forma di in-nocente [...] odioso ricatto. /// [...] /// Le ali che gli spuntano [...] la morte per [...] nel pianeta della madre, non [...] le ali gioiose della resurrezione, ma quelle beffarde [...]. No, [...] non è il pulcino [...] Bandai, la recidiva industria giappone-se del giocattolo (produce [...] ha conces-so di vivere [...] di un schermo a cristalli liquidi, imprigionato [...] a forma di uovo. [...] è un ve-ro, essenziale incubo [...]. Forse per questo non ha [...] in tempo a nascere [...] tecnologico [...] e a sbarcare sulle coste, [...] che è già diventato un [...]. Un grande, autentico divo. Con tanto di folle [...] inebriate, per [...]. Raccontano che in soli [...] per soli dodici dollari, ben trentamila gio-vanissimi [...] in America, na-scosto nella catena di nego-zi FAO [...] e sono riu-sciti ad [...] mani. [...] divo elettro-nico à la page, [...] è fatto na-turalmente il suo sito in re-te. /// [...] /// E, in [...] apoteosi di moderno [...] si è venduto seimila volte, [...] appena cinque minuti. Sul network [...]. [...] divo irresi-stibile, ha conquistato [...] «The New York [...] che gli ha de-dicato [...]. [...] come quelle di una volta, [...] che prova per [...] settimana, giorno e notte ad [...] il bisbe-tico pulcino. Prima di [...] sfiorire tra le dita. [...] divo dei tempi moderni, sa [...] le grandi passioni [...]. E, quindi, anche i mo-vimenti [...]. Che lo hanno eletto, [...] nemico del momento. /// [...] /// In realtà il pulcino [...] irritante. Preten-de che tu sia [...] perfetto. Ti chiama, ad orari [...] imbec-cato. E a orari meno [...] la cacca. Se sei bravo lui [...] e in buona salute. Ma se non gli [...] gli posticipi il pranzo, gli fai saltare [...] muore di fame. Se in-vece non lo [...] infezione. [...] non ha solo esigenze corporee. Ha sofi-sticate e petulanti [...]. In altre pa-role, vuole [...]. Qualsia-si ora del giorno [...] è buona. Ovviamen-te se non lo [...] senti stanco e defletti, lui accusa mancanza [...]. [...] parte, non devi esagerare. Non gli puoi da-re [...] non lo puoi cambiare troppo spesso. Non puoi [...] a giocare. Altrimenti [...] diventa grasso e «maleducato», procurando-ti [...] sensi di colpa. La partita, tra te [...] sempre. E termina in un [...]. /// [...] /// Perché tu non sei [...] es-sere il suo genitore. Non rie-sci ad [...] e a [...] per sempre, seguendo codi-ci e [...] in uso non in un pollaio, ma in un [...] elettronico. A tanto stress puoi, [...] giorno o al massimo una settimana. /// [...] /// E lui ti punisce. /// [...] /// [...] della partita è fuori discussione. Il gioco, asfis-siante, con [...] non consiste nel [...] crescere felice e contento. Ma nel ri-tardare il più [...] la [...] morte. [...] elettronico, grazie ai ricatti di [...] cat-tura [...] dei bambi-ni (e dei loro [...]. È per quella fi-ne, tragica [...] ineluttabile, del [...] che molti accu-sano la Bandai [...] prodotto un gioco alta-mente diseduca-tivo. /// [...] /// In molte scuole di New York, [...] cit-tà occidentale dove [...] è sbarcato per prima, [...] hanno elevato un intenso fuoco di sbarramento. Mio figlio di nove [...] Christi-ne [...] ha pianto in preda [...] pulcino gli è morto, la pri-ma volta, [...]. E mia figlia, ha [...] Susan [...] è «triste e de-pressa» [...] elettronica. IN MOLTE scuole ameri-cane [...] è sta-to messo al [...]. Inu-tilmente la Bandai, [...] che vuole [...] in centinaia di milioni [...] messo in evidenza nel manuale di gioco [...] elettronico non muore. Che gli sono state regalate [...] affinchè, dopo ogni insuccesso, torni al «pianeta della madre» [...] sia pronto per [...] partita. Non è solo un [...] scolastico. Il problema è che [...] insidia la famiglia ame-ricana. E sono proprio questi [...] feriti, quando [...] muore», sostiene la psicologa Sylvia [...] autrice di un «Manuale [...]. /// [...] /// È vero, dunque. Il divo [...] le cui avan-guardie stanno [...] Italia, è un pulcino bisbe-tico e insopportabile. Un vero incubo elettronico. Forse non è neppure [...]. Ma, tutto sommato, giocare [...] deve es-sere poi molto diverso che farsi [...] delle tante monomanie of-ferte ai ragazzi (e [...] moderna industria del divertimento (?). Cosicché [...] da [...] se continuerà ad essere così [...] centro [...] se continuerà a essere addirit-tura [...] il pulcino [...] non solo ven-derà di più. Ma si trasfor-merà in [...]. E diventerà persino simpatico. PASQUALE CASCELLA [...] e scendere per le [...]. [...] programmati, delle grandezze economiche [...] pro-porzioni tra maggiori entrate e [...]. /// [...] /// Termine ostico, [...] di aspettative contraddittorie e [...] quel lontano au-tunno del 1975 quando Luciano La-ma [...] prima volta lo assunse co-me discriminante per [...]. [...] -come dimenticare quel titolo [...] Repubblica? -«sacrifici agli ope-rai». Per un fine alto, [...] «Pro-vocare [...] ripresa per affrontare [...] tragico problema di un [...] disoc-cupati». Oggi i disoccupati sono [...] e già i numeri dicono [...] di quella «grande in-compiuta», [...] Lama [...] a [...]. Una «sfida» che, nel [...] alla guida della [...] sente come pro-pria. Senza, però, dimenticare che [...] che, [...] la criticarono, la osteggiarono, [...] dileggiarono tanto coraggio, si ergono oggi in [...] noi di avere lo stesso coraggio di Lama». Una fe-rita per [...] «Sento [...] risponde [...] prima di [...] le labbra per non cedere [...] sfogo di rabbia. Ma la [...] chiama oggi a riflet-tere [...] di un uomo libero e coraggioso». Qual [...] «Luciano aveva [...] molto al-ta del ruolo e [...] funzione del sin-dacato, che del resto incarnava an-che personalmente. Basti pensare che, pur [...] come quelle dei chimici [...] resta nella memoria [...]. Espressio-ne, cioè, di una [...] che ricava forza dalla capaci-tà di rompere [...] del corporativismo, di andare oltre la rappresentanza [...] e dei pensionati per misu-rarsi con gli [...] collocando la stessa ricerca di soluzioni ai [...] sociali dei diretti rappresentati nel più complessivo [...] e sociale. Certo, tenendo conto delle compatibilità [...] ne derivano, ma senza mai ri-nunciare [...] -a spingere verso il punto [...] alto que-sta visione del ruolo del sindacato [...]. È [...] del sindacato «autono-mo soggetto politico». Resta [...] pratica, direi. Ma, at-tenzione: [...] del sindacato soggetto politico [...] resta con-nessa strettamente alla questione [...]. E questa definizio-ne del ruolo [...] sinda-cato incrocia immediatamente, in una [...] complessa, il rapporto tra la sfera della rappresentanza so-ciale [...] quella della rappresentanza politica e istituzionale. [...] naturalmente, non vive in astratto. La misuri in concreto [...] progetto politico da perse-guire. /// [...] /// Nonostante fosse condizionata [...] di quegli anni e, [...] connessa alla stagione politica [...] nazio-nale? O forse proprio [...] che, intervenendo poi la rot-tura della coesione [...] forze democratiche, la strategia [...] non trovò più tutti [...] e istituzionali [...] potuto [...] «Ecco il [...] cemento della so-lidarietà nazionale [...] mentre [...] sfera [...] e della società, dove [...] livelli [...]. La lezione è sempre [...] processi economici in un quadro [...]. Senza, però, mischiare ruoli [...]. [...] mes-sa a dura prova quando [...] sindacato non si limita alla contrattazione dei [...] assume la dimensione politica di [...] progetto forte e impegnativo di cambiamento». Nel senso che i [...] a [...] con il governo al [...] sinistra ha per la prima volta le [...] respon-sabilità? «Francamente, sì: siamo ancora ben lontani [...] pratica corretta in rapporto a un progetto [...]. Il [...] distinzione dei [...] vale per i sindacati [...] i partiti. È [...] agisce su [...]. Ma prima di affrontare [...] termini del confronto, vor-rei spiegare come [...] sindacato è coerente e conseguente [...]. /// [...] /// Diventata, successivamente, riferimento essenziale di [...] politi-ca che, sviluppata e valorizzata, ha consentito [...] sulla politica dei redditi del [...]. Questo è stato, come [...] che il salario non è [...] variabile indipen-dente. Ovviamente nemmeno da li-neamenti complessivi [...]. E questa coerenza tra [...] stata, e continua a [...] «Questo [...] il punto. In tanti, forse anche [...] verso il senso [...] sindacato quando quelle regole [...]. [...] il risanamento ha fatto [...] significativi, ecco spuntare dalle stesse file quanti [...] conseguenti con quella poli-tica e invocano il [...]. Il fatto è che [...] discussio-ne lo [...] mette in [...]. Insomma, il coinvolgimento del [...] quando la casa brucia, ma quando tocca [...] il sindacato sia messo da par-te». Alla [...] di [...] maggioranza -è capitato con la [...] san Valentino del 1984, quando il governo tagliò per [...] quattro punti di scala mobile con [...] delle altre confederazioni. Il presidente del Consiglio [...] Bettino [...] sostiene che [...] saltò per [...] diretto» del Pci. Cre-de che il rapporto con [...] proprio partito possa, consapevolmente o meno, limitare [...] di un [...] «Come Lama? Non scherziamo. Lama è figlio [...] di [...] e del-la [...] di Giuseppe Di Vittorio. Naturalmente, [...] separazione né lontananza dal partito: [...] semmai un di più di impegno e di battaglia [...]. Che Lama, sia pu-re [...] clamorosi del rap-porto tra Di Vittorio e [...] Pci, [...] sem-pre condotto con grande nettezza. In questo non [...] solo la straordina-ria autorevolezza della [...] che oggettivamente aiuta [...] ma proprio [...] radicata che è nella distinzione [...] si esalta il ruolo propositivo del sin-dacato. Questa, non altra (quei [...] contingenza), è la chiave di lettura della [...] Valenti-no. Vissuta da Lama -si [...] del 24 marzo in piazza San Giovanni [...] al potere di contrattazione del sindacato. /// [...] /// Sen-za [...] concreto [...] la [...] non avrebbe superato indenne quella [...] non sarebbe stato possibile recuperare [...] il rapporto con le altre [...]. Altrimenti, la rottura avrebbe [...] su entrambi i versanti: sia su quello [...] il gover-no già mostrava una caduta visibile [...] provvedimento che rischiava di essere risucchiata in [...] opposizione e, alla lunga, un parallelo deficit [...]. Luciano recupera [...] interna alla [...] e tiene aperta la strada [...] delle tre confederazioni per [...]. /// [...] /// [...] Valentino, visto che serpeggia qua [...] là la tentazione di [...] dai piedi il sindacato? [...] autonomo soggetto politico di fronte [...] grande questione della [...] «È alla riforma che si [...] Be-nissimo: [...] una qualità che va resa [...] con trasformazioni che cor-rispondano al bisogno di equità e [...] giustizia. [...] perché lo sappiamo bene che [...] risorse disponibili sono contenute. Non significa mantene-re i [...] garantire i più [...]. [...] manichea: si disegna per [...] orizzonte limitato agli effetti fi-nanziari del cambiamento, [...] per le esigenze so-ciali e gli elementi [...]. E non sto a [...] quando sento alcuni tra i più accesi [...] dei grandi privilegi corpora-tivi sostenere oggi un [...] accusare noi di conserva-torismo». Non è una contraddizione [...] chiedere, ad un tempo, protezione per i [...] sono i pen-sionati, ed interventi per la [...] grande di giovani esclusi? «La vedo, la [...] soffro questa realtà. Ma non la si [...] ragionamenti manichei, come quelli che contrappongono i [...] illudendo che le pro-spettive di lavoro per [...] escluso si creino riducendo la prote-zione sociale: [...] privi-legiati, ma a [...] parte della so-cietà, non [...] solo si pensa che il [...] dei pensionati ha una [...]. Come [...] allora? Con-senta a me, [...] un ri-cordo: quello di un giovane diri-gente [...] a Brindisi, nel 1978, era alla testa [...] lavoratori di impianti del Nord a manifestare [...] Lama [...] dispo-nibilità a caricarsi del sacrificio di [...] Un anno dopo, il [...] Luciano Lama non è solo un atto dovuto. La [...] a cui aveva dedicato [...] impegnativi della [...] vita, oggi in Campidoglio [...] Sergio [...] Vittorio Foa, France-sco [...] e Luciano Violante, [...] del pensiero di un [...] coraggioso». Libero perché, dagli anni [...] Resistenza [...] agli ultimi impegni di vicepresidente del Senato [...] di Ame-lia, Lama ha affrontato con coerenza [...] e i dolorosi trau-mi della battaglia per [...] democrazia, [...] del-le forze del lavoro, [...] al governo del paese. E coraggioso non tanto [...] perché Lama è stato capace di antici-pare [...] il movimento operaio, dalla strategia [...] alla lotta aperta al [...] assolto alla [...] «missione» pagando tutti i [...] coerenza di [...]. Era, e resta, il [...] sinistra che legittima, attraverso un progetto forte [...] trasformazione economica, sociale e politica, la propria [...] di governo. La vita di Lama [...] poche ore dopo che, il 31 maggio [...] il governo di Romano Prodi, di cui [...] componente così determinante, ricevesse la fiducia del Parlamento. Lama la [...] parte [...] assolta fino in fondo: il [...] de-stino si è compiuto solo quando il vecchio combattente [...] prese con il nemico più subdolo: il male che [...] consumava senza mai [...] la lucidità -ha vinto la [...] buona, giusta battaglia. Oscar Luigi [...] a piazza San Giovanni, la [...] piazza, ebbe a [...] «un grande italiano». E questa testimonianza di [...] quale fertile terreno il seme abbia germogliato, [...] il «gran bel raccolto» at-teso, continua a [...] del cambiamento. /// [...] /// E questa testimonianza di [...] quale fertile terreno il seme abbia germogliato, [...] il «gran bel raccolto» at-teso, continua a [...] del cambiamento. (0) (0) ![]()
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