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Compirà 36 anni il [...] riuscirà a sopravvivere fino a quella data. Da tre anni è [...] di giudizio, chiuso in una cella del [...] Novara, ma imprigionato anche da un intricata rete [...] rimbalzano tra Algeria, Francia, Marocco e Italia [...] di ottenere la scar-cerazione che gli spetterebbe [...] le ri-chieste di estradizione che complicano e [...] vicenda giudiziaria. Lui, privato dei sostanziali [...] ha deciso di ricorrere [...] autolesionistica arma che resta [...] lo sciopero della fame. Lo aveva fatto a [...] giorni e ave-va accettato di ricominciare a [...] di intravedere uno spiraglio di luce. Adesso, svanita anche quella [...] giorni, si nutre ad acqua e zucchero, [...] e la [...] vita è davvero appesa [...]. La [...] storia la racconta [...] moglie, una giovane algerina di [...] anni, che ogni domenica va in carcere a [...]. Lo sciopero della fame [...] il fisico, ma anche per il morale. Mi chiedo per quanto [...] a resistere, ma adesso anche noi, io [...] faremo lo sciopero della fame. Non solo per Dja-mal, [...] se mi convincerò che [...] strada per dare voce al mio [...] con cui il mon-do finge di non [...] accadendo in Al-geria: le stragi di vecchi, [...] bambini. La popolazione civile uccisa, [...] gente manipolata dai servizi segreti. Ades-so io cerco con [...] forze di [...] a non morire, siamo [...] nel quale ab-biamo chiesto rifugio e non [...] il governo italiano non dia nessuna importanza [...]. I diritti [...] non hanno frontiere». Arresto e torture La [...] inizia nel 1992, [...] del colpo di stato [...] vittoria elettorale del [...]. Fu arrestato ad Algeri, [...] caserma, torturato per venti giorni. Gli ritirarono il passaporto, [...] scappare e ad approdare in Germania, dove [...]. Intanto [...] lo aveva condannato a morte [...] contumacia, [...] di atti ter-roristici avvenuti mentre [...] era [...]. Nel [...] passò [...] la frontiera e venne in Italia per sposare [...] che si era trasferita a Milano con la [...] famiglia. [...] fu arrestato una prima volta [...] una richiesta di estradizione proveniente dal Marocco, ma rilasciato [...] delle prove. Nel [...] una seconda ri-chiesta [...] che questa volta arriva dalla Francia. Lui, lo ricordo, era [...] sette mesi in isolamento, [...] venne in carcere a [...]. Era sicuro che sarebbe [...] la [...] innocenza, ma quel giudice [...] voleva [...] come teste, gli fece [...] entrare nel merito delle accuse. Un interrogatorio che durò poco [...] di [...] di cui conobbe [...] da un articolo apparso su [...] che diceva che era stato [...] a cinque anni di detenzione, senza [...] mai avuto la possibilità di [...]. Nel frattempo anche la [...] Napoli emise un ordine di custodia cautelare nei [...]. Accusa: traffico [...] e associazione per delinquere. La prima accusa cadde [...] dibattimento, la seconda è ancora in giudi-zio. La cosa assurda è [...] di far parte del Gia, loro che [...] del [...]. Solo chi non conosce [...] storia può pensare a queste commistioni. Il [...] è un partito [...] che è in aperto [...] Gia, i gruppi islamici armati. Noi cerchiamo di dare legittimità [...] nostra lotta, cerchiamo [...] la solidarietà [...] pubblica internazionale. Il Gia è un [...] servizi segreti, che fa strage del mio [...]. Non è un gruppo islamico, [...] se usa questa definizione. Prima lo affermavamo solo [...] sono in molti ad avere il so-spetto [...] creato dai servizi segreti per seminare il [...] popolazione. Il Gia è contro [...] noi lottiamo per ripren-derci i nostri diritti, [...] demo-crazia e la legalità, contro questo governo, [...] tolto la divisa per indossare abiti civili, [...] fatto un [...] militare. Dietro il massacro dei [...] loro. La nostra lotta è [...] non contro il nostro [...] che è [...]. È terribile per me, [...] qualche modo al sicuro, sentire ogni giorno [...] arrivano [...] vedere le im-magini di [...] suolo, della popolazio-ne inerme massacrata. La gente che scappa [...] racconta cose tremende e io stessa le [...]. Mi chiedo se sono [...] che sventrano donne incinte, fanno a pezzi [...] la complicità [...] e della polizia, sempre [...] fatti avvengo-no». Il dramma algerino [...] cita i rapporti di [...] ricorda le sue esperienze, [...] a 17 anni, era rimasta sola in Algeria, [...] gli esami di maturità, mentre la [...] fami-glia era già fuggita [...] Italia. Ci insultavano, ci minacciavano: [...] e ogni notte, finchè non ci dire-te [...]. Io ripensavo ai racconti [...] che erano state torturate, picchiate, violentate. Quando sentivo i passi [...] le porte battute fino a [...] pensa-vo: ecco, adesso tocca [...]. Ci dicevano: [...] ogni donna di questa casa [...]. Le squadre speciali [...] arri-vano senza orari, armate, coi [...] mascherati. Mi vedevo torturata e [...] successo a tante altre donne prima di [...] ancora che sia un miracolo se questo [...] succes-so. Ma questa è la [...] Algeria: arri-vano come animali, sgozzano e uccidono in [...]. Dio mio, ma quando mai [...] successo? In quale parte del mondo i militari hanno [...] difeso la democrazia?». [...] è già lontana dalla [...] storia persona-le. Suo marito che sta [...] è un granello di [...] immensa tragedia di cui [...]. Noi siamo [...] a vedere la storia [...] ai nostri occhi, penso a cosa scriverà [...] domani, di questi assassini che uccidono il [...]. E io ho fiducia [...] da il vero nome ad ogni cosa. Spero che un giorno [...] sia processato e punito come i criminali [...]. Spero che il mondo [...] e isoli questa dittatura che non abbiamo [...]. Abbiamo diritto alla pace [...] il mondo non stia zitto di fronte [...]. E conclude: «Io non [...] me o di mio marito, voglio parlare [...] han-no perso tutto, perché nessuno può [...] voce al-la loro sofferenza. Voglio parlare delle ragazze [...] violentate in carcere, che dentro a una [...] mondo figli nati da questi stupri. Se farò lo sciopero [...] per denunciare tutto questo». /// [...] /// Se farò lo sciopero [...] per denunciare tutto questo». (0) (0) ![]()
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