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O [...] una svolta o a dicembre [...] la crisi». Sulle 35 ore, sulla guerra, [...] licenziamenti alle Ferrovie, [...] 2, sul lavoro il governo [...] va. Lo dice Rifondazione -tutta Rifondazione [...] la «situazione drammatica». Allo-ra? Che accade? E [...] direzione del partito «pubblica», trasmessa da una [...] chiuso, sono emersi i contrasti. /// [...] /// Da una parte [...] il segretario [...] che non lancia un «aut [...] ma solo perché «rifiuta la terminologia militare». Il senso però è quello: [...] si cambia, subito, o alla fine di [...] la mag-gioranza non ci sarà [...]. [...] parte [...] che condivide [...] sulla «drammaticità della situazione» ma [...] «Dobbiamo tirare la corda ma senza [...]. E il presidente chiede [...] si avvii nel partito una di-scussione senza [...]. Che, invece, forse ci [...] quando la direzione (dove [...] può contare su una [...] contro 11) potrebbe votare un do-cumento. Ma di che si [...] sala del centro congressi [...] Cavour? Dei limiti del go-verno, [...] già detto. [...] dice che di quella famosa [...] due» del governo non [...] traccia. Ed è inutile aspettarsi, [...] che quella «fase» parta a maggio, una [...]. Il segretario non ci [...] «Già [...] dicono che dopo il 2 mag-gio non [...] verde ma un terreno ancora più difficile». Ri-fondazione ha provato a [...] un mese fa ha manda-to alla maggioranza [...] cose da fare. La risposta «è stata [...] «nulla». [...] tirando le conclusioni della [...] prima parte [...] dice però di non volere [...] crisi su-bito, di «non [...] ripetere lo [...] di ottobre». Aggiunge: «Ci sono già [...] al-la porta per sostituirci», sbagliano quei militanti [...] dalla maggioranza come una li-berazione». Ma niente crisi oggi [...] niente crisi mai. Il passaggio non lascia [...] «O [...] un confronto politico ravvicinato [...] quali-tà [...] governativa o credo che [...] che non [...] più un terreno di [...]. E fissa un termine: [...] le cose da fare, le si fac-ciano [...] Rifon-dazione prenderà atto che [...] dissolta». In sala stampa, incollati [...] già si commentano queste parole. Perché alla fine [...] quando scatterà il «semestre [...] si potrà più votare? [...] che fa? Tira la [...] a [...] dandosi però il tempo [...] il par-tito? Mentre si discute, [...] -in [...] e mezzo di relazione, [...] definito «con-gressuale» -arriva a parlare dei De-mocratici [...] del sindaca-to. Su [...] il segretario invita a «non [...]. Insomma, non è vero [...] Firenze «non cambia nulla». Deve cambiare in-nanzitutto [...] quella dei de-mocratici di sinistra [...] è «ma-quillage», è la rinuncia anche a stare dentro [...] cultura [...] per abbracciare quella [...]. Tradotto significa questo: «La rinuncia [...] trasformare la società capitalistica, [...] delle sue compatibilità». Il tutto, naturalmente, ha [...] del conflit-to sociale dalla politica». Questa è la sinistra moderata, [...] tutta uguale nelle parole di [...] da Veltroni a [...] (e qualcu-no, nel dibattito, dirà [...] il segre-tario dalla teoria delle due sinistre è passato [...] teoria di una sola si-nistra, per «espulsione» [...]. Sinistra moderata, con la [...] Ri-fondazione, [...] tutto, ha provato e prova ad intessere [...]. Senza riuscirci, però: «Perché [...] è possibile con la linea di [...] e non con quella [...] o di [...]. Questi ultimi due, in-somma, «battono [...] strada», divaricante. Divaricante al punto che [...] dice che si trova [...] col governo che non con [...]. Si arriva così al [...]. Due battute che non [...] «È il soggetto sociale che ha accettato [...] del tema del lavoro [...]. Anche [...] la domanda: che fare? Ci [...] «sindacato di classe, democra-tico e di massa». Ci vorrebbe ma non [...] ed allora [...] propone di organizzare una [...]. Il segretario finisce e [...] a discutere. Tutti chiedono di parlare [...] conclusioni so-no spostate a stamane. Nel pome-riggio prende la [...]. Pacato come al solito, [...] limiti [...] del governo Prodi. Più o meno quelli [...]. /// [...] /// Poi, attacca: «Non temo [...] non temo [...]. Il rischio è quello [...] di testimonianza, che al-lora sì diventerebbe subordinata». La [...] ricetta davanti alle difficol-tà è [...] opposta a quella sug-gerita da [...] «La ricerca continua, fino [...]. Scandisce: «Senza in-tesa non [...] si incide, non si progredisce». Intese, allora: altrimenti si cade [...] massimalistico». Parole pe-santi, accolte da una [...] e lo scontro è cominciato. Il presidente va [...] «Io [...] che conquiste si posso-no ottenere anche [...]. Ma il Pci non [...] oggi non basta dire opposizione. Se si esce dalla [...] fate un altro governo di centro-de-stra o [...] del voto. Non si scappa». [...] in realtà aggiunge molto di [...] dice in sostanza che forse questo governo alcune cose [...] le potrà mai dare. Lo sapevamo e abbiamo [...]. Provando a spostare [...] del governo. Quella scelta, dice, è [...]. /// [...] /// Direzione di Rifonda-zione: tante [...]. È la prima volta che [...] ren-de pubblico il dibattito nella [...] direzione. Lo fa con una [...] chiuso, telecamera fissa sul palco degli oratori, [...] direttamente dalla sala della riunione. Ma è anche la [...] protesta dei giornali-sti di Liberazione direttamente contro [...] partito. Ieri mattina, il comitato [...] presentato in via Cavour a di-stribuire volantini: [...] integrazione, proposta da [...] e [...] chiedono il contratto di [...]. E, a loro volta, [...] Liberazione per la prima volta hanno ospita-to [...] colleghi del «Tempo», arrivati fin lì per [...]. Ma soprattutto è la [...] il dissenso dentro la di-rezione si manifesta [...]. Già [...] della so-luzione della crisi, [...] era stata in qualche [...]. Ora invece è lì, [...] ascol-tare. Dibattito e divaricazione che [...] i due lea-der ma un [...] tutta la direzione. Fra le prime a parlare [...] Ersilia Salvato. Non condivide nulla della [...]. Ironicamente di-ce che se [...] è quella non bi-sognerebbe attendere [...] fine [...] per uscire alla maggioran-za. Non è la scelta [...]. Anche lei ve-de difficoltà, [...] limiti del go-verno. Ma si chiede: abbiamo [...] obiettivi un movimento, delle alleanze che spostassero [...] forza? E, poi, continua, davvero va tutto [...] guerra, per esem-pio, [...] stato o no un [...] Rifondazione? Dis-senso, si diceva, su tutto. Anche sul modo di [...] combattiamo [...] -prosegue -uscito dalla Bicamera-le [...] ritroviamo il leaderi-smo in casa, senza democrazia. Qualcuno, in realtà uno [...] Nerio Nesi, prova a media-re fra le due anime. Spiega: [...] su Liberazione, ha scritto [...] democratici di sinistra occorre cercare [...] ma anche conflitto se [...]. [...] allora la divaricazione con [...] Poi aggiunge che il [...] quadri chiedono un gruppo dirigente più coeso. Comunque, dovendo scegliere dice: [...] abbiamo ottenuto successi e sconfitte. I toni si fanno [...]. Anche perché [...] nella relazione aveva parlato [...] teorico che aspetta Rifondazione. Il partito davanti alla storia [...] tragica [...] socialista non può [...] -«come fa Veltro-ni» -a dire: «Io non [...]. In-somma, suggerisce [...] oc-corre analizzare la storia di [...] secolo, [...] facendo i conti anche con [...] quella storia [...] vissuta. Qual-cuno, in direzione, legge [...] passaggi come un tentati-vo di interrompere il [...] Rifondazione al vecchio Pci. E non ci sta. Il senatore Caponi, per [...] Pci avrà anche sbagliato, ma era un grande [...]. Che allora perse». Rina Gagliardi si sente [...] spie-ga che non [...] nulla di più sba-gliato [...] come «massimalismo estremisti-co« alla cultura della nuova [...]. Le cui colpe sono [...] verticismo, istituzionali-smo, ecc. Per lei, il progetto [...] da reinventa-re: e lo vede in una [...] fra la società di serie A (i [...] di serie B, gli esclusi. E i democratici di sinistra? A [...] è soprattutto Franco Giordano. Possiamo giocare con le definizioni [...] -ma resta una cosa: da [...] sono ve-nute le resistenze più [...] alle 35 ore, [...] 2, alle iniziative per il [...]. Invece di dividerci su [...] e chi la rifiutereb-be, aggiunge, cominciamo a [...] come stanno. E i demo-cratici di [...] sono «da [...] parte». Fausto [...] ed Armando [...] Nerio Nesi. Restando [...] non avremmo potuto certamente strappare [...] più». Troppo leaderismo». Il leader della [...] contesta i giudizi di [...] che «sogna [...] subordinata e senza potere» «Vuoi [...] «Caro Fausto sbagli tutto, [...] terza internazionale» ROMA. Il sindacato in una [...] den-tro un soffocante meccanismo [...] Per Sergio [...] leader della [...] vive semplicemente in un [...] solo le cose [...] ed è preso da [...] per un sindacato minorita-rio, subalterno e senza [...]. /// [...] /// [...] il segretario di Rifon-dazione [...] si parla più di lavoro, che voi [...] accettato [...] di questo [...]. Farebbe meglio a sottoporsi a [...] seria autocritica. Il suo isolamento nel [...] è proprio la [...] giudizi [...]. Si guardi alla vicenda [...] Piaggio. Una vertenza durissima che [...] Rifondazione condurre una campagna spietata [...] sindacale. Risultato: il refe-rendum lo [...] larga maggioranza. [...] lavoro resta ferma-mente al centro [...] del sindacato. Che poi il governo [...] agli impegni che si è [...] è un altro di-scorso. Ma poiché [...] fa parte della maggioranza, farebbe [...] a cercare di far funzionare meglio [...] invece di in-sistere in campagne [...]. Dice però, [...] che con la concertazione [...] ri-nunciato al conflitto, accettando un assetto sociale [...]. Ed è un errore [...]. [...] non riesce a dare una [...] valutazione degli anni [...]. [...] cambia: o si fronteggia questo [...] o si viene travolti. /// [...] /// [...] con-certazione ha tutelato, in Italia, [...] reale dei salari e delle pensio-ni. E ciò non è accaduto [...] nessun altro Paese [...] e forse del mondo, in [...] anni. Abbiamo poi difeso relazioni [...] una contrattazione a due livelli, un assetto [...] invidiano. Terzo fatto: il nostro [...] che ci ha evitato la sconfitta subita [...] lavoratori in al-tri Paesi. In [...] ai tempi di [...] le [...] si sono rifiuta-te di percorrere [...] cui ancora si pagano le [...]. Tutti questi sono fatti, [...]. Opporvi la litania di [...] soffoca i conflitti [...]. Nei giudizi di [...] evi-dente, [...] scontro sulle 35 ore. E, a proposito, a che [...] di fondo. Si continua a scambiare [...] con la Francia. Guardi, qual-che giorno fa il [...] francese [...] far riflettere, soprattutto [...]. [...] legge serve per costringere [...] a trattare e ha osservato che invece, [...] Italia, [...] legge rischie-rebbe di complicare la contrattazio-ne. State attenti a quello che [...] è stata la [...] conclusione. Bene, chiunque conosca la [...] Paese sa che è appunto la con-trattazione [...]. E io spero che [...] una leg-ge che aiuti le parti a [...]. A che punto è [...] questo non lo so. Mi auguro solo che [...] utilizzato per fa-vorire [...] del consen-so e si [...] conclusione che non distrugga anni di concertazio-ne. Ma, per favore, non [...] Francia: lo sa che qualche giorno fa [...] Parigi [...] sono incontrati imprenditori e sindacati ed erano [...] dice però una cosa [...] lei. Che è [...] nuovo sindacato. Elui lo vorrebbe «di classe, [...] massa». Su questo punto [...] «Quanto agli aggettivi, io [...] le parole. Ma non [...] dubbio che un nuovo sindacato [...] indispen-sabile. [...] che io voglio [...] unico modo per arrivare a [...] sindacato nuovo. [...] però si guarda bene dal [...] di [...]. Per quanto mi ri-guarda, [...] lo voglio de-mocratico, autonomo e pluralista. E non mi pare che, [...] il segretario di Rifondazione, siamo sulla stessa lunghezza [...] il sin-dacato lo vuole subalterno, [...]. Senta, ma lei pensa [...] facciano co-munque presa? Il [...]. /// [...] /// Perché, vede, la concerta-zione [...] conflitto. Le esperienze sono diverse, [...] altre meno. [...] nel-le banche, per esempio, [...] funzionato e si sono così avviate [...]. Malà dove si stanno [...] come nelle Ferrovie, la musica sarà diversa. Concertare non significa subire, [...] e potere. Il nostro non è [...] ma dina-mico, che va imposto a volte [...]. Edoardo [...] Contribuisca a fare funzionare meglio [...] governo [...] 5. /// [...] /// Edoardo [...] Contribuisca a fare funzionare meglio [...] governo [...] 5. (0) (0) ![]()
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