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Non è la prima [...]. [...] che venga fatta piena luce [...] quanto accaduto, le esprimo la solidarietà mia personale e [...] che rappresento. Un telegramma a Gianfranco Bettin [...] spedito anche dal presidente del Senato, Nicola Mancino. La solidarietà di Violante [...] 2. A Roma, per anni [...] che [...] ci fossero solo ladri [...] giostrai feroci ma arcaici, anacronistici. O magari solo evasori [...] sono millanta, come ricordava Mi-chele Serra qualche [...]. Quando il giudice Francesco Sa-verio Pavone [...] i suoi colleghi vene-ziani hanno accusato Maniero [...] a lungo sono stati guardati con scetticismo. Quan-do altri giudici come [...] come [...] e altri ancora hanno [...] nuove dei traffici [...] e le dimensioni nuove [...] e straniere, specie [...] si è ancora guardato [...]. Poi, le indagini hanno [...] lucidità e la fon-datezza delle loro intuizioni. A que-sta provata affidabilità [...] è, tuttavia, ancora corrisposta una mutata visione [...] autorità centrali, per le quali, fino a [...] questo era so-lo felice e agiato e [...]. Dimenticando quanta ferocia arcai-ca [...] conservi in sé, avvinta alle proprie radici, [...] guadagnata sia stata riciclata, spesso da «inso-spettabili», [...]. Insomma, quanto di oscuro [...] sia sotto superfici spesso splen-denti e perbene. Occorre mutare questa visione [...] lati [...] anche sul versante criminale. Queste cose le ho [...]. Dopo il «clic». Prima, mentre il mio [...] spingeva sulle strade buie e deserte della [...] Marghera -strade di casa, per me, luoghi [...] cor-se, di avventure, di attività politica fin [...] a chi fosse, da dove fosse sbucato, [...] da [...]. Lui non parlava. Agiva, faceva sentire la [...] il momento e il luo-go propizio per [...] dove-va fare. Io pensavo ad altro, [...] domande fin troppo ragio-nevoli ma incuranti della [...] dei suoi obiettivi. Per questo non lo [...] alla fine, ho dovuto ri-fugiarmi in una [...] ra-zionalità per ripetermi che «non lo poteva [...] che me la sa-rei cavata. È andata così, ma [...] prova, come dire, emotiva e soggettiva, di [...] dimen-ticarsi delle radici vere [...] del cinismo, di quante [...] e vicoli segua la vocazione e [...] criminale. E di come sia [...] le si vuol rimuovere o celare. Io volevo [...] ovviamente, per la paura [...] nonostante la sappia abbastanza lunga su queste [...]. Spero che nessuno, ancora adesso, [...] invece [...] o evitare di [...] per faciloneria o miopia o [...]. Spero che vengano ascoltati [...] quelli che sul campo reggono la sfida [...] di là di episodi spiacevoli e circoscritti [...] come me, soprattutto agenti e magistrati. In questi anni hanno [...]. Ma vanno sostenuti, potenziati [...] richiede una realtà complessa, anche sotto il [...] come quella del nordest, crocevia di tante [...] queste, aperto a tante frontie-re, anche a [...]. Cerca di scherzare, Gianfranco Bettin. Quasi [...] con una pistola alla nuca. Il pro-sindaco di Venezia [...] da malavitosi, per-chè la smetta di denunciare [...] con la droga ed il crimine. Pen-savo: [...] non può [...]. Per darmi coraggio». /// [...] /// Rombano i Tir in [...]. Che strano: ve-devo una massa [...] pensavo che fossero alberi, ed invece è una fab-brica». Non è ancora passata, [...]. Vedevo la pistola, la [...] ma mi dicevo: non può sparare, non [...] così. E lo guardavo, [...] nel-lo specchietto retrovisore. Sembrava davvero un professionista, non [...] una parola». Sono passate da poco [...] trenta di martedì. Gianfranco Bettin, 41 anni, [...] so-ciali e «prosindaco» per Mestre -ma [...] tutti lo chiamano sindaco [...] della madre Giovanna, a Marghera. Case popolari, con into-naco rosa [...] tapparelle verdi. A casa di mia [...] rara-mente, ma nelle ultime sere [...] stato spesso. Sapevano dove aspet-tare». Gianfranco Bettin trova la [...] a chiave. Tante volte non chiu-do [...] in po-sti come quello, via della [...] e dove tutti mi cono-scono». Avvia il motore della Golf, [...] «qualcosa» alla nuca, dietro [...] destro. /// [...] /// Certo, ho capi-to subito [...] uno che cerca-va di scroccare un passaggio. Ho cercato di parlare, [...] più. La faccia nello specchietto, [...]. Mi sembrava davvero un [...]. E quando io chiede-vo, [...] più forte la pi-stola sulla nuca. Come per dire: [...]. Due o trecento metri, e [...] strada non [...] più nessuno. I fumi ed i [...] della chimica, [...] della trattoria La Risorta, [...] degli stabilimenti, poi il deserto. Prendo via [...] e dietro vedo [...] mac-china che svolta». Un cartello giallo, di [...] ai turisti i posti da visitare, annuncia [...] la «Riviera del Brenta». Nella notte, basta quel [...] Felice Maniero e la [...] banda, le decine di [...]. Si fermi e butti via [...] chiavi [...]. I banditi Un fosso sulla [...] la massa scura di una fabbrica oltre [...]. Gianfranco Bettin vede il [...] bandito che lo prende alla gola e [...]. La mano destra tiene [...] alla nuca. Nè lei nè quei [...] Cita». [...] stacca un attimo la pistola, [...] la riavvicina. Spara un colpo, si [...] del grilletto che picchia a vuoto. Non avevo più saliva [...]. E sento la voce [...] mi dice: «Signor sindaco, la prossima volta [...]. Non sono sicuro, forse ha [...] «la prossima sarà una scarica». Non credo che il [...]. La denuncia Ancora nessuno, [...]. /// [...] /// Aveva un giubbotto di [...] scarpe chiare, forse da ginnastica. È salito [...] che è partita in re-tromarcia, [...] fari spenti. Ho recupera-to le chiavi che [...] aveva fatto gettare [...] e mi sono detto: [...] andare via da [...]. Ma prima ho telefonato [...]. Mi avevano lasciato il [...]. /// [...] /// Gianfranco Bettin viene portato [...]. Fu-ma tre sigarette una dopo [...] -non ha mai [...] di un amico medico prende [...]. Vomita tutto, per la [...]. Investi-gatori della Mobile vanno [...] Cita, a Marghera. Lì abita-no quei «bastardi [...] Cita» [...] non vogliano un pregiudicato di Aversa, Crescenzo Napolitano, [...] spaccio e sospettato di camor-ra. Contro Napolitano la denuncia [...] Bettin [...] stata precisa. Ha pesantemente inti-midito la [...]. Gli agenti bussano alla [...]. Le indagini «Che volete? Io [...] in casa a guardare la televisione, con [...]. Sono in permesso dal [...] Modena, per dieci giorni. Pro-prio questa cosa mi [...]. Adesso mi faranno grane [...]. La donna, Armanda Seno, [...]. Vengo-no fatte altre perquisizioni. Bettin, con le sue [...] soggetti più pesanti di Napo-litano. Coloro che hanno fatto [...] mi sembrano veri professionisti: se avessero preso [...] spaccato il telefonino, avrebbero guadagnato [...]. La notizia del sequestro [...] Venezia e Mestre come un pugno al-lo stomaco. Stasera alle 19 ci sarà [...] mani-festazione in piazza del Municipio a Mestre. Si riunisce il Comitato per [...] sicurezza, e decide di dare una scor-ta a Gianfranco Bettin. Quelli che mi hanno [...] mica della [...]. Certo, rispetto al-le minacce [...] del passato, questa è più pesante. Sono preoccupato soprattutto per [...]. Già altre volte hanno [...]. Una notte mia madre Lu-ciana [...] svegliata con il telefo-no. A suo figlio Gianfranco è [...] una co-sa tremenda. /// [...] /// Lei si è messa [...] questura, com-missariati e carabinieri, fin che non [...] attacco cardiaco». [...] diVenezia Gianfranco Bettin mentre [...] in Questura [...] della denuncia [...] La gente delle Torri: «Tra [...] vive quel camorrista che spaccia» DA UNO DEI NOSTRI INVIATI [...]. Gente che va in [...] fossero i padroni di tutto, e che [...] si trovano le manette addosso». È cupo, [...] della torre 27, una delle [...] del quartiere Cita. Nella portineria in vetro, [...] mattina, una barchetta di le-gno con fiori [...]. [...] famiglie in una sola torre, [...] un solo ascensore. [...] civiltà, questa?». Il quartiere [...] grande e grosso parla, [...] sale e chi scende. Quelli non scherzano. Quando [...] di mezzo la droga. Noi non siamo spaven-tati [...] Napolitano, ma dal fatto che uno come [...]. Capisce, ci spaventa [...] che [...] dietro: la camorra». Fa impressione, il quartiere Cita [...] della società proprieta-ria del terreno -visto dalla [...]. Appartamenti e balconi, balconi [...]. Giardinetti fra il ce-mento. Sarebbe troppo chie-dere una [...] e [...] E poi, la gente che [...] vede. I bambi-ni non possono mai [...] soli. [...] lo sa cosa facciamo: [...] su quelle due panchi-ne là in fondo [...] famiglie, da molti-plicare per [...] che i bambini restino a portata [...]. Crescenzo Napolitano abita, con la [...] donna, al dodicesimo piano. I cognomi sono scritti [...] sul muro, sopra il campa-nello. Con il nastro adesivo, [...] un santino di [...] Antonio da Padova. Io non sono mai stato [...] ma altri sì. Lui è uno che, [...] che con-ta, e che è più furbo [...] mance da centomila lire. O mostra una pistola, o [...] coltello». Una signora esce con [...]. Ma i miei figli [...]. Se avessi dei ragazzi, [...]. Con gente che spaccia [...] vedere a tutti quanti soldi si fanno, [...] a stare sicuri con i ragazzi? Gente [...] i giovani, li invoglia alla droga, e [...] come spacciatori». Non sai mai chi puoi [...]. E allora vai a [...] casa, ti chiudi die-tro [...] e stai lì, a [...]. E dire che in [...] potremmo essere a Vene-zia». Solo torri Ragazzini in [...] sal-tano i muretti dei giardini. /// [...] /// Una volta, quando siamo [...] dicevano che avrebbero fatto [...] posti dove stare assieme, i giochi per [...]. Invece hanno fatto le [...]. E noi a vivere [...] nella torre 27, che è [...] Comune. Gran brava gente, in [...]. Ma ci sono alcuni [...]. Le al-tre torri sono [...] Te-soro. Tutti impiegati pubblici, ci [...]. [...] ci sono soltanto pie-tre. E sono contenta perchè, [...] portato via in macchi-na il sindaco Bettin, [...] della Cita, il nostro quar-tiere. Speriamo che adesso qual-cuno [...] noi». IL RITRATTO Attentati e [...] di lotta contro lo spaccio di droga [...] Scomoda vita di un sociologo scomodo Il messaggio [...] (Pds) [...] indaghi subito» [...]. È un sociologo da [...] Gianfranco Bet-tin. Un mastino [...]. Ah no: lui prende [...] petto, chiama lo spacciatore con nome e [...] su il dibat-tito pubblico, lo denuncia. Don Alfredo, parroco della «Ci-ta», [...] beatifica. /// [...] /// Dài, facciamo gli scon-giuri, [...] ammazzato. Come ti rifila [...] con la dovuta ironia, «la [...] invece di fare bang ha fatto [...]. /// [...] /// Ci si abitua, a [...] Impossibile. Ma se [...] uno che avrebbe tutti i [...] per [...] quel-lo è Bettin. Ne ha passati, di [...] nella [...] carriera di sociologo e politico [...] a Marghera. Stu-diava e denunciava gli [...] Cà Emiliani ed i naziskin di con-torno, [...] finita poi nel li-bro «Qualcosa [...] e fioc-cavano le minacce di morte, scrit-te [...] per lo più, fir-mate «Falangisti», «Veneto Aria-no», «Razza Veneta». /// [...] /// Poi, dodici mesi di [...]. Sera del 22 maggio [...] Bettin [...] tornando a casa in macchina, lo affiancano [...] moto, uno impugna e punta una pistola. Lui sbanda, scarta, preme [...] punta dritto sul commissariato di [...] di Marghera, del quale diventerà [...] habitué: salvo. Stesso anno, il 9 [...] aspettano sotto casa. Ap-pena fa per entrare [...] sbattono sul muro, gli puntano un coltello [...] «Stà attento a quello che fai. Il 16 marzo 1992 [...]. Gli entrano in casa, [...] aria, scrivono sui muri, minacce e svastiche, [...] appe-so, come un impiccato. /// [...] /// Ma non abba-stanza da [...] rizzare quei capelli caparbiamente ricci. Neanche due anni dopo, da [...] agli interventi sociali, eccolo alle prese con [...] di [...] sistemazione ai rom profughi [...] Jugoslavia. Crea campi che nessuno vuole [...] la [...] segreteria telefonica [...] «La paghi cara», «te [...] i [...] «ti bruciamo la casa», e [...] con le squisitezze. Stavolta la butta [...] Bettin. Si riscrive le minac-ce, crea [...]. Ed è già pronto per [...] ca-pitolo. La prima volta che [...] Crescenzo Napolitano approda alla Torre 27 della Cita, Bettin [...] e fiamme per [...]. Quando il boss torna, [...] ripete. Non sono atteggia-menti comodi. Bettin deve cam-biare casa, e [...] segreta. E cambiare telefono. [...] signo-ra cui la [...] affibbia il vec-chio numero [...] da minacce: «Se non ti calmi ti [...]. Bettin, giusto una set-timana [...] un comu-nicato ai giornali locali: prego, chi [...] lui sappia che ha tra-slocato, «lasciate in [...] inquilini, non [...] nulla, se volete me [...] tutti gli altri recapiti sono coperti e [...]. Il tormentone della Cita [...]. La Cita: 4 torri [...] 70 ap-partamenti [...] e 3 «stecche» di [...] in un dop-pio concentrato urbanistico, sen-za verde, [...] per-fino con la chiesa della «Resurre-zione» infilata [...] negozio poi in un prefabbricato. Il tutto è venuto [...]. Due «torri» so-no del Ministero [...] Tesoro. /// [...] /// [...] la «27» dal nume-ro civico, [...] comunale. Un Bronx? Guai solo [...]. Di casi di autentica [...] non più di ot-to», calcola il parroco. E allora, dove si [...] Nella torre «27», quella co-munale, dove, quattro [...] tremenda acqua alta del [...] fu-rono sistemati i casi [...] i senzatetto. Quei nuclei hanno fat-to [...] e sono diventati po-lo di attrazione per [...]. Oggi è di-verso, ma [...] è rima-sta», dice don Alfredo. Beh, diverso fino a [...]. [...] ancora qualche fami-glia un pò [...]. Come quella di Ar-manda Seno, [...] due anni fa il marito fu ammazzato [...] pianerottolo, subito dopo il suo posto lo [...] Napo-litano, giunto a Mestre in soggior-no obbligato. Un vero boss della [...]. Ricorda Lorenzo Lugato: «Mi [...] di ge-nitori [...]. Questo Napolitano stava facendo [...] ragazzi più deboli. Prendeva uno, gli dava [...]. Se un ragazzo gli [...] sberle. E dalle piccole commissioni [...] quelle più compromettenti, la bustina di droga [...]. Ci stava, parte degli sbanda-ti, [...] quella quindicina di ragazzi abituati a [...] le ore senza far nulla [...] «Montagnole», terra di nessuno sotto la torre «27». Inter-venne Bettin, con una campagna [...]. /// [...] /// E, neanche un anno, [...]. DA UNO DEI NOSTRI INVIATI MICHELE SARTORI Anche da Botteghe Oscure giungono, immediati, messaggi [...] Gianfranco Bettin. Al governo abbiamo chiesto [...] il Parlamento su quello che è avvenuto». Pietro [...] commenta così la gravissima [...] è rimasto vittima il vicesindaco della città [...] «giustiziato» per finta. La nuova commissione Antimafia [...] in questi giorni -conclude [...] -deve subito dare un [...] come primo atto, di questo incredibile fatto [...] alcun dubbio, un salto di qualità [...] della criminalità organizzata del Nord [...] Paese». /// [...] /// La nuova commissione Antimafia [...] in questi giorni -conclude [...] -deve subito dare un [...] come primo atto, di questo incredibile fatto [...] alcun dubbio, un salto di qualità [...] della criminalità organizzata del Nord [...] Paese». (0) (0) ![]()
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