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[...] LUGLIO [...] 19 [...] sinistra, Sergio Rubini A destra. Verdone durante le prove [...] Caracalla A fine agosto Carlo Verdone comincerà a girare «Al [...] lupo! Martedì debutta a Cara-calla [...] del Barbiere di Siviglia, di cui cura [...] intanto il comico sta finendo di scrivere [...] Al lupo al lupo! È la storia di [...] che si mettono alla [...] scomparso. /// [...] /// Sergio Rubini e Francesca Neri. /// [...] /// In programma musiche di Sa-tie [...] Debussy. La sala è piena, [...] spazientirsi. Chiuso nel suo frac, [...] Vanni Sagonà cerca di guadagnare qualche minuto. Aspetta qualcuno, ma quella [...] vuota anche a concerto iniziato. Papà non si è [...]. Comincia cosi il nuovo [...] Carlo Verdone, che non si chiama, come annunciato, E [...] andato a Tripoli?. Per non dire dei [...] Eravamo andati a Tripoli, Se fossimo andati [...] Tripoli, Ma non era andato a Tunisi? e via [...]. Ec-co, allora, Al lupo [...]. Lo grida Verdone in una [...] «Al lupo al lupo! Perché, si sarà capito, [...] attorno alla sparizione misteriosa di un padre, [...] Mario Sagonà, scultore famoso, e [...] che intraprendono, per [...] i tre figli: Vanni, Livia [...] é Sergio Rubini. Livia è Francesca Neri, Gregorio [...] Verdone. Un tris d'assi molto [...] Penta: e infatti Al lupo al lupo! Gliela farete? «Ce se [...] romana il regista, che ha fissato per [...] il primo ciak. Nove settimane di riprese, [...] sforamenti: ai primi di novembre la Neri [...] (orza in Irpinia [...] Sud di Salvatores. Facciamo un passo Indietro, Verdone. Che cosa accade quando Vanni Sagonà [...] il suo concerto? Ci resta male. Poi si fa coraggio [...] sorella. Anche lei non sta [...] insoddisfatta, medita di lasciare il consorte per [...] non trova la forza per [...]. C'è una bambina di mezzo. Insieme, Vanni e Livia, [...] di papà. Pensano ad uri malore, ad [...] infarto, sfondano la porta e dentro non [...] nessuno. Dov'è andato e perché [...] a nessuno? E Gregorio, li terzo [...] quando entra in scena? Quando Vanni [...] Livia vanno nella vecchia casa di campagna. Sperano di [...] il padre e invece Gregorio, [...] insaputa, vi ha organizzato un rave party [...]. Gregorio, ovvero io, ò il [...] della famiglia: un [...] che gira per le discoteche [...] da [...] and the [...] Stone», con [...]. Vanessa, per assistente. I tre fratelli non [...] soprattutto Gregorio non ama il padre. Gli rimprovera di [...] pensato sempre e solo [...] Vanni: [...] lui [...] il genio, il figlio [...]. Naturalmente, la scomparsa del [...] un pretesto per raccontare un affetto ritrovato. /// [...] /// Siamo sulle tracce di [...] in realtà stiamo ritrovando noi stessi. Dai cassetti cominciano a [...] memoria, fotografie, lettere, oggetti. Il padre non era [...] disinteressato come sembrava. A modo suo, non ha [...] cessato di occuparsi dei figli. Sarà importante, ad esempio, l'incontro [...] una vecchia fiamma [...]. E i tre scoprono [...] tutto di [...] dura [...] giorni, a cavallo tra [...]. E si concluderà in [...]. I tre [...] vi arrivano per intuizione, leggendo [...] poesia ermetica molto amata dal padre. Ma non vorrei dire [...]. Sembra quasi un viaggio [...]. [...] anziano é come una lumaca [...] lascia la [...] bava. Sta ripercorrendo le tappe [...] vita, e in fondo spera che i [...] riescano a [...]. Chi cambierà di più [...] Vanni, il pianista. È un uomo bloccato, [...] secondo Gregorio, «s'è scopato solo il pianoforte». E per [...] io gli trovo pure una [...] a pagamento. Alla fine si scatena, anche [...] la sorella gli ha sciolto una pillola di [...]. /// [...] /// Ma [...] nella prima versione della [...] una ragazza estranea alla famiglia che si Innamora [...] è vero. Prima il film doveva [...] di lo e mia sorella, con Rubini [...] Muti. Noi due in viaggio, [...] si invaghisce di una tipa che stava [...]. Però si finiva coi [...]. Cosi ho messo da [...] e con Benvenuti, De Bernardi e Ascione [...] capo la storia. Adesso la sceneggiatura è [...] solo tre scene. Niente storia d'amore, [...] a Dio, no. Il sesso, al cinema, [...] Francesco [...] Benvenuti dice che sono [...] trombante», come Totò, Sordi, Villaggio. Nuti, invece, è «trombante». /// [...] /// Verdone e papà Mario, Illustre [...] professore di cinema. Quanto c'è di lui [...] Mario [...] e niente. A papà devo molto. Mi ha dato i [...] giusti. È severo come Sagonà [...] spiritoso. E co me lui, ama [...] in una ma [...] occulta. Vanni, Livia, Gregorio nella [...]. Luca, Silvia, Carlo nella [...]. È vero? Che dovessi [...] insieme a Rubini, si sapeva da un [...]. Mi piace molto, ho [...] con questa nuova schiera di attori, io [...] loro stimolano me. E comunque, sia Sergio [...] Francesca [...] voluto leggere la sceneggiatura prima [...]. Rifarà un altro film con [...] può [...]. Certo, l'incontro con lei è [...] proficuo. Ha tempi di recitazione [...] e (orse proprio questa miscela inconsueta ha [...] del film, E la Urica? Ci [...] ancora dopo le stroncature [...] a gennaio «II barbiere di Siviglia»? Ci [...] II bar-biera, che debutta a Caracalla. Stasera si prova il [...] la prova generale e [...] in trincea. Ho corretto molte cose, [...] gag, è un Barbiere più distinto, Stroncature? Se [...] dire che sono premeditate. Stavolta, Insomma, si sente [...]. La lirica è quella [...] appuntamento difficile. Ma io sono fiducioso. Tra [...] non è la mia [...] Caracalla. C'è un [...] 1977, quando girava La [...] Bertolucci [...] fece fare il molo del regista [...]. Era poco più di una [...]. E oggi, quindici anni [...] Il a fare il regista sul serio. A volte le coincidenze. Gianni Magni (secondo da [...] dei [...] scomparsa di Gianni Magni Il [...] del Gufo Gianni Magni, attore, mimo e [...] quattro «Gufi», celebre gruppo di cabaret dei [...] Sessanta, è morto a Milano [...] di 51 anni, colpito [...]. Nato a Milano nel [...] Magni [...] esordito giovanissimo facendo il clown, [...] e il coreografo. Nel 1964 aveva fondato [...] Gufi e, dopo lo scioglimento del gruppo, [...] cinema e nel teatro. /// [...] /// Se ne è andato Gianni Magni, [...] più allampanato, il più lunare dei quattro Gufi, [...] nel cabaret milanese degli anni Sessanta, che [...] Scala al Derby Club. Ma -ci dice Nanni Svampa, [...] Patruno e Brivio, e naturalmente Magni, costituiva [...] -come gruppo abbiamo iniziato al [...] un locale dietro la [...] Centrale. Il nostro successo, però, [...] Torino, al Los Amigos, e solo in [...] arrivati al Derby. Quattro tipi tosti, i Gufi, [...] in testa, maglione a collo alto nero, [...] ai piedi, calzamaglia rigorosamente nera -che in [...] quando nei magnifici anni Sessanta la società [...] sempre più affluente e opulenta, hanno avuto [...] guardarsi attorno, dì andare controcorrente. [...] nero nel teatro dei Gufi, [...] ironia, un amore sviscerato per il jazz [...] Bras-sens, la voglia di fare spettacolo totale. Con il suo corpo [...] se stesso a imitazione della silhouette di Karl Valentin, [...] sguardo surreale, i denti sporgenti. Magni era la dimostrazione [...] di quello che su di un piccolo [...] un grande palcoscenico (nei grandi teatri ci [...] intelligente che è stato Remigio Paone) [...] i Gufi dicevano o cantavano. Il mimo, del resto, imparato [...] scuola del Piccolo Teatro con Marise [...] era la [...] specialità e [...] di Magni stava tutta [...] o nella capacità di dare [...] conclusione gestuale sempre azzeccata alle [...] suoi compagni. Il bersaglio era quello: [...] piccoli con la loro voglia di piazzarsi, [...] qualsiasi modo a conquistarsi un piccolo spazio [...]. Non per nulla uno [...] famosi dei gufi era una canzone che [...] banca, stipendio fisso, cosi mi piazzo e [...] parla più». [...] contraltare , insomma, delle mille [...] al mese di una volla: la piccola sicurezza economica, [...] quattordicesima. Che importa se i [...] andavano a farsi [...] Magni e i suoi [...] onore al nome di battaglia che si [...] volevano solo far ridere, non si accontentavano [...] o meno folgorante della battuta. Giocavano piuttosto senza rete, [...] di trasformarsi in «coscienza critica» quando ancora [...] non garantiva il [...]. Nel [...] il gruppo si scioglie, ognuno [...] la [...] strada. Per Magni c'è il [...] spettacolo di non straordinario successo. Un successo, tanto che [...] di mettere in piedi qualcosa con [...]. Lui prima dice sì, [...] si defila. Gianni era così, introverso [...] e divertente come appariva [...]. Ci siamo persi di [...] nei momenti difficili lui si è sempre [...] me. Se ci penso, mi viene [...] grande incazzatura! Morire cosi, a [...]. [...] da Mosca Mi MOSCA In [...] era [...]. /// [...] /// Nel dopoguerra era [...]. O [...] o [...] o -più tardi, a perestroika [...] o German. E oggi? In Russia, cosa [...] È sempre una sorta di [...] di portavoce [...] collettivo [...] Oppure è una figura che [...] perso ogni contatto con il [...] rispondere. L'Autore è «qualcosa» di [...] russo di oggi. Ci sono Autori che [...] Il silenzio, come [...] German, convinti che «i [...] solo quando hanno parole definitive da dire». Ci sono Autori che [...] freneticamente, come in un «horror vacui» cinematografico [...] vero pericolo è che gli schermi restino [...] messaggi. Ci sono Autori che [...] le mani, a confrontarsi con questo benedetto Mercato [...] la [...] maiuscola di cui tutti [...] ma che nessu-no sa bene cos'è. Aleksandr [...] e Ivan [...] sono due registi diversissimi. A guardare i loro [...] -La pietra del primo, [...] del secondo -viene da [...] cosa che li accomuna è [...] della pellicola. Infatti [...] appartiene alla seconda delle [...] alla terza. /// [...] /// I documentari del [...] Aleksandr e i cortometraggi sperimentali [...] moscovita Ivan erano le cose più moderne, più [...] arrivate [...] in quegli anni. E nel 1992, a Urss [...] firma con La pietra [...] più austero, rigoroso e inaccessibile, mentre [...] si lancia con [...] nel cinema [...] e rutilante. Eppure è bello [...] assieme, due film cosi. Testimoniano due approcci diversi, [...] coesistere, perché il cinema russo abbia qualche [...] perché possa buttarsi sui mercati occidentali con [...] nel contempo la propria identità più intima. [...] mette in scena in La [...] ultimi giorni della vita di Anton Cechov. In bianco e nero, [...] e senza mal nominare Cechov, va da [...]. Il film dura [...] e mezza, ma sembra [...] anno. Ha un ritmo talmente [...] assente. Inquadrature estenuanti in cui [...] (un tizio, un medico, che «Torse» è Cechov, [...] giovanotto che se lo ritrova per casa [...] di [...] non si dicono nulla, [...]. Al confronto, il precedente, [...] secondo cerchio, visto a Berlino) [...] Spielberg. Inutile aire che La [...] tempo stesso insopportabile e bellissimo. È [...] il nostro viaggio [...] mondo del cinema [...]. Qual è il tipo [...] lo popola? Difficile rispondere, perché si tratta [...] assai indefinibile. [...] e Ivan [...] (i cui film sono stati [...] di Mosca) sembrano apparte-nere a [...] mondi completamente diversi. La pietra, del primo, [...] e dal ritmo [...] mette in scena gli [...] vita di Anton Cechov. [...] di [...] con [...] è un film sul [...] che sembra una commedia di Lubitsch degli anni Trenta. DAL NOSTRO INVIA TOma, [...] va preso (o rifiutato) cosi com'è, un [...] per la propria strada di regista [...] imperi che crollano: e paradossalmente il suo [...] narrativi alle «elegie» documentarie su [...] e su [...] è la più profonda [...] ciò che è successo in Russia, [...] poi. [...] invece, parla del [...]. Sono 1 giorni del patto [...] e Mosca è in festa. C'è da organizzare una parata [...] onore degli «ospiti» nazisti, e la commissione che se [...] occupa fa ALBERTO [...] un superbo cavallo arabo, [...] che dovrà sfilare sulla Piazza Rossa. Piccolo dettaglio: il cavallo [...] che potrebbe [...] è chiuso alla [...] (succedeva, in quegli anni. Sullo sfondo di questa [...] le vite di molti personaggi: tutti dediti [...] lutti membri delle alte sfere del partito, [...] che le purghe, finora co-nosciute solo di [...] pizzicare anche loro. Come succederà puntualmente. Ex attore della [...] «figlioccio» di [...] ha fatto un film sul [...] che sembra una commedia di Lubitsch, o una «ronde» [...] alla Max [...] ma che pian piano sfocia [...] tragedia. Contribuisce molto, a questa [...] presenza nel cast della bravissima [...]. Ma anche la storia di [...] il film è [...] fatto sembra una commedia degli [...] girato la scorsa estate -ci [...] -e avevamo prenotato una giornata [...] riprese al [...] proprio per il 19 agosto! Mi hanno sbattuto il [...]. Ma quattro giorni dopo, [...] abbiamo girato. La lavorazione è divenuta [...]. Quasi tutte le persone [...] avevamo preso accordi erano state destituite e [...] tutto daccapo. Il produttore francese è [...] Mosca già nei giorni del golpe, si è [...] pellicola che avevamo [...] fino a quel punto [...] portata a Parigi. La troupe è entrata [...]. Non lavora nessuno, mi [...] proprio noi? Ai russi non pare vero [...] motivo nobile per non far nulla. Li ho convinti che [...] lavorare sarebbe [...] assai più democratico e [...] le braccia. Ora, mi sembra incredibile [...] sia finito. Ma ne sono orgoglioso. Nonostante il denaro francese, [...] Mosca, dando lavoro a russi, e ho [...] tutta la [...] e mi sembra che [...] tecnicamente di un livello [...]. /// [...] /// [...] ha un aspetto da [...] il merito va equamente diviso fra il [...] francesi (Pierre Rivai e Claude [...] e il produttore russo, [...] 35 anni che si chiama Aleksandr [...] ed ò al primo [...]. Presente alla proiezione del [...] afferma che [...] è il suo «biglietto [...] parla come un produttore occidentale: «Il cinema [...] cadavere, ma i soldi stranieri possono [...]. Non abbiamo nulla, abbiamo [...] registi, sceneggiatori, attori, tecnici. E abbiamo storie da [...]. Mancano i produttori, ma [...]. Con [...] ho dimostrato [...] trovare il denaro, se [...] progetto. Aspetto altre proposte». [...] è diventato ricco lavorando [...] beni immobili» in Russia e in Germania. Ha un ufficio a Mosca [...] a [...]. Parla perfettamente inglese e [...] Mosca con una [...] lunga un chilometro, con [...] abilitato alle chiamate internazionali. /// [...] /// È uno dei [...] questo paese. E non è molto [...] ricchi, per intraprendenza, furbizia, megalomania. Però grazie a lui [...] ha fatto un bel film. Che dire? Le bancarelle [...] Mosca, sparse in tutta la città, rigurgitano [...] e classici della letteratura) di libercoli sul [...] sulla conduzione [...] su come diventare ricchi [...] facili lezioni. Ecco, Aleksandr [...] non ha bisogno di [...]. Aleksandr [...] ha già capito tutto [...] lui. /// [...] /// Aleksandr [...] ha già capito tutto [...] lui. (0) (0) ![]()
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