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Corpi fatti a pezzi e [...] in una discarica. Un assassino [...] alla cieca, sfondando il cranio [...] sue vittime, una dopo [...]. I titoli dei giornali [...] copione di un film [...] ai nostri incubi [...]. [...] ma anche realtà: il [...] che compare dalle tenebre per uccidere, per [...] nulla, fino a quando si rifà vivo [...] una vittima scelta a [...]. Preferiamo pensare che i [...] o gli americani, che hanno partorito Jake [...] Ted [...] diventati famosi in tutto [...]. Pochi sanno, invece, che [...] la patria di uno dei primi serial [...] tale [...] che nel 1871 uccise [...] nel momento in cui [...]. E pochi si rendono [...] ultimi venti anni ab-biamo prodotto un nu-mero [...] killer -più di venti -fra cui Abel [...] Furlan, Giudice, Bergamo, Chiatti, [...] e il [...]. I macabri riti di [...] morte dei se-rial killer -la tortura, lo [...] dura prova la nostra capa-cità di comprendere. Infatti [...] serial killer sono maschi) fuori [...] comunità umana: li soprannominia-mo mostri. Come [...] Frederick West, che ha [...] e smembrato due delle sue figlie, la [...] un [...] di altre ragazze scelte [...] le ha seppellite nel giardino di casa. O [...] affasci-nato dalle viscere delle sue [...] che teneva con se dopo averle uccise, squartate e [...]. Viveva in una casa da [...] emanava [...] feti-do dei corpi in decomposizione [...] persone che aveva ucciso. O come il [...] massimo del piacere sessuale nel [...] di staccare la testa della vitti-ma (una era [...] madre) che poi vio-lentava, a [...] cucinando e man-giando (in un pasticcio di [...]. Quando qualcuno uccide coppiet-te e [...] pezzi [...] corpi agli [...] e quando qualcuno rapisce e [...] bambini, come Luigi Chiatti, la prima richiesta, quella ovvia, [...] che venga scoperto, arrestato, processato e [...] vittime. Perché sappiamo che la [...] e di morte del se-rial killer finirà [...] fermato dalla polizia. Ma è [...] scoprire questi assassini. In un omicidio comune, dove [...] è noto alla vittima, scavando nella vita di [...] si può arrivare alla persona [...] uccisa. Ma come si fa a [...] che viene dal [...] e dopo [...] tornerà a mi-metizzarsi nella vita [...] tutti i giorni, sembrando perfettamente normale a [...]. [...] killer tipo» non è [...] dagli occhi spiritati dei film o dei [...] e (a differenza di Gaspare Zinnanti il [...] parlano le cronache questi giorni) non è [...]. In appa-renza quasi tutti [...] cittadini normali, insospettabili. La-vorano, sovente hanno famiglia, [...]. Come il sovietico [...] un insegnante istruito e [...]. O come Ted [...] che lavorava con impegno [...] di crisi di [...] dove era bravissimo a [...] disperata che telefonava alla [...]. Chi poteva immaginare che [...] a salvare le vite di persone che [...] dopo il lavo-ro prendeva la macchina e [...] qualche ragazza che violen-tava, uccideva per poi [...] corpo (ha persino truccato e lavato i [...] vittime dopo averle stuprate a morte). Ha ucciso almeno 40 [...]. O come Ed [...] un uomo molto intelligente e [...] amico di molti poliziotti della [...] città, che non gli hanno [...] quando -dopo [...] della ma-dre e una fuga [...] 17 ore -ha [...]. Per attrezzarsi meglio nella [...] assassini, le polizie più effi-cienti -compresa la [...] équipe specializzate che scrutano la scena [...] caratte-ristiche comuni tra le [...] operandi [...] -per co-struire un identikit, [...] del comportamento e delle caratte-ristiche [...]. Questo identikit serve a [...] di possibili sospetti, che altri-menti sarebbe infinito. Nel primo profilo lo [...] James [...] ha costruito [...] che aveva seminato New York [...] e bombe (più di 50) negli anni Quaranta [...] Cin-quanta. Dagli indizi offerti dalla [...] ha dedotto che il [...] Bomber» era figlio di [...] era di religione cat-tolica, di altezza media [...] robusta, che era uno scapolo e che [...] parente, e che era stato licenziato dalla Compa-gnia [...] New York. Con questo profilo la [...] ricercato «il Made Bomber» per quasi venti [...] ad un ta-le George [...] che ha poi su-bito [...]. [...] corri-spondeva esattamente [...] di [...]. Il profilo psicologico del [...] il tipo di persona [...] la corporatura, il ceto [...] spiega perché uccide. Vie-ne spontaneo [...] come fun-ziona la psiche [...] che non può fare a meno di [...] abbiamo un modello della struttura psichica a [...] tipo di violenza primitiva. In-fatti, anche quando sono [...] prima di essere scoperte, le capacità di [...] uomini non vengono quasi mai notate. Basti pensare che tre [...] che [...] non era un uomo [...] violenza, mentre era venuto al colloquio con [...] una vitti-ma nel portabagagli della macchi-na, o [...] Luigi Chiatti era in tera-pia negli anni precedenti [...] della [...] carriera omicida. Le difficoltà dello studiare, [...] curare) questi uomini sono tante e vanno [...] loro patologia al fatto che, per [...] bisogna avere [...] identikit dei «mostri» Scelgono [...] cieca Prima e dopo gli efferati omicidi [...] normalità Anche per gli psichiatri è difficile [...] capacità di violenza Indagini affidate a specialisti LA [...] inconfondibile fo-tografia -nonostante quei [...] di là da venire quan-do era la [...] -è tornata sui giornali. Pietro [...] è ancora fra noi, [...] eterno bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. [...] bocciato in due concorsi per [...] cattedra [...] di Roma, e lui come [...] altre volte non ci sta. Ma queste sono le [...] lo [...] tutta la [...] invece raccontano di un [...] che nella [...] corsa senza compromessi è [...] contro due signo-ri di un certo peso, [...] discutibile criterio gli sono stati preferiti nel [...]. Il primo si chiama Ni-cola Rossi [...] dal suo passato può estrarre [...] e la colla-borazione con Gerardo Bianco, [...] presidente del Partito Popolare. Ma è [...] con il secondo «ostacolo» quello [...] sicuramente ha fatto [...] Pietro. Si chiama Mario Pescante, [...] del Coni, e negli infi-nitesimi ritagli di [...] presenta [...] per insegnare [...] e or-ganizzazione del-le attività [...]. E dire che [...]. [...] sulle piste [...] di mezza Italia, ancora in [...] battuta, la scena è sempre la stessa: quelli che [...] ne intendono [...] verso [...] è sfrecciato [...] di-ciottenne, arrivato allo sport dopo [...] e pazzeschi insegui-menti, correndo dietro ai mo-torini sul lungomare [...] città. [...] rossa che quel proiettile imber-be [...] appena sollevato con la [...] falcata. E sul suolo rosso [...] buchi. Buchi grandi come non ne [...] mai visti prima. Buchi scavati dai por-tentosi [...] Pietro [...]. E la stessa frase, [...] se la ripeto-no coloro che a Roma [...] Italico Mario Pescante, giova-ne [...] del Coni di Giulio Onesti, abilissi-mo nel [...] sportivo del padre fondatore [...]. [...] Olimpiadi di Mosca: fra le [...] gare di [...] sarà quella di cui ciascuno [...] dove e con chi [...] vista. [...] prima [...] stato il record mondiale dei [...] metri, [...] a Città del Messico; ma [...] primato è fatto di numeri, la finale olimpica, quella [...] olimpica, è [...] cosa. Pietro la corre come [...] può fare. In venti secondi dipinge [...] se stesso e lo appiccica sui televisori [...]. A ventotto anni il [...] e divide come pochi altri atleti: introverso, [...] nei [...] però capace di grande [...] verso i pochi, [...] si fida. [...] la [...] straordinaria capacità di sofferenza, quella [...] gli consente di sopportare i duris-simi allenamenti del geniale [...] Vittori, di trasforma-re il suo grande talento in un [...]. [...] parte e perde cla-morosamente [...] del britannico Wells che gli corre a [...]. Finisce la cur-va e [...] di due me-tri in una gara che [...] correre, dopo essere uscito a pezzi dalle [...] metri. Pietro vede il fondo del [...] giurerà a [...] reagire non sono le [...] avversari ma quel che gli [...] agita in testa, le facce gaudenti dei suoi nemici [...] o presunti. Fatto sta che [...] «recupe-ra! Gli occhi spiritati di Pietro [...] sul tartan sono storia dello sport nostro [...]. Chi ha visto non riesce [...] fermo. E sulla tribuna dello stadio [...] segretario del Coni Mario Pescante, [...] attimo di «debolezza» prima di pensare a come far [...] il massimo corrispettivo per un [...]. Altro passo in [...] fino [...] un paio [...] fa. Pietro [...] è ormai un celebre [...]. Ha continuato fino [...] quan-do, a 36 primave-re, [...] a tornare in pista per partecipare ai [...] Giochi, un record. E aveva centrato [...] del fatto [...] più la forza dei tempi [...] la [...] ennesima corsa olimpica sarebbe risultata [...] sgraziata, una pal-lida imitazione dello sprinter che fu. [...] era stata il portare [...] nella sfilata [...] da Mario Pescante e [...] pletora dei dirigenti Coni, inappuntabili nella divisa [...]. Accantonate definitivamente le scarpette [...] si buttava sui libri [...] tenacia dei trascorsi al-lenamenti. Con risultati strabi-lianti. In pochi anni ha [...] una laurea in scienze [...] in leg-ge, ha fatto un master alla Boc-coni, [...] commerciali-sta, curatore fallimentare e [...]. /// [...] /// Pietro deci-de di tentare [...] sport, da dirigente. Si candida alla presidenza [...]. Un uomo come [...] anche essere eletto per ac-clamazione. [...] presidente del Coni non fa [...] per il dot-tor Pietro [...]. Alla [...] candidatura per la [...] vie-ne messa la sordina [...] da [...]. [...] elettiva della [...] non perde, viene addirittura ignorato. /// [...] /// E eccoci adesso [...]. [...] vicenda di cattedre negate, [...] Pescante [...] fa il professo-re ed il plurititolato [...] che protesta. È la solita vecchia [...]. Che riguarda Pietro e [...]. Gente dura, ma con [...]. Un noc-ciolo di abnegazione [...] alla lusin-ga, al compromesso. Gente che ha vinto, [...] an-cora più orgoglio per certe [...]. CAROLE [...] TARANTELLI Serial killer A leggere [...] dati, [...] da preoccupar-si. In Italia, dai [...] ad og-gi, sono stati [...] killer. Quelli ancora liberi, e [...] grado di nuocere, sono trenta. Inoltre, dei venti «mostri» [...] metà ha deciso di entrare in azione [...]. È evidente la crescita [...] fenomeno che [...] televisivi e i titoli nobili [...] quoti-diani, con le vicende di Milano (con qualche dubbio [...] «serialità» [...] e del Bel-gio (con molto [...]. Ma di fron-te a [...] detta degli stessi studiosi, [...]. /// [...] /// Lasciando da parte i [...] a maggior ragione il Belgio, teatro [...] anno di fatti di [...] ferocia, [...] ha of-ferto in questi [...] un numero tale di episodi da [...] possibile [...] di alcuni tratti specifici [...]. Ma i risultati sono [...]. Spiega il professor Ugo Fornari, [...] di Torino, interpellato nei giorni scorsi [...] «Ha [...] media e [...] difficile alle spalle, fatta di [...] e di violenza. La [...] vittima è preferibilmente indifesa, [...] ma anche omoses-suali». Insomma, quel poco che [...] a capire, ri-guarda la personalità di questi [...] nulla dei loro comportamenti esteriori. Anzi, sembra che abbiano [...] per mascherare, nel comportamento e nelle relazioni [...] i giorni, il loro vero obiettivo. Simpatici e cordiali, ma [...] della società: è proprio in questa contraddizione [...] migliore, il loro [...]. Perché in realtà un serial [...] potrebbe [...]. [...] di psicopatologia forense [...] di Roma, ha curato [...] contiene i dati e le circostanze relative [...] importanti di killer se-riali avvenuti nel nostro [...] 20 anni. In questa lista non [...] di Firenze», non essendo ancora conclusa la [...]. Per questo moti-vo il [...] fa parte dei 30 [...]. Proprio [...] del 1977, il primo delitto [...] «Ludwig». Gli [...] Abel e Marco Furlan, [...] dopo [...] ucciso quindici persone (tutte [...] Vene-to) [...] nomadi, sacerdoti, omo-sessuali e prostitute, e dopo [...] a Milano, di un cinema a luci [...] morirono altre sei persone. Anche la durata del [...] di ogni assassino è una variabile sconosciuta. Ad esempio Valentino Pesenti [...] di 15 anni, tra [...] il 1991, sempre in Liguria, e fatale [...] duplice omicidio. [...] pugile Maurizio Minghella assassinò, [...] cinque donne in pochi mesi, tra la [...] del 1978, sempre in Ligu-ria. Quindici anni di libertà [...] nel 1995, anche per Andrea [...] un ar-tigiano valdostano che [...] della morte di tre prostitute e di [...] cui corpi furono di volta in volta [...] bidoni della spazzatura. Scorrendo [...] dei serial killer italiani, [...] i nomi di Giancarlo Giudice e di Marco Bergamo. Il primo, camionista, uccideva [...] di Torino. Dopo il nono de-litto, [...] e rinchiuso in un mani-comio criminale. Più recente (1992) [...] di Ber-gamo, più noto alle [...] come «il mostro di Bolzano»: le sue vittime furono [...] prostitute e una studentessa di 15 anni. È stato condannato [...]. /// [...] /// È stato condannato [...]. (0) (0) ![]()
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