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Mostri di stagione e sogni [...] fine estate [...] posso vedere: [...] il pittore maledetto e la [...]. Basta aspettare un [...] e passa qualcuno di [...] o due. Se si re-sta per un [...] è possibile perfino [...] sfilare a turno uno dopo [...] ed avere così in rapida sinossi la collezione completa. [...] è sicuramente un al-colista o [...] è stato. [...] le sue dimensioni sono [...] ridotte e il suo colorito [...] me-no acceso. Forse prova a disintossi-carsi. Lo capisco da questo: [...] e ingrugnito in un caffè senza dire [...] si appressa al banco, non avviene più [...] sempre. Non gli ser-vono immediatamente la [...] mat-tutina dose di alcol. Saluta le vec-chie vedove [...]. Le cono-sce tutte. Le chiama per nome [...] con spirito giovialmente pro-tettivo, direi filiale. Quanti anni lui abbia [...]. [...] è indefinibile: direi fra i [...] e i settanta. Ma la [...] for-ma sferica lo farebbe [...] zona più originaria, in un an-golo senza [...] età: in un limbo [...]. [...] è stato coerente e tenace. È un soldato del-la [...] senza meta. È un milite del non [...] niente. Dieci anni fa era [...] con denti e capelli a posto, che [...] si metteva seminudo davanti a una fontanella [...] lavava abbondantemente, con innumerevoli risciacqui gelidi sulla [...] sul petto. Consu-mava rapidamente il suo [...] di Marsiglia. Per tenersi in forma [...] corsa per tre o quattro volte il [...]. /// [...] /// Lo si vede in giro [...] diverse stagioni sempre vestito con estrema cura, con una [...] attenzione [...] o [...]. A maggio indossava un [...] spesso pelo interno e dei pesanti stivali [...]. Ora, in agosto, è [...] e panni candidi. Una cami-cia bianca [...] si direbbe, pantaloni doppi, [...] color neve. Il viso cotto, lucido come [...] pelle conciata e lustrata. Ha perso i capelli. Non ha più denti [...]. Si è metodica-mente autodistrutto. Ma il suo vigo-re e [...] fierezza sono intatti. /// [...] /// Il pittore maledetto si [...] e incurvito negli ultimi tempi. A forza di restare [...] per farsi vedere da [...] con davanti a sé una tela quasi [...] è rovinato la salute. /// [...] /// Ma ora il collo [...] piega-to in basso e in [...] la [...] curva. In sandali, con la [...] pantaloni, noto a tutti i negozianti e [...] fruttivendoli, occupa il suo posto accanto al [...] mezzo al campo e reci-ta indefessamente la [...]. I suoi quadri sono completamente [...] fino [...] margine della tela. Non spreca spazio. Qualcosa di suo è [...] risto-rante o trattoria della zona. /// [...] /// Esce di casa sempre [...]. La [...] body [...] è molto abbronzata. Non so nep-pure se [...] il virile stia procedendo o si sia [...]. Siamo al momento nei [...] un poco brutale ma non priva di [...] ap-peal. Le spalle larghe e [...] e lisce, potenti e ben tornite. Le gambe sono virilmente [...] depi-late e abbronzate. Il passo è deci-so [...] don-dolante. Uomo o donna? Forza [...] Salute o insania? Io sono [...]. Ma sono veramen-te [...] Che luogo è questo? Beati [...] che sanno credere di [...] dove si trovano. Beati quelli che sanno [...] quello in cui sono. Da anni sono [...]. E poi, dopo poco, [...]. Potrei ancora dire di [...] passato la vita [...] o lì? Sto seduto a [...] colazio-ne con cappuccino e croissant. Ma questa è già [...] sono già le dieci. Passa il sindaco [...] (mi pare di [...] con la [...] magnifica corona o maschera ca-rismatica [...] capelli e di barba. Passa [...] magro e un [...] assonnato stamattina, che sta [...] Pavese ed è indi-gnato con quella ambigua [...] che lo ha preso in giro. Dice che forse avrebbe [...] Vicen-za, dove è nato. Forse Padova e Venezia [...] di-sordine irrimediabile nel suo de-stino. Ma pensa di trasferirsi, [...] Toscana o nelle Marche, in campagna, in un [...] di Molière [...] scena). Passa [...] allegro, ecci-tato, che [...] ha pubblica-to tre libri, che [...] partirà per Parigi dova ha una casa. Ma si la-menta: la [...] solo che non [...] vista. Davanti alla finestra si [...] di un altro edificio. Sarebbe meglio andare in Messi-co [...] a Parigi. Parliamo del cielo immenso [...] Messico [...] dalle divinità non placate degli [...]. Mi parla di quei peperoni [...] che do-vevo [...] volta che ci sono andato: [...] si fa una pasta-sciutta squisita e basta [...] una busta per avere un [...] primo piatto per un anno intero. Leggo un reportage sulle [...] uscito sulla «Repubblica». Un pezzo di appassionato, [...]. Laggiù, dove negli ulti-mi [...] ritirato Orwell, si distilla il più inarrivabile [...] sapore di torba si perde se viene [...]. Così il giornale della [...] agosto canta le lodi del [...]. Pubblica elegie sulla vi-ta [...] non si sono affat-to messi al passo [...]. An-che io, come tutti [...] questo momento leggono su «Re-pubblica» il reportage [...] vorrei stare lì e [...]. Laggiù dove niente cambia, [...] dove tutto cambia da un giorno [...]. Passa Anna Maria Carpi, [...] un romanzo di donne in amore e [...] il mondo. È ambientato in Olan-da, [...]. Forse perché nella luce [...] vede più chiaro, anche i conflitti interiori, [...] ci sono o non si ve-dono per [...] mediter-ranea. Più tardi intravedo Erich Kuby, [...] giornalista tedesco, che si avvia verso casa. Ha spedito per fax da [...] cartoleria il suo articolo settimanale. È nato nel 1910, [...] la [...] giacchetta di lino, il [...]. Ha combattuto nella We-hrmacht, [...] occi-dentale e poi su quello orientale, addetto [...]. E ora è [...] in campo Santa Margherita. /// [...] /// Lui conti-nua a scrivere i [...] articoli con-tro la [...] Germania. Solo di cin-que di [...] fidato». Un tedesco [...] per cento. Lui sì, un vero [...]. VENEZIA Quando passa [...] palla ALFONSO BERARDINELLI Alfonso Berardinelli: [...] del critico e del poeta Alfonso [...] critico letterario e poeta [...] Roma nel 1943. Ha insegnato storia della [...] di Venezia, città dove [...] maggior parte del tempo. I suoi interventi di [...] parte nati da collaborazioni a riviste (dai «Quaderni [...] cui direzione è stato membro dal [...] fino a «Linea [...] e alle pagine Libri [...] monografie, come quella su Franco Fortini, raccolte [...] («Il critico senza mestiere. Scritti sulla letteratura [...] uscito da Il Saggiatore [...] e il politico. Sulla nuova piccola borghesia», Einaudi [...] Bollati Boringhieri «Tra il libro e la [...] «La poesia verso la prosa», uscito due anni [...]. La [...] produzione in versi, che ha [...] le mosse dalla poesia di Fortini, è raccolta in «Lezione [...] (Mondadori). Assieme a Pier Giorgio Bellocchio [...] rivista letteraria e di intervento culturale «Diario». Etna PIETRASANTA Beppe Sebaste: caffè [...] piazze di un appartato cosmopolita [...] giornalista francese che faceva un [...] su que-sto luogo, seduti [...] nella piazza, dissi che il [...] caratteristico [...] e quello che più amo, [...] il senti-mento di far parte di una comunità cosmopolita [...] sparpagliati in [...] che va dal mare alle Alpi Apuane, dalla spiaggia alle colline di ulivi ai bo-schi [...] castagni, io e gli altri abi-tatori di questa terra [...] in comune il gusto appunto [...] in un luogo in cui, [...] nella piazza a certe ore, esprime ancora una socialità [...] e aggregante. Parlo di Pietrasanta, dove [...] tavolini fuori sono frequentabili 365 gior-ni [...]. [...] a Pietrasan-ta, dove peraltro abito [...] al mare fu una decisione arbitraria che aveva qualche [...] della mia compa-gna, la pittrice Cathy [...] tra i cui ricordi [...] sì il mare di Forte [...] Marmi, ma sopratutto le allegre riunioni in-ternazionali di scultori [...] tavolini della piazza di Pietrasanta. Ho in-corporato questi suoi [...] facilità, e un giorno di fine estate, [...] in un albergo immerso [...] fragrante e odoroso, con le spiagge ormai [...] tramonti che facevano sorridere di rosa le [...] marmo delle Alpi, tutto [...] in [...] ci sembrò così [...] abitabile che cer-cammo per [...] da abitare e avemmo la ventura di [...]. E ora [...] qua a parlare di [...] cui sono sradicato e residente, e dove [...] incarna il paradosso che in fondo ho [...] e insieme non essere da qualche parte, [...] dimorare, sentirmi in viaggio sen-za lasciare Itaca. Sono principal-mente scultori i [...] di questo luogo, con cui condivido [...]. [...] coi nativi da loro intro-dotta [...] basata su un fare che ha creato una comunità [...] si esten-de dai cavatori ai maestri scalpel-lini, agli scultori [...] ai semplici estimatori, e che ruota intorno ad una [...] attività più [...] tra quelle che [...]. Amo la scultura, questa [...] si può e si de-ve toccare e [...] mani, cui ci si può e deve [...] che ci pone interrogati-vi che riguardano lo [...] nostra stessa postura di persone che si [...]. Amo questi miracolosi pezzi [...] e artefatti organici e inorganici, [...] una molteplicità di gesti [...] immaginabile dalla co-siddetta gente comune, la quale [...] crede, come ha detto [...] Pomodoro, che le scul-ture [...] belle e fatte come i frigoriferi, e [...] e le pratiche millenarie, oggi in via [...] sono dietro di esse. Forse la fama di [...] è sparsa troppo, e gli amministratori incautamente [...] codificando: «Pietrasanta città [...]. È que-sto [...] modo per uccidere un [...] vita, ma già minac-ciato e corroso da [...] non ultime, le forme di ingombranti Mercedes, [...] turisti che dalle discoteche e ristoranti di Forte [...] Marmi si spostano per visitare il paese degli [...]. [...] un bar, nella piazza di Pie-trasanta, che [...] chiamavo scherzosamente [...] des [...]. È frequentato da persone [...] hanno [...] e il com-portamento, ma [...] libero. Essendo il mio me-stiere [...] che più mani-festamente rivendicano la neces-sità di [...] mi capita sempre più spesso di con-dividere [...] e il loro tem-po, e con essi [...] io mi confondo. Da lì vedo sempre più [...] che passa senza fermarsi, che ha [...] di dover andare da qualche [...] e di [...] dare a vedere. Io passo invece lunghi [...] mio amico Giovanni, che sembra un vecchio [...] fa il con-tadino, [...] il bagnino. Ma anche lui, che [...] no, ha molto tempo libero. Abita a Ca-priglia, sopra Pietrasanta, [...] casa rifatta da lui, cui si arriva [...] in un bosco di casta-gni. Una volta a casa [...] si gode la vista delle [...] che arri-va fino a [...] e Porto-venere. Ho passato sere silenzio-se [...] tramonto, a fumare insieme, a bere vino [...] casa, a cucinare insieme. E di re-cente, una [...] mira-colato di un bellissimo sogno. Sappiamo che i luoghi [...] ciò che vediamo e per-cepiamo coi sensi, [...] che ci fanno immaginare, vettori dei nostri [...]. Così, tra gli ultimi [...] di uccelli, mentre Giovanni cucinava bistec-che e [...] con una coperta sulle spalle e un [...] in mano, mi sono ad-dormentato. E ho sognato la Creazione [...]. Quando Dio creò il Mondo [...] divise in tre parti, impiegando tre giorni. Creò dapprima Tutte le [...] in polvere: i corpi, le cose, le [...] le case, e anche [...] e i liquidi. E la bellezza, che finisce [...] in polvere. Poi creò Tutte le [...] Luccicano: le stelle, le luccio-le, i brillanti, i [...] e i fanali. E le illusioni, i [...] i valori e altre cose luccicanti. Creò infine Tutte le [...] Trillano: i grilli, le cicale, i telefonini, i [...] le idee e frasi magniloquenti, e i [...]. Il mondo era fatto, [...] Dio [...] alcuni giorni a pensare senza pensare, [...] senza confini della [...] conoscenza, che Tutte le [...] regni si mutano continua-mente [...] e Tutte le cose [...] Trillano [...] Tutte le cose che Luccicano finiscono [...] in Polvere, ma esse [...] e continuano a [...] e Luccicare. Polvere di Stelle, pensò [...] senza pensare. Il resto dei giorni, Dio [...] conto di avere creato [...]. È questa la Vita, [...] così, la Vita Stessa, e. Silenzio che è propria-mente, [...] Voce di Dio. Le bistecche di Giovanni [...] e sfrigolanti, e anche il pane. Il 19 giugno [...] ha provocato in questo luogo [...] e sofferenze. Negli stessi giorni, a Camaiore, Maestri [...] da tutto il mondo partecipavano a un [...]. Non credo che [...] sia scindi-bile [...] di impermanenza. In quei giorni ero [...] le vicende con commozione e tristezza. Ora il compito è [...] dalla polvere, o dal fango. Dedico il sogno a [...] stati colpiti e afflitti [...] con tutta la com-passione [...] capace. Beppe Sebaste è nato [...] Parma [...] 3 giugno 1959. Ha fatto studi dottorali [...] Filosofia (Estetica) e ha abitato in vari luoghi, in Italia [...]. Ha pubblicato, tra [...] alcuni libri di racconti: [...] e altri luoghi di [...] (Feltrinelli, [...] «Niente di tutto questo mi appartiene» (Feltrinelli [...]. Traduttore, ha curato di [...] versione de «Le passeggiate del sognatore solitario» [...] Jean Jacques Rousseau nei Classici Feltrinelli. Sta preparando un libro [...] maestro e di trasmissione (di prossima pubblicazione [...] Feltrinelli) [...] un romanzo. Ha scritto per anni sui [...] con amici fotografi e ora [...] a [...] con il regista Mario Agostinelli. Ha collaborato [...]. Come narratore si definisce [...]. In questo momento sta cercando [...] editore per la pubblicazione di una [...] raccolta di poesie, scritte in [...] ultimi [...]. Titolo:« Come un cinghiale in [...] macchia [...]. Amici miei dei marmi [...]. /// [...] /// Amici miei dei marmi [...]. (0) (0) ![]()
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