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[...] movimento dalle parti della sinistra. Che promette di sperimentare [...]. Non vuole, questa sinistra [...] limiti alla Provvi-denza, segnando i propri confini [...] soffocante, da gen-darme (perlomeno europeo) delle [...]. Ma in generale non vuole [...] un partito democratico che [...] (Famiano [...] Comunisti unitari) e il leader [...] Laburisti, Valdo Spini, risponde picche (rivolto al vicepresidente del Consiglio, Veltroni) a un partito democratico che «annacqui la scel-ta [...] dal Pds con [...] socialista. Un con-to è partire [...] Partito [...] e al-largarsi verso il centro, un altro [...] con il [...] per fare una [...] indistinta». A ascoltare, a assentire, [...] naziona-le del cinema Capranica per «La si-nistra [...] nume-roso, paletot blu (bavero spesso rialzato), giacca [...]. Ceto medio politicizzato socialista, [...] quadri sin-dacali senza collocazione precisa: dirigenti politici [...] nazionali e locali, rappresentanti [...] e del volonta-riato, personalità [...] alla sinistra democratica. Questo succedeva la mattina. Nel pomerig-gio di ieri, [...] e [...] in-sieme, per presentare il libro [...] Al-berto Asor Rosa (ne diamo conto [...] accanto). Il giorno precedente, Forum per [...] della Sinistra. A qualche decina di [...] dibattito sulla rivista «Fine secolo» con Adriana [...] Piero Di Sie-na, Alfiero Grandi, Stefano [...] Valentino Parlato. /// [...] /// Saranno pure frammenti quanti [...] di costituzio-ne di un nuovo partito della [...] cammino [...] comincia-to. /// [...] /// Il Forum dovrebbe ser-vire [...] diverse in una nuova formazione, con inten-zionalità [...]. Gino Giugni, che rappresenta, [...] socialista, invita le componenti [...] so-ciale e ex comunista a non immagi-nare [...] come una semplice confederazione «tra di-versi. /// [...] /// Noi, invece, dobbiamo fare [...] una casa comune in cui tut-ti si [...] stec-cati e recinti». Per i Cristiano sociali, Pierre [...] sottolinea: «Noi portiamo il mat-tone [...] cristianesimo sociale che si colloca naturalmente a sinistra» mentre, [...] repubblicana, Giorgio [...] propone di [...] vita a tanti forum locali. Tutto questo, per dare [...] processo di rinno-vamento della leadership, della classe [...] Paese. Si-gnifica, anche, disincagliare un [...] è sembrato, spesso, avvitarsi su se stesso. Non scambia-mo lo spegnimento [...] luce, quella del Psi, con la morte [...] Antonio Giolitti. Quale delle due avrebbe [...] rappresentare la protesta sociale? E gli oneri [...] devono essere la-sciati solo a una parte [...] coalizione? Esercizio poco raccomandabile questo della diva-ricazione [...]. Lo sottolinea [...] (i Comunisti unitari fanno [...] Forum della sinistra) nel criticare la teoria delle [...] da [...]. Noi siamo nel Forum per [...] una sinistra forte, in grado di guidare una globalizzazione [...] che si basa prevalen-temente sulla [...]. Veniamo a «Fine secolo». Una ri-vista nata con [...] e [...] di ripensare a una cultura [...] go-verno della sinistra, non disgiunta dalla trasformazione sociale. Dun-que, una serie di analisi [...] lavoro e sul modello di [...] sopratutto oggi. Le sinistre non sono [...] e proprio a questo tavolo ci sono [...] si ricono-scono in nessuna delle due» (Gran-di). E [...] si chiede come sia [...] «è un problema, Berlusconi [...] che nella sinistra dove era mobilitante [...] del cambia-mento, adesso, [...] un mutamento di cultura [...]. Secondo Di Siena bisogna ripro-porre [...] tema [...] della sinistra per [...] entro un nuovo orizzonte. Tra congressi, convegni, incontri, [...] e ri-viste, i segnali sono tanti; però, [...] morte della po-litica, sulla crisi irreversibile della [...] avere qualche dubbio. Parte il progetto di [...] capace di riunificare le tradizioni della sinistra Al Capranica [...] interventi di Giolitti, [...]. Il leader del Pds: [...] delle riforme [...]. La sinistra di Massimo [...] quella che altri chiamano «Cosa [...] no, gli pare un titolo da cattiva [...] il leader pidiessino, a una di quelle [...] cui convivono colonne corinzie, affre-schi cristiani e [...]. Mo-numenti del nostro paese, [...] chi è venuto dopo ha saputo riu-tilizzare [...]. Ma-nufatti [...] in cui «conta [...] non il particolare». Con una metafora scavata nel [...] repertorio da viaggiatore di mare, il leader della Quercia [...] che la sinistra italiana sarà ricostruita «sen-za disprezzare il [...] e indica la meta a una assemblea di più [...] mille persone, dentro un [...] roma-no. Si parte un giovedì [...] di un partito più grande, da fondare [...] al Duemila. Ecco riuniti i soci [...] quadri della «Cosa due»: il Pds, una [...] socialista, il cattolice-simo sociale, il filone [...]. Alla presidenza siedono Minniti [...] Vittorelli, Spini e [...] Covatta e [...]. Ma nel «mo-numento» della «Cosa [...] fondersi anche architetture che hanno meno a [...] la tradi-zione in senso stretto della sinistra. [...] non fa mistero: si può [...] oltre. Quali obiettivi prospetta infatti [...] Obiettivi grandi, ambiziosi. Vuol dimostrare, intanto, che [...] la sini-stra in Italia, è uno solo: [...] internazionale, che non teme la mondializzazione e [...] come [...] e che nemmeno se [...] piuttosto, e «marxianamente», cerca di [...] «tutte le facce», compre-se [...] progresso. Ri-fondazione, con i suoi [...] col suo agitarsi («la dome-nica dicono comunismo [...] lunedì votano il governo in cui [...] Dini») gli appare una [...] che sta appesa e sola in un [...] italiano che non ha agganci nel mondo. [...] non viene dipinto da [...] come un serio concorren-te, piuttosto [...] una sorta di ap-prendista stregone che alimenta «se-parazione» e [...] fra «la sinistra sociale e la sinistra politi-ca». Non che lui neghi [...] malessere sociale e delle prote-ste: è convinto [...] grande partito riformista saprà rispondere in proprio, [...] di affi-darsi «a un fratello minore» che [...]. Ai neocomunisti sono dunque [...] e qualche iro-nia («Il primo partito per [...] noi, poi [...] la Lega, poi vari [...]. Rifondazione è sesta»). Ma il fulcro del [...] le osservazioni sulla conquista del «centro». Il leader della Quercia [...] la sinistra riformista nella [...] espansione «non si porrà [...] che altri -se sapranno tessere più tela [...]. Dal quadro politico del [...] esce, anzi [...] dice: «Non faremo nulla [...] quel che abbiamo fatto finora, sa-rebbe un [...]. Lancia però una sfida [...] una sorta di competizione positiva [...] la «rotta» del bipolarismo: si vedrà alla fine, nel [...] popola-re e con lo stabilizzarsi delle dinami-che politiche, se [...] è destinata a un modello di tipo europeo (sinistra [...] da una parte, conservatori [...] o a qualche altro, per [...] indefinito, schema politico. Di certo, [...] non vuole più «fattori [...] nè a destra nè a [...]. Una grande forza di [...] -il segretario pidiessino ar-gomenta più a fondo [...] per incorpo-rare elementi del centro». E che vuol dire [...] Italia? Vuol dire «stra-ti del mondo delle imprese [...] delle professioni più moder-ne che sono in [...] mondo del lavoro dipendente e quello della [...]. Vuol dire anche «una visio-ne [...] degli interessi generali». La sinistra, insomma, non [...] collocazione internazionale e al suo sistema di [...] per-seguirà un progetto [...] «egemonico»: «Collocarsi in un [...] politico dal quale sia possibile cogliere gli [...] delle culture e delle convinzioni altrui, ed [...] di guida della società naziona-le». Perchè [...] non è -«non ab-biamo mai [...] che fosse», ricor-da [...] -«una coalizione nella quale noi [...] i voti e gli altri portano la legittimazione a [...]. Parole franche, come si usa [...]. Già [...] un vespaio di polemiche, [...] Popolari [...] prima fila che prometto-no: faremo concorrenza negli [...]. La sfida è lanciata, [...] ne in-dica subito la [...] «la prova del governo». Dice che dopo [...] «fase di riflessione» bisogne-rà [...] «tenere insieme la stabilità [...] le riforme costituzio-nali e la [...] della nuova sini-stra». Ci vorrà «grande equilibrio, [...] prudenza». E ci vorrà la discussione [...] (non la «verifica», [...] contesta il termi-ne) prima dentro [...] poi [...] più ampio della maggio-ranza». Dopo la stretta del [...] il leader pidiessino, dovranno partire le riforme: [...] e scuola in primo luogo. Ma anche sul tema [...] per un intervento deciso del governo «che [...] esito positivo la difficile verten-za dei metalmeccanici, [...] drammatica». È «profonda-mente ingiusto», accusa [...] che «si neghi» il [...]. [...] punto dolente, [...] no-to, è la Bicamerale. [...] sostie-ne che se non [...] quella la que-stione istituzionale sarà [...] mina vagante» nei rapporti politici e fra cit-tadini e [...]. Perchè si accen-derà la [...] Costituente, «che allude a una spallata istituzio-nale, [...] basso, plebisci-taria per imporre la rottura del [...]. Deriva pericolosa, dice [...] «Porta con sè, lo [...] no, un rischio per la democrazia». Va contrastata col dia-logo, [...] cinico» che spinge parte della sini-stra italiana [...] compromesso con [...]. A questi compiti il [...] la [...] sinistra», quella che lo [...] romano. Non «una raccolta di [...] «vecchie cose incollate insieme»: più semplicemente «quel [...] uomini e donne che vengono da di-versi [...] suo orgoglio e ognuno -ex Pci ed [...] Psi [...] «qualcosa di cui vergognarsi» e vi-cendevolmente «perdonarsi». Il punto di arrivo, [...] sarà un partito in [...] più uno» dei protagonisti sia gente nuo-va [...] reduci [...]. Perchè va bene il [...] «la razionalità e anzi la ragionevolez-za» di [...] finora ha dato prova. Ma [...] qualcosa di più impor-tante: dare [...] a quel progetto, attirare alla politica, «quel filo teso [...] sta fra [...] e la realtà», le gio-vani [...]. È il vero cruccio: [...] di governo e i valori che calamitano. Produrre «una luce che [...] la stella non esiste più». Una luce che non [...] Città del sole, ma di mutamenti per [...] la pena [...] oggi. Le premesse, afferma [...] ci sono. Basta che la sinistra [...] e alzi gli occhi verso altre esperienze [...] dice. Superando un altro vizio [...] di fare «come i nobili decaduti», che [...] alle rovine», ma disprezza-no chi «ha realizzato [...]. Lo tiene a battesimo Massimo [...] che disegna i tratti [...] che parte da «quel che è», tiene [...] identità e punta molto oltre la tradizione: [...] batta-glia per [...] senza «limiti», punta al [...] come saldo quadro di [...]. [...] «La domenica grida, il lunedì [...] il governo». Le riforme? «Senza Bicamerale, una [...] vagante». VITTORIO RAGONE IN PRIMO PIANO Cristiani, socialisti, comunisti Una, due, cento sinistre purché rinasca la [...] LETIZIA [...] 2. [...] qua le due sini-stre. A [...] ci sono i due segretari. Da una parte del tavolo Fausto [...] Massimo [...]. Sorreggono entrambi il go-verno Prodi, [...] loro analisi non coincidono. Anzi, divergono profon-damente. La sfida è in [...]. Il segre-tario di Rifondazione [...] presentare alla stampa estera il libro di Alberto [...] Rosa «La sini-stra alla prova», Einaudi, va diretto [...] problema posto dal sag-gio: finito, o meglio, [...] romantico e ottocentesco -ha scritto Asor -occorre [...] un riformismo serio e moderno non ri-piegato [...] consueti». /// [...] /// E spiega perchè la [...] non viene dalle istanze [...] nel riformismo, ma nel radicalismo» Il riformismo [...] quanto incapace di fronteggiare i problemi posti [...] che «attacca la stessa civil-tà europea». La globalizzazione infatti «frantu-ma [...] il circuito vir-tuoso: aumento della produzione, produttività, [...] e [...]. Provoca non so-lo gravi difficoltà [...] ma «restringe [...] della politica» che sempre più [...] subalterna [...]. Tanto è vero che [...] unificazione europea ha al suo cen-tro la [...] non si occupa o lo fa in [...] confuso di grandi temi come [...] le politiche sociali. E se la politica si [...] sempre più in ancella [...] nel tempo si irrobustiscono i [...]. Che cosa può fare [...] -visto che non ci [...] il riformismo? La scelta è o aderire [...] processo di globalizzazione, con tutto quello che [...] sul terreno economico ma anche su quello [...] la democra-zia, o [...] in discussione radi-calmente. [...] quindi, vede nel futuro della [...] una sola risposta possi-bile: «la critica radicale alla globaliz-zazione». Il radicalismo non ha [...] vedere [...] ma diventa realismo. Aderisce al principio di [...] si va «verso una pro-fonda trasformazione o [...] ci sarà più, cancellata dagli ef-fetti del [...]. A [...] risponde [...]. E non [...] dubbio che fra i [...] non è di qualche centimetro. Il segretario del Pds comincia [...] no-tare che [...] una grande differenza fra le [...] politiche concrete del se-gretario di Rifondazione, «impronta-te a grande [...] politico e le sue analisi». Per [...] la globalizza-zione «non è [...] Moloch de-scritto da [...] al quale con-trapporre una [...] di fine millennio». La mondializzazio-ne, infatti, se [...] «frantuma il lavoro», [...] «lo unifica», si producono [...] con tecnologie simili, in punti del mondo [...] Europa, come in Asia o in Brasile. Il segretario del Pds, [...] vede la globaliz-zazione come «un processo ambi-guo» [...] questo vede la ne-cessità di [...] da parte di una [...]. Il riformismo che faccia [...] -è per [...] un fenomeno nuovo: «Da [...] riformismo più che fare le rifor-me si [...] comunismo. È tempo oggi di [...]. Ed è tempo di costruire [...] che vo-gliamo». Quali rapporti con [...] « Nessun inciucio ma [...] quadro di regole condivise da tutti». [...] le analisi, le strategie [...] fra le due sinistre. Ma il se-gretario del Pds [...] la presa della polemica con [...]. Torna indietro nel tempo [...] «la nascita di due sinistre in Italia [...] così poco necessario che po-teva non accadere». Si poteva arrivare al superamento [...] Pci [...]. Nonostante ciò [...] valorizza la svolta di Occhetto, [...] «grandezza di quel passaggio e di chi [...] protagonista». Se la presentazione del [...] Al-berto Asor Rosa è stata il teatro della [...] due segretari delle due sini-stre (erano presenti Pietro Ingrao [...] Giulio Einaudi e per il centro-destra Giuliano Urbani [...] Francesco [...] contributi importanti sono ve-nuti [...] intervenuti. Dal sin-daco di Napoli, Antonio [...] che ha molto insistito [...] governo della sinistra» che signifi-ca anche «mobilitazione [...] per «governare il cambiamen-to». E da Sergio [...] che ha dife-so [...] del sindacato [...] forte anche «in una situazio-ne [...] per [...] che vede per la prima [...] il centro-sinistra al gover-no». Il leader della [...] ha anche po-lemizzato con Fausto [...] «Al-cune sue posizioni sul [...] al desiderio di stabilire una subalternità della [...] confronti di quella po-litica». [...] una svolta con inciucio forse [...] due sinistre [...] «Caro Massimo il riformismo non [...] R. /// [...] /// [...] una svolta con inciucio forse [...] due sinistre [...] «Caro Massimo il riformismo non [...] R. (0) (0) ![]()
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