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Secessione significa questo. Cosa [...] di male? I miei geni-tori [...] votato per il divorzio, e il matrimonio era anche [...] sacramento. Io voglio la [...] via [...]. Lei e gli altri [...] dubbi: «A [...] si ha tutti fretta. Meridionali a casa loro, [...] nostra. /// [...] /// Nemmeno un nuovo Bava Beccaris». DAL NOSTRO INVIATO [...] MELETTI [...] (Bergamo). I cancelli del-le villette [...] delle case so-no coperti da coccarde e [...]. Non per annunciare la [...] ma per festeggiare la Madonna [...]. [...] il municipio che -primo in Italia -è stato conquistato dalla Lega Nord. Quaranta per cento nel 1990, [...] scorso. Ma come potevano pensare [...] potesse essere eletto, [...] in Val [...] Ognuno deve coman-dare a [...]. Il Sud ha la [...]. La vediamo tutte le [...]. Accendi la Tv, e [...] Ca-tania hanno ammazzato sei perso-ne in sei [...]. Noi non vogliamo discutere [...]. Diciamo semplicemente: se la [...]. Aurora, «la più brava» La [...] Lega Nord è pro-prio davanti al municipio. Crocchi di ragazzi, come [...] paesi. /// [...] /// Chiamano Aurora, per-ché «è [...]. [...] ca-pelli biondi, il liceo appena [...] e [...] a Scienze politiche. Il ta-volo di un [...] con cal-ma. [...] della Patria». Le risposte arrivano come [...] piena. Non certo per il [...]. È la bandiera degli [...]. Dei carabinieri e della [...] ti fermano ti dicono: [...]. È la ban-diera di [...] nelle scuole, nei tribunali, in posta, in Comune. Parlano meridionale, ed io [...]. E questo è un [...] sentire non padroni a casa no-stra. Già alla scuola elementare [...] che, se parlavo in dialetto, mi diceva: [...] detto? Aurora, ma come [...]. Poi accendi la Tv, [...] napo-letano e romanesco. Vanno bene, quei dialetti, [...]. Se noi parliamo il [...] il Bortolo, lo zuccone, il valligiano, il [...]. Io, a [...] mi sento colonizzata. Possono reprimerci, come gli Ingle-si [...] India, ma non potranno mai rubare i nostri [...]. La differenza è alla [...]. Se loro, i [...] vogliono stare giù a [...] mozzarelle, facciano pure, fatti loro. Ma non vengano [...] a comandare, ed a [...] perché vogliamo lavorare, per comprarci la casa [...] Mercedes». Anche da Cene e [...] Val [...] domenica partiranno i pul-lman [...] rag-giungeranno «il fiume della libertà», [...] scritto sui manifesti. Vogliamo andare sul Po -dice Paolo, [...] -so-prattutto per [...] e per farci ve-dere dagli [...]. Così capiranno che la [...] non è [...] che certi sentimenti non [...]. Anche un bambino, se [...] cose che gli voglio-no far fare, si [...]. E noi non sia-mo [...]. Io abito in Val [...] ma i miei nonni [...] Milano e dal Friuli. La mia patria è [...] mia [...] è la cima della Presolana, [...] mi sono ar-rampicato anche domenica. [...] Ma chi [...] fatta, [...] I Mille di Garibaldi, [...] ma senza dire, ad esempio, che i [...] erano con il co-siddetto eroe dei due [...] tutti mercenari. [...] co-munque [...] fatta perché così avevano [...] Re di Savoia, e gli industriali piemontesi che [...] e manodopera». Risorgimento mercenario Anche Marco, [...] non ha dubbi. Volevano liberare la loro [...] terre. Come vogliamo fare noi. Un re da solo [...] fare [...] e noi -che siamo [...] possiamo cambiare questa decisio-ne? [...] è [...] geo-grafica, un insieme di [...] fucili dei Mille. Certo, sono stato a scuola, [...] fin da piccolo sapevo che [...] ed era la tua Patria. Certi legami affettivi ci [...]. La Na-zionale di calcio, [...] la Ferrari ti danno una [...] emozione. Ma la Ferrari vince [...] e sotto la guida di un inglese. Ed è giusto che [...]. Certi [...] non possono essere usati [...] è la tua [...] anche se non la [...]. La guerra [...] Jugoslavia è nata proprio [...] diversi si sono trovati sotto una Pa-tria [...] nel cuore. La mia Patria è [...]. Napoli, Palermo, Roma sono [...] altre, come Amburgo o Praga, e non [...]. E dopo? «Dopo staremo [...]. Noi non siamo violenti, [...] paura. Bossi [...] di capire cosa pensia-mo noi [...] sempre avuto, ed anche stavolta [...] compreso che era [...] di cominciare. Paura dello Stato? E [...] Noi chiediamo soltanto di co-mandare a casa [...] vo-gliamo più buttare i nostri soldi nel [...] dove gli altri arraffano. Non pretendiamo, noi, di [...]. Certo, se la secessione [...] come fatto normale, ci sarebbero problemi. Ma che fanno? Lo Stato [...] a sparare come il generale Bava Beccaris [...] Milano, [...] i can-noni sulla folla inerme? Davvero [...] se la sentirebbe di [...] E bisogna te-nere presente che, se ci [...] noi della [...] re-sisteremmo, perché [...] abbiamo la tradizione di [...]. Sareb-be dura, ma ce [...]. Non sa-rebbe la prima [...]. Noi ci siamo sempre [...] Sud, che farebbero?». Nessun dubbio, fra i [...] Carroccio. Si va sul Po [...] secessione, poi si fa un «re-ferendum come [...] Quebec», [...] si ar-riva [...] della [...]. Sono quelli di Roma [...]. Che fanno? Ar-restano Bossi [...] nuovo Giacomo Matteotti? Sappiano, quelli, che la Lega [...] raccolto tanta gente incazzata e ha dato [...] politico. Ci sono però anche [...] nessu-no può sapere cosa potrebbero fa-re se [...]. Manette? Dovevano arrestarci quando [...] quaranta, non ades-so che siamo quattro milioni. E poi non si arresta [...] per [...]. Il lavoro e il [...] Altri [...] raccontano che, a Cene, «si vede che [...] Lega». Certo, Roma con le sue [...] continua a rompere. La giunta vuole mettere [...] al fiume, ma non si può. Se è area attrezzata [...] anche i bagni. Si decide di fare [...] il Genio civile non vuole, perché troppo [...] Serio. Ma li ha visti, [...] fatti dai grossi industriali che sono «dentro» [...]. A noi non interessa [...]. Noi, già da fidanza-ti, [...] ad una casa tutta nostra. I meridionali no. Loro hanno [...] di avere ca-sa, impiego, ecc. /// [...] /// Ed hanno automobili più [...]. Noi non stiamo con [...] bocca ad aspet-tare per tre anni un [...] piaccia. Si lavora e basta, [...] che si trova». Un matrimonio da rompere Aurora, [...] che studierà Scienze politiche («Non so ancora [...] docenti sono quasi tutti comunisti») non vuole [...]. /// [...] /// A provocare [...] fra popoli diver-si, è uno Stato che vuole tenere uni-to ciò che è diverso. I miei genitori, negli anni [...] hanno votato per il divorzio. Il matrimonio è anche [...] più importante di una carta geografica. La mia gene-razione farà [...] rom-pere questo matrimonio di interes-se. Ed il Sud, per [...] la figura della mogliettina che non vuole [...] piange e di di-spera. Si lamentano adesso, dopo [...] si è studiata la questione meridionale, si [...] cultura meridionale, si è esal-tata [...] dei meridiona-li. Tutto chiaro, [...] in Val [...]. Da una parte la [...] «i meridionali». In mezzo Roma, «e [...] Papa». Al nord si lavora, [...] cerca la pensione. [...] è [...] geografi-ca». Tutti al Po, a [...] confini. Tutti al Po, la [...] attendere. [...] di notte, la pizzeria [...] della Val [...] sta ormai chiudendo. Da domenica non potrai [...] confine». Il fi-glio del titolare [...] -si avvicina ad Antonio. Rossi «Il Nord indipendente? Mi [...] una grande fesseria» [...] «Meglio non prendere troppo [...] leghisti» [...] riceve i medagliati azzurri: «Grazie, [...] una pagina di [...] di Atlanta tifa contro Bossi «Non [...] vinto per la [...] PAOLO FOSCHI [...]. Il presidente della Re-pubblica, Oscar Luigi [...] ieri ha fatto [...] richiamo al valo-re [...]. Ma in un conte-sto [...] un in-contro politico, ma davanti ad una [...] che [...] schiera-ta contro le idee [...] Umberto Bossi. Al Quirinale, infatti, sono [...] italiani vincitori di medaglie alle Olimpiadi e [...] di Atlanta: 151 atleti, [...]. E a loro il [...] ha espresso «since-ra gratitudine», [...] una pagina importante per questa nostra Italia: [...] di compattezza e di valori umani. Ne abbiamo molto bisogno. E sono or-goglioso di [...] ricca questa Italia». Poche parole, quelle del presidente, [...] una chiara allu-sione [...] proclamazione di indipendenza della [...] an-nunciata dalla Lega per domenica. [...] di [...] è stato [...] questione di pochi minu-ti, un [...] da presidente, un [...] an-che da tifoso. Ed era stato preceduto [...] di Mario Pescante, presidente del Coni, Romano Prodi, [...] Consiglio, e Walter Veltroni, vicepremier. Il tema [...] era [...] Pescante: «Il 15 settembre -ha detto -ho [...] saranno. Situazione preoccupante ma non [...]. E poi, rivolgendosi di-rettamente [...] Capo [...] Stato: «Presidente, noi abbiamo tanti ca-noisti, ma [...] sul Po, stia tranquillo: si stanno solo [...]. Pescante è convinto che [...] sport sia schierato in massa contro i [...]. E in effetti il richiamo [...] presi-dente della Repubblica [...] ha trovato unanime con-senso fra [...] atleti, lo sport azzurro, almeno nella [...] significativa rap-presentanza di medagliati olimpi-ci, [...] contrario [...] secessio-nista. E come la [...] tutti gli altri azzurri: [...] sono lombardi, come il canoista Antonio Rossi, [...] Atlanta, o puglie-si, come il pallanotista Francesco Attolico. E gli fa eco Attolico: «I [...] di Bossi sono a metà fra la [...] stupidità. [...] è una perdita di tempo». Fiona May è incredula [...] di queste cose. Lei è italiana solo [...] da quando ha sposato il saltatore con [...] Gianni [...]. Ma il suo attaccamento [...] già for-tissimo: «Alle Olimpiadi quando nella finale [...] lungo sono arrivata seconda mi è dispiaciuto [...] anche per [...] un paese bellissimo che [...] con tanto affetto. Il canoista Daniele Scarpa [...] che non perde occasio-ne per salire sulla [...] remare, «ma sul Po coi leghi-sti non [...] col fu-cile puntato. E anche Roberto Di Donna, [...] a Roma, ma [...] fin da bambino a Vero-na, [...] a debita distanza da chi vuole la [...] Nord: «Alle Olimpiadi ho gareggiato per [...] voglio continuare a [...]. Dopo il successo, mi [...] lettere, telegrammi e messaggi bellissimi: da gente [...] come dalla Calabria o dalla Sicilia. Io ho rappresentato tutti quanti, [...] continuare a [...]. Paolo Tofoli, alzatore della [...] ci scherza su: (ride) «Io sono di Fano, [...] Mar-che. Spero che [...] di noi sportivi serva [...] soprattutto ai giovani che stiamo bene tutti [...] bandiera». Lapidario il ginnasta toscano Yuri [...] «Io ho fatto le Olimpiadi [...]. È assurdo pen-sare di [...] paese». Infine, Silvio Martinello, di Padova, [...] ciclismo: «Pescante e [...] hanno fatto benissimo a [...] è stato un messaggio [...] di questa assurda procla-mazione di uno stato [...]. Di fronte a queste [...] giusto prendere posizione». /// [...] /// Di fronte a queste [...] giusto prendere posizione». (0) (0) ![]()
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