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Ora, sembra che tutto [...] molto indebolito. /// [...] /// È così? Perché è accaduto? È così [...] è accaduto perché [...] non è una disciplina che [...] estranea ai problemi del-la vita. È cambiata [...] è cambia-to il mondo. Nel 1945, in Italia [...] 35 milioni di stanze. Oggi sono 115 milioni. Nel [...] il problema del-la casa, [...] che messe assieme rappresentavano lo svilup-po della [...] per i poverissimi, per i [...] per-sino per i benestanti. Purtroppo, ab-biamo sfruttato male [...] guerra, ricostruendo tutto dove era, come era, [...] ab-biamo messo in moto rapidamente la speculazione [...] ci ha dato subito manodopera occupata, intendiamoci; [...] parte [...] est e ovest, la [...] fatta così male: tutti hanno provato a [...] dei bombardamenti per migliorare le città. Oggi le attenzioni prevalenti [...] risanamento finanzia-rio, il crac di un [...] dei mi-liardi durato 30-40 [...]. [...] il problema [...] ma non è quella del [...] quando il disoccupato era alla fame. È cam-biato il mondo. Questo non significa che [...] stata immune da difetti; e non significa [...] abbia dato un contributo, oggi sottovalutato, alla [...] delle città. Sottovalutato? È fuori moda. Quando dico che oggi [...] al risanamento finan-ziario e alla secessione, e [...] casa e al lavoro, dico la più [...]. Torniamo al passato, allora. E al contributo della [...]. Il primo contributo, viene [...]. Da Aldo Natoli, capogruppo comunale [...] Campidoglio, [...] nel 1954, fece fare a [...] banda di ragazzotti una analisi sulle proprietà che circondavano Roma. E scoperse che 7 [...] la famosa Società generale immobilia-re, e alcuni [...] Santa Romana Chiesa, possedevano 3400 ettari de-cisivi per [...]. Gli urbanisti razio-nalisti, invece, [...] cura-re gli effetti delle malformazioni del-le città, [...] le cause; se da 30/40 anni esiste [...] di sinistra tra gli urbanisti che studia [...] la rendita fondiaria, le rica-dute sulla città, [...] iniziato allora: una vicenda culturale che ha [...] politica. Un buon inizio. [...] ho dovuta studia-re sui testi [...] liberisti, che sostengo-no che non è un fattore della [...]. Oggi, in questo rilancio [...] cosa ci sta proprio a pen-nello. Allora, se non [...] tirata fuori i comunisti. Poi, negli anni [...] stata la grande azione unitaria, [...] dalla [...] la riforma urbanisti-ca: sconfitto questo [...] si con-tinuò il tentativo parziale di riforma graduale della [...]. Anche questo è stato [...]. Negli anni [...] , leggi e leggine [...] qualcosa che stava nel qua-dro [...] riforma generale mancata. È o non è [...] della sinistra? Secondo me, [...] è che questo consentì la sperimentazione operativa [...]. Minoritaria, per carità, non [...] Italia: ma in quei comuni emiliani dove [...] riforma parziale sono state sfruttate a fondo, [...] cambiato le città; abbiamo dato un contributo [...] cultura urbanistica. La salvaguardia dei centri storici [...] dei beni culturali ambientali, non la ha inventata Ripa [...] Meana: [...] inventata in Emilia, dove, tra [...] degli anni [...] Antonio Ce-derna era consulente per [...] piano per il centro storico di Bologna. Per i quartieri [...] economica e popolare, che [...] Emilia [...] il [...] del totale, sono state [...] edificabili più vicine al centro, le più [...]. Alla fine, le uniche [...] sono i parchi, le scuole, ma i [...] funzionato come centri di qualificazione del tessuto [...]. Niente di sovversivo: sem-plicemente, una [...] migliore. E non è finita. Dirò [...] una cosa alla moda: uno [...] grandi contributi del-la sinistra allo sviluppo qualitativo [...] è stato [...] popo-lare, della lotta agli sprechi, [...] rigo-re morale. Il discorso [...] Già. Quasi tutto il partito [...] affare pauperistico, moralisti-co, bacchettone, un [...] prete-sco. In quegli anni, [...] cominciavano a parlare solo i [...] e ne facevano oggetto di una scelta elitaria: con [...] del discorso [...] i grandi partiti sono stati [...] a confron-tarsi con [...]. [...] chi pensa che proprio [...] la battaglia nel partito. È vero, lo testimonio. Lo ho scritto: [...] italiana, da Bobbio ad Asor Rosa, [...] in modo sbagliato la posizione di Enrico. E così siamo arrivati [...] Al grande cambiamento. Il mercato si satura; nel [...] già quasi 90 milioni di [...]. Il mercato è un [...] fatto che oggi sia-mo 57 milioni di [...] 115 milioni di stanze? Certo che con-ta. [...] parte, [...] la vicenda po-litica. La governabilità, il moderni-smo [...] costi, le regole che diven-tano solo lacci [...]. I deva-stanti anni [...] sono il decennio della deregulation [...]. Legislati-va: il ministro [...] inventa il condono edilizio. Se vai in giro [...] e cerchi di spiegare il condo-no, non [...] spieghi che in Italia negli anni [...] il [...] prodotta era illegittima, ti [...]. La sinistra subisce questa [...] del Pci bolla di [...] urbanisti che protestano per il condono. Insomma la deregulation ci [...] Certo [...] il sindaco comunista di Vittoria, una cittadina [...] meglio amministrate, al condono era favorevole. Sfido, quasi tutte le [...] erano irregolari, e per affrontare questo problema [...] soluzione istituzionale. Ma [...] non era Vittoria. E la deregulation è [...]. A Milano [...] ha fatto 130 va-rianti in [...] dieci anni, con [...] di 20 milioni di metri [...]. È chiaro perché mi [...] che i metri cubi [...] Mani pulite, piaccia o non piaccia, è stata [...] una scossa più etico politica che economico [...]. Anche con Mani pulite, [...] non ci sono mai ar-rivati. Comunque, noi, gli urbanisti [...] fatti forti per risu-scitare la nostra battaglia. E nel con-gresso [...] nazionale di urba-nistica del [...] abbiamo proposto una nuova riforma [...] spe-riamo che finisca meglio di quel ten-tativo che si [...] nel congresso del [...] e che poi diventò la [...] di legge Sullo. Certo, bisogna fare qual-cosa [...] adegua-to ai problemi delle città di oggi. I problemi delle città [...] di Roma? Sono tre temi: mobilità, ambiente, [...]. E parliamo pure di Roma, [...] che il segno delle problematiche è uguale [...]. Allora cominciamo dalla mobilità. È la più esplosiva [...] modernità di questo paese, anche se sottovalutata [...]. Le città italiane soffrono [...] genetica; tutte le città europee, Londra, Parigi, Berlino, Madrid [...] cresciute spinte e sostenute dalle fer-rovie. La prima metropolitana di Londra [...] 1863: nelle strade, circolavano le carrozze a [...]. La motorizzazione di massa [...] le città erano già state con-formate da [...] determi-nate nelle proprie direttrici e nei pro-pri [...] dal ferro. Le città italiane invece [...] vera e propria espansione sol-tanto [...] dopoguerra: il che significa [...] crescita demo-grafica praticamente ha coinciso con il [...] di massa. Le città sono cresciute [...]. Ora, si vuole ap-profittare [...] Necci [...] cancellare il primo passo che stava-mo facendo [...] della rete di trasporto su ferro italia-na. Che quella scelta avesse [...] di no; che possa essere corretta, non [...] bisogna raddoppiare i soldi e la velocità [...]. /// [...] /// Ne va del paese, [...] che pure ha il [...] la prima giunta ita-liana a [...] capito che per fare [...] della città, bisognava cominciare a eliminare [...] genetica. Io credo nella scelta [...] non perché è contin-gente [...] è strategica e nazionale. Se fallisce a Roma, non [...] in [...] città. E le speculazioni immobiliari? Mi [...] si sia parlato di specu-lazioni. È esattamente il contrario: [...] localizzato i quar-tieri dove arrivavamo con le [...]. /// [...] /// E [...] dove si arriva con il [...] possibil-mente dove il ferro [...] già. Guardia-mo Tiburtino: [...] la linea B che può [...] 45. Quello è il posto [...] volumi, altro che speculazione. La speculazione, è la [...] con i suoi quartieri e [...] firmati dai più grandi [...] a pioggia, e privi di mezzi di [...]. Ma veramente una anomalia ge-netica [...] può raddrizzare? Certo. /// [...] /// Costa quat-trini; la gente [...]. Doloroso, va bene: ma [...] Certo che si può fare, il progetto [...] sacrosanto. /// [...] /// Ma va finanziato, e [...] pupil-la degli occhi di Cimoli. I centri stori-ci, per [...] alleggeriti del traffico di superficie. Io non sogno certo [...]. Ma si può [...] realizzando la prima delle [...] cittadini: [...] spostare a prezzi accessibili [...] della città senza metterci [...]. Questa è la qualità [...]. Ancora non ho saputo [...] la linea [...]. Io chiedo, a breve, [...] nuovo amministratore del-le ferrovie: dica che non [...] degli investimenti romani. E se trova i [...] uno di più, io lo benedico fin [...]. La seconda questione è [...]. Anche in questo caso, [...] è di valore nazionale. /// [...] /// La grande novità, è [...] sembrava ci potesse essere soltanto il grande [...] che arriva fino a piazza Vene-zia, adesso [...] del verde» si è garantita la salvaguardia [...] territorio comunale; certo la cosa sarà un [...] si sono po-tuti reperire solo 86 miliardi: [...] Roma, [...] una goccia nel mare. Ma [...] non è soltanto il verde. [...] prio-rità drammatiche: è stato necessario [...] 600 miliardi per le fognatu-re. Poi [...] la terza gamba, la questio-ne [...] insediamenti. È la più complicata. Ma è inutile par-lare per [...] dello [...] e intan-to ogni ministero si [...] comprata la [...] sede dove gli è parso [...] piaciuto soltanto [...] di un diret-tore generale. Bisogna fare un pro-getto [...] che si ha [...] di trasferire. Poi ci sono le [...] e della ri-qualificazione. Il centro storico non [...] Roma barocca, i tessuti urbanistici di quartieri come Esquili-no, Prati, Mazzini hanno un grande valore: non cambierei un [...] vanno salvaguardati. Però, bisogna semplificare le [...] drastica: poche re-gole, facili da applicare, sempre [...]. I tramezzi? Anche senza [...]. Invece non si deve [...] cambiare destinazione [...] e trasformare tutta Mazzini in [...]. Va valorizzata e sostenuta [...] tutta [...] archeologica e museale: un [...] un [...] poli-centrico. La cosa più difficile, [...] riqualificazione delle periferie: qualcuno irride alle «Cento [...] non si tratta solo di quello. Ma bisogna pur cominciare [...]. A me sembra che [...] una cosa seria: tut-ti i soldi che [...] periferia, ce li avranno i nostri figli. La bacchetta magica non [...] tanti tasselli da costruire giorno per giorno. [...] è che la strategia urbanistica [...] chiara e definita. Il dibattito sulla città, [...] urbanista «La libertà urbana viaggia sul ferro» Campos Venuti: Roma strategica [...] 2. Professione e politica È [...] quarantennale, quella che filtra at-traverso le parole [...] Giuseppe Campos Venuti, che rivendi-ca il retaggio positivo [...] della sinistra nella urbani-stica [...]. Anche se non la [...]. Le questioni [...] Mobilità, ambiente, insediamento. Alle scelte della giunta [...] Campos Venuti ci crede. E la «cu-ra del [...] lui il modo, utile e possibile, per [...] delle nostre città. RINALDA CARATI [...] ciclabile [...] romana Attilio Cristini [...] Giuseppe Campos Venuti ha [...]. È nato a Roma, [...] Bologna, dove ha casa e studio, tutto [...] delle belle strade con i «portici» del [...]. Infatti, ha scelto di [...] città dove aveva ricoperto, dal 1960 al [...] assessore [...] (successivamente lo è stato [...] Emilia Romagna) unendo [...] politico a quello professionale: [...] dei centri storici, riqualificazione della periferia, ricucitura [...] urbanistici sono alcune delle questioni che immediatamente [...] suo nome. Campos Venuti insegna al Politecnico [...] Milano. Autore tra i più prolifici [...] grandi temi [...] urbanistica, tra le sue opere [...] possono ricordare «Amministrare [...] «Urbanistica incostituzionale», «Urbanistica e austerità», [...] il più recente «Cinquanta anni di urbanistica italiana». Attualmente, è consulente del Comune [...] Roma per il nuovo piano regolatore generale. [...] è ora anche a ROMA Studio: Via G. /// [...] /// [...] è ora anche a ROMA Studio: Via G. (0) (0) ![]()
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