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Tutto questo riaffiora, come [...] che però ha ancora forti risonanze nelle [...] appena pubblicato in Francia [...] e intitolato [...] 1938-1951» (pagine 256, franchi [...] di una trilogia (in precedenza erano usciti [...] à la [...] e «Le [...] de la [...] di testi spesso dimenticati, [...] questo di scarsa importanza. E tra gli scritti [...] 1951 [...] (percorsi) emerge appunto il [...]. È il 1943, a Parigi [...] scena «Le mosche» di [...] Sartre, che riprende e [...] greca la storia di Oreste. Il [...] scrive una recensione su [...] rivista che si pubblica a Lione. E mette a fuoco [...] Oreste ha creduto che «essere libero significa [...] nessuna parte», fluttuare «impalpabile, senza convinzioni, disponibile». Ma deve rendersi conto che [...] la libertà [...] e la fatalità delle tradizioni» [...] «una terza via». Che [...] riassume e definisce così: «Non [...] liberi quando non si è niente, si [...] si è quel che si è scelto [...]. [...] di Sartre fornisce a [...] le ragioni per un [...] nella resistenza contro il nazismo. [...] piena consonanza, il dissidio [...] due filosofi nella seconda metà degli anni Cinquanta [...] lontano. [...] che si impegna è [...] davvero libero, ma è «un [...] nel diamante nel mondo», un essere «goffo». Epiteti che suonano come [...] qualche anno dopo [...] conierà una celebre definizione [...] nel «claudicare» la [...] virtù. [...] al tempo di [...] Parla lo storico delle relazioni [...] la politica estera come condizione [...] nazionale Di Nolfo: [...] Una media potenza E in Europa deve contare molto di più» Tra alti e bassi [...] paese ha sempre avuto una [...] linea di politica internazionale. E anche la subalternità [...] Stati Uniti è solo una leggenda, come dimostra la [...] ai paesi arabi. Siamo un crocevia tra il [...] e il [...]. Un paese come [...] non può fare a meno [...] una politica estera. A partire dal 1989, [...] crisi del bipolarismo è entrata in crisi [...] capacità di [...] un ruolo internazionale». Eppure «non è vero che [...] stati sempre di-pendenti [...] Usa. Anzi, abbia-mo avuto, pur rispettando [...] confine, una nostra autono-mia». Per non dire di [...] «vera e propria rot-tura con gli alleati [...]. Ennio Di Nolfo, studioso [...] italiana e storico delle relazioni interna-zionali [...] di Firenze, guarda con [...] dello storico i nostri rapporti internazionali. Ma parla anche [...] e ne dà un giudizio [...]. /// [...] /// In corrispondenza con la mis-sione [...] Albania, in Italia si è ri-preso [...] estera, perchè per anni e [...] «Sono fra coloro che non [...] alla teoria di [...] di politica estera italiana dopo [...] seconda guerra mondiale. Questa affermazione è del [...]. La crisi inizia, inve-ce, [...] recente e cioè nella seconda metà degli [...] Ottanta: [...] nostro paese viene preso di contropiede dal-la [...] dalla fine del bipolarismo. A partire da al-lora [...] -94 o non [...] stata politica estera, o, [...] si è caratterizzata per continui sbandamenti». [...] siamo in grado di difende-re [...] interessi nazionali con una [...] «Credo di sì. Non saprei identificare il [...] cui abbiamo recuperato que-sta capacità, ma da [...] è avvertita, in am-bienti sempre più ampi, [...] ricostruire la politica estera italiana e, da [...] intravedono anche i fi-loni intorno ai quali [...]. Se non si chiarisce [...] di rapporti internazio-nali si vuol operare, si [...]. Quali? «Il primo rischio [...] rimanere tagliati fuori dai pro-cessi decisionali importanti. Faccio qualche esempio. [...] è teoricamente uno dei pae-si [...] che dovrebbe gover-nare la finanza [...]. Se ci manca una chiara [...] italiano [...] della politica e [...] internazionale, non riusciremo a esercitare [...] modo efficace questo nostro compito. Del re-sto, quando abbiamo [...] Maastricht, lo abbiamo fatto più per forza di [...] piena coscienza degli interessi nazionali: solo negli [...] abbiamo compreso sino in fondo il senso [...] trattato e la nostra firma sotto di [...]. Quali caratteri deve avere [...] italiana? Che cosa [...] «Prima di tutto va [...] la barra [...]. Le oscillazioni in questa [...] ridotte al mi-nimo, e il timone restare [...]. Credo che i problemi [...] alla maniera di De Gaulle che li [...] assegnava il primato alla politi-ca. [...] deve essere pronta economicamente, ma [...] politicamente a far valere la [...] posizione dentro la Co-munità. Questa scelta è fonda-mentale perché [...] non può pensarsi come [...] Europa settentrionale o atlantica, e [...] la parte più esposta ai problemi e ai pericoli, [...] è poi la [...] frontiera meridionale, cioè [...] e la Grecia. Se [...] non vuol vendere [...] agli Stati Uniti deve riconoscere [...] ruolo cardinale che essa ha nei rapporti con la [...] balcanica, col [...] con [...] con la Libia. [...] non può non puntare [...] risolvere in modo posi-tivo ed efficace il [...] con un mondo dinami-co e conflittuale. In questo quadro [...] italiano in Albania è [...]. [...] che [...] anzichè schie-rarsi [...] Stati Uniti, può succedere? È [...] successo? «La politica estera italiana ha sempre avuto [...] nella scelta delle alleanze. Di volta in volta, [...] co-struire rapporti privilegiati o con alcuni paesi [...] la potenza che in quel momen-to dominava [...] Mediterraneo. E così il pendolo [...] prima a spostarci fra [...] fran-co -tedesco e quello [...]. Poi, fra il blocco [...] americani. Nel 1956, durante la [...] Suez, questa oscillazio-ne si vide in modo chiaro. Allo-ra, infatti, [...] fra la lealtà [...] e agli Stati Uniti, scelse [...] ultimi e diventò per alcuni anni lo strumento privilegiato [...] Casa Bianca per la [...] politica nel Mediter-raneo». [...] per alcuni anni è stata [...] privilegiato della poli-tica americana nel [...] ma ciò dura solo per [...] certo periodo. Anzi ad un certo punto [...] Washington e Roma [...] una [...] nei confronti dei paesi ara-bi. La frattura si può [...] fine degli anni Settanta e [...] degli anni Ottanta. Lo scontro avviene proprio [...] mondo arabo, e sul problema petrolio. In quel periodo, Andreotti [...] uomini politici più detestati dagli americani. Ma anche Moro e Fanfani [...] certo visti di buon occhio. E prima ancora [...] più odia-to è stato Mattei, [...] sulle vicende petrolifere teneva una linea autonoma e [...] con gli Stati Uniti». [...] di questa intervista lei ha [...] che [...] ha avuto, a partire dal [...] -46, una [...]. Quali sono i filoni [...] «Prima di tutto la nostra po-litica estera è [...] netta di essere un pae-se sconfitto e [...] di chi deve [...] di nuovo un ruolo. Quanto ai fi-loni fondamentali, [...]. Inizialmente [...] una netta scelta italiana a [...] della Francia sino a quando la Fran-cia non ha [...] al rap-porto privilegiato con [...] dunque, sino alla nascita della Germania federale. La seconda scelta di [...] del tutto particolare ai Balcani. Infine, terzo e ultimo filone, [...] il sostegno [...] arabo. La data in cui ma-tura [...] orientamento è il 1949, quando viene bocciato [...] un compromesso che dà [...] una parte di Libia in [...] fiduciaria. Da quel momento comincia-mo a [...] la lotta [...] contro gli inglesi, a spal-leggiare [...] nonchè i nazionalisti arabi». È solo per rivalsa che [...] guarda con simpatia [...] «In parte sì. Ma certamente nel tempo [...] di più anche [...] petroli-fero: sono questi gli [...] Mattei inizia la [...] politi-ca». Lei non [...] giudizio diffuso sulla politica [...] cioè, che essa sia stata succube di [...] «Dire questo è un grave erro-re storiografico. Gli italiani na-turalmente sono [...] americana, ma, pur te-nendo conto di questo [...] bisogno di affermare una loro precisa identità. Del resto, [...] italiana alla Alleanza Atlantica [...] stata piena e completa, ma ca-rica di [...] parte di un pezzo consistente di mondo [...] gover-no, a partire, ad esempio, dalla sinistra [...]. [...] la giudica? Nel secondo [...] «Fra il fascismo e la [...] repubblicana [...] insieme, con-tinuità e rottura. La rottura, ad esempio, sta [...] fatto che [...] prende coscienza di non es-sere [...] grande potenza, ma una media potenza regionale. La continuità si può [...] scelta delle aree di influenza che sono [...] Mediterraneo orientale, la pe-nisola balcanica e un [...]. Quanto alla politica estera [...] non è stata tutta [...]. Non si può giudicare [...] per fasi. Credo che nel [...] e il [...] Mussolini abbia avuto un esor-dio [...] e che poi, per un altro paio [...] non se ne sia occupato. Fra il [...] e il [...] in-vece, la capacità di [...] è stata piuttosto efficace: il duce infatti [...] il consenso degli europei e anche degli [...]. La nostra politica estera [...] a partire dal 36 quando, pur tra [...] abbiamo iniziato lentamen-te a percorrere la strada [...] con la Germa-nia». [...] chi ha sostenuto, anche di [...] che uno stato ha una po-litica estera efficace solo [...] in quel paese [...] forte e [...] nazione. /// [...] /// Altrimenti [...] che per lunghi periodi non [...] stata una nazione davvero coesa, non avrebbe praticamente po-tuto [...] una politica estera degna di questo nome. E invece ci sono [...] di attivismo: per esempio gli ac-cordi di [...] la Fran-cia, [...] della politica impe-rialistica in Libia [...] decisione di entrare nella prima guerra mondiale. Tutte queste decisio-ni sono [...] assenza di un forte sentimento nazionale. [...] un sentire nazionalista. Ma questo è un [...]. Gabriella Mecucci Una nave [...] di [...] A. [...] Lo studioso Il profilo [...] Ennio Di Nolfo è nato a Melegnano (Milano). È ordinario di storia delle [...] internazionali [...] di Firenze. Allievo di Ettore [...] si è occupato di [...] Risorgimento, di politica estera fascista e di storia [...] guerra fredda. Tra le sue opere: «Storia [...] internazionali, 1918-92» (Laterza); «Le paure e le [...] 1939-1952» (Mondadori). Di Nolfo è presidente [...] storici italiani e dirige la rivista «Storia [...]. Dovrà sorgere a Roma [...]. La proposta è stata [...] corso di un convegno [...] Hotel Bologna Museo degli [...] contro [...] Sarà un vero e [...] teso a non disperdere la memoria e [...]. Un antidoto [...]. Un museo delle Intolleranze [...] Stermini a Roma per [...] 2000. Questo il progetto [...] (Associazione per il museo [...] In-tolleranze [...] degli Stermini), presen-tato ieri a Roma, presso [...] Hotel Bologna, nel corso di un convegno coordinato da Claudio Pavone, [...] interventi di Enzo Collotti e Clotil-de Pontecorvo. La presidenza della Repubblica [...] proprio alto patronato [...] patro-cinata anche da Senato [...] Camera [...] deputati, ministeri dei Beni cul-turali, della Pubblica [...] Regione Lazio, [...]. Il progetto ha origine [...] incontri fra esponenti di varia estrazione culturale [...] dal consigliere comunale Vi-ctor [...] nel corso dei quali [...] preoccupazione per [...] di nuove, preoccupan-ti manifestazioni [...] di intolleranza sul finire del secolo e [...]. [...] provenienti dai paesi del [...] non elaborata, rischia di [...] nel tempo, il carattere aperto e democratico [...]. Anche [...] interessata solo fi-no a [...] sono da mas-sicci fenomeni di emigrazione, mo-stra [...] di fronte [...] affamati sulle coste pugliesi. Le reazioni, spesso composte, [...] della popolazione, a questo esodo evidenziano una [...] quanto sia ingannevole lo stereotipo degli «italiani [...] quanto [...] conseguenza rischioso continuare ad [...] sorta di [...] tan-to rispetto alle leggi [...] quanto rispetto ai [...] preoccupanti fenomeni di [...]. Il progetto di un [...] In-tolleranze e degli Stermini da realiz-zare a Roma [...] proprio come reazione al clima nel quale [...] al [...]. Un clima che, a Roma [...] celebrazione e [...] ai soli aspetti tecnici di [...] per le auspicate de-cine di [...] che [...]. [...] di un contributo propositivo teso [...] che dovranno guidare il prossimo [...] al fine di scongiurare il pericolo che i preoccupanti [...] in gestazione possano trasfor-marsi, ancora una volta, in ricadute [...]. Sarà un museo diverso, [...] forma di monumentalità inerte o [...] memoria, che comprenderà an-che [...] con stage per insegnanti e studenti, e [...] della storia e [...] alla democrazia ed alla [...]. Lo stesso sistema espositivo [...] come, at-traverso questa iniziativa, si vo-glia contrastare [...] «chiudere la storia» per allontanarsi dal passato. Al con-trario, e secondo una [...] museografica moderna, sarà un [...] un itinerario iper-testuale capace di [...] una siste-matica possibilità di scelta fra di-verse opzioni di [...]. In questo modo il [...] «fisicamente» in quei passaggi storici cruciali nei [...] antenati (che non erano né migliori né [...] nelle condizioni di scegliere [...] in realtà), hanno imboc-cato, spesso [...] la strada che li [...] una barbarie dalla quale, co-me troppo spesso [...] si sentivano erroneamente im-muni. Un cammino che, partendo [...] risalirà lungo il cor-so della [...] stimolando so-prattutto le nuove generazioni a liberarsi da una [...] rassegna-ta [...] del male» attraverso [...] a spezzare la perversa catena [...] intolleranze e degli stermini. Il consenso immediatamente raccolto [...] alcuni mesi or sono tramite una lettera [...] di Roma, ha portato alla nascita [...] che ha come soci [...] cattolici, ebrei, valdesi e musulmani. Piena disponibilità a collaborare [...] da Rita Levi Montalcini, Umberto Eco, Vittorio Foa, Cor-rado Augias, Stefano [...] Maurizio Costanzo. E la pronta adesione [...] istituzioni dello stato e degli enti locali [...] come [...] di rispondere alla domanda [...] alto contenuto politico, morale e civi-le venga [...] dal mondo politico. /// [...] /// E la pronta adesione [...] istituzioni dello stato e degli enti locali [...] come [...] di rispondere alla domanda [...] alto contenuto politico, morale e civi-le venga [...] dal mondo politico. (0) (0) ![]()
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