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Il segmento testuale Berlino è stato estratto automaticamente da un complesso algoritmo di KosmosDOC di tipo "autogeno", ossia sulla sola analisi dei segmenti testuali tra loro.
Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 315Analitici, di cui in selezione 10 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: INTERO CORPUS (AUTORIZZATO)FILTRO S.M.O.G+ passivo). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Analitici)


da (Comunismo e occidente, 3°) Benno Sarel, Proletariato e ordine democratico popolare nella Germania Orientale in KBD-Periodici: Nuovi Argomenti 1954 - 5 - 1 - numero 8

Brano: [...]o il compito di debellare gli avanzi teologici di tipo semimenscevico della sinistra tedesca, questi avanzi che riuniamo abitualmente sotto il nome di Iuxemburgismo. Non si creda che questa quistione possa essere risolta semplicemente dicendo: chi dei nostri tanti membri hanno letto Rosa, che importanza hanno ancora questi problemi? No, questo sarebbe un sottovalutare il peso della tradizione ideologica» (Protokoll der I Parteikonferenz der SED, Berlino, 1949, pag. 457).
(7) «In questo momento le centrali dello spionaggio inglese ed americano lavorano in un primo luogo per diffondere la propaganda trotskista... Allo stesso tempo continua il pericolo dell'opportunismo di destra... » (Dokument der SED, T. II, pag. 289). La situazione sembra particolarmente grave a Lipsia, vecchia città socialista, ove, secondo il rapporto del segretario del partito, si è svolta una lotta efficace contro l'ideologia schumacheriana, ma dove si é avuta «una eccessiva tolleranza verso le argomentazioni di apparenza radicale e rivoluzionaria ». (Neues Deutschland [...]

[...]estendere il fronte nazionale fino agli « antichi funzionari, soldati, ufficiali e generali della « Wehrmacht », cosí come agli ex nazisti. Anche a questo proposito il pericolo é additato a sinistra: « Il primo pericolo ed il maggiore é attualmente la ristrettezza settaria... che si esprime attraverso al fronte nazionale... con il rifiuto di collaborare con elementi patriottici non appartenenti al popolo lavoratore... » (Dokument der SED, T. II, Berlino 1950, pag. 344 e 354).
168 COMUNISMO E OCCIDENTE
La rivolta del 1953
Nel luglio 1952 il Congresso del partito adotta la politica che é conseguenza del riarmo ufficialmente annunciato: una politica dura, spartana, nella quale la produzione non produttiva verrà immensamente accresciuta, nel momento stesso in cui forze giovanili vengono distolte dalla produzione. Nel suo rapporto, di ritorno dal 19° Congresso bolscevico, Walter Ulbricht così definisce questa politica : massima economia, produttività accresciuta, revisione delle norme (Neues Deutschland 23.11.52). Da ora in poi questo tema rit[...]

[...]no un salario che non corrisponde affatto al lavoro prestato... » (10).
Il 1949 è un anno durante il quale le norme vengono stabilite sistematicamente: due anni più tardi esse verranno dichiarate sorpassate e verranno rivedute: l'edilizia, ed in primo luogo l'edilizia berlinese, verranno tuttavia risparmiate. La causa dì ciò é duplice: la nota cornbattivitá degli operai edili, il fatto che il 1951 é l'anno del Convegno mondiale della gioventù a Berlino. Nel momento stesso dell'innalzamento delle norme, nell'estate 1951, l'industria edilizia berlinese era in una situazione tesa. Era impossibile correre il rischio di torbidi in quel momento.
Il 1952 é l'anno della Stalinallee (11). Diecine di migliaia di operai edili vi affluiscono; si ha bisogno di loro; essi sono al centro dell'inte
(9) Protokoll des 3 F.D.G.B. Kongresses, Berlino, F.D.G.B., 1950, pp. 297 e 300.
(10) Tägliche Rundschau del 27.6.1951.
(11) La Stalinallee, il viale Stalin, l'antica Frankfurterallee, era prima della guerra una opulenta arteria commerciale: nel 1945 era completamente distrutta. Nel 1949 ne viene iniziata la ricostruzione. Ma la vera Stalinallee nasce all'inizio del 1952: i cantieri sono l'uno accanto all'altro per una lunghezza di 4 Km.; in tutte le strade adiacenti, squadre di operai di fabbriche, in via di principio volontari, sgomberano le rovine, durante l'inverno vi si lavora alla luce delle lampade elettriche. La Stalinallee é l'or[...]

[...]era completamente distrutta. Nel 1949 ne viene iniziata la ricostruzione. Ma la vera Stalinallee nasce all'inizio del 1952: i cantieri sono l'uno accanto all'altro per una lunghezza di 4 Km.; in tutte le strade adiacenti, squadre di operai di fabbriche, in via di principio volontari, sgomberano le rovine, durante l'inverno vi si lavora alla luce delle lampade elettriche. La Stalinallee é l'organo del regime; se ne é fatta il centro della vita di BerlinoEst e, in un certo senso, di tutto il paese: stampa e radio, scrittori e compositori l'hanno adottata come il loro tema preferito. Squadre di agitatori del partito vi si recano, ed intorno a loro si formano dei gruppi di discussione, con i passanti, con gli operai dei cantieri, con quelli che sgomberano le rovine.
resse. Tuttavia l'industria edilizia lavora in perdita, e l'amministrazione ripropone il problema delle norme. Come sempre in questi casi, l'iniziativa viene presa dagli attivisti (stakanovisti) e dai capisquadra, per principio fedelissimi al regime. All'isolato n. 16, dal quale il [...]

[...] nazionale... » (21). Walter Ulbricht invia alla conferenza dell'edilizia dei 6 giugno un telegramma nel quale dichiara: «Non viene prestata sufficiente attenzione allo studio dei metodi di costruzione sovietici... Dovete riuscire a migliorare la vostra esperienza di produttori attraverso ad un serio studio della letteratura sovietica nel campo dell'edilizia » (22). Contemporaneamente il Consiglio Confederale condanna la rivista dell'edilizia di BerlinoEst Costruzione e Pianificazione, la quale pubblica « su intere colonne » resoconti della letteratura specializzata della Germania Occidentale.
Durante il maggio la situazione si fa piú tesa. Nelle campagne si hanno degli scontri con i contadini. Dal Magdeburgo, da Chemnitz, giungono notizie di scioperi provocati dalla introduzione delle nuove norme. I1 14 maggio il Comitato centrale allunga l'ombra della ghigliottina sui « Trotskisti, sionisti, massoni, elementi corrotti ecc. », ed allo stesso tempo propone un aumento generale delle norme del 10%. Il 28 maggio il Consiglio dei Ministri fa su[...]

[...]e partecipano alle manifestazioni a fianco degli anziani. Già al principio di maggio si poteva leggere nel giornale della gioventù comunista, una nota assai nuova : « Gli esempi che dimostrano che la gioventù è `'in testa alla produzione nei settori essenziali, non valgono per tutti i casi... la causa va ricercata nella debolezza della educazione patriottica impartita dalla Gioventù Libera Tedesca » (24).
Nonostante la divisione in due settori, Berlino resta una città unitaria, nel senso che esiste uno comunità berlinese quasi quanto una comunità parigina o londinese. Fino al 17 giugno si circolava liberamente fra l'Est e l'Ovest. La popolazione di un settore della città segue con attenzione ciò che accade nell'altro settore. Ora, nella BerlinoOvest come in tutta la Germania Occidentale, le rivendicazioni operaie prendono sempre più vigore, e, soprattutto dall'ultima primavera, iI settore Ovest della città è testimone di un movimento degli operai edili. Nel mese di aprile, 37.000 operai edili si preparano allo sciopero ed eleggono comitati di sciopero di impresa e di quartiere. Chiedono un aumento di 15 pfennig all'ora. Il sindacato è però conciliante, e lo sciopero viene evitato. Ma a metà maggio una parte degli operai edili di BerlinoOvest entra in sciopero, chiedendo un nuovo accordo collettivo. La stampa di BerlinoEst mette in g[...]

[...]le rivendicazioni operaie prendono sempre più vigore, e, soprattutto dall'ultima primavera, iI settore Ovest della città è testimone di un movimento degli operai edili. Nel mese di aprile, 37.000 operai edili si preparano allo sciopero ed eleggono comitati di sciopero di impresa e di quartiere. Chiedono un aumento di 15 pfennig all'ora. Il sindacato è però conciliante, e lo sciopero viene evitato. Ma a metà maggio una parte degli operai edili di BerlinoOvest entra in sciopero, chiedendo un nuovo accordo collettivo. La stampa di BerlinoEst mette in gran rilievo questo sciopero, e non vi é dubbio che gli operai edili della Stalinallee lo seguono attentamente. Il 10 aprile la Neues Deutschland pubblica un servizio sull'industria edile di BerlinoOvest. Descrive lo stato d'animo combattivo degli operai, la preparazione dei picchetti di sciopero, e, molto malaccortamente, elenca numerosi casi di crumiri e di Lohndrücker (guastasalari) protetti dalla direzione che vengono scacciati o attaccati dagli operai. Il 12 giugno la Neues Deutschland torna alla carica : « Da quattro settimane dura lo sciopero... gli operai continuano valorosamente la grande tradizione dell'edilizia berlinese nella lotta contro l'arbitrio degli imprenditori e contro la reazione ». Ed il giornale cita le lotte degli edili berlinesi del periodo guglielmino. Il 14 giu[...]

[...]gli imprenditori e contro la reazione ». Ed il giornale cita le lotte degli edili berlinesi del periodo guglielmino. Il 14 giugno, nella stessa pagina nella quale la Neues Deutschland descrive gli arbitri della direzione dei cantieri della Stalinallee, si può leggere
(24) Junge Welt del 6 maggio 1953, giornale dell'organizzazione ufficiale della gioventù.
BENNO SAREL PROLETARIATO E ORDINE DEMOCRATICO POPOLARE 179
la notizia che gli operai di BerlinoOvest hanno vinto, che essi hanno imposto alle imprese l'accettazione di 22 dei 28 punti richiesti, che riuniti in assemblea generale hanno deliberato a maggioranza la cessazione dello sciopero, così come ne avevano votato la proclamazione. E che fra i punti sui quali hanno ottenuto soddisfazione é compreso l'impegno a non applicare sanzioni per lo sciopero.
Il 15 giugno scoppia uno sciopero in un cantiere periferico del settore orientale. La polizia interviene ed arresta gli « agitatori ». Gli operai mandano una delegazione ai cantieri della Stalinallee. La mattina del 16, si formano capanne[...]

[...]lla sede del Ministero, davanti al Ministro Selbmann che tenta di parlar loro, questi operai non organizzati danno prova di una grande maturità, quella maturità, quell'impeto fiducioso nella propria forza, che le giornate rivoluzionarie danno agli operai. « Sono un operaio comunista », dice il Ministro. « Te ne sei dimenticato — gli gridano — i veri comunisti siamo noi, non tu ». E presentano le loro rivendicazioni.
Lo svolgimento dei fatti di Berlino del 17 giugno é noto : nuove manifestazioni degli operai edili; sciopero nelle principali aziende; intervento di gruppi semifascisti dalla BerlinoOvest (soprattutto l'Unio ne della gioventù tedesca); entrata in scena dei carri armati sovietici venuti in soccorso della polizia popolare.
180 COMUNISMO E OCCIDENTE
È bene sottolineare il diverso carattere della giornata del 17 giugno, a seconda che ci si trovi entro una fascia di 500 metri all'incirca
dalla linea di demarcazione del settore occidentale, o più addentro nel
settore sovietico. Solamente nel primo caso si verificano saccheggi ed incendi, che sono evidentemente l'opera di qualche centinaio di spo
stati venuti dall'Ovest con l'intendo di far deviare la manifestazione.
Sorta[...]

[...]MO E OCCIDENTE
È bene sottolineare il diverso carattere della giornata del 17 giugno, a seconda che ci si trovi entro una fascia di 500 metri all'incirca
dalla linea di demarcazione del settore occidentale, o più addentro nel
settore sovietico. Solamente nel primo caso si verificano saccheggi ed incendi, che sono evidentemente l'opera di qualche centinaio di spo
stati venuti dall'Ovest con l'intendo di far deviare la manifestazione.
Sorta a Berlino il 16 giugno, la rivolta si estende rapidamente a tutta la regione circostante. II 17 giugno tutti i centri industriali del paese sono in sciopero: gli operai hanno avuto notizia dei fatti di Berlino attraverso la radio del settore occidentale. È soprattutto nelle . vecchie zone industriali di Halle, di Bitterfeld, di Magdeburgo, che la rivolta acquista un'ampiezza eccezionale, e che essa lascia scorgere che cosa sarebbe divenuta se avesse durato più a lungo.
Sembra che la prima reazione degli operai sia stata quella di creare dei comitati di sciopero. Questi organizzano il movimento, ed allo stesso tempo assumono la gestione delle imprese : hanno cura di assicurare i lavori di manutenzione, di organizzare la, vigilanza contro gli eventuali sabotaggi; e quando si tratta di imprese di int[...]

[...]ica. Si esce in strada, si balla, si occupano le sedi del partito, si disarmano i poliziotti, si liberano i prigionieri politici, ecc. ecc.
I comitati di sciopero adottano in generale atteggiamenti differenti, a seconda che abbiano a che fare con le autorità tedesche o sovietiche. Le prime vengono ignorate, con le seconde si offre di trattare. Ecco il telegramma che il comitato centrale di sciopero di Bitterfeld invia al comandante sovietico in Berlino :
« Sig. Alto Commissario, noi lavoratori del circondario di Bitterfeld vi preghiamo di togliere senza indugio lo stato di assedio da Berlino, tosi come ogni altra misura diretta contra gli operai, di guisa che sia possibile a noi tedeschi continuare a credere che voi siete veramente il rappresentante di un governo di lavoratori ».
Ed ecco il telegramma che lo stesso comitato indirizza al governo di BerlinoEst:
BENNO SAREI. PROLETARIATO E ORDINE DEMOCRATICO POPOLARE 181
«Noi lavoratori del circondario di Bitterfeld esigiamo: dimissioni del sedicente governo democratico tedesco... costituzione di un governo provvisorio composto di lavoratori progressisti... » (25).
Vi sono stati casi in cui alcuni comandanti sovietici locali, prima di aver ricevuto l'ordine di repressione, hanno riconosciuto i comitati di sciopero ed hanno trattato con essi. Questo fatto si é verificato specialmente nelle imprese aventi lo statuto di società anonime sovietiche.
Indubbiamente la rivolta non è stata esclusivam[...]

[...]piega se si tiene conto da un lato che la
(30) Neues Deutschland 5.2.1954.
(31) Neues Deutschland 20.2.54.
188 COMUNISMO E OCCIDENTE
politica «dura» e quella distensiva hanno sempre corrisposto rispettivamente alla politica di integrazione nel mondo sovietico o a quella di unità con la repubblica borghese di Bonn; e se si tien conto d'altro canto della linea di condotta che é sorta, per il blocco orientale, dalla conferenza internazionale di Berlino del gennaio 1954.
Le discussioni del Congresso si sono svolte nel quadro tracciato dal rapporto di 6 ore letto da Walter Ulbricht, tornato ad essere la figura centrale del partito dopo l'eclissi dell'ultima estate. Analizziamo la posizione del segretario generale.
Osservando la situazione delle campagne della Germania Orientale, Walter Ulbricht lascia intendere che vi sono due centri di attrazione economica che se ne distaccano: il gruppo dei contadini ricchi, che non manca di nulla, ed il gruppo formato dalle cooperative, le proprietà del popolo e le stazioni di macchine e trattori. Prima [...]



da Osvaldo Bayer, Il cimitero dei generali prussiani in KBD-Periodici: Belfagor 1984 - 3 - 31 - numero 2

Brano: SAGGI E STUDI

IL CIMITERO DEI GENERALI PRUSSIANI

Ho visitato spesso il cimitero dei generali prussiani. Sta a pochi isolati dalla casa dove vivo. Vicino all’ex campo di esercitazioni della guarnigione di Berlino che poi, con Hitler, diventò l’aeroporto di Tempelhof e che da circa quarantanni vede sventolare la bandiera degli Stati Uniti. Ogni mattina, dalla mia finestra, entra l’inno nordamericano trasmesso dagli altoparlanti. Ma il cimitero militare, il Garnisonfriedhof, è più lontano; è finito in un angolo isolato. Un cimitero dimenticato e scomodo. Anacronistico. Una testimonianza di ciò che fu. I tedeschi cercano di nasconderlo con vergogna. Non figura in nessuna guida turistica. È un villaggio senza vita, di morti. Ciò spiega perché la ex grande capitale europea abbia una ferita che non si rimar[...]

[...] suo monocolo in modo che l’occhio potesse lanciare fulminei sguardi di aquila! Dove è finito tutto questo? I suoi discorsi sulla patria e poi ancora sulla patria e poi sui nemici della patria? Generale Triitzchler von Falkenstein. Già il suo nome da solo faceva paura alle reclute. Gli si confondeva la lingua al solo pronunciarlo. Il suo monumento funebre conserva ancora sulle pareti le impronte di quarantanni fa, quando l’Esercito Rosso attaccò Berlino da sud per arrivare a Tempelhof. Le pallottole russe sul suo126

OSVALDO BAYER

monumento, generale, e li, a pochi metri la bandiera nordamericana da quarantanni. Le ferite aperte sui mattoni. Magari, qualcuno di quei contadini tartari o caucasici tanto odiati, si è divertito a cercare di interrompere il suo sonno marziale a colpi di fucile. Ma più grave di queste ferite è Poblio assoluto del popolo. La gloria teatrale delle fiaccolate e delle vuote parole di onore e patria, vuote, quando sono solo un sinonimo di interessi, privilegi, prerogative.

Mi fermo davanti alla tomba del « mag[...]

[...]e il « nuovo esercito » che trionfò in cento battaglie in nome della patria e dei valori occidentali e cristiani. Tutte quelle battaglie le ha vinte contro il suo stesso popolo e le sue inquietudini.

La filosofia del maresciallo di campo prussiano conte Colmar von der Goltz è ancora presente nella classe militare argentina. Chi è questo « filosofo »? Egli presenta se stesso, a figura intera, nel libro Impressioni del mio viaggio in Argentina (Berlino 1911). Vi descrive la sua visita a quelle terre invitato, nel 1910 ai festeggiamenti per il centenario della liberazione dalla Spagna. Erano già trascorsi nove anni dall’adozione del servizio militare obbligatorio auspicato da Riccheri. Von der Goltz scrive:

Tutti i festeggiamenti argentini hanno avuto un carattere serio e solenne (...). In questo senso il potere armato ha avuto un ruolo di protagonista con i suoi picchetti e con le sue guardie d’onore, le scorte, le bande di musica, ecc. Battaglioni di scolari hanno sfilato per le strade dando espressione — e vorrei proprio descriverla c[...]

[...]a mamma e il nonno materno. Appena compì 18 anni gli misero l’uniforme e in aprile del 1983 lo mandarono alle Georgine del Sud. Appena arrivato si beccò una pallottola. Lo seppellirono lì. Ecco la storia di un soldato argentino classe 63.

A cento metri da casa mia c’è un enorme edificio di mattoni rossi. È l’ex caserma della guardia dei corazzieri del Kaiser. Oggi c’è la polizia ed è il posto dove si consegnano le patenti per le automobili di Berlino. Su una parete c’è una targa che nessuno legge più: « Questa caserma ospitò il Reggimento della Guardia dei Corazzieri creato nel 1815. Da qui il reggimento partì per il fronte il 3 agosto 1914 con 37 ufficiali, 713 sottufficiali ed i corazzieri. Il 29 ottobre 1918 ritornò dalla sua ultima battaglia a Saint Fergeaux con 31 sottufficiali ed i corazzieri. L’ultimo ufficiale cadde quello stesso giorno nell’ultimo contrattacco ». Penso, in questo caso sono caduti gli ufficiali e sono tornati i soldati. Nelle Malvine sono caduti i soldati e sono tornati gli ufficiali. Ad ogni modo, due aspetti del[...]

[...]tà » fino alla noia. Nella frase del militarescrittore Ernst Junger si nasconde una vera e propria chiave psicologica: « Benché

10 non sia nemico delle donne, mi irritava sempre il tipo femmina quando

11 destino della guerra mi conduceva in ospedale. Dalle azioni maschili, energiche e logiche della guerra, entravo in un’atmosfera di indefinite irradiazioni ».

(Archivio del fdcl, Centro di Ricerca e Documentazione per P America Latina di Berlino. Trovo una lettera del generale argentino Albano Harguindeguy, ministro degli Interni di Videla, alla professoressa Hilde Kaufmann, direttrice del Dipartimento di Criminologia dell’Università di Colonia, nella Germania federale. Chiedo come ha fatto ad arrivare fin lì questa lettera. L’archivista mi dice che è stata mandata dalla professoressa Kaufmann poco prima di morire, nel 1982. L’Università tedesca di Colonia si era interessata nel 1976 di un prigioniero politico argentino: il professor Roberto Bergalli, specialista inIL CIMITERO DEI GENERALI PRUSSIANI

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criminologia, arrestato[...]

[...]a con altri mezzi », « La guerra è la madre di tutte le cose » e quelle del generale von Seeckt: « L’onore dell’ufficiale non consiste nel sapere meglio o nel voler di più, consiste nell’obbedienza », trova nel cimitero dei generali la sua migliore espressione, la sua sintesi. Ma c’è ancora una sintesi migliore di questa filosofia militare, ed è l’altro cimitero a circa ottocento metri da questo, dove sono sepolte le vittime dei bombardamenti di Berlino, dal 1943 al 1945. Li ci sono delle lapidi che coprono una madre con cinque figli, delle famiglie intere, dalla bisnonna al bisnipote. Aggressione e obbedienza. « La miglior difesa è l’attacco ». La totale identificazione con la volontà dell’autorità. Il generale è il Papa e il Papa è il generale. « Con questo onore imposto con la forza fa notare lo psicosociologo tedesco Josef Leifert la classe sociale dominante, utilizzando l’etica professionale tradizionale, possiede il mezzo migliore per una felice manipolazione degli ufficiali ». Lo slogan delle forze paramilitari hitleriane, le ss, er[...]

[...]hiuso definitivamente, per i secoli dei secoli. Non ci sarà nemmeno un Giudizio Universale).

Ma nell’attesa della loro battaglia finale e del loro definitivo trionfo, la storia è crudele, cinica e sarcastica con gli scheletri dei generali che giacciono a Gamisonfriedhof. La storia deve essere un dio grasso, volgare e sudicio a cui piace fare scherzi grossolani. Al cimitero dei generali prussiani è stato tolto un pezzo di terra ed il comune di Berlino lo ha affidato alla comunità ottomana. Ora c’è il cimitero turco di Berlino, dove vengono sepolti i poveri dell’Anatolia, emigrati durante l’epoca delle vacche grasse del capitalismo per raccogliere la spazzatura e lavorare alle interminabili catene di montaggio delle fabbriche di automobili e di televisori. Hanno avuto un posto proprio nel cimitero dei generali per seppellire i loro umili morti. I morti turchi avanzano sulla terra degli aristocratici marescialli. Ormai la tomba che guarda verso la Mecca del turco Tufanin Ruhima, morto il 5 ottobre 1982, sta a cinque metri dal generale Erich Werner August Wilhelm von Livonius. E continuano ad avanzare. Sono morti che[...]

[...]: da questo lato, il cimitero si anima la domenica di donne con fazzoletti in testa e di bambini che ridono, che piangono e che gridano. È un’offensiva che i generali non si aspettavano. La vita non si arrende. Per ogni pallottola che cerca la morte, un filo d’erba spunta per sentire la brezza.

trad. di Alessandra Riccio

Osvaldo Bayer

* El cementerio de los generales prusianos: dal prossimo volume Exilio, Buenos Aires, Legasa, redatto a Berlino, ove Bayer nel 1976 prese dimora dovendo lasciare PArgentina. Nato nel 1927 a Santa Fe da famiglia di origineIL CIMITERO DEI GENERALI PRUSSIANI

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tedesca, studiò a Buenos Aires ed Amburgo, segretario di redazione di « Garin » e responsabile del Sindacato dei giornalisti, è autore di scritti come la biografia di Severino Di Giovanni, el idealista de la violencia, Los Anarquistas e Los vengadores de la Patagonia tràgica in quattro volumi; il film di Bayer La Patagonia rebelle, sul massacro dei braccianti nel 1921, fu presentato e premiato a Berlino nel 1974.

Le citazioni che figuran[...]

[...]igineIL CIMITERO DEI GENERALI PRUSSIANI

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tedesca, studiò a Buenos Aires ed Amburgo, segretario di redazione di « Garin » e responsabile del Sindacato dei giornalisti, è autore di scritti come la biografia di Severino Di Giovanni, el idealista de la violencia, Los Anarquistas e Los vengadores de la Patagonia tràgica in quattro volumi; il film di Bayer La Patagonia rebelle, sul massacro dei braccianti nel 1921, fu presentato e premiato a Berlino nel 1974.

Le citazioni che figurano nel testo sono state tratte da:

Paul von Schmidt, Das deut sche Offizierskorps, Berlin 1904; Colmar Graf von der Goltz, Reiseeindrucke aus Argentinien, Berlin 1911 e Denkwiirdigkeiten> Berlin 1929; José Félix Uriburu, La guerra actual, prefacio, Buenos Aires 1915; Friederich Freksa, Kapitàn Ehrhardt, Berlin 1924; Otto Runge, Der Mord von Rosa Luxemburg und Karl Liebknechtì Klassenbuch 2, Luchterhand, Darmstadt 1972; Egon Erwin Kisch, Rettungsring an einer kleinen Bruke, in « AIZ », J. 7, 1928; von Salomon, Die Geàchteten, Berlin 1930; M. Moncalvillo, [...]



da Benno Sarel, Intellettuali e classe operaia nella Germania orientale durante la crisi del '56 in KBD-Periodici: Nuovi Argomenti 1958 - 1 - 1 - numero 30

Brano: [...]ienare l'operaio e a separarlo dal suo prodotto.
Nel 1956 queste discussioni perdono il carattere astratto che avevano fino allora. L'ambiente universitario, nel suo complesso, si modifica. Migliaia di studenti di ogni facoltà effettuavano da anni dei periodi di lavoro nelle fabbriche. In seguito alle loro osservazioni, ma anche grazie ad inchieste organizzate all'uopo, si erano intraprese, soprattutto negli istituti di filosofia di Lipsia e di Berlino, delle ricerche sperimentali sulla coscienza operaia. Anche presso i giovani storici, presso alcuni studenti di letteratura e di filosofia, si ritrovano le idee del prof. Bloch. Poiché l'insegnamento del marxismo é obbligatorio in tutte le facoltà, capita spesso che gli assistenti e gli incaricati nel campo delle scienze sociali siano degli ex alunni del prof. Bloch. Un allievo di Bloch, incaricato di filosofia all'Università di Jena, Richard Lorenz, propane l'idea di una ricerca sui rapporti fra la soggettività individuale e la situazione oggettiva, quale è data dalle istituzioni della Repub[...]

[...]me il movimento operaio di opposizione si sviluppa all'interno delle istituzioni ufficiali di cui é la negazione, così
140 BENNO SAREL
l'ideologia rivoluzionaria cresce in seno all'ideologia ufficiale, usa i suoi stessi concetti, pur essendole radicalmente opposta. I giovani filosofi sono spinti dalle loro preoccupazioni intellettuali a cercare il legame con la classe operaia e ad assumere nello stesso tempo un atteggiamento rivoluzionario.
A Berlino, durante i mesi di ottobre novembre, un giovane incaricato di filosofia, che aveva precedentemente insegnato a Lipsia, Wolfang Harich, organizza un gruppo clandestino di opposizione. Fin dall'aprile 1956 Harich si era espresso, nell'organo della Lega Culturale « Sontag », per la libertà di discussione e contro il dogmatismo. Affermava che per poter affermare il carattere erroneo di una opposizione é necessario osservarla da una prospettiva piú elevata, in una fase sucessiva del pensiero. Harich dirigeva la « Rivista Tedesca di filosofia » e nello stesso tempo era membro della direzione di « A[...]

[...] insegnamento, ora degli «errori» di Stalin, ora del problema dei viaggi in Germania Occidentale, ora dei periodi da trascorrere nelle fabbriche — contribuiscono a chiarire le idee dei giovani intellettuali. Nello stesso tempo in cui Walfang Harich organizza il centro di opposizione che si è visto, numerosi gruppi clandestini si formano nelle università e anche in alcuni licei (3). Ricordiamo il caso di due gruppi di studenti della università di Berlino, uno di studenti di storia e uno di studenti di filosofia, che sembra abbiano elaborato, ciascuno indipendentemente dall'altra, un programma politico (4). E' da menzionare anche il gruppo degli studenti di chimica di Halle, che si è posto in modo concreto il problema di una azione comune con gli operai (5).
Non c'è dubbio che l'opposizione operaia e l'opposizione degli intellettuali avrebbero finito con l'unirsi. Tuttavia nei mesi successivi al XX Congresso, mentre la critica degli intellettuali è viva .e aperta, l'iniziativa degli operai, che pur sarebbe di importanza fondamentale, resta in[...]

[...]i progressivi delle nostre università » lamenta il Giornale degli studenti comunisti «é quasi una moda adesso di portare la Polonia come un esempio da seguire » (11). E ancora: « Si dimentica (dal XX Congresso) che nessun paese può vivere di sole discussioni D. La stampa polacca é letta, tradotta ed é imi possibile impedirne la diffusione. La rivista teorica del Partita é costretta a rispondere ad un articolo polacco che, criticando il regime di Berlino Est, afferma, parafrasando Marx: «Uno spettro perseguita anche i paesi dell'oriente europeo, e spaventa non solo i capitalisti ma anche gli stalinisti: lo spettro del socialismo umanista ».
Influenzati dall'esperimento polacco e resi ormai sensibili a quello di data più antica della Jugoslavia, gli intellettuali, a partire dallo autunno, lanciano la formola dell'autogestione operaia. Alcuni studenti che si trovano in periodo di lavoro nelle fabbriche domandano: « Che fine ha fatto il ruolo dirigente della classe operaia? ». Dicono che gli operai sono malcontenti e svogliati sul lavoro. E agg[...]

[...]no nell'impresa statale.
Nel corso del 1956 l'opposizione si sviluppa da una fase ancora disorganica verso una fase organizzata, dalle discussioni nei gruppi di base degli organismi ufficiali verso l'urto con i vertici della società. Ma durante il mese di novembre, dopo il secondo intervento sovietico in Ungheria, l'opposizione indietreggia di nuovo verso la base e verso una nuova fase priva di organizzazione. Degli studenti vengono arrestati a Berlino, Halle, Lipsia e Dresda. Tuttavia l'atmosfera
(20) a Einheit », marzo 1957.
152 BENNO SAREL
resta quanto mai tesa. In seguito Harich doveva dichiarare: « In quei giorni di novembre) ho sentito nelle strade di Berlino il soffio della rivoluzione francese » (21). Il periodo apertosi con il XX Congresso del PCUS termina, a quanto pare, il 29 novembre, quando Harich, di ritorno dalla Germania Occidentale, é tratto in arresto sotto l'accusa di essere agente dell'imperialismo. L'argomento dell'autorità e della forza fa di nuovo la sua comparsa.
Gli intellettuali cessano di esprimersi e ben presto la voce del mondo ufficiale è, ancora una volta, la sola a farsi sentire. L'opposizione continua, profonda, tenace, nelle università come nelle fabbriche, ma é certo che ha fallito nel tentativo di diffondersi in tutt[...]



da Francesco Cataluccio, Il Congo Belga nel nazionalismo africano in KBD-Periodici: Nuovi Argomenti 1959 - 5 - 1 - numero 38

Brano: [...]ntù della foresta nella zona di nordovest e sudanesi nelle regioni di nordest), non poneva problemi particolari d'ordine politico, mentre la ricchezza agricola di alcune regioni e mineraria di altre non addossava sacrifici al bilancio metropolitano e offriva vantaggiose prospettive d'impiego di capitali. Anche per quanto riguarda la sicurezza esterna, tutto fu risolto rapidamente, prima ancora che una apposita conferenza internazionale riunita a Berlino consa crasse (23 febbraio 1885) la nascita dello Stato indipendente del Congo, attraverso una serie di accordi di confine con la Francia (14 aprile 1884), con la Gran Bretagna (15 maggio 1884), con la Germania (8 novembre 1884) e col Portogallo (durante la conferenza di Berlino). In più, la clausola della porta aperta, stabilita alla conferenza di Berlino e ribadita dalla successiva conferenza di Bruxelles (Atto generale del 2 luglio 1890), neutralizzò in gran parte l'interesse di terze potenze a provocare occasioni che inde bolissero la posizione coloniale belga.
Allorché il 18 agosto 1908 si apre a suo favore la successione stabilita da re Leopoldo col testamento del 2 agosto 1889, il Belgio entra in possesso di un patrimonio di tutto riposo e attivo sotto ogni angolo visuale.
130 FRANCESCO CATALUCCIO
Le direttive di politica indigena che il Belgio subito attua, e che rimarranno immutate nei decenni successivi sono, da una parte l'assolut[...]



da (Mito e civiltà moderna) Diego Carpitella, I «primitivi» e la musica contemporanea in KBD-Periodici: Nuovi Argomenti 1959 - 3 - 1 - numero 37

Brano: [...]que, 1767; J. AMIOT, Memoires sur la musique des Chinois tout anciens que modernes (Paris, 1776); W. JONES, On the musical Modes of the Hindus (1799).
(26) R. G. KIESEWETTER, Geschichte der arabischen Musik (Leipzig 1842).
124 DIEGO CARPITELLA
brò diminuire l'attenzione verso la musica dei primitivi e orientale. Una data fondamentale per la ripresa di questi studi rimane la monografia di Carl Stumpf sugli indios Bella Coola i quali visitarono Berlino nel 1882: Stumpf attratto dalla « stranezza » di questi canti li trascrisse in notazione moderna (27). Fu in questo periodo che a Berlina fu fondato l'Archivio di musica orientale. Contemporaneamente un fisico inglese, A. J. Ellis si interessò alla musica extraeuropea, studiando soprattutto la struttura di alcune scale arcaiche della musica araba (AlKindi) e constatando la presenza di intervalli inferiori al semitono (quarti di tono) tipici delle scale orientali (28). Accanto a Stumpf, il nome più importante é quello di Erich M. von Hornbostel, i cui studi si indirizzarono agli aspetti fisico[...]

[...] Stumpf, il nome più importante é quello di Erich M. von Hornbostel, i cui studi si indirizzarono agli aspetti fisicoacustici della musica: intervalli, sistemi tonali, altezza e timbro, ritmo, ecc. (29). Con il perfezionamento del fonografo, intorno al 1890, si ebbe una più valida documentazione sulla musica primitiva e orientale (Indios, Africa, Melanesia, Turchia, Giappone, Tunisia, ecc.) e in tal senso gli Archivi dell'Istituto Psicologico di Berlino ebbero un grande rilievo. Hornbostel lavorò nelle sue ricerche sulla musica primitiva con un fisico, l'Abraham (29). Da Stumpf e da Hornbostel deriva tutta la scuola tedesca i cui maggiori rappresentanti furono Lachmann, Fischer, Schneider, Kolinski, Sachs, Lach, Herzog (30) con i quali sono stati praticamente trattati quasi tutti gli aspetti strutturali della musica primitiva e orientale. Bartók, che si occupò del folklore dell'Europa sudorientale e della musica del nordAfrica (constatando che la linea di demarcazione tra folklore arcaico e musica primitiva é molto labile) segui in gran part[...]

[...] barbari, di non organizzati, contro un antico potere organizzato. Sembra una lotta impari; ma nelle cose dello spirito non è mai il numero, ma la forza delle idee che vince. Le armi temute dei "selvaggi" sono le loro nuove idee; esse uccidono più dell'acciaio e spezzano ciò che si ritiene infrangibile. Chi sono in Germania questi "selvaggi"? Una buona parte di loro è nota e coperta d'insulti: il gruppo Die Brücke di Dresda, la Neue Sezession di Berlino, la Neue Vereinigung di Monaco. Una influenza liberatrice ebbero alcuni giovani francesi e russi che esposero come ospiti nella Neue Vereinigung. Essi offrono materia di riflessione, si capi che nell'arte sono in gioco le cose più profonde, che il rinnovamento non pue, essere formale, ma è una rinascita del pensiero. La "mistica" si risvegliò nelle anime e con essa elementi primigeni dell'arte. Ma non tutti i "selvaggi" ufficiali di Germania e di fuori sognano quest'arte e queste altre mete. Tanto peggio per loro. Dopo i vertiginosi successi, affonderanno, coi loro programmi cubisti e simili,[...]



da [Gli interventi] Albert Schreiner in Studi gramsciani

Brano: Albert Schreiner

Ho l'onore di portare il saluto cordiale dell'Istituto di Storia dell’Accademia delle Scienze di Berlino che mi ha delegato a partecipare a questo Convegno. La mia partecipazione vuole attestare il significato che assume l’opera di Gramsci per il movimento operaio internazionale. Nella Repubblica Democratica Tedesca noi ci sforziamo di far si che l'opera di Gramsci sia conosciuta, sicuri che da questa conoscenza verrà un appoggio alla azione e alla lotta della classe operaia ed alle forze progressive ad essa alleate.

Nella R.D.T. e nella Germania Occidentale l’opera di Gramsci fino ad oggi non è stata sufficientemente studiata, né sono state sufficientemente divulgate le sue idee creative. Si[...]



da Orazio Barbieri, Tradizioni della musica e del teatro italiano nell'URSS in KBD-Periodici: Rinascita - Mensile ('44/'62) 1955 - numero 10 - ottobre

Brano: [...]te carenze politiche generali che hanno, soprattutto, la loro radice nell'antisovietismo del passato?
E' anche vero che le più recenti composizioni italiane non sono conosciute dal pubblico sovietico, ma ciò dipende in gran parte dal fatto che i rapporti culturali e teatrali tra i due paesi sono divenuti sempre più rari, per non dire inesistenti.
Non sono infrequenti in URSS le toumées dei teatri di Londra, di Parigi, di Pechino, di Praga e di Berlino i quali ottengono sempre un pubblico numeroso e attento, così come le esecuzioni di musiche francesi e tedesche grazie ai più frequenti rapporti esistenti fra il teatro sovietico e gli autori e musicisti di quei paesi stimolati e aiutati da una politica culturale più lungimirante.
Non soltanto le trattative per una tournée della «Scala» quindi, debbono essere portate avanti rapidamente, ma debbono essere favorite iniziative più ampie, assicurati rapporti più frequenti e più diretti a tutti gli attori, compositori e direttori d'orchestra che desiderano recarsi in URSS e vedere eseguite le pro[...]



da [I Documenti del convegno. Appunti per le relazioni e Comunicazioni] F. Alderisio, Riflessioni di A. Gramsci sul concetto della finalità nella filosofia della prassi in Studi gramsciani

Brano: [...]etto motivo critico della filosofia d'ella prassi contro la concezione del mondo storico ponente l'uomo « con la testa all'ingiú » . Gramsci dunque, in una lunga riflessione filologica su Marx e Hegel j, comincia con l'avvertire che « nello studio dello hegelismo di Marx » occorre ricordare che questi (il quale ebbe « carattere » — e Gramsci fece pur bene a rilevarlo —« eminentemente praticocritico ») aveva partecipato alla vita universitaria di Berlino pochi anni dopo la morte di Hegel (1831), cioè quando doveva essere ancora vivissimo « il ricordo dell'insegnamento orale di Hegel e delle discussioni appassionate » da esso già suscitate, e soprattutto in riferimento alla storia concreta. E in tali discussioni certamente « la concretezza storica del pensiero di Hegel doveva risultare molto piú evidente » di quanto in avvenire possa essere risultato dallo studio degli « scritti sistematici » del filosofo. Cosicché Gramsci espresse l'avviso che « alcune affermazioni » di Marx dovettero essere legate proprio a quella « vivacità conversativa: pe[...]



da (Nove domande sullo stalinismo) Carlo Cassola in KBD-Periodici: Nuovi Argomenti 1956 - 5 - 1 - numero 20

Brano: [...]icolo in tutta la sua gravità: e si sono decisi con coraggio e prontezza a liquidare il sistema dello Statoguida e del Partitoguida, cioè a liquidare l'aspetto più caratteristico dello stalinismo nel campo dei rapporti tra l'Urss e i paesi e i partiti comunisti.
Anche la politica estera staliniana nei confronti dei paesi capitalistici, pur essendo improntata a un sincero desiderio di pace, si era dimostrata troppo rigida. Atti come il blocco di Berlino o come le rappresaglie economiche contro la Jugoslavia non potevano non contribuire all'aggravamento della tensione internazionale. Anche qui, si rendeva necessario un buon colpo di timone. Anche qui, bisognava farla finita con lo stalinismo.
Risposta alla Seconda e all'Ottava domanda — Lego insieme le risposte alla Seconda e all'Ottava domanda, anzi comincerò proprio a rispondere a quest'ultima. Non vi è dubbio che la condanna e la liquidazione dello stalinismo siano avvenute in gran parte con metodi staliniani. Basta pensare all'incriminazione di Beria, accusato di essere un agente del cap[...]



da Renzo Rosso, Gli apologhi della medusa in KBD-Periodici: Nuovi Argomenti 1960 - 1 - 1 - numero 42

Brano: [...]sensazione che dell'abbacinante soluzione intrasognata quella mattina attorno al significato storico dei fenomeni, fosse riuscito a salvare appena una esigua scheggia, e per quanto in quel momento gli sfilassero davanti alla mente i numerosi studi da lui compiuti e che mai aveva avuto il coraggio di presentare o di pubblicare, si figurò con intensa soddisfazione l'effetto indubbiamente straordinario che avrebbe avuto sui membri dell'Accademia di Berlino la lettura di quella sua memoria, per la quale « Nova de legibus inquisitio » gli pareva un titolo assai indovinato. Un minimo di notorietà era proprio quello che gli ci voleva: con essa sarebbero forse venuti i viaggi, e con questi la possibilità di staccarsi almeno per qualche periodo dalla casa e dalla famiglia, e di conoscere visi nuovi, nuovi caratteri, e fors'anche una donna diversa. E poiché era stanco, felice e disposto a ricompensarsi, lasciò che una immagine femminile si sovrapponesse a quelle spirituali vanità: gli accadde di inventarsela appoggiata al muro della diga, e poi di cre[...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine Berlino, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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