Brano: [...]e abitudini con altre, [...] non sperperatrici, conduca a un peggioramento della [...] della vita. Una società più austera [...] società più giusta, meno diseguale, realmente più [...] più umana. IL DISCORSO È una leva [...] trasformare [...] ENRICO BERLINGUER [...] passati solo sei mesi da [...] 20 luglio 1976 che aveva visto lo straordinario risultato [...] del Pci, ma che aveva anche cementato attorno alla [...] un grande blocco conservatore. E ne mancavano solo un [...] della «bufera» del [...] di que[...]
[...]ufera» del [...] di quel movimento turbinoso che [...] prodotto tensioni inedite a sinistra, con [...] al comizio di Lama, con [...] rossa Bologna attraversata da una protesta radicale e violenta. Ecco, è in mezzo a [...] due date cardine che Enrico Berlinguer convoca una grande [...] di intellettuali e si presenta con una parola [...] mai sentita prima: [...]. Davanti ad una platea [...] e perplessità, prospetta un modello di sviluppo [...] fondato non [...] continua della produzione e [...] da una sorta[...]
[...]i sentita prima: [...]. Davanti ad una platea [...] e perplessità, prospetta un modello di sviluppo [...] fondato non [...] continua della produzione e [...] da una sorta di severa scelta del [...]. Non fu, [...] subito, [...] fortunata. E lo stesso Berlinguer non [...] spesso [...] come cardine della [...] politica, della politica del Pci. [...] questa parola [...] ricevette critiche da destra e [...] sinistra, fu interpretata come una sorta di invito ad [...] nostalgico e un [...] vecchiotto, oppure com[...]
[...]ome una sorta di invito ad [...] nostalgico e un [...] vecchiotto, oppure come un tentativo [...] compressione delle rivendicazioni e dei conflitti sociali. Ma che voleva dire [...] senso ha oggi cercare di rintracciare questa [...] mentre molto del Berlinguer leader del Pci [...] discussione? Ne abbiamo parlato con Mario [...] che quel giorno di [...] Eliseo [...]. Cominciamo con una ricostruzione personale. Cosa pensasti allora di [...] e cosa ne pensi oggi? Ricordo molto bene quel convegno [...]. Ricor[...]
[...].] degli anni Ottanta, [...] mi sembra importante perché rappresenta [...] radicale messa in questione della visione complessiva della società. Se mi permetti un accostamento [...] strano, credo che [...] abbia molto a che fare [...] parola [...] di Berlinguer, quella della diversità [...] fuori qualche anno più tardi. Io non leggo la [...] semplice difesa della differenza del Pci, come [...] del [...] comunista, bensì come un altro [...] radicale allo stato di cose esistente. Una sorta di alternativa [..[...]
[...] di alternativa [...] non fosse quella del socialismo reale, già [...] È così che interpreti queste parole [...] Se vogliamo sì, credo [...] della terza via. Credo che [...] porti molto il segno [...] Rodano sul leader del Pci, non so, invece, [...] Berlinguer [...] stato toccato dalle elaborazioni teoriche della scuola [...] Francoforte, [...] critica dei marxisti americani alle società opulente. [...] anche qualcosa di pasoliniano, non [...]. Proprio qualche settimana prima [...] 1976 Pasolini aveva scr[...]
[...]i registrano i processi [...] dei mercati, [...] di nuove aree produttive, [...] molto meno le contraddizioni nuove che questi [...] da noi come [...] a noi. Penso solo a un [...] lavoro che non [...] che scompare, che sembra [...]. Ecco in [...] di Berlinguer [...] i germi di una [...] delle cose che si è andata nel [...] la sinistra sembra oggi interessata più a [...] processi che a proporre [...] modelli complessivi. Insomma, [...] dopo mi sembra tu stia [...] Berlinguer. Non è un [...] strano per un intellettuale comunista [...] non è mai stato [...] Forse. Ma non credo sia [...] oggi possiamo lasciarci alle spalle (o alla [...] delle singole scelte, della «navigazione» politica quotidiana [...] idee di tempo lungo[...]
[...] un intellettuale comunista [...] non è mai stato [...] Forse. Ma non credo sia [...] oggi possiamo lasciarci alle spalle (o alla [...] delle singole scelte, della «navigazione» politica quotidiana [...] idee di tempo lungo, che furono tipiche [...] Berlinguer. Queste idee reggono. Non voglio dire che [...] riparlare di austerità (per altro, parola piuttosto [...] deve cogliere la sostanza. Non mi pare proprio [...] dimenticare Berlinguer, semmai direi che anche quello [...] da criticare è oggi da riscoprire, di [...]. Non è un omaggio «post [...]. Può apparire strano, ma [...] la storia contemporanea viva momenti regressivi, che [...]. Noi ci troviamo in una [...] queste anse della [...]
[...]che il [...] contraddizioni tali che ne minano alla base [...] positivo. Ma questo forse è [...]. /// [...] /// Raul Mordenti, allora tra [...] movimento del [...] a Roma e oggi [...] italiana alla seconda università della capitale, ricorda [...] di Berlinguer. Anzi, a pensarci bene, [...] irridenti di quel movimento recitava proprio così: «Vogliamo [...] sacrifici». Era un modo per ironizzare [...] presa e sulla popolarità del richiamo [...] «ma anche, perché spesso [...] la verità, per dire commenta [..[...]