Brano: Enzo Quai, ancora in [...] fianco di Basaglia GORIZIA «Mi pareva tutto, [...] ospedale. Un lager, piuttosto». Passeggia nel grande bosco, ogni [...] dal buio umido spunta un vecchio reparto, [...] una stalla, una ciminiera di [...] un orologio rotto, un lampione sbrecciato. Lontano, verso il Ca[...]
[...]». Avevano cominciato in dieci. Lui, a 58 anni, è [...] ancora in servizio. Avevo ventidue anni, un carattere [...] ribelle. Ero alto e magro, mi [...] «pal de vigna». Lavoravo da falegname, ma [...] sicuro. In manicomio cercavano dieci [...] Franco Basaglia, direttore da un anno. Mi sono presentato da [...]. /// [...] /// Era furbo come una volpe. La domanda decisiva era [...] pensava già a come [...] per quello che aveva [...]. Camminavano su e giù, [...] fumavano come turchi. I vecchi infermieri mi h[...]
[...] là, ordinandomi: [...] parlare mai con loro, sono [...] sempre in piedi con le [...] al [...] Madonna. [...] capitato? La sera, a casa, [...] deciso: non torno più. Mia mamma ha insistito, [...]. È stata una fortuna». Il secondo giorno capita [...] Basaglia: «Come ti trovi?». Cosa devo fare?». E lui si incavola. Ho cominciato a trovare [...]. Quelle, per me, erano [...]. La rivoluzione di Gorizia [...]. Cammina, cammina Quai e ripensa [...] allora [...] «Un posto di custodia. Camicie di forza, elettroc[...]
[...] Giù in taverna conserva [...] rivoluzione. I vecchi numeri del «Picchio», [...] che i ricoverati scrivevano e stampavano da [...]. Ricordi, racconti, esperienze, poesie, [...] rivendicazioni. Le reti che separavano [...]. A Quai brillano gli [...] «Basaglia [...] ha fatte [...] giù dai ricoverati. Come erano contenti. Lui lo vedo ancora, [...]. Piano e svelte nello [...] le aperture. Un capannone era diventato [...]. [...] il cinema e la biblioteca. Cominciavamo ad organizzare le [...] gente di [...] u[...]
[...]perture. Un capannone era diventato [...]. [...] il cinema e la biblioteca. Cominciavamo ad organizzare le [...] gente di [...] uno spasso». Lui, ex falegname, preparava il [...] il tavolaccio su cui ballare. I pazienti cucinavano, servivano, [...]. Basaglia tirava sulla [...] sagoma, allegro come un [...] me lo ricordo, aveva una sahariana traforata, [...] era sempre stropicciato». Entravano [...] medici, psicologi, [...]. E finalmente uscivano i [...] serio. Fuori accompagnati, a gruppi, [...] osteria[...]
[...] due [...] in [...]. Erano cose che non [...]. Che poi malati, malati. La maggior parte era [...] famiglie non si interessavano». Anche dentro i vecchi [...] impensabile che un [...] potesse chiedere qualcosa». E lui, Quai? «Ah, [...] guarda che con Basaglia litigavo [...] a volte. Mi faceva [...] fuori la gente, ma [...] spendevo erano i miei. Una volta, in assemblea, [...] detto: [...] lei fa tutto facile perchè [...] un [...]. Ostia, la risposta che [...]. Si batte la testa. Recita, nel lieve [...] d[...]
[...]itigavo [...] a volte. Mi faceva [...] fuori la gente, ma [...] spendevo erano i miei. Una volta, in assemblea, [...] detto: [...] lei fa tutto facile perchè [...] un [...]. Ostia, la risposta che [...]. Si batte la testa. Recita, nel lieve [...] di Basaglia: «Caro mio, ghe [...] una scala sociale, in fondo stà i mati, in [...] gli infermieri, e in alto ghe son mì. Son miga scemo a [...]. El me lavoro [...] tuti al mio livello». Rimugina un [...] «Guarda, anche Basaglia [...] usava le pillole e faceva [...] elettrochoc. È [...] dentro che si è [...] serviva, osservando, parlando con noi. Io credo che avesse [...] voleva arrivare, ma non come. È stato un tentativo [...]. [...] che uccise la moglie Cominciavano [...][...]
[...]no poi voglia di tornare, [...] andati a [...]. E coi permessi le [...] di suicidio, fino al famoso [...] del 1968. [...] paziente sloveno, schizofrenico solitario: «Al [...] permesso, tutto bene. Al secondo, ha ammazzato [...]. Non lo aveva firmato Basaglia, [...] ma si è preso tutta la responsabilità. Se è per questo, [...] perchè i medici giudicavano [...] a noi, [...] si [...]. [...] è morto poco dopo in [...] criminale. Non ne parla volentieri, Quai. [...] è ficcato nella categoria delle [...] che [...]
[...]iudicavano [...] a noi, [...] si [...]. [...] è morto poco dopo in [...] criminale. Non ne parla volentieri, Quai. [...] è ficcato nella categoria delle [...] che capitano». È successo un brutto [...] centinaia di persone sono tornate a vivere [...] Basaglia?». Quello comunque era [...] della fine, per la rivoluzione [...]. Sono rimasti direttori [...] e poi Casagrande, nel 1974 [...] finito tutto, è cominciata [...] dei Centri [...] Mentale, direi [...] burocrazia. Tutto il resto, i [...] i reparti di [...]
[...].] «Capisci? Anche quello. Anche quello potrebbe migliorare. /// [...] /// Lo molli a se stesso, [...] gli dai una risposta sociale, è una rinuncia. /// [...] /// Ma a che gli [...]. [...] Mauro Pilone [...] della rivoluzione «Lavoravo da falegname, Basaglia mi assunse come infermiere, passo a passo [...] di [...] e della [...] rivoluzione». Enzo Quai, 58 anni, è [...] degli infermieri ancora in servizio che a Gorizia ha [...] la stagione [...] negata». Il filo dei ricordi [...] per le promesse non mant[...]