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Il vocabolo Shakespeare si trova nei "vocabolari":
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Stimato come nome proprio è riscontrabile in 6924 Entità Multimediali (stima per difetto, approssimativamente altra metà riscontrabile tramite ricerca full-text nel campo «cerca»).
Attraverso questo strumento è possibile visualizzare una trascrizione frammentaria della rassegna stampa relativa tratta dalla Biblioteca Digitale (dunque non dall'Archivio):

Brano: [...] dei musicisti, degli [...] di tutti i compagni di carcere. Che hanno applaudito e [...] voce che il corso possa continuare ancora. Che la direzione del [...] trovare i soldi. Che il dialogo continui. E anche la speranza. [...] EMILIO TADINI: IL MIO SHAKESPEARE TRADOTTO CON LO SGUARDO «Ho ridipinto la follia di Re Lear» [...] LIBRO DI BO DEI Affetti [...] politica: la logica del delirio DORIANO FASOLI Remo [...] ha appena pubblicato, per Laterza, «Le logiche del delirio» (sottotitolo: [...] affetti, [...] [...]

[...]losamente allo scoperto». GIULIANO CAPECE LATRO Una [...]. Lo sguardo che si [...] testo che veleggia per il mondo da [...] un oceano. Su questo mare si [...] Emilio Tadini, scrittore, critico, pittore di fama, affrontando [...] «Re Lear» di William Shakespeare, che Einaudi fa uscire [...] e [...] al lettore italiano in [...]. È stata molto importante [...]. /// [...] /// In qualche modo, allora, [...] la voce [...] attore, di un grande [...] parere come Mazzarella, mi si sono posti [...] motivo centrale d[...]

[...]ida, si presentava [...] mio parere perfetta per quel Lear che si delineava [...]. In generale, cosa coglieva [...] «Credo che lì dentro ci siano, per [...] tanti sguardi in grado di cogliere tanti [...]. Quello che mi stava [...] era il discorso di Shakespeare [...] introduzione così frequente del [...] al tono altissimo di certe apostrofi. Mi [...] per giustapposizione di [...] per subordinate. Questa lettura di Shakespeare [...]. Che si sente anche quando [...] concedere alla [...] lingua teatrale delle particolari evoluzioni; [...] sotto [...] reale, forte, violenta. Pensiamo [...] di Re Lear, quando [...] parla del figlio bastardo in [...] violento, dicendo di [...][...]

[...]...] concedere alla [...] lingua teatrale delle particolari evoluzioni; [...] sotto [...] reale, forte, violenta. Pensiamo [...] di Re Lear, quando [...] parla del figlio bastardo in [...] violento, dicendo di [...] fatto una buona ginnastica [...]. Shakespeare doveva anche accontentare [...] nella [...] maggioranza, non era di [...]. Come [...] la [...] non sovrapponendo nello stile cosiddetto [...] tono del poeta che uniforma e rende omogenee contraddizioni, [...] alterità. Shakespeare [...] questo; si passa [...] secentesca, complicata, barocca, [...] a quattro battute basse, addirittura [...] ma di [...]. E quasi sempre di [...]. /// [...] /// È probabile che il [...] particolarmente allenato a cogliere il visivo. E in Shakespeare, anche [...] sono minime, le posizioni, [...] con un nitore formidabile. Gli [...] di Shakespeare non hanno bisogno [...] didascalia, li sentiamo nel tono della [...]. Un rapporto col testo [...]. Credo che sia la [...] sapere che si comunica attraverso i sensi. [...] usa una frase bellissima [...] inizio della Metafisica: [...] uomini amano di [...]

[...]ava [...] un sapere profondo, perché era quasi il sapere di [...]. [...] accordo, ma come [...] entra [...] «Perché si ritrova pari pari [...] lui. Con in più, poi, Amleto: [...] che non poteva darsi [...] in quel modo. Non si può assistere [...] di Shakespeare, da Re Lear [...] Amleto ai drammi storici, [...] che il nostro sapere si fa lì, [...] davanti alla pagina, attraverso emozioni, sensazioni, più [...]. Questo basta a spiegare come [...] «Credo che Shakespeare sia molto [...] presente adesso di quanto non fosse negli anni Cinquanta, Sessanta. Forse perché, soprattutto nella [...] guerra, era forte [...] illusione forse, anche proficua, [...] fosse riconducibile ad un disegno razionale almeno [...] riusciv[...]

[...] in modo deterministico e anche [...]. Era una possibile lettura chiara [...] reale, che consentiva anche una proiezione nel futuro, che [...] essere frutto [...] utopia. Poi ci siamo accorti [...] la storia era molto più simile a [...] nei testi di Shakespeare che non a [...] dai manuali di storiografia materialistica. E forse in lui [...] capacità di vedere la storia per [...] più spaventoso, nella follia [...] esempio, tutto il Re Lear, follia che [...] a caso Shakespeare risponde [...] del buffone e di Kent [...]. O con la grande scena [...] follia [...]. /// [...] /// È [...] di Shakespeare? [...] a capire, ad esempio, Auschwitz, [...] veramente. Auschwitz è qualcosa che [...] profondamente, non possiamo [...] fuori in modo da [...] ci chiama in causa come parte del [...] questa tragedia spaventosa. Lo sentiamo dentro. Qualche colpa di[...]

[...] Auschwitz, [...] veramente. Auschwitz è qualcosa che [...] profondamente, non possiamo [...] fuori in modo da [...] ci chiama in causa come parte del [...] questa tragedia spaventosa. Lo sentiamo dentro. Qualche colpa di Auschwitz ce [...] tutti. E Shakespeare questo ce [...]. [...] emozione con cui Shakespeare [...] si rivela uno strumento di comprensione molto [...] non la freddezza [...] apparentemente meccanica, [...] scabra, concreta. E anche nel manierismo di [...] riprese, [...]. Ma resta una sfida non [...] per chi deve [...] al lettore [...]. [...[...]

[...]tore, né quella del critico, [...]. La lettura ideale è quella [...] chi [...] godere anche della tragicità, della [...]. Insomma, di chi ha [...]. E una lettura privilegiata, che [...] è quella dello spettatore [...] comune, ai quali in fondo [...] Shakespeare, che non scriveva mica [...]. /// [...] /// E una lettura privilegiata, che [...] è quella dello spettatore [...] comune, ai quali in fondo [...] Shakespeare, che non scriveva mica [...].


Brano: SEGUE [...] N [...] non lo fece con le [...] mani. Shakespeare sapeva immaginare, vedeva [...] pensava e pensava tutto quello che voleva, [...] le sue visioni nel mondo grave della [...] esseri assai più pesanti dei suoi spiriti. Affidò la cosa a [...] Francis [...] che [...] prima, un 30 di [...] aiutato a ord[...]

[...] di odoroso ermafrodito, Henry [...] era il suo invertito [...] e tra le nerborute checche di [...] non disdegnava un giusta [...] e profumi grossolani per risvegliare il suo «Will» [...] contempo, era il suo membro e il [...] drammaturgo preferito, ShakeSpeare. [...] adorava recitare, salire in incognito [...] palcoscenico del [...] quasi quanto ordire intrighi e [...] la vita sul patibolo. In fondo aveva solo [...] dieci meno di Shakespeare. In una lettera, purtroppo [...] scriveva al suo Will: «Il [...] lo sai benissimo, mio amatissimo, rappresenta tutti [...] ma non perché li imiti più o [...]. È [...] di tutti i rapporti [...] si basa sulla falsità. La falsità originale, assoluta [.[...]

[...]a quale [...] ci troviamo. È un [...] quello che accade a noi. Apprezzerei moltissimo che tu [...] lettera in uno dei tuoi emozionanti sonetti. Verrai a [...] stanotte?» Non è sicuro, ma [...] che [...] frequentasse gli ambienti teatrali prima [...] Shakespeare lo incontrasse. Il suo inquieto aspetto [...] labbra delicate e i capelli biondi ne [...] ideale in un teatro dove le donne [...] e gli uomini incipriati come trote somigliavano [...] che trascinando in palcoscenico culi da un [...] versi di qualche[...]

[...]ry [...] nato il 26 aprile [...] di peste bubbonica, [...] grassoccio che che passava [...] discutere di case e terreni davanti a [...] birra. Era uno dei suoi [...] Hugh Page, che interpretava la [...] parte, in cambio di [...]. William non era più ShakeSpeare [...] attori chiamavano la divinità che proteggeva il [...] trasformato in un fantasma ma voleva ancora [...] «Will» [...] lo sarebbe stato per sempre. Nessuno crede che [...] sia una faccenda puramente carnale. Ma se non fosse carnale, [...] invece[...]

[...]are una testa». Operazione [...] che forse si può [...] ma assai difficilmente nella vita dove gli [...]. La verità è che, [...] ingoiato, il cuore rinasce [...]. Non [...] studio, non [...] ragione, non [...] droga che possa [...]. Così è stato per Shakespeare. Nessuno potrà mai sapere cosa [...] scatenato una passione così lucida e umiliante. I Sonetti parlano di [...] stata [...] bellezza del corpo nel [...] suoi travestimenti a [...]. È impossibile capire cosa [...] corpi, questi strani contenitori che[...]

[...] ci umiliano, ci affascinano e [...] feriscono senza mai stancarci. Il cuore è un [...] dolore e il teatro il miglior luogo [...] i suoi pugnali di stagnola e i [...]. È da questo strano [...] finzioni che parte il contagio dei sensi. Nei Sonetti di Shakespeare [...] suoi drammi più profondi e disperati, è [...] che parla, un cuore terreno, legato a [...] può essere concepito [...] e dal piacere carnale, [...] il potere, il tempo [...] corteo di comici e saltimbanchi che accompagnano [...] del cuore. La pa[...]

[...] che accompagnano [...] del cuore. La passione di Will per [...] come tutte le vere passioni, [...] durata fino alla morte. La misteriosa trama della Tempesta, [...] spesso scambiato per autunnale commedia, non è [...] teatro del mago Prospero alias Shakespeare, ma [...] il suo unico amante che nel frattempo [...] sposato abbandonando per sempre il teatro. Shakespeare preparò, con [...] del fido Francis [...] un magnifico tiro di [...] tetto del [...] dove, di notte, era [...] gran quantità di carta e paglia. Non era carta qualsiasi [...] lettere che si erano fermate nel tempo, [...] bauli di attore e di cui non [...]

[...][...] dove, di notte, era [...] gran quantità di carta e paglia. Non era carta qualsiasi [...] lettere che si erano fermate nel tempo, [...] bauli di attore e di cui non [...]. Quando gli venne data [...] rogo che aveva distrutto il più famoso [...] Shakespeare era chiuso nella [...] casa accanto [...] convento di [...] che aveva comprato per [...]. Da lì poteva vedere [...] fiamme e [...] il sapore della cenere. Verso la fine della Tempesta, Prospero [...] bruscamente le nozze della figlia dicendo «Il [..[...]

[...]per [...]. Da lì poteva vedere [...] fiamme e [...] il sapore della cenere. Verso la fine della Tempesta, Prospero [...] bruscamente le nozze della figlia dicendo «Il [...]. /// [...] /// Gli attori, dice, erano [...] si sono dissolti [...]. Il vero Shakespeare, il [...] Will, [...] quello che tornò pieno di acciacchi a [...] morì quella notte, e Francis [...] si incaricò, dietro compenso [...] di farne sparire il corpo tra le [...] teatro in fiamme. Ben poche delle cose [...] potrete trovare [...] libro d[...]

[...]iacchi a [...] morì quella notte, e Francis [...] si incaricò, dietro compenso [...] di farne sparire il corpo tra le [...] teatro in fiamme. Ben poche delle cose [...] potrete trovare [...] libro di Stephen [...] Vita, arte e passioni [...] William Shakespeare, capocomico, pubblicato da Einaudi, ma noi abbiamo [...] alcune carte private di Francis [...] purtroppo oggi definitivamente scomparse. Una questione di appartenenza [...] Shakespeare on [...] Bruciò il [...] per amore Lo stesso [...] si incaricò, dietro compenso di [...] sterline, di far sparire il corpo di William nel [...] del teatro Che il dibattito attuale tra religione, laicità, [...] dove nulla appare al suo posto, sia ins[...]

[...] il diritto di appropriarsi. Verso il 1590 un [...] non è ricco di famiglia, non ha [...] ha studiato [...] si trasferisce a Londra. In un arco di [...] diventa il drammaturgo piú importante, non solo [...] ma di tutti i tempi. Il suo nome è William Shakespeare. Da dove nasce [...] cosí stupefacente? Come, insomma, Shakespeare [...] Shakespeare? Vita, arte e passioni di William Shakespeare, [...] Stephen [...] (Einaudi, [...]. Un altro testo, Shakespeare [...] tedesco, [...] (Fazi, [...]. In ciascuno di essi, con [...] caratteristica chiarezza, passione e precisione, [...] analizza ciò che [...] in questione è ancor oggi [...] per comprendere i meccanismi del potere. Per [...] infatti, la produzione[...]

[...]..] (Fazi, [...]. In ciascuno di essi, con [...] caratteristica chiarezza, passione e precisione, [...] analizza ciò che [...] in questione è ancor oggi [...] per comprendere i meccanismi del potere. Per [...] infatti, la produzione drammatica [...] Shakespeare [...] un pozzo inesauribile di intuizioni in campo [...]. EX LIBRIS n di Ugo Leonzio Da leggere Di esseri belli esigiamo un erede, Non [...] di rosa, Se, quando [...] cede, Un tenero bocciolo al suolo posa; Ma [...] ti rimiri luminoso, La tua fiamma[...]


Brano: [...]zoni, di [...]. [...] probabile che, se [...] dei suoni fosse stata [...] in Gran Bretagna, il melodramma sarebbe nato [...] Elisabetta, anziché a Firenze, tali sono [...] come scopriranno i posteri [...] possibilità operistiche insite nel teatro di Shakespeare. Invece, quando Henry Purcell [...] opera inglese, la Didone ed Enea, [...] per il sommo tragico [...] i suoi concittadini i quali preferivano lavori [...] galanti, considerando « primitiva » la [...] geniale potenza. In [...] i primi adattamenti mu[...]

[...]ume [...]. Musicisti ed impresari vedono [...] spettacolare, proprio come usano [...] cinematografici che, scoperto un filone di successo, [...] senza preoccuparsi della ripetizione. Le ansie stilistiche, le [...] e di luogo, sono [...] ignorate. Di Shakespeare serve soltanto [...] stato grezzo e [...] se necessario [...] si può anche dare [...] a Giulietta e Romeo per mandare a [...] soddisfatti e contenti. La musica stessa ha [...] subordinato alle esigenze dei cantanti, dei ballerini, [...] scenografi s[...]

[...]nche dare [...] a Giulietta e Romeo per mandare a [...] soddisfatti e contenti. La musica stessa ha [...] subordinato alle esigenze dei cantanti, dei ballerini, [...] scenografi su cui incombe il maggior peso [...]. La vera riscoperta musicale [...] Shakespeare [...] romantica. Nelle angosce di Amleto, [...] Otello, [...] magico delle commedie, nel [...] cozzi delle passioni e delle armi, i [...] un mondo che è, almeno esteriormente, congeniale. Beethoven, anche se compone la [...] ouverture Coriolano per [...]

[...]..] Otello, [...] magico delle commedie, nel [...] cozzi delle passioni e delle armi, i [...] un mondo che è, almeno esteriormente, congeniale. Beethoven, anche se compone la [...] ouverture Coriolano per una mediocre tragedia di Collin, pensa [...] Shakespeare e, a chi gli chiede una spiegazione letteraria [...] risponde bruscamente: « Leggete la Tempesta ». Il mondo favoloso di Oberon [...] Titania rivive in Weber e [...] mentre Wagner inizia [...] carriera di operista traendo [...] Misura [...] misura i[...]

[...]ponde bruscamente: « Leggete la Tempesta ». Il mondo favoloso di Oberon [...] Titania rivive in Weber e [...] mentre Wagner inizia [...] carriera di operista traendo [...] Misura [...] misura il suo Divieto [...]. Berlioz, il più romantico [...] per Shakespeare: quando Harriet [...] interpreta Giulietta a Parigi, [...] in un colpo solo [...] e [...] minaccia il suicidio, viaggia [...] corda per sopprimere se stesso e [...] e, dopo tante follie, [...] Harriet, divenuta [...] moglie, non assomiglia per [...][...]

[...] quando Harriet [...] interpreta Giulietta a Parigi, [...] in un colpo solo [...] e [...] minaccia il suicidio, viaggia [...] corda per sopprimere se stesso e [...] e, dopo tante follie, [...] Harriet, divenuta [...] moglie, non assomiglia per [...] Shakespeare. In compenso Berlioz compone, col [...] sinfonico Giulietta e Romeo, una delle sue più belle [...]. La passione [...] si arresta alla moltiplicazione [...] delle Giuliette, dei [...] degli Enrico V e [...] da Pacini, Morbelli, Thomas, Gounod, Adam, [...]

[...]Enrico V e [...] da Pacini, Morbelli, Thomas, Gounod, Adam, Harold, Mercadante, Marchetti, Cornelius, [...] Franco Faccio e infiniti [...] ma arriva a portare in scena l'autore [...] romanzesco: Giuseppe Lillo presenta a Napoli [...] una Gioventù di Shakespeare [...] di una notte estiva, Tommaso Benvenuti dà [...] Parma [...] suo Shakespeare (1861); alla Scala abbiamo addirittura [...] Shakespeare di Paolo Gora (1855), mentre il francese [...] ne utilizza i casi [...]. Ciò che, in sostanza, [...] sconveniente di certe biografie [...] dei nostri tempi. In Italia il romanticismo [...] in ritardo e senza i medesimi furori. Esempio tipico: I [...[...]

[...]ntrasto e [...] ma la possibilità di approfondire [...] caratteri, di [...] o, [...] dice con acutissima intuizione, di [...] ». [...] possibile? « Pare [...] egli nota [...] che vi sia contraddizione in [...] tre parole: inventare il [...] al Papà (Shakespeare). Può darsi che egli si [...] trovato con qualche [...] ma difficilmente avrà trovato uno [...] così scellerato come Jago, e mai e poi mai [...] come Cordelia, [...] Desdemona, ecc. In questa creazione di [...] del vero, lo stesso Verdi procede a [.[...]

[...] [...] per Parigi nel 1865. In realtà essa raggiungeva [...] studio [...] ma nello stesso tempo [...] non del tutto nuova e non del [...] tanto i « modernisti » quanto i [...]. Dal Macbeth [...] Verdi lascia passare quarant'anni. In tutto quel tempo Shakespeare [...] cóme una meta sempre desiderata e mai osata. Lo attira il Re Lear, [...] persino preparare il libretto, ma questo non [...] Shakespeare è tal poeta che non si [...] e quel carattere ch'è [...] Lui ». /// [...] /// [...] Rossini ne ha già [...] ancora dimenticato. Mettersi in gara con Rossini [...] impresa da poco, ma infinitamente più arduo [...] Shakespeare senza [...] nè [...]. Per avere [...] del come Verdi approfondisse [...] dei caratteri, si leggano le sue lettere [...] Morelli. Jago [...] egli rileva [...] non deve essere piccolo [...] Se io fossi attore e avessi a [...] Jago, [...] piuttosto una[...]

[...]to anche [...] moglie. Una figura piccola, maligna, [...] sospetto e non inganna nessuno! Verdi, giunto al sommo [...] vede ormai al di là del romana [...] del pennacchio che caratterizza tanta produzione ottocentesca. Egli scopre la grandezza [...] Shakespeare, [...] verità racchiusa nella [...] poesia, nei suoi caratteri, [...] questo che, quando si mette al lavoro, [...] tutti i suoi predecessori e impone il [...] Otello [...] e il suo [...] (1893), aprendo una nuova [...] italiano. Una così straordinar[...]

[...]he, quando si mette al lavoro, [...] tutti i suoi predecessori e impone il [...] Otello [...] e il suo [...] (1893), aprendo una nuova [...] italiano. Una così straordinaria riuscita [...] si incontra più nel nostro secolo sebbene [...] la scalata a Shakespeare: [...] Renzo Bossi, Zandonai (Giulietta [...] Romeo), Persico, Gianfrancesco Malipiero, che affrontò con grande dignità [...] gli ardui soggetti del Giulio Cesare e [...] Cleopatra e, infine, Mario [...] cui si deve un [...] Amleto. Gli unici soprav[...]


Brano: S i apre domani [...] Roma, [...] la cura di Rosy Colombo e Ferruccio [...] un importante convegno di [...] parte dal presupposto [...] di Shakespeare a paradigma [...] modernità e che si propone di indagare [...] del celeberrimo autore inglese, da una parte [...] Rinascimento italiano nella [...] opera e, viceversa, [...] impatto della [...] drammaturgia sulla cultura italiana [...]. Ma a scorrer[...]

[...].] convegno con la messa in scena delle [...] Sonetti shakespeariani, poteva cogliere [...] presente, contemporaneo, di [...] È proprio a lui, [...] chiesto di condurci per mano nei labirinti [...] interpretazioni e della necessità di rileggere oggi Shakespeare. Sanguineti ha tradotto, «travestito», [...] molti autori, da Petronio a Goethe, dai [...] Molière, e si è spinto fino a [...] italiani, penso [...] o a Dante stesso. E quasi sempre, se [...] il teatro. Come nasce questo «Sonetto. Un travestimento s[...]

[...]ro. Come nasce questo «Sonetto. Un travestimento shakespeariano», che [...] la collaborazione di Andrea Liberovici e [...] di Ottavia Fusco e [...] modo, è legato a una [...] precedente pubblicazione, illustrata dalle [...] Mario Persico, «Omaggio a Shakespeare Nove sonetti» (Manni [...] da cui nasce tutto [...] particolare e fu proprio [...] teatrale. Un regista, Tonino Conte, [...] a Genova il Teatro della Tosse e [...] lungamente, [...] noto, con Emanuele [...] mi propose di mettere [...] Tutto Shakespeare attraverso una serie di riscritture [...]. Mi prospettò [...] di scegliere una qualche commedia, [...] dramma. Io gli proposi, invece, di [...] con una specie di Prologo e scelsi alcuni Sonetti [...] di [...] come strumento teatrale. Un altro tipo d[...]

[...]i [...] ancora più netto, [...] sia musicale che scenica di Liberovici che preparai per Spoleto quando abbiamo fatto insieme un Macbeth. Questa riduzione e traduzione [...] anche il libretto del melodramma verdiano, è [...] in più alla riscrittura». Shakespeare è considerato un [...] del Moderno, penso, ad esempio, alle celeberrime [...] «Fu Mattia Pascal» di Pirandello [...] ma potrei fare tanti [...]. Da cosa deriva tutto [...] «È [...] in realtà si tratta di un lungo [...] che è stata la riscoperta roma[...]

[...]erato un [...] del Moderno, penso, ad esempio, alle celeberrime [...] «Fu Mattia Pascal» di Pirandello [...] ma potrei fare tanti [...]. Da cosa deriva tutto [...] «È [...] in realtà si tratta di un lungo [...] che è stata la riscoperta romantica di Shakespeare. [...] in cui trionfava il Classicismo [...] il punto di riferimento di tutto il tragico, ma [...] del comico, era il [...] Shakespeare aveva subito una sostanziale [...]. A partire dalla riscoperta [...] la modernità, e quindi anche [...] anche [...] esperienza in continuità con [...] e la cultura borghese, recupera un culto [...] opera teatrale che è pressoché totalizzante». Shakespeare ha un rapporto [...]. Quanto viene a Shakespeare [...] e quanto Shakespeare, invece, dà [...] o prende [...] e penso alla [...] attenta lettura, ad esempio, del «Troilo» boccaccesco? «Come Shakespeare [...] ricavato, per varie vie, dalla [...] ma diciamo pure dalla cultura classica, non sempre direttamente, [...] volta con mediazioni tortuose e non agevoli da ricostruire, [...] noi abbiamo ricavato da lui una certa immagine [...] che del resto è [...]

[...]mai proverbiale, e questo ha [...] suscitato nei confronti di tutta la cultura straniera, e [...] negli italiani stessi nei propri confronti, una nostra immagine, [...] a dire, assai romantica, avventurosa, inquietante». Il convegno mi pare [...] di Shakespeare come possibile grimaldello per interpretare [...]. Questo Shakespeare romantico è [...] interpretare una contemporaneità così poco «sublime» come [...] «Io credo che, malgrado tutto, la stratificazione culturale [...] permette [...] così, [...] sia sulla scena, sia [...] critico, sia attraverso mediazioni ulteriori, c[...]

[...] [...] permette [...] così, [...] sia sulla scena, sia [...] critico, sia attraverso mediazioni ulteriori, che possono [...] in qualche caso la televisione, la nostra [...] testi shakespeariani. Evidentemente sarebbe soprattutto la [...] riguarda lo Shakespeare teatrale, delle realizzazioni drammatiche, [...] interpretazioni degli [...] che gioverebbe per seguire [...]. Ma [...] non esiste [...] regista, non solo italiano, ma [...] stanno ormai in modo che [...] cosa riguarda anche le culture orientali) ch[...]

[...]..] che gioverebbe per seguire [...]. Ma [...] non esiste [...] regista, non solo italiano, ma [...] stanno ormai in modo che [...] cosa riguarda anche le culture orientali) che non cerchi [...] misurare le opportunità del Moderno proprio rileggendo Shakespeare. Questo, ed è cosa [...] particolarmente, ha toccato anche lo Shakespeare dei Sonetti, [...] pare non a caso abbia avuto un [...] anche nella cultura italiana del Novecento, e [...] a Ungaretti, o a Montale, e abbia [...] luogo tipico di esercizio ardimentoso di scrittura». Non è paradossale che [...] intensamente romanti[...]

[...] [...] essendo in un senso largo ancora [...] di [...] che io amo chiamare [...] e che è connesso poi [...] sviluppo della visione borghese del mondo. In un certo senso, [...] con paradosso, che noi saremo romantici fino [...] cultura capitalistica. Shakespeare e la [...] opera sono un patrimonio della [...] internazionale. È possibile [...] una lezione che ci insegna [...] la culture sono fatte per influenzarsi, per [...] per [...] « Sì, io credo che [...] sia a questo riguardo una parola che riassume tut[...]

[...]ifugiarsi nel mito delle [...] e quindi spingono verso la chiusura e [...]. È impossibile prevedere come [...] questo, ma certamente questo è il problema [...] solo, politico e concreto di questa fase [...]. Ed è dunque questa [...] politica, di uno Shakespeare condiviso? «Infatti. Proprio così». Cinquecento pagine in bilico [...] il saggio filosofico, scritto da uno dei [...] vita e [...] del grande Nolano. Come definirebbe questo suo [...] sono i motivi che [...] spinta ad affrontare [...] professor Cili[...]

[...]ione dei «Sonetti» che [...] a Roma [...] del meeting, lungo cinque [...] Capitale dedica al grande drammaturgo Da oggi [...] a Roma (itinerante tra [...] dei Lincei, la facoltà [...] Scienze Umanistiche, il Teatro Ateneo e Villa Mirafiori) si [...] Shakespeare e [...] a cura di Rosy Colombo [...] Ferruccio [...]. Moltissimi gli studiosi invitati [...] Frank [...] Nadia [...] Robert [...] Piero [...] Sergio Givone, Tullio De Mauro, Andrea [...] spettacolare affidato alla messa [...] alcune opere, tra cui S[...]

[...]ntrario della chiusura è contaminazione Il [...] la [...] opera nasce col Romanticismo E [...] romantici finché dura il capitalismo Èlui [...] donato [...] di [...] terra [...] che noi abbiamo fatto [...] Giordano Bruno [...] edizione delle opere di Shakespeare. /// [...] /// Domani a Firenze con [...] rassegna «Leggere per non dimenticare» «Laicità, torniamo [...] Giordano Bruno, maestro di tolleranza» ORIZZONTI [...] oggi è utile, insegna [...] è il contrario della chiusura è contaminazione Il [...] la [[...]

[...]ntrario della chiusura è contaminazione Il [...] la [...] opera nasce col Romanticismo E [...] romantici finché dura il capitalismo Èlui [...] donato [...] di [...] terra [...] che noi abbiamo fatto [...] Giordano Bruno [...] edizione delle opere di Shakespeare.


Brano: [...]lo che [...] con le opere del passato ma è [...] più vitale dai legami che quei drammi [...] esperienze del nostro tempo. Dalle sue prime espressioni, [...] la [...] Spagnola di Thomas [...] o il Dottor Faust [...] Christopher Marlowe, alle opere di Shakespeare e a quelle [...] John Ford, con cui la stagione si conclude, questo [...] linguaggio non naturalistico, grazie al quale le [...] più rilevate e sanguinose e orrende (e [...] scena come quella in cui, nel Re Lear, [...] gli occhi a [...] pur essendo [...]

[...]le nel periodo franchista; le rivendicazioni delle [...]. Ma [...] qualità del linguaggio elisabettiano [...] cultura del Novecento un terreno pronto ad [...] la [...] assoluta « teatralità ». Anche nel caso di [...] grandi letterati, come Marlowe o Shakespeare o Webster, [...] è letteratura, tutto è movimento scenico, azione, [...] dialogo: tutto è teatro, e questi drammaturghi, [...] in primo luogo « teatranti », che [...] opere per la scena, per gli attori, [...] di cui non dimenticano mai la funzione [[...]

[...]a stessa, anche [...] lirica, è in realtà una parola caricata [...] drammaticità e di teatralità: crea una scenografia [...] fondamentale in un teatro che non ne [...] si limitava a [...] e si veda [...] studio di [...] D'Amico, Scena e Parola [...] Shakespeare, Torino, Einaudi 1974): costruisce [...] e, mentre la costruisce, [...] immagini, le metafore, i simboli nei suoi [...] i personaggi e, nello stesso tempo, li [...] le pieghe più segrete. Una tragedia Non meraviglia, [...] una tragedia come il Re Le[...]

[...] e, nello stesso tempo, li [...] le pieghe più segrete. Una tragedia Non meraviglia, [...] una tragedia come il Re Lear, considerata [...] irrappresentabile ». Strehler possa dire che [...]. Tutte le cose del [...] capito. Strehler, Il Re Lear [...] Shakespeare, Verona, Ber. E non [...]. /// [...] /// E [...] tanto più. /// [...] /// Si potrebbe interpretare tutto Shakespeare [...] chiave [...] e basti pensare al [...] Come vi piace: « Tutto il mondo [...]. Ed ognuno, nel tempo [...] dato, recita molte parti, c gli atti [...] sue sette età. Il che porta a [...] che è del resto [...] del linguaggio [...] su cui il nostro [...]

[...]atro elisabettiano trovava, a [...] volta, nelle corti rinascimentali italiane [...] nelle figure degli eroi [...] o nella novellistica continentale. Ha ragione, in questo [...] Ian [...] quando definisce, in [...] tanto suggestiva quanto insidiosa, Shakespeare [...] contemporaneo » (Milano, Feltrinelli 1964) e indica [...] in cui il Novecento [...]. Ma ciò che [...] nella [...] astorica e beckettiana interpretazione sia [...] elisabettiani sia del Novecento. La crisi che il [...] è in realtà quella del pa[...]


Brano: [...]..] il giovane direttore d' [...] proprio atteggiamento verso una professione impegnativa e [...] speranze per il futuro; Rossana [...] è la seconda ospite: [...] indaga, da un punto [...] un tema alla Asor Rosa : «Intellettuali [...]. FIRENZE [...] Shakespeare oggi, Il titolo [...] drammaturgo Inglese che si è svolto nel [...] Firenze con la partecipazione di studiosi Italiani [...] Inglesi, [...] presta a molte Interpretazioni, come è bene [...]. [...] più gradita agli organizzatori [...] di Shakespeare come problema aperto, come confronto [...] l'opera shakespeariana come opera aperta, oggi, alle [...] Duemila, tra semiologia, [...] linguistica e retorica, filologia, [...] e cosi via. Sottratto per una volta al [...] del teatranti, per 1 quali Shakespeare oggi significa specialmente [...] a giudicare dalle ultimissime vicende della scena nazionale [...] maga del teatro (La tempesta [...] Strehler), stanchezza [...] secondo Bene), vecchiezza [...] (ancora [...] secondo Gassman), 11 drammaturgo di [...[...]

[...] lettori privilegiati: il libro sul tavolo, pronti alla [...] di anatomia. Già previsto in partenza [...] dispersione, della frammentazione, [...] di tentare una sintesi. Ma, forse, una possibilità c'è. Bisogna [...] un po' alla larga. /// [...] /// Shakespeare, oggi come oggi, [...] di vista statistico (indice di gradimento, sondaggio [...] può certo lamentarsi. Risulta essere, infatti, lo [...] Inglese [...] venduto da che mondo è mondo, precedendo [...] lana (o meglio d'oro) delle classifiche del [...] [...]

[...]ista statistico (indice di gradimento, sondaggio [...] può certo lamentarsi. Risulta essere, infatti, lo [...] Inglese [...] venduto da che mondo è mondo, precedendo [...] lana (o meglio d'oro) delle classifiche del [...] la vecchia Agatha [...]. Ma Shakespeare oggi, dal [...] delle novità librarie Italiane, significa soprattutto quel [...] Cari Schmitt, Amleto o Ecuba, presentato recentemente [...] pagine. [...] gialla, quella di Schmitt: [...] reticenza dello scrittore davanti alla figura della [...] o n[...]

[...], storici italiani [...] hanno ridiscusso il drammaturgo e [...] sue opere: come mai erano così ambigue nei confronti [...] potenti [...] nuovo dubbio su William [...] che presiedono alla costruzione di [...] testo, e, in particolare, il rapporto di Shakespeare con [...] storia. In [...] direzione, al convegno fiorentino, [...] di Alessandro Serpieri che ha parlato, da [...] fonti storiche di Shakespeare (le famose cronache [...] tecniche con cui Shakespeare traduceva 11 linguaggio [...] in linguaggio drammatico. Anche Paola [...] nella [...] relazione ha affrontato la [...] storico analizzando, in particolare, King John. Ma [...] del libro di Schmitt [...] di godere pienamente tutto ciò. Noi avevamo ve[...]

[...]io [...] in linguaggio drammatico. Anche Paola [...] nella [...] relazione ha affrontato la [...] storico analizzando, in particolare, King John. Ma [...] del libro di Schmitt [...] di godere pienamente tutto ciò. Noi avevamo veramente creduto [...] Shakespeare supertestimone della storia inglese, come se fosse [...] stanze, a due passi da Riccardo II [...] nello specchio; o alle spalle del sicari [...] di morte, celato dietro [...] giardini reali; o ancora, terzo incomodo nella [...] della Regina a trascr[...]

[...]anda simbolicamente il rimosso, il [...]. Il teatro è la [...]. E quando si sveglia? Non [...] di delitti, di stragi, di violenze storiche [...] che non debba poi cessare [...] finali, quando cala là [...] alla parola d' ordine che chiude ; [...] di Shakespeare: «Dio salvi 11 [...] Re». [...] di conservazione di una [...] nata e cresciuta, è ben sintetizzato dalle [...] che Shakespeare fa dire [...] Filippo [...] detto 11 Bastardo, al [...] King John: «Bene. E allora paghiamo 11 [...] pianto a [...] ma non più del [...] le abbiamo pagato forti anticipi [...]. Niente ci potrà mal [...] resterà fedele a se [...]. Sembra di sentire l[...]

[...][...] due dame. Come ha fatto [...] à guadagnare [...] se tutto è ermeticamente [...] dentro? Del delitto verrà incolpato un [...]. E [...] sanguinario della camera chiusa [...] assurdità del mondo, ovvero [...] Storia, direbbe Jan [...] l'autore di Shakespeare nostro [...]. È stato [...] Idealmente, a chiudere questo [...]. La migliore sintesi resta la [...] Shakespeare è vivo ancora oggi. /// [...] /// Regia: Lina [...]. Sceneggiatura: Una [...] Age. Interpreti: Ugo Tognazzi, Piera Degli Esponi, Gastone Moschin, Renzo Montagnani, Enzo Jannacci, Pina Cei, Roberto Herlitzka. Maria Livia Cerini, Valeria Golino, Massi[...]


Brano: [...].] e monumentale star circense, esagerata materializzazione della donna come [...] immaginava Fellini e tanti altri. /// [...] /// Sul 5 [...] in contemporanea, bimbi che [...] fulminati da un aspirapolvere incautamente azionato. /// [...] /// [...] Shakespeare, con tutto ciò? Certo. Shakespeare [...] con tutto. Shakespeare è ormai come [...] può assumere ogni sapore e «simulare» ogni [...]. Ian Mc Kellen, un anno [...] aveva portato Riccardo III in [...] Gran Bretagna [...] degli anni [...] Ebbene, oggi Al Pacino risponde [...] Riccardo III per le vie di New York, tra[...]

[...][...] non finiscono mai. Dopo il Romeo e Giulietta [...] e dopo la versione [...] West Side Story, molti avrebbero detto che la [...] veronesi al cinema fosse tabù. Invece, ecco che arriva [...] quello di [...] e fa il film [...] aspetti: i versi di Shakespeare sono rispettati [...] la città, immaginaria, mescola Los Angeles, [...] e Mexico City; i Montecchi [...] e [...] è quella di una [...] molto «latina», con la ferocia delle gang [...] paradossale senso religioso. Su tutto, [...] recitato con grazia d[...]

[...] Lemmon in una particina). Ma [...] è [...] come anche nella Dodicesima notte [...] Trevor [...] dalla Danimarca, il marcio si [...] in una Mitteleuropa molto [...]. [...] tendenza, insomma, conferma una cosa [...] i registi teatrali sanno da tempo: Shakespeare si può [...] dovunque, anche nel futuro (Hollywood, nel Pianeta proibito, portò [...] La tempesta [...]. Più che drammi, i [...] sceneggiature pronte a essere rielaborate, con [...] vantaggio che da 381 [...] non è più fra noi, e non [...]. Ma, del [...]

[...]del resto, lui [...] un grande [...]. Pensate che 33 dei [...] si basano su racconti o fatti storici [...] pubblico inglese [...] che magari, davanti alle [...] avrà qualche volta esclamato «Che [...]. Un altro Macbeth! [...] cosa certa, è che [...] Shakespeare [...] vissuto a Hollywood avrebbe vinto ogni anno, [...] basse, [...] per la miglior sceneggiatura [...]. E questo basta a giustificare [...] film su di lui, oltre che a [...] più che mai, nostro contemporaneo. /// [...] /// È uscito in Italia il [.[...]

[...][...] più che mai, nostro contemporaneo. /// [...] /// È uscito in Italia il [...] Riccardo III. Un uomo un re, [...] Al Pacino: un [...] colto e ben poco [...]. A Berlino ci saranno [...] Giulietta [...] Romeo e un Amleto. Hanno in comune una [...] Shakespeare in mondi ed epoche diversi e inusitati. ALBERTO CRESPI Lo studioso: «Sempre [...] è teatro nel teatro» [...]. Shakespeare nostro contemporaneo? O [...] chiunque. La new [...] di riletture delle opere del Bardo dà da pensare. Ma tutto sommato il vecchio William non ci aveva mai abbandonato: buono per tutte le [...] resta una miniera di idee straordinarie pronte a divent[...]

[...] abbandonato: buono per tutte le [...] resta una miniera di idee straordinarie pronte a diventare [...] o [...]. Per [...] di più abbiamo chiesto [...] Agostino Lombardo, docente di letteratura inglese e insigne [...]. Insomma, perché ci piace [...] Shakespeare? «Perché è il più grande poeta [...] moderna. Non dico, come Ian [...] nostro contemporaneo, ma certamente [...]. Dante è altrettanto grande, [...] uomo del Medioevo, mentre [...] di Shakespeare è assolutamente [...] certezze in bilico, fine delle utopie, conflitti [...]. Ad esempio, che ne [...] Romeo e Giulietta trasportato sulle spiagge californiane [...] interpreti giovanissimi? «Romeo e Giulietta è una [...] la storia di due adolescent[...]

[...]o III di Ian Mc Kellen, che tra [...] più grande tra i [...] attori scespiriani». Un altro elemento ricorrente [...] Nel bel mezzo del gelido inverno ci [...] compagnia che vuole allestire [...] Al Pacino fa più [...] stesso con Riccardo III. Eppure Shakespeare ne è [...] Riccardo e Iago, che usano gli strumenti ingannevoli [...] compiere il male, al teatro nel teatro [...] Tempesta. Pirandello o [...] sarebbero inconcepibili senza Shakespeare». Quasi [...] televisiva il film diretto [...] divo americano E Pacino si mette alla [...] Riccardo III [...] a Giancarlo Giannini, che [...] Al Pacino con la consueta sottigliezza di accenti e [...] Fox avrebbe fatto meglio a distribuire Riccardo I[...]

[...]meglio a distribuire Riccardo III. Un uomo, un re [...] naturalmente [...]. Chi lo vide a [...] ricorderà la bellezza di quella [...] diretta, che è poi una vera e propria sfida [...]. Un luogo comune vuole [...] attori americani siano intimiditi da Shakespeare, anche [...] di pronuncia. E invece che ti [...] Al Pacino? Il divo italoamericano, specializzato in ruoli da [...] gangster, si misura con uno dei personaggi [...] a Re Lear e Amleto, della produzione [...]. Poteva essere un tonfo, [...] da un inte[...]

[...]e pedagogico, il [...] attore compie un doppio [...] il Duca di [...] e reinventa [...] la tragedia, [...] i meccanismi. [...] di base è semplice. Realizzare una specie di documentario [...] messa in scena di Riccardo III. Perché non è affatto [...] Shakespeare sia amato e conosciuto come si pensa. Basterebbe ascoltare le risposte [...] Pacino girando per le strade di New York. Non si va al [...] «Essere o non essere: questo è il [...]. Tutto il resto, per [...] con la buonanima, è silenzio. È per porre ri[...]

[...]eme, una specie di finto work in [...] prove di lettura, interviste a teatranti di [...] (Peter [...] Sir John Gielgud, Vanessa Redgrave, Kenneth Branagh, Kevin Kline), nozioni utili sui «pentametri [...] pareri di illustri saggisti, [...] natale di Shakespeare e in quello che [...]. Tutto molto leggero e [...] modo che lo spettatore comune si accosti [...] al testo [...] sintonizzandosi con esso: al [...] non ci si accorge che Pacino, nel [...] aspirante al trono del fratello Edoardo IV, [...] cappellucci[...]


Brano: Maria Grazia Gregori Sarà [...] e ingeneroso adagio secondo il quale gli [...] sanno recitare Shakespeare e, semmai, si distinguono [...] Pirandello, Goldoni e poco altro? [...] da esitare a [...] perché, nel corso degli [...] del gotha del nostro teatro di tradizione [...] Carmelo Bene, Carlo Cecchi, i Magazzini, la Raffaello Sanzio, [...] di Antonio L[...]

[...] Goldoni e poco altro? [...] da esitare a [...] perché, nel corso degli [...] del gotha del nostro teatro di tradizione [...] Carmelo Bene, Carlo Cecchi, i Magazzini, la Raffaello Sanzio, [...] di Antonio Latella, si è misurato con [...] bravura con Shakespeare. Oggi, però, la domanda [...] una certa attualità se guardiamo la programmazione [...] delle nostre scene. Per esempio, al Teatro Romano [...] Verona, è in scena un Sogno di una [...] estate con gli inglesi del [...] di [...] diretti da Edward Hall [...]

[...]tta al femminile e dal 23 [...] Teatro [...] proporrà, con distribuzione mista, il Mercante di Venezia. E in stagione si [...] una Tempesta sempre di Latella con Annamaria Guarnieri [...] di Prospero, mentre il Teatro Stabile di Torino [...] ben tre Shakespeare a registi stranieri diversi, [...] compagnia di giovani di cui uno, Pene [...] la regia di Dominique [...] andrà in [...] Gli inglesi hanno dalla [...] e, soprattutto, la lingua è vero mentre [...] anche in Germania e in Francia) esiste [...] della [...]

[...] anche se per tradurre una parola, [...] usare tre; ma almeno non ci capiterà [...] alla più celebre questione del mondo [...] o non essere, di [...] fosse una riflessione di Descartes (ricordo la [...] pur magnifico Amleto firmato da Patrice [...]. Shakespeare è Shakespeare perché [...] ha saputo andare oltre i secoli, le [...]. [...] capito molto bene il [...] Peter Stein : [...] bene ha detto che [...] e stupenda di Shakespeare è che, anche [...] alla [...] opera il suono della [...] una grande drammaturgia che è possibile trasmettere [...] e tradizioni [...]. Ecco il primo, importante [...]. Se abbiamo avuto la [...] Laurence Olivier, John Gielgud, Paul [...] Glenda Jacks[...]

[...] musicalità del [...] una lingua che ci appare [...] nella bocca di chi [...] se, magari, non condividiamo [...] data allo spettacolo. Certo negli anni Settanta [...] Sogno di una notte di mezza estate di Peter [...] ha sparigliato le carte [...] di Shakespeare e non solo in Inghilterra. Anche lì, oggi, le [...] molto bene se perfino il grande Peter, [...] doppia versione, in inglese [...] di Amleto, parla dei disastri della reazione [...] stile, cioè la tradizione, quando [...] come in cinema o [...] tent[...]

[...]re giusti, che problema. [...] italiano e quello francese cercano [...] superare la difficoltà entrando in scena con apparente naturalezza; [...] tedesco lo fa [...] sempre che cosa vuol dire. Magari la battuta da pronunciare [...] solo [...] che in Shakespeare significa però [...] sacco di cose: [...] con cui io posso fare [...] duello di parole, per presentarmi, per dire: ecco sono [...] sono [...] è una cosa fantastica, enorme. Sono [...] perché voglio impormi, perché [...] che posso [...] Si è creduto [...]

[...]i io posso fare [...] duello di parole, per presentarmi, per dire: ecco sono [...] sono [...] è una cosa fantastica, enorme. Sono [...] perché voglio impormi, perché [...] che posso [...] Si è creduto per [...] parte lo si crede ancora) che il [...] Shakespeare fosse [...] un teatro per attori. In parte è vero [...] vedendo uno spettacolo shakespeariano in lingua inglese [...] ci si concentra e spesso si è [...] (come fa Kenneth Branagh: ne sa qualcosa Massimo [...] che [...] doppiato) con la quale [...] f[...]

[...][...] che [...] doppiato) con la quale [...] fondamentali. In Italia, ma anche [...] Francia [...] in Germania, non è così: non ci [...] lo si può fare per via della [...] ma si cerca [...] la profondità. Da noi [...] ma anche fino al [...] la via a Shakespeare è stata la [...]. Ma le sue scelte [...] testi, oltretutto fortemente tagliati, in cui giganteggiasse [...] Amleto, Otello, Macbeth, Riccardo [...] In Italia la grande [...] nei confronti di Shakespeare e nella ricerca [...] italiano a tutto tondo [...] data la regia. Sono stati Luchino Visconti, Orazio Costa [...] soprattutto, Giorgio Strehler e dopo di loro Luigi Squarzina [...] porre sul piatto il grande tema [...] una visione che riguardasse [.[...]

[...].] Beckett il punto di riferimento [...] sempre rinviato [...] pronti a tutto dice Amleto, [...] non lo ero. In realtà per molto [...] timido verso [...] con il grande Willie. I giovani attori (e [...] ma anche i giovani spettatori (italiani e [...] Shakespeare perché parla del passato ma anche [...]. Possono [...] in scena in un [...] anfibi ai piedi dei personaggi, ma Shakespeare, [...] dei puristi, è sempre lui e loro [...] verità, la forza emotiva. Goethe sosteneva che Shakespeare [...] per i giovani perché li stimolava a [...] come lui. Anche se è una chimera, [...] male. MA QUALE OPERA, È VENUTO [...] IL TEMPO LIEVE [...] classifiche La Duchessa di Chicago [...] entusiasmante che sia mai stata messa in scena in [...] per il[...]


Brano: Ii [...] cede allora alla triplice [...] della bestemmia e della disperazione. Non è più questo [...] » di Shakespeare, la tragedia allegramente atroce [...] cui gli orrori avevano il carattere convenzionale [...] un rituale, ma è come un profondo [...] nelle radici stesse [...] e fa sommuovere la [...] Macbeth, Amleto, Otello, Lear. Come analizza un critico [...] A[...]

[...]rori avevano il carattere convenzionale [...] un rituale, ma è come un profondo [...] nelle radici stesse [...] e fa sommuovere la [...] Macbeth, Amleto, Otello, Lear. Come analizza un critico [...] Amleto [...] la serie di queste opere « nere [...] Shakespeare dà ad Amleto una lucidità paralizzante che [...] futilità e la bassezza delle passioni umane. Macbeth, re criminale, assalito [...] vittima dei sortilegi risaliti dal fondo delle [...] anche lui è in preda di una [...]. Otello aggiunge allo scandalo[...]

[...]zitutto la ricchezza della lingua che conta [...]. Si assiste dunque a [...] della scrittura, come liberazione dalla convenzione e [...] forma, per raggiungere [...] del linguaggio parlato che [...] di stabilire una comunicazione a più livelli. Così Shakespeare è uomo [...] sino al profondo: «Qualunque [...] subite, le collaborazioni che il suo mestiere [...] le traversie della [...] esistenza e della [...] identità, egli riassume un [...] infinite ricchezze e un genere drammatico da [...] più alto grado d[...]

[...]la [...] esistenza e della [...] identità, egli riassume un [...] infinite ricchezze e un genere drammatico da [...] più alto grado di perfezione »,Passione e [...] maturi, non siamo ma" [...] Gustavo Modena al suo allievo Ernesto Rossi che [...] di Shakespeare. Ed Ernesto Rossi recitò [...] volta [...] Amleto » a Torino, [...] Cavour negli anni sessanta: « Lo vedo [...] proscenio del Carignano, quando io recitavo [...] la mia compagnia le [...] inglese. E come si compiaceva poi [...] domestici ritrovi di [...]

[...]so sapeva cogliere [...] segno giusto! E Cavour mandava a Napoli [...] Rossi con un biglietto per Costantino Nigra: «Le [...] Ernesto Rossi che le recherà questo foglio: conoscerà probabilmente [...] che primo sulle scene italiane seppe interpretare Shakespeare. Intende di esercitare a Napoli [...] col rappresentare i capi [...] del tragico [...] per migliorare il gusto degli [...] di Pulcinella. /// [...] /// Rossi andò a Napoli [...] fischiato. La tournée della Ristori [...] Parigi [...] il decennio cavo[...]

[...] accennava ad [...] nè sarebbero bastati, a [...] profumi [...] usciva in tre angosciosi Oh! In tal" modo la Ristori [...] fondamenta di interpretazioni passionali di opere scespiriane: [...] metafisico, [...] profondo, il gusto realistico, [...] di Shakespeare scompaiono e si riducono sensibilmente [...]. Eppure, stando a [...] « Era, quello di Romeo [...] Rossi) un disegno ardito, quasi insolente. Per esempio, nella scena [...] si rotolava per terra [...]. Un piccolo vecchio grosso, [...] osava far quest[...]

[...]i [...] di inibizione, essa chiarisce abbastanza chiaramente il [...] concezione eroica del teatro scespiriano. Guida alla [...] di personaggi [...] nel giubileo [...] ? [...] poeta celebrato il [...] settembre 1769. Per chi conosce 1 [...] E. [...] Shakespeare: A [...] ; [...] and [...] 2 volumi, [...] fotti 1930, raccoglie tutti i [...] per ricostruire le fasi della biografia e [...] di Shakespeare, Per i necessari [...]. Spencer, The art and [...] William Shakespeare, New York, [...] della critica scespiriana, sempre secondo il Baldini, [...] Ben Johnson, nella ode alla memoria di Shakespeare [...] stampa del primo [...] 1623; John Dryden, [...] on [...] 1668; Samuel Johnson [...] critica dei drammi, 1765; Maurice Morgann, [...] saggio su [...] 1777; [...]. Goethe, nei Wilhelm [...] 1795; Augusto Guglielmo [...] in [...] III, 1811; Ludwi[...]

[...]aggio su [...] 1777; [...]. Goethe, nei Wilhelm [...] 1795; Augusto Guglielmo [...] in [...] III, 1811; Ludwig Tieck, in [...] II, 1826; S. Coleridge in [...] 1817; William [...] nei [...] 1817; John Keats [...] Charles [...] nel saggio On the [...] Shakespeare [...] fitness [...] stage [...] 1818; Walter Pater in [...] 1889; A. [...] in A [...] Shakespeare, 1879; e A. Bradley in [...] 1904" e in Oxford [...] on [...] parecchie traduzioni italiane di [...]. La prima in órdine [...] il Giulio Cesare di D. /// [...] /// Una terza traduzione completa, [...] sciolti, fu condotta tra il 1911 e [...] uno che[...]

[...] «Prefazioni e [...] Bari, Laterza 1933; appunti e note di, lezioni di Francesca De Sanctis, riprese da Agostino Lombardo, in [...] VII, 1956; infine il saggio [...] Benedetto Croce (Bari, Laterza, 1948). Come opera di [...] ti e [...] Piero Rebora, Shakespeare, la [...] il messaggio, Milano, Mondadori, [...] A [...] di cronaca si può affermare che le [...] scespiriane vendute da alcune collane popolari come [...] Biblioteca [...] Rizzoli e la Biblioteca Moderna Mondadori [...] a centinaia di migliaia sorp[...]

[...]ano, Mondadori, [...] A [...] di cronaca si può affermare che le [...] scespiriane vendute da alcune collane popolari come [...] Biblioteca [...] Rizzoli e la Biblioteca Moderna Mondadori [...] a centinaia di migliaia sorpassando senz'altro il [...] Shakespeare l'autore di teatro più letto a [...] stesso, [...] dalle [...] teatrali che di volta [...] Piccoli Teatri e compagnie di giro offrono. /// [...] /// Come opera di [...] ti e [...] Piero Rebora, Shakespeare, la [...] il messaggio, Milano, Mondadori, [...] A [...] di cronaca si può affermare che le [...] scespiriane vendute da alcune collane popolari come [...] Biblioteca [...] Rizzoli e la Biblioteca Moderna Mondadori [...] a centinaia di migliaia sorp[...]

[...]ano, Mondadori, [...] A [...] di cronaca si può affermare che le [...] scespiriane vendute da alcune collane popolari come [...] Biblioteca [...] Rizzoli e la Biblioteca Moderna Mondadori [...] a centinaia di migliaia sorpassando senz'altro il [...] Shakespeare l'autore di teatro più letto a [...] stesso, [...] dalle [...] teatrali che di volta [...] Piccoli Teatri e compagnie di giro offrono.


Brano: Anche Lev [...] il grande regista russo [...] il mondo per le sue innovatrici regie [...] Anton Cechov non ha resistito alla necessità [...] teatro di Shakespeare, di cui ha messo [...] suo teatro [...] di San Pietroburgo un [...] Re Lear, approdato a Milano, al Piccolo Teatro come [...] una lunga tournée in molti paesi europei. Perché Shakespeare oggi e [...] «Re Lear»? Prima di morire incontrare Shakespeare è [...] ho deciso di [...] ho voluto cominciare proprio [...] più difficile e più grande perché mi [...] un momento della mia vita in cui [...] questa mi permette di fare chiarezza sulle [...] vita. E poi perché mi [...] del [...] avevamo ormai i me[...]

[...] [...] è destinato a morire anche se noi [...] il migliore dei mondo possibili nel comunismo [...]. E allora: che fare [...] Uno sa che deve morire e non [...] inevitabilmente provoca un certo rapporto con le [...] Lei ha dichiarato che il teatro di Shakespeare [...] «stanco»: cosa vuole dire? Perché il suo [...] come in un cerchio da [...] dei suoi testi secondo [...] o nero, chiuso in metafore che per Shakespeare [...] infinite ma che rischiano di essere banali [...]. E invece tutti i [...] Shakespeare sono dei misteri, in particolare Re Lear [...] cumulo di passioni e di tragicità: cosa [...] perché per me il teatro deve sconvolgere. Peter [...] con le sue regie [...] libri ha rotto questo cerchio anni fa [...] tempo è passata tutta [...]. Oggi q[...]

[...]i passioni e di tragicità: cosa [...] perché per me il teatro deve sconvolgere. Peter [...] con le sue regie [...] libri ha rotto questo cerchio anni fa [...] tempo è passata tutta [...]. Oggi quello che a [...] il senso, il significato dei testi di Shakespeare [...] problema per me è avvicinare questi significati [...] quello che sentono questi personaggi lo sentiamo [...]. Certo posso prendere questa [...] mio teatro ha al suo centro [...] perché per me [...] è un essere eccezionale, [...]. È grazie agli[...]

[...] il teatro vincerà il suo futuro [...] televisione. Come ha lavorato con [...] Un [...]. Su Lear abbiamo lavorato [...] usando [...] la bellissima traduzione di Pasternak. Ma come abbiamo cominciato [...] siamo resi conto che era Pasternak più [...] Shakespeare. Allora Dina [...] ha fatto una traduzione [...] Shakespeare parola per parola in una prosa [...] suo verso, ma senza rima. Perché Shakespeare era rozzo, [...] un linguaggio reale pensato proprio per il [...]. Questo è il nostro Shakespeare: [...] rende troppo belle le cose, a volte. Orsini: mai dirigerò un teatro [...] L a voce arriva inconfondibile, calda e sonora come [...] carezza ruvida. Gli occhi, [...] la inseguono per vedere [...] che fa [...] in fondo, anche questo impercettib[...]

[...]a stretto [...] contatti durante [...] scelta imprevedibile: quella di lavorare [...] esplosivo» Pippo [...]. Orsini, infatti, è comparso [...] Urlo [...] Bobo, approdato a teatro [...] di manicomio. È stato un incontro [...] sullo sfondo di echi di Shakespeare e [...] pallone una delle scene più commoventi a [...] anni. Così come poco tempo [...] Orsini [...] fatto centro con [...] di [...] autore della vaporosa commedia Rumori [...] che [...] invece parla di fisica, [...] e questioni morali. Alla prima [[...]


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