Brano: R I N A [...] parlare per la prima volta [...] Ottone Rosai, al mio paese, in casa di Maccari. Andavo al ginnasio e [...] due cugini di Maccari, [...] il più giovane era mio compagno di [...] della mia squadra di calcio. Abitavano tre chilometri oltre [...] sud, in aperta campagna. C'è un ponte lì, [...] più[...]
[...]deva con pantaloni [...] il maglione sporchi [...] del suo tornio di [...] metteva a giocare con noi. Qualche volta ci invitava nella [...] stanza che era piena di disegni, di incisioni e [...] libri, e a una parete [...] incorniciato, un disegno di Rosai. Benché ragazzi leggevamo molto [...] leggevamo di tutto, libri da ragazzi ancora, [...] grandi, incoraggiati dai nostri professori quasi tutti [...] quali un bel libro costituiva, in quel [...] solitario, lo svago più sicuro e continuo [...] ricorr[...]
[...] canzonava e ci dava consigli. In quei tempi ebbi [...] primi due libri importanti che abbia letto, II [...] e Le confessioni dì [...]. Qualche volta, Maccari ci [...] di pittura, del suo lavoro, dei suoi [...] Bologna e di Firenze tra i quali [...] Rosai e, poiché a [...] del disegno di Rosai appeso su nella [...] una certa impressione, ci spiegava perchè quel [...] quel tempo Maccari, insieme con un suo [...] paese vicino, cominciò a pubblicare II Selvaggio [...] in una tipografia posta a pochi metri [...] casa mia. Il lavoro dèi tipogr[...]
[...]tri [...] casa mia. Il lavoro dèi tipografo [...] cominciammo a passare alcuni pomeriggi in quella [...] sudicia,, poco più grande di una stanza [...]. Dopo qualche [...] persone, pittori e letterati, [...] visita a Maccari, e io sempre più [...] di Rosai come di un uomo libero [...] che, insieme a Morandi, prometteva di diventare [...]. In quella tipografia cominciai [...] di coloro che più tardi sarebbero diventati [...]. Imparai altre cose in [...] esempio come si fa a sequestrare un [...]. Rosai non si era fatto [...] vedere, però un giorno scrìsse una lettera a Maccari [...] che aveva visto II Selvaggio e alcune sue incisioni [...] un editore fiorentino e che gli erano molto piaciuti. Maccari ne fu molto [...] per il gran parlare che tutti[...]
[...]rò un giorno scrìsse una lettera a Maccari [...] che aveva visto II Selvaggio e alcune sue incisioni [...] un editore fiorentino e che gli erano molto piaciuti. Maccari ne fu molto [...] per il gran parlare che tutti coloro [...] Maccari facevano di Rosai. Conobbi Rosai più tardi, [...]. Maccari stampava [...] a Firenze e il [...] sempre più di questioni artistiche e culturali. Da tre anni io [...] Firenze dove frequentavo il liceo. Davo ora libero sfogo [...] per la letteratura moderna, per la pittura [...] e gior[...]