Brano: La pettinatura era babelica, [...] una tintura nera troppo carica. Il gusto ironico ed [...] Palazzeschi ci ha dato questi due bei ritratti; [...] vecchio gusto di [...] fa : oggi esso [...] prova di quanto, in un mondo di [...] progressiva e promettente la disgregazione ironica iniziata [...] pia e dolce ironia, diventata empia [...] rumorosa nei futu[...]
[...]ti; [...] vecchio gusto di [...] fa : oggi esso [...] prova di quanto, in un mondo di [...] progressiva e promettente la disgregazione ironica iniziata [...] pia e dolce ironia, diventata empia [...] rumorosa nei futuristi, ma [...] queste pagine di Palazzeschi, di affiatarsi a [...] moderne e cosmopolite, capace di mettere a [...] di un personaggio e di una società [...] alita un funebre soffio di dissoluzione. Certo, tra ironia ed [...] rappresentazione e pura bizzarria [...] è difficile e Palazzeschi [...] di non [...] anche nelle « Sorelle Materassi [...] esempio, come già è stato messo in [...]. Prendiamo, ne « I [...] », il personaggio di Donna Maria [...] quel suo motivo della risata. Bisognerebbe citare a lungo [...] della portentosa fantas[...]
[...]uro motivo mimico, vivace [...] di una fantasia felice. Tutta questa periferia de [...] I [...] », con i suoi [...] divertimento, la preferiamo comunque al centro del [...] dei fratelli, il signor Celestino, intorno al [...] raccolte le ambizioni di Palazzeschi. Celestino [...] ci viene da molto lontano [...] lui : è una reincarnazione di [...] leggero tornato a ripeterci la [...] di stampo futurista, che dava allora una tenue animazione [...] figurina. Ma [...] poteva vivere, sia pure modestamente, [...] [...]
[...]à. Il signor [...] non può [...] nulla di questo, perchè [...] se pur sospirosamente, è un [...] della vita. Mio [...] in una pacifica convivenza il [...] e il male. [...] ha fatto sempre delle [...] cose buone, ma che per noi sono [...]. Ma intanto Palazzeschi vuol [...] il signor [...] sia un modello da [...] di alta moralità. Ma moralità è senso [...] quindi del limite e delle responsabilità. La contraddizione logica dà [...] al personaggio del signor [...] lo uccide e trascina [...] rovina tutto il rom[...]
[...][...] essere consumato. Durante la cerimonia nuziale, [...] accortamente alla apoteosi finale del signor [...] e alla fine del [...]. Per il quale la [...] potuto ribadire facilmente i motivi già espressi [...] Russo, ad esempio, quando scriveva che Palazzeschi [...] col credere ad una [...] responsabilità poetica ed umana [...] industriato a far valere la [...] estetica ingenua come avesse [...] una riflessa morale di vita». [...] un peccato che Palazzeschi [...] indietro che un giudizio espresso più di [...] su di lui possa essere nuovamente [...] ha probabilmente ceduto [...] moralistica diffusa oggi nella [...] questa esigenza nasce da una cultura e [...] morale ai quali la generazione letteraria di[...]
[...][...] indietro che un giudizio espresso più di [...] su di lui possa essere nuovamente [...] ha probabilmente ceduto [...] moralistica diffusa oggi nella [...] questa esigenza nasce da una cultura e [...] morale ai quali la generazione letteraria di Palazzeschi [...] rappresentanti più lontani da lui, fu estranea [...]. La coltura di quella [...] il segno [...] e [...] noi le dobbiamo molto [...] una tradizione non più sopportabile, rinnovò un [...] nasce di lì la letteratura contemporanea. Ma anche la sto[...]
[...]amo molto [...] una tradizione non più sopportabile, rinnovò un [...] nasce di lì la letteratura contemporanea. Ma anche la storia [...] logica interna alla quale [...] : non si deve chiedere troppo alla [...] casi assai nobile, di quegli scrittori. Palazzeschi ci ha dato [...] e più seria di sè nella successione [...] va dalle « Stampe [...] », alle « Sorelle Materassi [...] à uno o due racconti de « Il [...] buffi » ; testimonianza di cui ci [...] trovato ne « I fratelli [...] » [...] e anche la lingua [[...]
[...] Sorelle Materassi [...] à uno o due racconti de « Il [...] buffi » ; testimonianza di cui ci [...] trovato ne « I fratelli [...] » [...] e anche la lingua [...] del romanzo sono, al confronto, come sempre, [...] sparsi e labili segni. /// [...] /// Palazzeschi ci ha dato [...] e più seria di sè nella successione [...] va dalle « Stampe [...] », alle « Sorelle Materassi [...] à uno o due racconti de « Il [...] buffi » ; testimonianza di cui ci [...] trovato ne « I fratelli [...] » [...] e anche la lingua [[...]