Brano: [...] che restano [...] punti di riferimento critico godano proprio di questa qualità, [...] tendenziose. Ne cito un paio [...] chiaro il concetto: Lirici [...] del [...] di [...] sotto il segno della [...] supposta tale, a metà secolo, e la Poesia [...] Novecento [...] di Sanguineti in piena [...] rinnovativa, nel [...]. E [...] mi sembra di [...] parlare gli immaginari (davvero) dialoganti. /// [...] /// Quasi che il suo [...] per intero nel secolo precedente. Pascoli e [...] dove li colloca?». /// [...] //[...]
[...]he il suo [...] per intero nel secolo precedente. Pascoli e [...] dove li colloca?». /// [...] /// Il problema, allora, sta [...] se come anticipazione o come conclusione di [...]. Si rende conto [...] del suo linguaggio?». Lascio perciò e per [...] Novecento per immergermi nella poesia ottocentesca». Lì si è più [...]. So che le pagine non [...] possono moltiplicare ad [...] per [...] dei corpi eccetera. Non riesco a [...] di funzionalità del discorso, che [...] può esaurirsi completamente nella testimo[...]
[...]oderatamente [...] comuni e non comuni nelle scelte precedenti, [...] presi con il massimo esponente o, [...] di metafora, accolti con [...] e riservandosi non più di un paio [...] copertura. La novità è ovviamente [...] le [...] pagine riservate al Novecento [...] giunta a [...] poeti su un totale [...] dovendo comunque riservare a Monti, Foscolo, Manzoni, Leopardi, Porta, Belli, Carducci, Pascoli e [...] una quota consistente dei [...] costituiscono di per sé una novità e [...] giudizio di valore decis[...]
[...]u un totale [...] dovendo comunque riservare a Monti, Foscolo, Manzoni, Leopardi, Porta, Belli, Carducci, Pascoli e [...] una quota consistente dei [...] costituiscono di per sé una novità e [...] giudizio di valore decisivo. Che gran secolo è [...] Novecento, se [...] molteplicità che gli restituiscono [...] di Gozzano e Palazzeschi, Ungaretti e Rebora, Saba [...] Montale, Onofri e Cardarelli, Penna e Pavese, Betocchi [...] Sereni, Luzi e Pasolini, Zanzotto e Giudizi, Rosselli e Sanguineti, [...] i «cap[...]
[...]lla interpretazione che presuppone [...] gli altri? Non sposiamo con ciò la [...] Ossola sin dal primo volume, nella mezza [...] pertinenza, quando ha parlato della dominante petrarchista [...] «una lingua, un repertorio figurale, un canone [...] al Novecento», a tale dominante assegnando il [...] fattore di modernizzazione, appunto [...] della «gratuità autosufficiente della [...]. Al petrarchismo semmai va [...] della poesia, la [...] divisione di competenze e [...] qualsiasi altra attività intellettua[...]